Correre è ROCK – Storie
Tanti auguri Cesare Monetti
50 anni e non fermarsi mai

Ci sono persone che sembrano essere ovunque e, proprio per questo, finiscono quasi per diventare invisibili.
Cesare Monetti appartiene a questa categoria.
Se corri da qualche anno, è molto probabile che tu abbia già incrociato il suo lavoro decine di volte senza saperlo.
Magari leggendo un comunicato stampa, scoprendo una nuova gara, seguendo una presentazione o semplicemente imbattendoti in una notizia legata al mondo del running.
Che fosse una grande maratona internazionale o una manifestazione di provincia, c’è una buona probabilità che dietro quelle righe ci fosse anche lui.
Da quando lo conosco l’ho sempre colto in movimento. In auto, in treno, in bicicletta, in aeroporto, in albergo o nel primo angolo disponibile dotato di una presa elettrica per alimentare un computer e chiudere un comunicato.
Perché le gare non aspettano, le notizie nemmeno, e chi si occupa di comunicazione vive spesso in una dimensione dove il tempo sembra non bastare mai.
Chi frequenta il mondo del running sa bene quanto sia complesso organizzare un evento. Molto meno visibile è il lavoro necessario per raccontarlo, costruire attenzione, dare voce agli organizzatori e trasformare una gara in una storia capace di continuare a vivere anche dopo il traguardo.
Cesare fa questo da anni e lo fa con una costanza che, a pensarci bene, assomiglia molto a quella di un maratoneta: un passo dopo l’altro, un comunicato dopo l’altro, un progetto dopo l’altro.
Negli anni ha contribuito alla comunicazione di un numero impressionante di eventi podistici italiani e internazionali, compresa la Run Rome The Marathon, la manifestazione più importante del nostro Paese.
Ma ridurre tutto a un elenco di incarichi sarebbe ingeneroso, perché il vero valore di Cesare non sta soltanto in ciò che ha costruito, ma nel modo in cui lo ha costruito: con pazienza, metodo e una visione capace di guardare sempre qualche chilometro più avanti.
Ed è anche grazie a persone come lui che mi ritrovo a rivalutare la classe 1976. Perché Cesare è una delle poche persone che conosca ad aver creduto fino in fondo ai propri progetti, dedicando loro tempo, energia e una quantità di lavoro che spesso rimane invisibile agli occhi degli altri.
Il risultato non si misura soltanto nei numeri o nelle gare organizzate, ma soprattutto nelle relazioni costruite nel tempo, nella fiducia conquistata e nella credibilità che oggi accompagna il suo nome.
Con Cesare, nel corso degli anni, si è costruito anche un rapporto fatto di reciproca stima e comprensione.
Un rapporto nel quale, in fondo, l’agire conta più del dichiarare, forse perché entrambi sappiamo che i progetti non si misurano dalle intenzioni, ma da ciò che riescono a diventare.
Ed è anche per questo che Cesare rappresenta perfettamente lo spirito di iovedodicorsa.
Perché se per realizzare qualcosa servono testa e cuore, serve anche la capacità di avere accanto persone in grado di sostenere quella forza creativa e quell’impeto narrativo nel tempo, senza disperderli e senza smettere di credere nelle proprie idee.
Cinquant’anni sono un bel traguardo, ma conoscendo Cesare ho il sospetto che per lui rappresentino semplicemente una tappa del viaggio. Una curva del percorso, più che un arrivo.
Per questo l’augurio è semplice: continuare a correre, continuare a pedalare, continuare a viaggiare, continuare a immaginare nuovi progetti e continuare a scoprire il mondo con la stessa curiosità che lo accompagna da sempre.
E soprattutto continuare a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare le idee in realtà.
Buon compleanno Cesare.
Ci vediamo lungo la strada.
Come sempre.
🏃🎸 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
Marco Frattini, Maratoneta, Vedere di corsa e sentirci ancora meno.
Correre è ROCK – Storie
Tanti auguri Cesare Monetti
50 anni e non fermarsi mai

Ci sono persone che sembrano essere ovunque e, proprio per questo, finiscono quasi per diventare invisibili.
Cesare Monetti appartiene a questa categoria.
Se corri da qualche anno, è molto probabile che tu abbia già incrociato il suo lavoro decine di volte senza saperlo.
Magari leggendo un comunicato stampa, scoprendo una nuova gara, seguendo una presentazione o semplicemente imbattendoti in una notizia legata al mondo del running.
Che fosse una grande maratona internazionale o una manifestazione di provincia, c’è una buona probabilità che dietro quelle righe ci fosse anche lui.

Da quando lo conosco l’ho sempre colto in movimento. In auto, in treno, in bicicletta, in aeroporto, in albergo o nel primo angolo disponibile dotato di una presa elettrica per alimentare un computer e chiudere un comunicato.
Perché le gare non aspettano, le notizie nemmeno, e chi si occupa di comunicazione vive spesso in una dimensione dove il tempo sembra non bastare mai.
Chi frequenta il mondo del running sa bene quanto sia complesso organizzare un evento. Molto meno visibile è il lavoro necessario per raccontarlo, costruire attenzione, dare voce agli organizzatori e trasformare una gara in una storia capace di continuare a vivere anche dopo il traguardo.
Cesare fa questo da anni e lo fa con una costanza che, a pensarci bene, assomiglia molto a quella di un maratoneta: un passo dopo l’altro, un comunicato dopo l’altro, un progetto dopo l’altro.
Negli anni ha contribuito alla comunicazione di un numero impressionante di eventi podistici italiani e internazionali, compresa la Run Rome The Marathon, la manifestazione più importante del nostro Paese.

Ma ridurre tutto a un elenco di incarichi sarebbe ingeneroso, perché il vero valore di Cesare non sta soltanto in ciò che ha costruito, ma nel modo in cui lo ha costruito: con pazienza, metodo e una visione capace di guardare sempre qualche chilometro più avanti.
Ed è anche grazie a persone come lui che mi ritrovo a rivalutare la classe 1976. Perché Cesare è una delle poche persone che conosca ad aver creduto fino in fondo ai propri progetti, dedicando loro tempo, energia e una quantità di lavoro che spesso rimane invisibile agli occhi degli altri.
Il risultato non si misura soltanto nei numeri o nelle gare organizzate, ma soprattutto nelle relazioni costruite nel tempo, nella fiducia conquistata e nella credibilità che oggi accompagna il suo nome.
Con Cesare, nel corso degli anni, si è costruito anche un rapporto fatto di reciproca stima e comprensione.
Un rapporto nel quale, in fondo, l’agire conta più del dichiarare, forse perché entrambi sappiamo che i progetti non si misurano dalle intenzioni, ma da ciò che riescono a diventare.

Ed è anche per questo che Cesare rappresenta perfettamente lo spirito di iovedodicorsa.
Perché se per realizzare qualcosa servono testa e cuore, serve anche la capacità di avere accanto persone in grado di sostenere quella forza creativa e quell’impeto narrativo nel tempo, senza disperderli e senza smettere di credere nelle proprie idee.
Cinquant’anni sono un bel traguardo, ma conoscendo Cesare ho il sospetto che per lui rappresentino semplicemente una tappa del viaggio. Una curva del percorso, più che un arrivo.
Per questo l’augurio è semplice: continuare a correre, continuare a pedalare, continuare a viaggiare, continuare a immaginare nuovi progetti e continuare a scoprire il mondo con la stessa curiosità che lo accompagna da sempre.

E soprattutto continuare a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare le idee in realtà.
Buon compleanno Cesare.
Ci vediamo lungo la strada.
Come sempre.
🏃🎸 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
Marco Frattini, Maratoneta, Vedere di corsa e sentirci ancora meno.
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Photo credit: archivio Cesare Monetti,
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