Correre è Rock: 6 Miglia di Piossasco

Correre è Rock – Intervista a Gianluca Logozzo, organizzatore della 6 Miglia di Piossasco

Per il ciclo “Correre è Rock”, dedicato alle storie e agli eventi che sanno unire la corsa all’energia e alla passione del rock, incontriamo Gianluca Logozzo, presidente Piossasco Trail Runners e organizzatore della 6 Miglia di Piossasco.
La manifestazione, nata e ideata da Giuseppe Fiorentini, rappresenta un perfetto equilibrio tra corsa su strada e trail running, offrendo ai partecipanti un percorso tecnico, panoramico e ricco di emozioni.

Ciao Gianluca, come nasce l’idea della 6 Miglia di Piossasco e cosa rappresenta per la tua comunità sportiva?
Abbiamo ereditato con grande piacere questo evento da Giuseppe Fiorentini, oggi 82 anni e runner ancora attivo. Giuseppe è un mito della nostra circoscrizione, oltre a essere stato nominato “organizzatore dell’anno” dalla Fidal negli anni 90.
L’obiettivo di valorizzare il territorio circostante a Piossasco attraverso eventi postici, fa parte del DNA del gruppo Piossasco Trail Runners, che è prima di tutto una grande famiglia. Stiamo lavorando per riportare questa corsa ai livelli pre-pandemia rendendola inoltre accessibile a tutti, ma mantenendo l’anima sportiva forte che da sempre la caratterizza.
La 6 Miglia è diventata un modo per far conoscere la nostra collina, i suoi sentieri e la voglia di muoversi insieme. È una gara, certo, ma soprattutto una festa della corsa.

Il percorso alterna tratti cittadini e sterrati: perché è importante conciliare la corsa su strada con l’esperienza del trail?
Credo che oggi molti runner cerchino proprio questo equilibrio. La corsa su strada allena la costanza, la gestione del ritmo, mentre il trail aggiunge la componente naturale, l’imprevisto, la libertà. La 6 Miglia è un piccolo ponte tra i due mondi: si parte dall’asfalto e si arriva alla collina, con scorci bellissimi sul Monte San Giorgio. È un modo per dire che correre non è solo prestazione, ma anche scoperta.

Le iscrizioni sono già aperte: fino a quando è possibile registrarsi e con quali modalità?
Sì, le iscrizioni sono aperte online direttamente dal sito ufficiale dei Piossasco Trail Runners, nella sezione dedicata all’evento:
👉 www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/
Iscriviti subito   QUI

Ci si può iscrivere fino alle 24 di giovedì 13 novembre, poi direttamente in loco. Offriamo sia la versione competitiva (con classifica e chip cronometraggio) sia la non competitiva, per chi vuole semplicemente vivere la corsa in compagnia. Inoltre, accogliamo anche camminatori e famiglie, perché l’idea è davvero quella di un evento aperto a tutti.

C’è un grande spirito di squadra nei Piossasco Trail Runners. Quanto conta la dimensione del gruppo nella riuscita di un evento come questo?
Conta tantissimo. Senza il gruppo, la 6 Miglia non esisterebbe. Ogni volontario, ogni atleta, ogni persona che dà una mano fa parte di un meccanismo che funziona perché c’è passione vera. Lavoriamo mesi per curare ogni dettaglio: dal percorso alla sicurezza, fino al ristoro finale. È questo spirito collettivo che trasforma una semplice corsa in un’esperienza da ricordare.

Se dovessi associare la 6 Miglia di Piossasco a un brano rock, quale sceglieresti e perché?Direi “Don’t Stop Me Now” dei Queen.
È una canzone che trasmette pura energia e voglia di vivere, proprio come la nostra corsa. Ogni volta che sento quel ritmo, mi viene voglia di partire a correre. E poi parla di libertà, di movimento, di divertimento — tre parole che raccontano perfettamente lo spirito della 6 Miglia.

🔗 Per saperne di più
📍 Evento: 6 Miglia di Piossasco
📅 Data: 16 novembre 2025
ℹ️ Info e iscrizioni: https://www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/

Iscriviti subito   QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: ufficio stampa Piossasco Trail Runners
Official tag:
#correreèrock #rockaandrollrun #seimigliadipiossasco #queen

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music


Correre è Rock – Intervista a Gianluca Logozzo, organizzatore della 6 Miglia di Piossasco

Per il ciclo “Correre è Rock”, dedicato alle storie e agli eventi che sanno unire la corsa all’energia e alla passione del rock, incontriamo Gianluca Logozzo, presidente Piossasco Trail Runners e organizzatore della 6 Miglia di Piossasco.
La manifestazione, nata e ideata da Giuseppe Fiorentini, rappresenta un perfetto equilibrio tra corsa su strada e trail running, offrendo ai partecipanti un percorso tecnico, panoramico e ricco di emozioni.

Ciao Gianluca, come nasce l’idea della 6 Miglia di Piossasco e cosa rappresenta per la tua comunità sportiva?
Abbiamo ereditato con grande piacere questo evento da Giuseppe Fiorentini, oggi 82 anni e runner ancora attivo. Giuseppe è un mito della nostra circoscrizione, oltre a essere stato nominato “organizzatore dell’anno” dalla Fidal negli anni 90.
L’obiettivo di valorizzare il territorio circostante a Piossasco attraverso eventi postici, fa parte del DNA del gruppo Piossasco Trail Runners, che è prima di tutto una grande famiglia. Stiamo lavorando per riportare questa corsa ai livelli pre-pandemia rendendola inoltre accessibile a tutti, ma mantenendo l’anima sportiva forte che da sempre la caratterizza.
La 6 Miglia è diventata un modo per far conoscere la nostra collina, i suoi sentieri e la voglia di muoversi insieme. È una gara, certo, ma soprattutto una festa della corsa.


Il percorso alterna tratti cittadini e sterrati: perché è importante conciliare la corsa su strada con l’esperienza del trail?
Credo che oggi molti runner cerchino proprio questo equilibrio. La corsa su strada allena la costanza, la gestione del ritmo, mentre il trail aggiunge la componente naturale, l’imprevisto, la libertà. La 6 Miglia è un piccolo ponte tra i due mondi: si parte dall’asfalto e si arriva alla collina, con scorci bellissimi sul Monte San Giorgio. È un modo per dire che correre non è solo prestazione, ma anche scoperta.

Le iscrizioni sono già aperte: fino a quando è possibile registrarsi e con quali modalità?
Sì, le iscrizioni sono aperte online direttamente dal sito ufficiale dei Piossasco Trail Runners, nella sezione dedicata all’evento:
👉 www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/
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Ci si può iscrivere fino alle 24 di giovedì 13 novembre, poi direttamente in loco. Offriamo sia la versione competitiva (con classifica e chip cronometraggio) sia la non competitiva, per chi vuole semplicemente vivere la corsa in compagnia. Inoltre, accogliamo anche camminatori e famiglie, perché l’idea è davvero quella di un evento aperto a tutti.

C’è un grande spirito di squadra nei Piossasco Trail Runners. Quanto conta la dimensione del gruppo nella riuscita di un evento come questo?
Conta tantissimo. Senza il gruppo, la 6 Miglia non esisterebbe. Ogni volontario, ogni atleta, ogni persona che dà una mano fa parte di un meccanismo che funziona perché c’è passione vera. Lavoriamo mesi per curare ogni dettaglio: dal percorso alla sicurezza, fino al ristoro finale. È questo spirito collettivo che trasforma una semplice corsa in un’esperienza da ricordare.


Se dovessi associare la 6 Miglia di Piossasco a un brano rock, quale sceglieresti e perché?
Direi “Don’t Stop Me Now” dei Queen.
È una canzone che trasmette pura energia e voglia di vivere, proprio come la nostra corsa. Ogni volta che sento quel ritmo, mi viene voglia di partire a correre. E poi parla di libertà, di movimento, di divertimento — tre parole che raccontano perfettamente lo spirito della 6 Miglia.

🔗 Per saperne di più
📍 Evento: 6 Miglia di Piossasco
📅 Data: 16 novembre 2025
ℹ️ Info e iscrizioni: https://www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/

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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: ufficio stampa Piossasco Trail Runners
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© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

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Venicemarathon 2025 corre a ritmo dei Pink Floyd

Venicemarathon 2025: tra ponti, musica e magia.
Quando Venezia corre a ritmo dei Pink Floyd

Venezia stamattina si è svegliata al ritmo di ventimila passi. Non quelli dei turisti distratti, ma quelli concentrati, ritmati, quasi musicali, dei corridori della Venicemarathon 2025, partiti da Villa Pisani a Stra per attraversare il cuore della laguna, fino a tagliare il traguardo a Riva dei Sette Martiri.
Una sinfonia di resistenza e passione, come se in sottofondo, tra le calli e i canali, risuonasse la voce di David Gilmour che sussurra:

“Breathe, breathe in the air. Don’t be afraid to care.”
(Breathe, The Dark Side of the Moon, 1973)

Dalla Riviera del Brenta alla città che respira arte e fatica

Il percorso della Venicemarathon è un capolavoro di equilibrio tra sport e architettura, una sfida ingegneristica e logistica che ricorda da vicino la complessità di un grande evento musicale. Come nel concerto dei Pink Floyd del 1989 in Piazza San Marco, quando Venezia dovette reinventarsi per accogliere un’onda sonora planetaria, anche oggi la città ha orchestrato un evento che unisce precisione e poesia.
Chi organizza la maratona conosce bene la parola “studio”: ogni ponte, ogni deviazione, ogni canale richiede un progetto dedicato, calcoli millimetrici, permessi, sicurezza e rispetto per un patrimonio fragile e vivo.

Come i tecnici che, 36 anni fa, sospesero il palco dei Pink Floyd su una piattaforma galleggiante per non toccare la pietra antica della piazza, oggi gli ingegneri della Venicemarathon hanno costruito un ponte galleggiante temporaneo, fatto di barche, per permettere ai corridori di attraversare il Canal Grande. Un’opera effimera, poetica, quasi musicale.

“Run Like Hell”: quando la corsa diventa battaglia

Lungo la Riviera del Brenta, la maratona prende ritmo. Le ville palladiane scorrono accanto come spettatrici silenziose, il respiro si sincronizza ai passi. È il momento di “Run Like Hell” (The Wall, 1979):

“You better run all day and run all night.”
Non è solo una gara, ma un atto di resistenza.

A Mestre, il calore della folla si trasforma in carburante. Le voci dei tifosi risuonano come un assolo di chitarra. Al Parco San Giuliano, l’energia si trasforma in trance: “On the Run” (The Dark Side of the Moon) sembra descrivere il battito collettivo di migliaia di cuori.

Poi arriva il Ponte della Libertà, quel lungo rettilineo che separa la terraferma dall’isola. È il vero spartiacque della gara: per i primi, è il punto in cui si decide la vittoria; per gli altri, il momento in cui il corpo vacilla e la mente diventa protagonista. Alcuni lo attraversano con la furia di “One of These Days”, altri con la serenità meditativa di “Fearless”:

“And I’ll climb the hill in my own way.”

Venezia, i 14 ponti e l’acqua alta: quando la città mette alla prova anche i campioni

Entrare a Venezia è come varcare un sogno. Ma la bellezza è anche una prova. I 14 ponti da superare – costruiti appositamente o adattati per l’evento – diventano la montagna simbolica di ogni maratoneta. Il rumore dei passi sull’acqua, il legno umido delle passerelle, i riflessi del sole tra le onde: tutto ricorda che qui la corsa è un atto d’amore verso la città stessa.

Ed è proprio tra il 40° e il 41° chilometro, in Piazza San Marco, che il destino scrive la sua pagina più intensa: Zebenay Ashumar, l’etiope straordinaria, cade a causa dell’acqua alta. Il pubblico trattiene il fiato. Per un istante, sembra che il sogno si spezzi. Ma lei si rialza, come in Learning to Fly:

“A soul in tension that’s learning to fly, condition grounded but determined to try.”
Riparte, corre, vince. In 2 ore, 27 minuti e 31 secondi.

La doppietta etiope si completa con Robi Deribe, che domina tra gli uomini con 2h08’58”. Due anime africane che conquistano una città anfibia, sospesa tra acqua e cielo.

Una macchina perfetta: come un concerto dei Pink Floyd

Dietro la poesia c’è la precisione. Coordinare 20.000 corridori provenienti da 80 Paesi, garantire la sicurezza con 232 operatori tra Protezione Civile, Alpini, Guardia Costiera e volontari, chiudere il traffico e proteggere un ecosistema urbano fragile: tutto questo è un esercizio di logistica e sensibilità.
Come un grande concerto live, ogni errore tecnico può diventare una dissonanza. Ma oggi, a Venezia, la sinfonia è stata perfetta.

La città, come nel ’89, ha vibrato. Non di decibel, ma di battiti cardiaci sincronizzati. La musica non era nelle casse, ma nei polmoni e nei passi.

Il tempo, la corsa, la città

Alla fine, mentre gli ultimi arrivano al traguardo, sembra di sentire i versi di Time risuonare tra le calli:

“And then one day you find ten years have got behind you.”
Ogni chilometro è un frammento di vita, ogni passo un atto di resistenza al tempo che scorre.
Hai corso la Venicemarathon? Lascia la tua recensione e il tuo voto  QUI

Vuoi preparare al meglio la tua prossima maratona?

Segui il nostro prossimo articolo targato Correre è ROCK!
Ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
contattaci  subito     QUI
Il coach Marco Frattini saprà come aiutarti.

✍️ Autore.
Mauro Teti
Scrivo di musica perché non potrei farne a meno. Sono responsabile pubbliche relazioni del Progetto musicale di Marco Frattini, “Fratta & Time Machine”. Collaboro con Auralcrave, Il Buscadero, Milano Free e ho collaborato con Musica 361. Formatore in ambito Excel avanzato e comunicazione digitale, esploro il mondo musicale con uno sguardo narrativo e culturale, tra storie nascoste, suoni d’autore e significati da (ri)scoprire. Finisher 4 edizioni Venicemarathon. 

Richiedi il codice sconto della tua prossima maratona      QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, ufficio stampa Venicemarathon
Official tag:
#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #venicemarathon #pinkfloyd

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

Venicemarathon 2025: tra ponti, musica e magia.
Quando Venezia corre a ritmo dei Pink Floyd

Venezia stamattina si è svegliata al ritmo di ventimila passi. Non quelli dei turisti distratti, ma quelli concentrati, ritmati, quasi musicali, dei corridori della Venicemarathon 2025, partiti da Villa Pisani a Stra per attraversare il cuore della laguna, fino a tagliare il traguardo a Riva dei Sette Martiri.
Una sinfonia di resistenza e passione, come se in sottofondo, tra le calli e i canali, risuonasse la voce di David Gilmour che sussurra:

“Breathe, breathe in the air. Don’t be afraid to care.”
(Breathe, The Dark Side of the Moon, 1973)

Dalla Riviera del Brenta alla città che respira arte e fatica

Il percorso della Venicemarathon è un capolavoro di equilibrio tra sport e architettura, una sfida ingegneristica e logistica che ricorda da vicino la complessità di un grande evento musicale. Come nel concerto dei Pink Floyd del 1989 in Piazza San Marco, quando Venezia dovette reinventarsi per accogliere un’onda sonora planetaria, anche oggi la città ha orchestrato un evento che unisce precisione e poesia.
Chi organizza la maratona conosce bene la parola “studio”: ogni ponte, ogni deviazione, ogni canale richiede un progetto dedicato, calcoli millimetrici, permessi, sicurezza e rispetto per un patrimonio fragile e vivo.

Come i tecnici che, 36 anni fa, sospesero il palco dei Pink Floyd su una piattaforma galleggiante per non toccare la pietra antica della piazza, oggi gli ingegneri della Venicemarathon hanno costruito un ponte galleggiante temporaneo, fatto di barche, per permettere ai corridori di attraversare il Canal Grande. Un’opera effimera, poetica, quasi musicale.

“Run Like Hell”: quando la corsa diventa battaglia

Lungo la Riviera del Brenta, la maratona prende ritmo. Le ville palladiane scorrono accanto come spettatrici silenziose, il respiro si sincronizza ai passi. È il momento di “Run Like Hell” (The Wall, 1979):

“You better run all day and run all night.”
Non è solo una gara, ma un atto di resistenza.

A Mestre, il calore della folla si trasforma in carburante. Le voci dei tifosi risuonano come un assolo di chitarra. Al Parco San Giuliano, l’energia si trasforma in trance: “On the Run” (The Dark Side of the Moon) sembra descrivere il battito collettivo di migliaia di cuori.

Poi arriva il Ponte della Libertà, quel lungo rettilineo che separa la terraferma dall’isola. È il vero spartiacque della gara: per i primi, è il punto in cui si decide la vittoria; per gli altri, il momento in cui il corpo vacilla e la mente diventa protagonista. Alcuni lo attraversano con la furia di “One of These Days”, altri con la serenità meditativa di “Fearless”:

“And I’ll climb the hill in my own way.”

Venezia, i 14 ponti e l’acqua alta: quando la città mette alla prova anche i campioni

Entrare a Venezia è come varcare un sogno. Ma la bellezza è anche una prova. I 14 ponti da superare – costruiti appositamente o adattati per l’evento – diventano la montagna simbolica di ogni maratoneta. Il rumore dei passi sull’acqua, il legno umido delle passerelle, i riflessi del sole tra le onde: tutto ricorda che qui la corsa è un atto d’amore verso la città stessa.

Ed è proprio tra il 40° e il 41° chilometro, in Piazza San Marco, che il destino scrive la sua pagina più intensa: Zebenay Ashumar, l’etiope straordinaria, cade a causa dell’acqua alta. Il pubblico trattiene il fiato. Per un istante, sembra che il sogno si spezzi. Ma lei si rialza, come in Learning to Fly:

“A soul in tension that’s learning to fly, condition grounded but determined to try.”
Riparte, corre, vince. In 2 ore, 27 minuti e 31 secondi.

La doppietta etiope si completa con Robi Deribe, che domina tra gli uomini con 2h08’58”. Due anime africane che conquistano una città anfibia, sospesa tra acqua e cielo.

Una macchina perfetta: come un concerto dei Pink Floyd

Dietro la poesia c’è la precisione. Coordinare 20.000 corridori provenienti da 80 Paesi, garantire la sicurezza con 232 operatori tra Protezione Civile, Alpini, Guardia Costiera e volontari, chiudere il traffico e proteggere un ecosistema urbano fragile: tutto questo è un esercizio di logistica e sensibilità.
Come un grande concerto live, ogni errore tecnico può diventare una dissonanza. Ma oggi, a Venezia, la sinfonia è stata perfetta.

La città, come nel ’89, ha vibrato. Non di decibel, ma di battiti cardiaci sincronizzati. La musica non era nelle casse, ma nei polmoni e nei passi.

Il tempo, la corsa, la città

Alla fine, mentre gli ultimi arrivano al traguardo, sembra di sentire i versi di Time risuonare tra le calli:

“And then one day you find ten years have got behind you.”
Ogni chilometro è un frammento di vita, ogni passo un atto di resistenza al tempo che scorre.
Hai corso la Venicemarathon? Lascia la tua recensione e il tuo voto  QUI

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Ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
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✍️ Autore.
Mauro Teti
Scrivo di musica perché non potrei farne a meno. Sono responsabile pubbliche relazioni del Progetto musicale di Marco Frattini, “Fratta & Time Machine”. Collaboro con Auralcrave, Il Buscadero, Milano Free e ho collaborato con Musica 361. Formatore in ambito Excel avanzato e comunicazione digitale, esploro il mondo musicale con uno sguardo narrativo e culturale, tra storie nascoste, suoni d’autore e significati da (ri)scoprire. Finisher 4 edizioni Venicemarathon. 

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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Official tag:
#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #venicemarathon #pinkfloyd

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