Correre è ROCK
Vertical Rifugio Gastaldi: sette anni dopo, si torna a correre verso l’alto

Per il ciclo “Correre è ROCK”, firmato iovedodicorsa, torniamo da Gianluca Logozzo, questa volta nella veste di responsabile dell’evento per Piossasco Trail Runners, per parlare del ritorno di una gara che mancava dal calendario dal 2019.
Sabato 5 settembre 2026 torna infatti il Vertical Rifugio Gastaldi, nel cuore delle Valli di Lanzo. Una gara breve soltanto sulla carta: circa 3,2 chilometri e 970 metri di dislivello positivo, con partenza dal Pian della Mussa, a Balme, e arrivo a circa 2.760 metri di quota, a Rocca Turo, sopra lo storico Rifugio Gastaldi.
Sette anni dopo l’ultima edizione si riparte, grazie all’organizzazione dell’ASD Piossasco Trail Runners, alla collaborazione con il Rifugio Gastaldi e il Rifugio Città di Ciriè, al patrocinio del Comune di Balme e al contributo di partner, volontari e realtà del territorio.
Una gara, ma non soltanto. Il Vertical vuole essere un modo per vivere e raccontare la montagna, riportando atleti e appassionati sulle Valli di Lanzo e recuperando anche quella dimensione di comunità che, dopo il traguardo, troverà la sua espressione più semplice nel tradizionale terzo tempo davanti a un piatto di polenta.
Con Gianluca proviamo allora a capire cosa significhi riportare in vita questa manifestazione. E, visto che siamo a Correre è ROCK, per una volta partiremo verso l’alto seguendo anche il suggerimento degli Aerosmith: Walk This Way. Anzi, vista l’occasione, Run This Way.
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Gianluca, l’ultima edizione risale al 2019. Il 5 settembre il Vertical Rifugio Gastaldi torna finalmente in calendario: perché avete deciso che questo fosse il momento giusto per ripartire e quanto lavoro c’è stato dietro questo ritorno?

Era una gara che ci era rimasta dentro. Dal 2019 sono passati sette anni, ma l’idea di riportarla in calendario non è mai scomparsa davvero. Servivano però le condizioni giuste e soprattutto la disponibilità di tutte le persone e le realtà del territorio che rendono possibile un evento del genere.
Quando organizzi una gara in montagna non basta tracciare un percorso, mettere un arco alla partenza e aspettare che arrivino gli atleti. Ci sono sicurezza, logistica, rifugi, volontari, istituzioni e mille dettagli che spesso chi corre non vede. Ripartire significa rimettere insieme tutti questi pezzi. Il 5 settembre scopriremo se li abbiamo rimessi al posto giusto.
Tre chilometri e duecento metri possono sembrare pochi, almeno fino a quando non aggiungiamo quasi mille metri di dislivello positivo e un traguardo a 2.760 metri. Che gara deve aspettarsi chi partirà dal Pian della Mussa? E dove pensi che il Vertical presenti il conto più salato?

La prima cosa da fare è dimenticarsi quei 3,2 chilometri. Se uno guarda soltanto la distanza rischia di farsi un’idea completamente sbagliata della gara.
Qui bisogna salire di quasi mille metri e farlo in pochissimo spazio. Non c’è molto tempo per recuperare e soprattutto bisogna riuscire a gestire lo sforzo senza farsi prendere dalla voglia di strafare all’inizio. Più si sale, poi, più cambiano terreno, quota e percezione della fatica.
Il conto? Arriva quando pensi di aver capito la gara. In montagna capita spesso: alzi gli occhi, ti sembra di essere quasi arrivato e scopri che manca ancora parecchio. E da quel momento quei pochi chilometri iniziali sembrano improvvisamente molti di più.
Avete insistito molto sul rapporto tra gara e territorio. Il Vertical coinvolge rifugi, Comune, attività locali, partner e volontari. Quanto è importante che un evento di montagna non si limiti a utilizzare un territorio come scenario, ma riesca a diventare parte di quel territorio?

È fondamentale. La montagna non può essere semplicemente lo sfondo bello da mettere nelle fotografie della gara.
Se organizzi un evento qui devi entrare in relazione con chi questo territorio lo vive tutto l’anno. Il Rifugio Gastaldi, il Rifugio Città di Ciriè, il Comune di Balme, le attività locali, i partner e soprattutto i volontari non sono elementi di contorno: sono parte dell’evento.
Vorremmo che chi viene a correre il Vertical tornasse a casa ricordandosi della gara, certo, ma anche del Pian della Mussa, di Balme e delle Valli di Lanzo. E magari avesse voglia di tornarci senza un pettorale.
Al traguardo finisce il cronometro, ma non la giornata: c’è il “terzo tempo”, con la polenta preparata dai gestori del Rifugio Gastaldi e del Rifugio Città di Ciriè. Quanto conta questa dimensione conviviale e quanto racconta dello spirito con cui Piossasco Trail Runners ha voluto riportare in vita il Vertical?

Conta tantissimo, anche perché dopo 970 metri di dislivello positivo la polenta diventa improvvisamente un argomento molto serio.
Battute a parte, è probabilmente uno dei momenti che raccontano meglio quello che vorremmo fosse questa giornata. Si corre, qualcuno proverà a vincere, qualcuno guarderà il cronometro e qualcun altro sarà semplicemente contento di essere arrivato lassù. Poi però ci si ritrova tutti insieme.
Il terzo tempo serve proprio a questo: togliere per un momento pettorali, classifiche e differenze e tornare a essere persone che hanno condiviso la stessa montagna e la stessa fatica.
Siamo a “Correre è ROCK”, quindi stavolta la colonna sonora te la suggeriamo noi. Gli Aerosmith cantavano Walk This Way assieme ai RUN DMC: il 5 settembre ci permettiamo di trasformarla in Run This Way. Quanto rock c’è nel partire dal Pian della Mussa e decidere che il posto migliore dove mettere il traguardo sia quasi mille metri più in alto?
Direi parecchio. Anche perché mettere il traguardo 970 metri più in alto quando avresti potuto tranquillamente lasciarlo giù al Pian della Mussa non è esattamente una scelta razionale.
Un Vertical ha qualcosa di molto semplice e diretto: parti da lì, guardi verso l’alto e sai dove devi andare. Non ci sono molti compromessi. Devi trovare il tuo ritmo, accettare la fatica e continuare a salire.
Quindi sì, per una volta possiamo prenderci la libertà di correggere gli Aerosmith: Walk This Way va benissimo, ma il 5 settembre proviamo con Run This Way.
Vertical Rifugio Gastaldi: informazioni e iscrizioni
Sabato 5 settembre 202
Il ritrovo degli atleti è previsto dalle ore 7.30 alle 9.00 presso il Rifugio Città di Ciriè, mentre la partenza dal Pian della Mussa è fissata alle ore 9.45.
Il percorso misura 3,2 km, con 970 metri di dislivello positivo, e porta gli atleti fino a Rocca Turo, a 2.760 metri di quota.
Informazioni, regolamento e modalità di iscrizione sono disponibili sulla pagina ufficiale del Vertical Rifugio Gastaldi.
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“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)
Photo credit: archivio Piossasco Trail Runners
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