Sabato 2 dicembre, a Milano presso il palazzo del CONI, si sono svolte le premiazioni del Club del Miglio 2023. L’evento ha visto una sala gremita di atleti entusiasti e la partecipazione di autorità e grandi campioni del presente e del passato.  Pianificate e condotte magistralmente da Rodolfo Lollini, le premiazioni sono state la ciliegina sulla torta di una stagione trionfale.
Rodolfo Lollini, oltre a vestire i panni, in questa occasione, di speaker ufficiale, è il responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa del Club del Miglio.
A Rodolfo chiediamo di parlare della sua esperienza in merito e di sbilanciarsi sulle novità in arrivo con la stagione 2024 del Club del Miglio, ormai alle porte.

Ciao Rodolfo, oltre alle immancabili tensioni, quante soddisfazioni ti sei tolto in occasione delle premiazioni stagionali del Club del Miglio?
Premesso che la serata non è solo farina del mio sacco, ma di tutto lo staff del Club del Miglio e con il supporto di RadioActive 20067, sono molto soddisfatto perché mi sono divertito, ho visto che si sono divertiti in tanti ed abbiamo ricevuto molti complimenti dai presenti. Ovviamente il successo deriva anche dal contributo di tutti gli ospiti che sono intervenuti e dei premiati.

Come vivi la tua appartenenza all’interno della famiglia del Club del Miglio? Quanti i sacrifici da mettere in conto e quali i motivi di maggior orgoglio?
Entrare nel Club è stato come immergersi nella piscina di Coocon, non so se ricordate il film. Ti fa ringiovanire potendo correre una distanza più breve a velocità che sono ormai impensabili su altre gare. Poi la pista ti riporta nell’atletica con la A maiuscola. I successi del Club li sento anche miei. Io poi mi sono preso l’onere di dare gli accrediti a chi non ha un tempo sul miglio e quindi quando riesco a vedere batterie equilibrate dove tutti sono inseriti nella loro giusta dimensione sono particolarmente soddisfatto.

Siamo curiosi e vorremmo saperne di più. Parlare di podismo e di atletica non è più da tempo un settore di nicchia. Quali sono i capisaldi della tua strategia comunicativa, quali aspetti ritieni siano stati utili alla causa del Club del Miglio e quali altri invece non hanno portato i risultati che magari ti aspettavi?
Non saprei dire quali siano le chiavi giuste, di certo c’è da battere una prima diffidenza legata al fatto che le gare in pista siano solo per quelli più bravi. Mentre la nostra è veramente una famiglia che ti adotta e vieni incoraggiato a prescindere dalle prestazioni. Poi che correre solo 1609,34 metri sia troppo poco per i macinatori di chilometri, mentre tra riscaldamento e defaticamento si arriva alla “dose” minima necessaria a questi runner-dipendenti ;-). Altro aspetto bellissimo è che correndo in tante manches è possibile fare il tifo per compagni di squadra e amici impegnati in altre batterie. Cosa impossibile nelle corse su strada.

“Panta Rei”. Il Club del Miglio, nella statica certezza della sua distanza, in realtà è una macchina in continuo movimento. E’ più difficile correre un miglio e migliorarsi o stare dietro a questo moto perpetuo organizzativo?
Visto la mia età io in gara più che al miglioramento penso a rallentare il peggioramento, mentre a livello organizzativo ho Fulvio Frazzei, il nostro Patron che è una miniera di nuove idee che insieme allo staff cerchiamo di affinare e rendere praticabili nella nostra realtà.

Prospettive future. Cosa ci dobbiamo aspettare per la stagione 2024 del Club del Miglio? E quali saranno i tuoi obiettivi in proposito?
Correre come il vento 😉 ti ricorda qualcosa? E aumentare il numero di Passaporti e partecipanti, tutti col sorriso sulle labbra, altrimenti non li conteggiamo!

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