Project Venti

Project Venti la sfida. Venti giorni, venti regioni, venti maratone.
Alessandro Portante D’Alessandro è un appassionato filmmaker romano, attualmente impegnato nel conseguire una laurea magistrale in documentari sulla fauna selvatica a Manchester. Originario di Roma, da anni viaggia intorno al mondo per acquisire esperienze e competenze nel proprio lavoro. Tuttavia il richiamo e la voglia di tornare in patria è sempre molto forte. Alessandro è un runner, agguerrito e deciso.
Come tutti i runners, dopo tanti chilometri percorsi in solitudine, ha riscoperto e sperimentato il carattere terapeutico della corsa. Da qui il desiderio di rimettersi sempre in gioco e di accettare la sfida con sé stesso con un nuovo progetto e una nuova avventura.

Alessandro, runner e triatleta indomito.
Ciao Alessandro, crediamo molto nel destino e che le cose non avvengano mai per caso.  Siamo sorpresi dal tuo bel progetto, ma soprattutto  dalla strana ragione, che ci ha messo in contatto. Abbiamo deciso di affiancarti e sostenerti senza remore e partiamo da questa intervista.
Ci racconti come e quando è nata l’esigenza di mettersi alla prova con Project Venti?
Nel 2021 avevo appena finito il mio primo IRONMAN 70.3. Poco prima avevo sentito la storia di James Lawrence che ha completato 50 Ironman in 50 Stati d’America in 50 giorni. Per chi non fosse avvezzo di triathlon, un Ironman sono 3,9km di nuoto, 180km di bici e una maratona. Ho pensato: “Lo devo fare in Italia!”. 20 Ironman in 20 giorni in 20 regioni. Stavo pianificando il tutto che sarebbe cominciato il 1° aprile 2030 e terminato il 20 aprile 2030, giorno in cui avrei compiuto 30 anni! (un’idea che non ho accantonato…)
Avevo però bisogno di una sfida più palpabile. Per questo ho pensato a Project Venti: 20 maratone in 20 giorni in 20 regioni. Perciò, dopo una pausa di 2 anni dal mondo dell’endurance in cui ho scoperto una nuova passione, il powerlifting, mi sono dato questa sfida di preparami in 8 mesi.
Il periodo coincide anche con un momento della mia vita in cui mi sentivo perso e avevo bisogno di trovare uno scopo e soprattutto riconnettermi con l’Italia con la quale ho perso il contatto viaggiando, lavorando e studiando all’estero.

Tre volte venti.
Puoi spiegarci le dinamiche del progetto e come si svilupperà?
Da dove partirai e quale è il programma che prevedi di seguire?
Partiremo il 12 maggio 2024 dalla Campania e finiremo il 31 maggio 2024 nel Lazio, a Roma la mia città natale. Percorreremo il sud Italia per primo per poi salire dalla costa adriatica. Attraverseremo l’Italia per poi scendere verso la Sardegna e infine il Lazio. Ogni giorno correrò la mattina e ci sposteremo nella regione successiva per il pernotto.
Per gran parte saremo ospiti di amici che hanno voluto supportare questo progetto. Per un terzo delle tappe dormiremo in tenda in campeggio. Visitando www.projectventi.it troverete tutti i percorsi delle regioni.  

Alessandro e la sua squadra di lavoro.
Alla base dei Project Venti c’è anche un lavoro intenso e strutturato di tutto un team. Ci presenti i tuoi compagni di viaggio?
Dietro ogni grande impresa c’è una squadra eccezionale. A seguirmi durante i 20 giorni in giro per l’Italia ci saranno 5 persone. Mi sono circondato da persone che conosco, affidabili e soprattutto con cui ci si intesa.

  • Alyssa – Il mio braccio destro e compagno di avventura. Alyssa è il coordinatore logistico del team, garantendo che ogni dettaglio del viaggio sia perfettamente pianificato e eseguito. Seguirà da vicino anche il mio stato fisico, fornendo assistenza medica se necessaria.
  • Joris e Lorenzo – inseparabili amici e miei ex-colleghi di lavoro, documenteranno tutto con foto e video che saranno inseriti all’interno del documentario che realizzeremo e pubblicheremo a dicembre 2024.
  • Antonia – la mia ragazza che dal Regno Unito guiderà fino all’Italia per supportarmi. Lei curerà la nutrizione per me e per tutto il team. Inoltre, sarà a supporto morale nei momenti più difficili.
  • Marc – amico di università, persona squisita e molto divertente. Lui seguirà la logistica e farà da collante nel team, riempiendo eventuali buchi e assicurandosi che le esigenze di tutti siano soddisfatte.

Infine, con noi ci sarà anche un piccolo amico a quattro zampe, un bassotto: Sherlock.

Oltre a queste 5 persone, dietro le quinte abbiamo Alex che si occuperà delle musiche e del sound design del documentario, Oscar che insieme a me sta scrivendo il documentario e Freddie che mi ha aiutato a portare avanti il progetto sin dall’inizio. 

Correre è bello, ma in compagnia lo è ancora di più.
Se qualcuno volesse affiancarti e correre con te, come può mettersi in contatto per farlo?
Tramite il sito www.projectventi.it, attraverso i nostri social @project_venti oppure cliccando qui si potrà compilare un modulo per partecipare. Non bisogna essere corridori esperti, potrete correre parte del percorso, tutto quanto o più di uno! Vi manderemo maggiori informazioni riguardo percorsi, orari e logistica.
Qui potrete anche lasciare un commento se avete dei suggerimenti. Per tutti i partecipanti abbiamo una piccola sorpresa.

In presenza e da remoto accanto ad Alessandro.
Come sarà possibile seguire e sostenere il tuo progetto e la tua avventura?
Stiamo sostenendo una causa a me cara grazie alla Onlus Sport Senza Frontiere. Cliccando qui potrete donare anche voi.
Tutto il ricavato andrà a sostenere la mission di garantire il diritto allo sport, renderlo accessibile a chi più ne ha bisogno, portarlo lì dove non c’è e diffonderne principi e valori.
Tramite il sito www.projectventi.it potrete seguire la nostra posizione in tempo reale. Inoltre, quotidianamente aggiorneremo le nostre piattaforme con live stream e post, tenendovi aggiornati su tutto.
Qualora foste interessati anche solo a salutarci scriveteci!

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Maratona di Crevalcore 2024: ultima edizione

La Maratona di Crevalcore, la prima maratona in programma nel calendario podistico Italiano, torna, dopo un anno sperimentale a essere corsa  il 6 gennaio, giorno dell’epifania, e ricorrenza che l’ha contraddistinta sin dalla sua prima edizione. Anche per l’edizione 2024 è previsto il doppio appuntamento sulla distanza della maratona e della mezza maratona. Con Monica Barchetti, co organizzatrice dell’evento andiamo a scoprire le carte dell’11°edizione della Maratona di Crevalcore, della Mezza Maratona della Befana e verificare se veramente si tratterà dell’ultima edizione, come dichiarato in occasione della presentazione e dell’apertura delle iscrizioni.

Ciao Monica, a poco più di due mesi come procede l’organizzazione dell’evento?
Ciao Marco, bentrovato! I tempi incalzano e l’organizzazione procede. Ci stiamo preparando per fare come sempre del nostro meglio e mettere i nostri amici e appassionati di corsa nelle migliori condizioni per vivere una bella giornata di sport e amicizia.

Maratona e mezza maratona: quale sarà il programma di questa giornata e di questo week end di sport?
Come di consuetudine la giornata precedente le gare apriremo il villaggio maratona per la consegna dei pettorali e per chi verrà la possibilità di fare un giro per la nostra cittadina. Il ritorno alla data originaria darà la possibilità di partecipare ai festeggiamenti dell’Epifania organizzati dalla Proloco e dal Comune di Crevalcore, naturalmente sostenitori, collaboratori e partner della nostra manifestazione. Il giorno delle gare ci si concentrerà su di esse, per darvi risalto e rendendo protagonisti tutti i partecipanti e non solo. Il pasta party sarà il momento che ristorerà le fatiche e che ci permetterà di trascorrere insieme ancora qualche ora.

Dove e come è possibile iscriversi alla Maratona e alla Mezza Maratona di Crevalcore?
Sul sito ufficiale www.maratonadicrevalcore.com trovate tutte le info, compreso il volantino con tutti i contatti utili.

Quella di quest’anno potrebbe essere l’ultima edizione della Maratona di Crevalcore. E’ una decisione definitiva quella che avete preso, o c’è qualcosa che potrebbe ribaltare la situazione e farvi cambiare idea?
Senza alcun dubbio decisione definitiva, seppur sofferta sul piano personale, ma come tutto nella vita c’è un inizio e una fine.

Perché venire il 6 gennaio a Crevalcore a correre la Maratona e la Mezza Maratona?
Per tante ragioni ed ognuno potrà trovare la propria. Per noi significa poterci congedare nel migliore dei modi con questa bella esperienza che ci ha accompagnati per tanti anni.

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Accessori, abbigliamento running

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“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”.
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Diventa volontario Maratona di Ravenna

In tutti questi anni abbiamo osservato e notato una cosa: ciò che accomuna gli eventi podistici di qualsiasi genere, è la presenza discreta e vitale di tutti i volontari. Senza di essi, il mondo della corsa e più in generale dello sport e della cultura, non potrebbe esistere e sostenersi.
Diventare volontario è quasi una vocazione, un atto dove persone di qualsiasi età, sesso e religione si mettono a disposizione e al servizio di un’intera comunità, quella dei runners, donando il proprio tempo a vantaggio di progetti a uso e consumo di persone che non si conoscono e che si incontrano per la prima volta.
Come tutte le manifestazioni, anche la Maratona di Ravenna, si affida al lavoro e all’opera dei suoi angeli custodi: i volontari.
Abbiamo chiesto a Franco Abdoni di raccontarci la propria esperienza, per provare a capire e conoscere anche il punto di vista di tutti coloro che permettono a noi runners di poter vivere le nostre emozioni in corsa.

Ciao Franco, ci racconti come è iniziata la tua avventura come volontario della Maratona di Ravenna?
La mia avventura come volontario della Maratona di Ravenna segue il fatto che io sia sempre stato abbastanza sportivo. In passato ho giocato a calcio e con il passare degli anni ho anche iniziato a correre. In più, essendo Vigile del Fuoco, insieme ai miei colleghi con il tempo abbiamo creato una sezione podismo all’interno del Comando dei Vigili del Fuoco di Ravenna con cui abbiamo iniziato sin da subito a partecipare alle prime gare provinciali nei dintorni. Con il tempo ci siamo appassionati sempre di più e devo dire che il passaggio tra amatoriale e competitivo è stato abbastanza veloce, e fra le tante gare a cui abbiamo partecipato, un anno ci siamo iscritti anche ad una delle prime edizioni della Night Run, organizzata da Ravenna Runners Club. In più, il rapporto con Stefano Righini è iniziato perché suo fratello era un nostro collega e di conseguenza abbiamo iniziato a frequentarci. Da li in poi ci ha chiesto di dare una mano ed è cominciata così questa avventura e questo rapporto di volontariato nei confronti prima della Maratona di Ravenna, ma poi anche per tutti gli altri eventi organizzati da Ravenna Runners Club.

Quale è il tuo rapporto con la città, ma soprattutto con l’ambito del podismo?
Nell’ambito del podismo ormai l’età avanza e quindi ho calato molto il mio impegno e le gare competitive a cui partecipo sono oramai centellinate. In ogni caso cerco di continuare ad allenarmi una o due volte a settimana compatibilmente con gli impegni di lavoro e di famiglia. Con la città, invece, il rapporto è speciale proprio perché è la mia città e per lei farei tutto. Pensa che, i Vigili del Fuoco sono inseriti in un circuito di gare nazionali e l’anno scorso, dopo avendoci provato in tutti i modi, siamo riusciti a portare i campionati di Mezza Maratona dei Vigili del Fuoco e per me è stata una soddisfazione enorme perché ci tenevo tantissimo e volevo farlo prima di chiudere la mia carriera proprio per amore della città.

Hai mai pensato di correre anche tu la Maratona a Ravenna?
Devo ammettere che tempo addietro ci ho pensato e fino a qualche anno fa ero convinto di farlo. Poi, come dicevo prima, col passare degli anni questa convinzione si è sempre più affievolita e allora avevo deciso di darmi il limite dei 60 anni come scadenza. Neanche a farlo apposta, è scoppiato il Covid-19 e quindi venendo a mancare l’allenamento ho lasciato perdere. Devo ammettere però, che partecipare come volontario mi gratifica comunque tantissimo.

Quali sono le sensazioni e le emozioni che si vivono da volontario in occasione di un evento così prestigioso e internazionale come la Maratona di Ravenna città d’arte?
Quando sento i partecipanti contenti e soddisfatti della manifestazione, provo una soddisfazione più unica che rara perché sono contento che alla gente sia piaciuto l’evento. In più, quando sento i runners che vengono da fuori città apposta per correre la nostra maratona mi viene proprio la pelle d’oca e questo vale non solo per la Maratona di Ravenna, ma per tutti gli altri eventi organizzati da Ravenna Runners Club. Infine, come cittadino di Ravenna sono contento che la gente apprezzi, facendo sport, le bellezze della mia città e io sono felice di aver contribuito alla riuscita di tutto questo.

Cosa ti senti di dire a tutte quelle persone che vorrebbero mettersi in gioco e partecipare come volontari alla Maratona di Ravenna?
Io dico che sono soddisfazioni enormi e alla fine quando senti la felicità dei partecipanti ti emozioni talmente tanto che è come aver corso e aver tagliato il traguardo fra i primi, io la vivo così. Forse per chi non ha mai praticato sport e tutt’ora non lo pratica è più complicato da capire, ma per chi come me ha sempre avuto lo sport nel sangue è un’emozione bellissima e molto appagante. Manca pochissimo al weekend della Maratona di Ravenna e tutti noi vi aspettiamo perché sarà un fine settimana fantastico!

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Foto credit: ufficio stampa Maratona di Ravenna Città d’arte

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Maratona di Ravenna

La Maratona di Ravenna è l’evento podistico che negli ultimi dieci anni ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama delle competizioni non solo Italiane, ma anche internazionali. Complice un intenso lavoro di marketing e comunicazione, abbinato alla capacità di sviluppare un programma sempre più alla portata di runners di ogni livello, la Maratona di Ravenna rappresenta di fatto un importante biglietto da visita per la città, in grado di valorizzare al meglio il binomio tra sport e cultura.
Con Stefano Righini, ex atleta di livello nazionale e presidente Ravenna Runners Club A.S.D. ci prepariamo alla nuova edizione dell’evento in programma il prossimo 12 novembre.

Ciao Stefano, ben ritrovato. A poco più di un mese dall’appuntamento con la Maratona di Ravenna a che punto siamo?
Manca poco alla Maratona di Ravenna e i preparativi proseguono come ogni anno nella direzione che ci spinge a portare sempre novità all’evento confermando tutto ciò che di buono abbiamo fatto durante questi anni. Tra le novità, quest’anno spicca il percorso completamente rinnovato: infatti, ci sarà una nuova location per la partenza che sarà il Pala de Andre’ mentre manterremo invariata la zona di arrivo che resterà in via di Roma. La partenza e l’arrivo in due luoghi differenti, ha inizialmente destato qualche preoccupazione da parte dei nostri runners, ma noi abbiamo pensato ad un servizio di bus navetta che permetterà ai partecipanti di spostarsi facilmente. Prima della partenza, i runners e i ravennati che alloggiano in centro città potranno usufruire di questo servizio ritrovandosi alla fermata predisposta dalla stazione di Ravenna che li porterà direttamente al Pala de Andre’, mentre per chi dopo l’arrivo avrà bisogno di tornare al Pala de Andre’ verrà riaccompagnato partendo sempre dalla fermata della stazione. Un’altra agevolazione per i runners riguarda il deposito borse, chi lascerà la propria borsa al Pala de Andre’ la ritroverà all’arrivo in viale Santi Baldini. Mai come quest’anno il nostro Expo Marathon Village allestito al Pala de Andre’ sarà il centro nevralgico per accogliere il mondo dei maratoneti e dei ravennati. Al suo interno verrà creata una vera e propria città dello sport dove ci saranno maratone internazionali che racconteranno la propria gara, ma anche espositori che presenteranno i propri prodotti in modo tale da conoscere le novità del mondo running e di tutti quei prodotti che possono servire a chi pratica questa attività. Inoltre, ci saranno convegni, conferenze e presentazioni, come ad esempio quella dei top runner, che come ormai di consueto saranno provenienti dal Kenya, Etiopia e non solo. Nella giornata di sabato, sempre nell’area del Pala de Andre’ andranno in scena la Family Run, la corsa dedicata alle famiglie e alle scuole, e la Dogs&Run, la gara dedicata ai nostri amici a 4 zampe. Come per la passata edizione, sempre al sabato, sarà possibile partecipare anche a Pompieropoli, l’iniziativa gestita dai Vigili del Fuoco per far conoscere ai bambini i segreti del Vigile del Fuoco. Ad oggi le iscrizioni ci segnalano come sia prevista un’alta percentuale di partecipanti stranieri, segno inequivocabile della promozione fatta all’estero che sta fruttando risultati significativi per quanto riguarda la presenza di atleti stranieri. Infine, confidiamo che la città risponda come ha sempre fatto partecipando massicciamente a questo evento, perché come diciamo sempre la Maratona è di Ravenna, è di tutti.

Il vostro intenso lavoro di promozione che tocca città di tutto il mondo, fino a dove si è spinto quest’anno?
Quest’anno, oltre a portare il nostro evento in giro per l’Italia, abbiamo deciso si spingerci oltre facendo un grande lavoro di promozione anche all’estero, sia nelle città dove andiamo regolarmente, ma anche in posti nuovi. Ad esempio, la settimana scorsa siamo stati ospiti al congresso di World Athletic dove abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con organizzatori del mondo intero portando la Maratona di Ravenna in tutto il mondo. Per noi è stato un momento apicale della nostra promozione all’estero perché sappiamo che Ravenna è una città conosciuta, ma poter esportare la Maratona di Ravenna nel mondo ci rende molto orgogliosi.

Oltre alla canonica distanza sui 42k, sono previste distanze intermedie per ogni tipologia di livello e preparazione. Da ex atleta professionista, che approccio ti senti di suggerire a chi per la prima volta decide di affrontare la distanza regina?
Innanzitutto, è importante differenziare chi corre da top atleta e quindi con obiettivi che puntano a competere per il podio della gara o per andare a montepremi, con chi corre per un proprio obiettivo. Io penso che ogni maratoneta che taglia il traguardo sia un vincitore perché corre per un proprio obiettivo. In più, penso sia fondamentale per chi corre la maratona di avere in testa la convinzione di poter affrontare questa distanza in modo da essere sempre più motivati.

Il percorso della Maratona di Ravenna si snoda e si sviluppa sapientemente lungo i punti più rappresentativi della città. Quali sono, a tuo giudizio, i passaggi più emozionanti del tracciato?
Quest’anno abbiamo pensato di modificare il nostro percorso andando ad aggiungere novità significative. Con il nuovo tracciato toccheremo una zona che la Maratona di Ravenna non ha mai raggiunto, il quartiere San Giuseppe (ex Villaggio Anic) cucendo il nostro evento sempre più sul territorio della nostra città. Il nuovo percorso sarà scorrevole ed internazionale: infatti, le ultime esperienze di manifestazioni di spessore come i Campionati del Mondo a Budapest sottolineano come presentare giri di boa nel percorso non significa rallentare la gara, perché vengono pensati per essere scorrevoli e veloci. Essendo la nostra la Maratona di Ravenna Città d’Arte, anche quest’anno toccheremo tutti gli otto Monumenti dichiarati Patrimonio dell’Unesco solcando la città nei suoi punti più preziosi del centro storico e non solo. Infine, percorreremo la Darsena della città di Ravenna più volte, perché sarà la prima tappa subito dopo la partenza e un passaggio al 35esimo chilometro dove i nostri partecipanti potranno ammirare la nuova passerella in legno che costeggia tutto il Candiano rendendo la Darsena uno dei luoghi più cool della città.

La Maratona di Ravenna non si distingue solo per il suo fascino culturale, ma anche per il valore e il ricordo prezioso legato alla medaglia che ogni anno viene creata e che verrà portata al collo di tutti i runners al termine della loro fatica. Puoi darci qualche dettaglio sulla creazione di quest’anno?
Per questa edizione la medaglia riprende il dettaglio di uno dei mosaici bizantini che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In questo caso, l’ispirazione arriva dai ricami della casula di Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, ritratto al centro dell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe. La veste del patrono della città di Ravenna è ricamata con piccoli particolari in tessere d’oro che ricordano delle piccole Api. Il forte legame con la nostra città viene da un particolare storico, nel I secolo d.C. quando Pietro, primo Papa della chiesa Cattolica, decise di mandare Apollinare a Ravenna per convertire la città al Cristianesimo scelse un evangelizzatore come Apollinare; quindi, una persona dotata del dono della parola e dell’eloquenza di cui proprio le Api sono il simbolo. Difatti, però, il significato storico non è l’unico non si lega solo all’ispirazione di uno dei monumenti cardine della città, ma lancia anche un messaggio denso si significato. Come sappiamo, Le Api sono animali che vivono in una società organizzata composta da una particolare diligenza e operosità che rendono la coesistenza la vera forza del gruppo. Per questo motivo sulla medaglia riporteremo un motto in lingua latina “Vis Unita Fortior” tradotto come “L’unione fa la forza”, un pensiero che riprende la particolare importanza che le Api ripongono nel gruppo e che diventa centrale anche nell’organizzazione del nostro grande evento.

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Foto credit: ufficio stampa Maratona di Ravenna Città d’arte

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