Runner al tramonto sotto l’arco della Ravenna Music Race durante una corsa serale dedicata al progetto Correre è ROCK al ritmo dei Cream

Ravenna Music Race: 8 km al ritmo di Badge dei Cream

CORRERE E’ ROCK – EVENTI  LIVE

Ravenna Running Race al ritmo di Badge dei Cream

Ci sono corse che diventano appuntamenti.

E poi ci sono corse che diventano casa.

La Ravenna Running Race per noi è questo.

Un luogo familiare.
Una linea di partenza che ormai sa di amicizia, musica e corsa vissuta.

E questa volta la colonna sonora non poteva che essere Badge dei Cream.

Non tanto per il testo.

Ma per la sua sonorità.

Per quel finale diventato leggenda.


Correre al tramonto

Tramonto sulla darsena di Ravenna durante la Ravenna Music Race con riflessi sull’acqua e atmosfera serale Ancora una volta il tramonto.

La luce che si abbassa.

L’aria che cambia.

E Ravenna che accompagna la corsa con il fascino silenzioso della sua storia e della sua darsena.

Una darsena che per noi non è più soltanto un luogo.

È memoria.

Qui la nostra musica è di casa.

Qui sono partiti gli editi musicali di Marco Frattini.

Ed è impossibile non tornare con la mente alla prima Running Race e al video di Corro con il vento.

Da lì, in fondo, è iniziato tutto.
Vedi ill video live   QUI


Otto chilometri di prudenza

Solo 8 km.

Eppure affrontati con cautela.

Con rispetto.

Perché quando i primi segnali sono positivi, il rischio più grande è lasciarsi prendere la mano.

Alzare troppo il ginocchio.

O forse, restando nel linguaggio rock, alzare troppo il gomito.

Sappiamo di poter fare bene.

Ma sappiamo anche che la corsa premia chi sa controllarsi.

E allora la scelta è stata chiara:

correre in gestione.

Lasciare crescere il ritmo senza forzature.


Badge

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano descriverla.

Badge appartiene a questa seconda categoria.

La struttura del pezzo cresce progressivamente.

Ma è soprattutto il finale a renderlo immortale.

L’arpeggio conclusivo.

Le chitarre che si aprono.

Il solo che segue.

Una costruzione sonora che sembra non voler finire mai.

Ed è qui che nasce la domanda.

Perché in fondo:

correre non è forse un lungo assolo dell’anima e del corpo?


L’assolo della corsa

Ogni runner conosce quel momento.

Quando il corpo entra nel ritmo.

Quando il respiro si stabilizza.

Quando la corsa smette di essere solo movimento e diventa percezione.

È una dimensione difficile da spiegare.

Molto simile a quella di un assolo costruito bene.

Non è solo tecnica.

È intensità.

È gestione.

È emozione.


La musica lungo il percorso

Runner e pubblico lungo la darsena durante la Ravenna Music Race al tramontoLa Ravenna Music Race non è una semplice gara podistica.

È un percorso costruito dentro la musica.

Letteralmente.

La darsena diventa palco.
Le strade diventano vibrazione.
Ogni chilometro ha un suono diverso.

E mentre il runner entra gradualmente nel proprio ritmo, lungo il percorso sono proprio le band a scandire il tempo della corsa.

Quest’anno il viaggio musicale della 8 km è stato accompagnato da:

🎸 Windstorm
🎸 Maiday
🎸 Maniac Duo
🎸 Tiziano Trobbiani
🎸 Studio Delta

Ognuno con il proprio stile.
Ognuno con la propria energia.

Perché la Music Race esiste soprattutto grazie a loro.

Grazie ai musicisti che scelgono di stare lungo il percorso, trasformando una corsa in qualcosa di più vicino a un festival musicale in movimento.


La darsena di Ravenna

E poi c’è lei.

La darsena.

Uno spazio che negli anni ha cambiato volto, diventando sempre più vivo, aperto, condiviso.

Correre qui al tramonto significa attraversare:

  • acqua
  • luci
  • archeologia industriale
  • musica
  • persone

Un’atmosfera che ormai sentiamo familiare.

Correre tra musica e ristori

Il percorso della Music Race Beer Edition aveva qualcosa di diverso anche nella sua costruzione.

Band musicali distribuite lungo il tracciato.
Punti ristoro.
Persino punti birra.

Perché questa non è la classica corsa ossessionata dal cronometro.

È una corsa che vuole far vivere un’esperienza.

Ed è probabilmente questo il suo punto di forza.

Un grazie speciale

Stand iovedodicorsa e Opera Santa Teresa durante la raccolta scarpe alla Ravenna Music RaceUn grazie di cuore al Ravenna Runners Club.

Per il sostegno.

Per la disponibilità.

Per gli anni di conoscenza e collaborazione che ci legano.

Un grazie speciale anche per il progetto della raccolta scarpe.

Collegato alla promozione del brano Mine Old Running Shoes,  a Ravenna è stato realizzato insieme all’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù

Scarica subito la demo gratuita di 🎸 Mine Old Running Shoes   QUI

Un’iniziativa che è andata oltre ogni aspettativa.

👉 Approfondimento qui:
Raccolta scarpe running – Ravenna Music Race


L’immenso valore e contributo dei volontari

Volontari al lavoro nell’area organizzativa della Ravenna Music RaceCi sono persone senza le quali tutto questo non sarebbe possibile.

I volontari.

Sempre disponibili.

Sempre pronti a mettersi al servizio degli altri.

La corsa vive anche grazie a loro.

E troppo spesso ce ne dimentichiamo.


Un arrivederci

La Running Race finisce.

Ma non è un saluto.

È un arrivederci.

Alla Maratona di Ravenna.

8 novembre.

Perché alcune città non si attraversano soltanto.

Si vivono.


🎸
“Alla Ravenna Music Race non si corre soltanto.
Ogni runner suona il proprio lungo assolo.”

CORRERE E’ ROCK – EVENTI  LIVE

Ravenna Running Race al ritmo di Badge dei Cream

Ci sono corse che diventano appuntamenti.

E poi ci sono corse che diventano casa.

La Ravenna Running Race per noi è questo.

Un luogo familiare.
Una linea di partenza che ormai sa di amicizia, musica e corsa vissuta.

E questa volta la colonna sonora non poteva che essere Badge dei Cream.

Non tanto per il testo.

Ma per la sua sonorità.

Per quel finale diventato leggenda.


Correre al tramonto

Tramonto sulla darsena di Ravenna durante la Ravenna Music Race con riflessi sull’acqua e atmosfera serale
Ancora una volta il tramonto.

La luce che si abbassa.

L’aria che cambia.

E Ravenna che accompagna la corsa con il fascino silenzioso della sua storia e della sua darsena.

Una darsena che per noi non è più soltanto un luogo.

È memoria.

Qui la nostra musica è di casa.

Qui sono partiti gli editi musicali di Marco Frattini.

Ed è impossibile non tornare con la mente alla prima Running Race e al video di Corro con il vento.

Da lì, in fondo, è iniziato tutto.
Vedi ill video live   QUI


Otto chilometri di prudenza

Solo 8 km.

Eppure affrontati con cautela.

Con rispetto.

Perché quando i primi segnali sono positivi, il rischio più grande è lasciarsi prendere la mano.

Alzare troppo il ginocchio.

O forse, restando nel linguaggio rock, alzare troppo il gomito.

Sappiamo di poter fare bene.

Ma sappiamo anche che la corsa premia chi sa controllarsi.

E allora la scelta è stata chiara:

correre in gestione.

Lasciare crescere il ritmo senza forzature.


Badge

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano descriverla.

Badge appartiene a questa seconda categoria.

La struttura del pezzo cresce progressivamente.

Ma è soprattutto il finale a renderlo immortale.

L’arpeggio conclusivo.

Le chitarre che si aprono.

Il solo che segue.

Una costruzione sonora che sembra non voler finire mai.

Ed è qui che nasce la domanda.

Perché in fondo:

correre non è forse un lungo assolo dell’anima e del corpo?


L’assolo della corsa

Ogni runner conosce quel momento.

Quando il corpo entra nel ritmo.

Quando il respiro si stabilizza.

Quando la corsa smette di essere solo movimento e diventa percezione.

È una dimensione difficile da spiegare.

Molto simile a quella di un assolo costruito bene.

Non è solo tecnica.

È intensità.

È gestione.

È emozione.


La musica lungo il percorso

Runner e pubblico lungo la darsena durante la Ravenna Music Race al tramonto

La Ravenna Music Race non è una semplice gara podistica.

È un percorso costruito dentro la musica.

Letteralmente.

La darsena diventa palco.
Le strade diventano vibrazione.
Ogni chilometro ha un suono diverso.

E mentre il runner entra gradualmente nel proprio ritmo, lungo il percorso sono proprio le band a scandire il tempo della corsa.

Quest’anno il viaggio musicale della 8 km è stato accompagnato da:

🎸 Windstorm
🎸 Maiday
🎸 Maniac Duo
🎸 Tiziano Trobbiani
🎸 Studio Delta

Ognuno con il proprio stile.
Ognuno con la propria energia.

Perché la Music Race esiste soprattutto grazie a loro.

Grazie ai musicisti che scelgono di stare lungo il percorso, trasformando una corsa in qualcosa di più vicino a un festival musicale in movimento.


La darsena di Ravenna

E poi c’è lei.

La darsena.

Uno spazio che negli anni ha cambiato volto, diventando sempre più vivo, aperto, condiviso.

Correre qui al tramonto significa attraversare:

  • acqua
  • luci
  • archeologia industriale
  • musica
  • persone

Un’atmosfera che ormai sentiamo familiare.

Correre tra musica e ristori

Il percorso della Music Race Beer Edition aveva qualcosa di diverso anche nella sua costruzione.

Band musicali distribuite lungo il tracciato.
Punti ristoro.
Persino punti birra.

Perché questa non è la classica corsa ossessionata dal cronometro.

È una corsa che vuole far vivere un’esperienza.

Ed è probabilmente questo il suo punto di forza.

Un grazie speciale

Stand iovedodicorsa e Opera Santa Teresa durante la raccolta scarpe alla Ravenna Music Race
Un grazie di cuore al Ravenna Runners Club.

Per il sostegno.

Per la disponibilità.

Per gli anni di conoscenza e collaborazione che ci legano.

Un grazie speciale anche per il progetto della raccolta scarpe.

Collegato alla promozione del brano Mine Old Running Shoes,  a Ravenna è stato realizzato insieme all’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù

E grazie soprattutto a tutti quelli che hanno contribuito donando le proprie scarpe running.

Scarica sibito la demo gratuita di 🎸 Mine Old Running Shoes   QUI

Un’iniziativa che è andata oltre ogni aspettativa.

👉 Approfondimento qui:
Raccolta scarpe running – Ravenna Music Race

 


L’immenso valore e contributo dei volontari

Volontari al lavoro nell’area organizzativa della Ravenna Music Race
Ci sono persone senza le quali tutto questo non sarebbe possibile.

I volontari.

Sempre disponibili.

Sempre pronti a mettersi al servizio degli altri.

La corsa vive anche grazie a loro.

E troppo spesso ce ne dimentichiamo.


Un arrivederci

La Running Race finisce.

Ma non è un saluto.

È un arrivederci.

Alla Maratona di Ravenna.

8 novembre.

Perché alcune città non si attraversano soltanto.

Si vivono.


🎸
“Alla Ravenna Music Race non si corre soltanto.
Ogni runner suona il proprio lungo assolo.”

Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.

Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

👉 Contattaci QUI

Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua gara… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


🎟 Vuoi uno stimolo in più?

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara → QUI

👉 Scopri tutti gli articoli del progetto Correre è ROCK dedicati alla preparazione della maratona.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit:  iovedodicorsa 
Official tag:
#correreèrock #cream #rockaandrollrun #cream


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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Il faro di Bibione e la chitarra di Steve Vai

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender di Steve Vai

il faro di Bibione e il mare AdriaticoMa Steve Vai, oltre a essere uno dei più grandi virtuosi della chitarra elettrica, sarà mica anche un podista raffinato?

Il dubbio ci è venuto davvero.

Dopotutto il suo fisico asciutto, tirato, essenziale, lo avvicina — almeno nell’immaginario surreale di questo articolo — a quello degli atleti d’élite.

E allora la domanda nasce spontanea:

possibile che un brano come Tender Surrender riesca a descrivere così bene una corsa progressiva?

Perché sabato scorso, alla 10 Km del Faro di Bibione, il collegamento è sembrato inevitabile.


Correre al tramonto

Partenza alle 19.

Luce calda.
Aria che cambia.
Il mare vicino.

Bibione inizia lentamente a rallentare il suo ritmo turistico, mentre i runner iniziano a costruire il proprio.

Ed è proprio qui che nasce il parallelismo.

Perché Tender Surrender non è un brano che esplode subito.

Si costruisce.

Respira.

Cresce.

Esattamente come una corsa progressiva fatta bene.


Partire ultimi

La scelta è stata semplice.

Partire ultimi.

Non per prudenza.

Ma per costruzione.

Lasciare andare tutti.
Non inseguire subito il ritmo degli altri.
Entrare gradualmente nella corsa.

Una scelta mentale prima ancora che tecnica.

E qui Steve Vai sembra quasi parlare direttamente al runner.

Le prime note di Tender Surrender sono delicate.
Controllate.
Quasi sospese.

Non cercano velocità.

Cercano spazio.


La corsa progressiva

Una progressione fatta bene non è un’accelerazione improvvisa.

È una trasformazione.

Il corpo cambia chilometro dopo chilometro.
La respirazione si stabilizza.
Il ritmo cresce senza strappi.

Alla 10 km del Faro è successo esattamente questo.

I primi chilometri sono stati corsi in controllo.

Poi, lentamente:

  • il ritmo è aumentato
  • la corsa è diventata più fluida
  • i sorpassi hanno iniziato a diventare continui

Senza forzature.

Come il solo di Steve Vai.


Tender Surrender

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano spiegarla.

Tender Surrender è uno di questi.

La dinamica del pezzo è impressionante:

  • partenza morbida
  • crescita graduale
  • variazioni continue di intensità
  • esplosioni improvvise
  • ritorni controllati

È il ritratto perfetto di una progressione intelligente.

Steve Vai non corre.

O forse sì.

Perché certe sfumature ritmiche sembrano nate direttamente dentro un allenamento ben costruito.


Correre senza strappi

Molti runner interpretano la progressione come aggressività.

Errore.

La vera progressione è controllo.

È la capacità di:

  • trattenersi all’inizio
  • leggere le sensazioni
  • aumentare il ritmo solo quando il corpo lo concede

Esattamente come un musicista che non forza il volume della chitarra, ma costruisce gradualmente tensione ed emozione.


Gli ultimi chilometri

E poi arriva il finale.

La corsa si alza.

Il ritmo cresce.

Le gambe iniziano a girare davvero.

Ed è qui che Tender Surrender cambia pelle.

Steve Vai sale verso sonorità acute, altisonanti, quasi irreali.

La chitarra sembra uscire dai limiti dello strumento.

E il runner vive qualcosa di simile.

Perché quando una progressione riesce bene, non senti più di stare spingendo.

Senti solo che stai andando.


Bibione, il tramonto e la corsa

La 10 km del Faro non è stata solo una gara.

È stata atmosfera.

Luce.

Percezione.

Una corsa che, vissuta in questo modo, diventa esperienza più che cronometro.

E forse è proprio questo il bello.

Scoprire che a volte:

  • una progressione ben fatta
  • un tramonto sul mare
  • e un assolo di Steve Vai

riescono a parlare la stessa lingua.


Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.

Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

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Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua gara… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


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👉 Scopri tutti gli articoli del progetto Correre è ROCK dedicati alla preparazione della maratona.

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender di Steve Vai

il faro di Bibione e il mare Adriatico
Ma Steve Vai, oltre a essere uno dei più grandi virtuosi della chitarra elettrica, sarà mica anche un podista raffinato?

Il dubbio ci è venuto davvero.

Dopotutto il suo fisico asciutto, tirato, essenziale, lo avvicina — almeno nell’immaginario surreale di questo articolo — a quello degli atleti d’élite.

E allora la domanda nasce spontanea:

possibile che un brano come Tender Surrender riesca a descrivere così bene una corsa progressiva?

Perché sabato scorso, alla 10 Km del Faro di Bibione, il collegamento è sembrato inevitabile.


Correre al tramonto

Partenza alle 19.

Luce calda.
Aria che cambia.
Il mare vicino.

Bibione inizia lentamente a rallentare il suo ritmo turistico, mentre i runner iniziano a costruire il proprio.

Ed è proprio qui che nasce il parallelismo.

Perché Tender Surrender non è un brano che esplode subito.

Si costruisce.

Respira.

Cresce.

Esattamente come una corsa progressiva fatta bene.


Partire ultimi


La scelta è stata semplice.

Partire ultimi.

Non per prudenza.

Ma per costruzione.

Lasciare andare tutti.
Non inseguire subito il ritmo degli altri.
Entrare gradualmente nella corsa.

Una scelta mentale prima ancora che tecnica.

E qui Steve Vai sembra quasi parlare direttamente al runner.

Le prime note di Tender Surrender sono delicate.
Controllate.
Quasi sospese.

Non cercano velocità.

Cercano spazio.


La corsa progressiva

Una progressione fatta bene non è un’accelerazione improvvisa.

È una trasformazione.

Il corpo cambia chilometro dopo chilometro.
La respirazione si stabilizza.
Il ritmo cresce senza strappi.

Alla 10 km del Faro è successo esattamente questo.

I primi chilometri sono stati corsi in controllo.

Poi, lentamente:

  • il ritmo è aumentato
  • la corsa è diventata più fluida
  • i sorpassi hanno iniziato a diventare continui

Senza forzature.

Come il solo di Steve Vai.


Tender Surrender


Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano spiegarla.

Tender Surrender è uno di questi.

La dinamica del pezzo è impressionante:

  • partenza morbida
  • crescita graduale
  • variazioni continue di intensità
  • esplosioni improvvise
  • ritorni controllati

È il ritratto perfetto di una progressione intelligente.

Steve Vai non corre.

O forse sì.

Perché certe sfumature ritmiche sembrano nate direttamente dentro un allenamento ben costruito.


Correre senza strappi

Molti runner interpretano la progressione come aggressività.

Errore.

La vera progressione è controllo.

È la capacità di:

  • trattenersi all’inizio
  • leggere le sensazioni
  • aumentare il ritmo solo quando il corpo lo concede

Esattamente come un musicista che non forza il volume della chitarra, ma costruisce gradualmente tensione ed emozione.


Gli ultimi chilometri

E poi arriva il finale.

La corsa si alza.

Il ritmo cresce.

Le gambe iniziano a girare davvero.

Ed è qui che Tender Surrender cambia pelle.

Steve Vai sale verso sonorità acute, altisonanti, quasi irreali.

La chitarra sembra uscire dai limiti dello strumento.

E il runner vive qualcosa di simile.

Perché quando una progressione riesce bene, non senti più di stare spingendo.

Senti solo che stai andando.


Bibione, il tramonto e la corsa


La 10 km del Faro non è stata solo una gara.

È stata atmosfera.

Luce.

Percezione.

Una corsa che, vissuta in questo modo, diventa esperienza più che cronometro.

E forse è proprio questo il bello.

Scoprire che a volte:

  • una progressione ben fatta
  • un tramonto sul mare
  • e un assolo di Steve Vai

riescono a parlare la stessa lingua.


Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.


Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

👉 Contattaci QUI

Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua gara… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


🎟 Vuoi uno stimolo in più?

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara → QUI


👉 Scopri tutti gli articoli del progetto Correre è ROCK dedicati alla preparazione della maratona.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit: ufficio stampa Bibione Half Marathon, 
Official tag:
#correreèrock #progressivo #rockaandrollrun #stevevai


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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