Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Davide Fioriello, anima e organizzatore della Maratona della Maga Circe, una gara che porta i runner a correre tra mare,lago e mito, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.
La Maratona della Maga Circe non è solo una prova sui 42,195 km, ma un’esperienza che unisce natura, storia e fatica autentica. Un percorso suggestivo e lineare, immerso in uno dei contesti ambientali più affascinanti del Centro Italia, capace di parlare sia agli amanti della prestazione sia a chi cerca una corsa dal forte valore simbolico.

Con Davide Fioriello abbiamo parlato di identità della gara, di territorio e di cosa rende davvero rock correre a Sabaudia, a pochi giorni da un appuntamento ormai imminente.

Davide, la Maratona della Maga Circe è una gara profondamente legata al territorio e al mito.
Cosa rende questa maratona unica nel panorama delle corse su strada italiane?
La rende unica il fatto che non sia una maratona “costruita”, ma una corsa che nasce dal luogo in cui si svolge, proprio come il nome che porta. Qui il territorio non è una cornice, è il protagonista. Il mito di Circe, il promontorio, il mare, il lago di Paola: tutto contribuisce a dare senso ai 42,195 km.
È una maratona che racconta una storia, che lascia qualcosa anche dopo il traguardo. Chi corre qui non attraversa solo chilometri, attraversa un’identità.
Il percorso attraversa ambienti molto diversi tra loro, dal mare al lago, fino al cuore del Circeo.

Quanto conta oggi offrire ai runner un’esperienza che vada oltre il semplice dato cronometrico?
Conta sempre di più. Il tempo è importante, soprattutto per chi cerca la prestazione, ma non può essere l’unico metro di giudizio. Sempre più runner cercano emozioni, autenticità, bellezza e noi su questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuna maratona, oltretutto a prezzi davvero bassi.

Correre tra mare e lago, con il Circeo che ti osserva per gran parte del percorso, ti costringe ad alzare la testa, a respirare davvero. È un’esperienza che resta impressa, anche se non fai il personale.

Organizzare una maratona in un contesto naturalistico così delicato è una sfida importante. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo per questa edizione del 1° febbraio?
Il rispetto del territorio è sempre il punto di partenza. Abbiamo lavorato molto sulla sostenibilità dell’evento, sulla riduzione dell’impatto ambientale istituendo iniziative per ridurre l’uso di plastiche, oltre che di plogging per la pulizia dell’ambiente. Oltretutto, quest’anno offriremo gratuitamente tutte le attività collaterali a cominciare dalle escursioni e visite guidate sia per i runners che per i loro familiari, oltre che i sevizi gratuiti di baby parking, fotografico, family walk, di trasporto, deposito borse, servizio docce, parcheggio e tanto. Tutto per offrire un’esperienza confortevole, che possa accogliere al meglio i nostri atleti. Dal punto di vista pratico, attenzione alla sicurezza, all’assistenza lungo il percorso e alla qualità dei servizi per i runner. Vogliamo una maratona, curata che rispetti il contesto e i partecipanti.

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo, secondo te, la Maratona della Maga Circe. incarna uno spirito rock, fatto di essenzialità, rispetto del territorio e fatica vera?
È rock perché non fa sconti e non parliamo di prezzi, che sono i più bassi di tutta Italia. È una maratona onesta: percorso inizialmente lineare con una seconda parte maggiormente tecnica,caratterizzata da diversi falsipiani. Vento che può essere un alleato o un avversario, altimetria che non raggiunge mai quote elevate. Oltre a correre in una vegetazione incontaminata, si corre respirando mito e storia. Contano le gambe, la testa e il rispetto per ciò che ti circonda. Rock è anche scegliere di non snaturare il luogo, di non trasformare tutto in spettacolo, ma lasciare spazio alla fatica vera che incontra la natura. È un’esperienza autentica, e l’autenticità è profondamente rock.

Per chi vuole essere al via a Sabaudia il 1° febbraio: come ci si iscrive alla Maratona della Maga Circe e quali consigli daresti ai runner che stanno pensando di partecipare?
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 gennaio su Endu.net. Il consiglio è di non perdere l’occasione di scoprire la magia della nostra gara, ad un prezzo contenuto e con tantissimi servizi gratuiti. Non è da tutti includere tutto questo nell’esperienza dei runners. Dunque testa, gambe e cuore: solo partecipando si può scoprire che non è una maratona da “consumare”, ma da attraversare. Se lo fai con questo spirito, Sabaudia e il Circeo sapranno restituirti molto più di una medaglia.

Richiedi il codice sconto    QUI

Correre Maratona della Maga Circe, iscriviti a CiaoRunner e accumula punti CR per il gran finale: la medaglia 1000

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #maratonamagacircen #rockaandrollrun #sabaudia

 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music


Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Davide Fioriello, anima e organizzatore della Maratona della Maga Circe, una gara che porta i runner a correre tra mare,lago e mito, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.
La Maratona della Maga Circe non è solo una prova sui 42,195 km, ma un’esperienza che unisce natura, storia e fatica autentica. Un percorso suggestivo e lineare, immerso in uno dei contesti ambientali più affascinanti del Centro Italia, capace di parlare sia agli amanti della prestazione sia a chi cerca una corsa dal forte valore simbolico.

Con Davide Fioriello abbiamo parlato di identità della gara, di territorio e di cosa rende davvero rock correre a Sabaudia, a pochi giorni da un appuntamento ormai imminente.

Davide, la Maratona della Maga Circe è una gara profondamente legata al territorio e al mito.
Cosa rende questa maratona unica nel panorama delle corse su strada italiane?
La rende unica il fatto che non sia una maratona “costruita”, ma una corsa che nasce dal luogo in cui si svolge, proprio come il nome che porta. Qui il territorio non è una cornice, è il protagonista. Il mito di Circe, il promontorio, il mare, il lago di Paola: tutto contribuisce a dare senso ai 42,195 km.
È una maratona che racconta una storia, che lascia qualcosa anche dopo il traguardo. Chi corre qui non attraversa solo chilometri, attraversa un’identità.
Il percorso attraversa ambienti molto diversi tra loro, dal mare al lago, fino al cuore del Circeo.


Quanto conta oggi offrire ai runner un’esperienza che vada oltre il semplice dato cronometrico?
Conta sempre di più. Il tempo è importante, soprattutto per chi cerca la prestazione, ma non può essere l’unico metro di giudizio. Sempre più runner cercano emozioni, autenticità, bellezza e noi su questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuna maratona, oltretutto a prezzi davvero bassi.

Correre tra mare e lago, con il Circeo che ti osserva per gran parte del percorso, ti costringe ad alzare la testa, a respirare davvero. È un’esperienza che resta impressa, anche se non fai il personale.

Organizzare una maratona in un contesto naturalistico così delicato è una sfida importante. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo per questa edizione del 1° febbraio?
Il rispetto del territorio è sempre il punto di partenza. Abbiamo lavorato molto sulla sostenibilità dell’evento, sulla riduzione dell’impatto ambientale istituendo iniziative per ridurre l’uso di plastiche, oltre che di plogging per la pulizia dell’ambiente. Oltretutto, quest’anno offriremo gratuitamente tutte le attività collaterali a cominciare dalle escursioni e visite guidate sia per i runners che per i loro familiari, oltre che i sevizi gratuiti di baby parking, fotografico, family walk, di trasporto, deposito borse, servizio docce, parcheggio e tanto. Tutto per offrire un’esperienza confortevole, che possa accogliere al meglio i nostri atleti. Dal punto di vista pratico, attenzione alla sicurezza, all’assistenza lungo il percorso e alla qualità dei servizi per i runner. Vogliamo una maratona, curata che rispetti il contesto e i partecipanti.

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo, secondo te, la Maratona della Maga Circe. incarna uno spirito rock, fatto di essenzialità, rispetto del territorio e fatica vera?
È rock perché non fa sconti e non parliamo di prezzi, che sono i più bassi di tutta Italia. È una maratona onesta: percorso inizialmente lineare con una seconda parte maggiormente tecnica,caratterizzata da diversi falsipiani. Vento che può essere un alleato o un avversario, altimetria che non raggiunge mai quote elevate. Oltre a correre in una vegetazione incontaminata, si corre respirando mito e storia. Contano le gambe, la testa e il rispetto per ciò che ti circonda. Rock è anche scegliere di non snaturare il luogo, di non trasformare tutto in spettacolo, ma lasciare spazio alla fatica vera che incontra la natura. È un’esperienza autentica, e l’autenticità è profondamente rock.


Per chi vuole essere al via a Sabaudia il 1° febbraio: come ci si iscrive alla Maratona della Maga Circe e quali consigli daresti ai runner che stanno pensando di partecipare?
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 gennaio su Endu.net. Il consiglio è di non perdere l’occasione di scoprire la magia della nostra gara, ad un prezzo contenuto e con tantissimi servizi gratuiti. Non è da tutti includere tutto questo nell’esperienza dei runners. Dunque testa, gambe e cuore: solo partecipando si può scoprire che non è una maratona da “consumare”, ma da attraversare. Se lo fai con questo spirito, Sabaudia e il Circeo sapranno restituirti molto più di una medaglia.

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Photo credit: archivio web, 
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#correreèrock #maratonamagacircen #rockaandrollrun #sabaudia

 

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