Pici al pesce di lago e runner sul lago per Mangia sano, corri leggero e lontano

Mangia sano, corri leggero e lontano.

Mangia sano, corri leggero e lontano – Correre è ROCK
A Chiusi facciamo il pieno con i pici

Pici al pesce di lago e runner sul lago per Mangia sano, corri leggero e lontano
Il Giro del Lago di Chiusi ci porta in Toscana e davanti a un piatto che sembra fatto apposta per chi corre: acqua, farina, mani e pazienza. Se poi nel condimento ci mettiamo anche il pesce di lago, il territorio finisce davvero nel piatto.

Correre è anche un ottimo sistema per procurarsi degli alibi. Si parte per partecipare a una gara, si mettono in macchina scarpe, pantaloncini e tutto quello che siamo convinti possa servire per percorrere qualche chilometro, poi si arriva sul posto e ci si accorge che intorno alla corsa c’è un territorio. E che quel territorio, molto spesso, ha anche parecchie cose da mettere in tavola.

Nasce da qui Mangia sano, corri leggero e lontano, una rubrica nella quale proveremo a fare esattamente questo: partire da una corsa, scoprire cosa si mangia nel luogo che la ospita e, quando possibile, entrare in cucina per rifarlo.

Con una regola: prima viene la cucina.

Siamo runner, siamo medici, ma siamo anche cuochi e non abbiamo nessuna intenzione di trasformare ogni piatto della tradizione italiana in una triste “ricetta fit”. Un piatto deve essere buono prima di diventare interessante per chi corre. Alla fine faremo anche i conti, perché sapere cosa abbiamo messo nel piatto è utile, ma lasciamo che siano ingredienti, pentole e padelle a parlare per primi.

Per la prima tappa giriamo intorno al Lago di Chiusi.

E poi facciamo i pici.


A Chiusi, i pici

Difficile trovare un punto di partenza migliore. I pici sono una pasta della tradizione toscana, grossi spaghetti irregolari lavorati a mano. Nella cucina chiusina trovano diversi compagni di viaggio: l’aglione, il ragù toscano e, inevitabilmente quando ci si avvicina al lago, il pesce.

Al Ristorante Pesce d’Oro, affacciato proprio sul Lago di Chiusi, tra le preparazioni vengono raccontati anche i pici con sugo di persico reale, preparato con filetti di persico senza spine, pomodoro e peperoncino.

Ed è qui che la corsa incontra definitivamente la cucina.

Perché un piatto di pici parte da qualcosa di estremamente semplice: farina e acqua. La versione che abbiamo scelto come riferimento per prepararli in casa aggiunge una piccola quantità di olio extravergine d’oliva e utilizza, per quattro persone, 400 grammi di farina 0, 200 grammi d’acqua e 20 grammi di olio.

In altre parole, per chi corre c’è un concetto che conosciamo piuttosto bene.

Il pieno di carboidrati, questa volta, lo facciamo a mano.


Facciamo i pici: i
ngredienti per 4 persone

Farina di grano tenero tipo 0, acqua e olio extravergine di oliva per preparare i pici
Per i pici servono:

  • 400 g di farina 0

  • 200 g di acqua

  • 20 g di olio extravergine d’oliva

Le quantità indicate sono per quattro persone. Se siete di più o di meno, aumentatele o riducetele proporzionalmente mantenendo invariato il rapporto tra gli ingredienti.

La preparazione richiede soprattutto una cosa che chi corre dovrebbe conoscere abbastanza bene: pazienza.

Versate la farina sulla spianatoia formando la classica fontana, aggiungete l’acqua e cominciate a lavorare l’impasto, quindi incorporate l’olio. Impastate per circa 6-7 minuti, fino a ottenere una massa omogenea, avvolgetela e lasciatela riposare per 30 minuti.

A quel punto stendete l’impasto fino a uno spessore di circa un centimetro e ricavatene delle strisce larghe più o meno altrettanto. Poi arriva la parte che rende i pici quello che sono: ogni striscia va fatta rotolare singolarmente sul piano di lavoro, allungandola con le mani fino a trasformarla in un grosso e lungo spaghetto. Man mano che li preparate, sistemateli su un canovaccio ben infarinato, evitando che si attacchino tra loro.

Niente trafila e niente macchina per la pasta.

Qui si corre a mano.

La ricetta che abbiamo preso come riferimento indica una cottura di circa 6-7 minuti in abbondante acqua salata. Una pasta fresca fatta a mano, però, merita sempre un assaggio prima dello scolapasta.


E adesso mettiamoci il lago

Percorso sterrato nella campagna intorno al Lago di Chiusi con runner in lontananza
Se siete a Chiusi, il nostro consiglio è il più semplice possibile: mangiate il pesce di Chiusi.

Siete arrivati fin qui per correre intorno al suo lago, non avrebbe molto senso mettersi a cercare una controfigura. Se trovate i pici preparati con il pesce locale o con il persico reale, assaggiateli e lasciate che sia la cucina del posto a raccontarvi il resto.

Il problema nasce quando torniamo a casa.

Non tutti abbiamo il Lago di Chiusi dietro l’angolo e soprattutto non possiamo prendere un pesce qualsiasi e promuoverlo sul campo a “persico del Lago di Chiusi”. Possiamo però mantenere l’idea del piatto utilizzando un buon pesce d’acqua dolce di provenienza conosciuta.

La prima scelta rimane il persico reale, quando disponibile: è quella che ci permette di restare più vicini al piatto che ci ha ispirato. In alternativa possiamo utilizzare la trota, decisamente più semplice da reperire, sapendo che avremo una carne con caratteristiche differenti e un risultato più ricco. Oppure possiamo scegliere il salmerino, delicato e interessante se vogliamo dare alla nostra versione domestica una personalità leggermente diversa.

Trota e salmerino, naturalmente, non trasformano magicamente il piatto in una ricetta chiusina. Il principio è esattamente il contrario: la tradizione si mangia a Chiusi; a casa cerchiamo di conservarne l’idea utilizzando quello che possiamo realmente procurarci.


Pici al pesce di lago, da fare a casa

Per quattro persone, ai pici appena preparati possiamo aggiungere indicativamente 300 g di filetti di persico reale, oppure trota o salmerino, 500 g di pomodoro pelato o polpa di pomodoro, un peperoncino fresco, olio extravergine d’oliva e sale.

Anche in questo caso le quantità sono indicate per quattro persone e, se cambia il numero dei commensali, vanno aumentate o ridotte proporzionalmente.

Controllate accuratamente che il pesce sia privo di spine, quindi ricavatene dei pezzi non troppo piccoli. In una padella capiente scaldate un filo d’olio con il peperoncino, aggiungete il pesce e fatelo saltare brevemente. Unite il pomodoro, regolate di sale e proseguite la cottura dolcemente, evitando di massacrare il pesce fino a farlo sparire completamente nel sugo.

Nel frattempo cuocete i pici in abbondante acqua salata, scolateli conservando un po’ della loro acqua di cottura e trasferiteli direttamente nella padella. Terminate la preparazione insieme al condimento, aggiungendo, se necessario, poca acqua della pasta.

Il risultato deve rimanere quello che ci ha portato fin qui: pici, pomodoro, peperoncino e pesce d’acqua dolce.

Se invece preferite rimanere sulla terraferma, a Chiusi c’è un’altra strada praticamente obbligata: i pici all’aglione, uno dei grandi classici della tradizione. La stessa ricetta utilizzata come riferimento per l’impasto ricorda infatti l’aglione fra i condimenti più classici dei pici.

Ma quelli ce li teniamo per un altro pieno.


Prima si mangia, poi facciamo i conti

Finito di cucinare, possiamo finalmente indossare per qualche riga il camice. Non per stabilire se un piatto è buono — per quello bastano forchetta e palato — ma per capire che cosa abbiamo mangiato e dove può trovare posto nell’alimentazione di chi pratica sport di endurance.

La base che abbiamo utilizzato parte da 100 grammi di farina a persona. La ricetta completa presa come riferimento, con il proprio condimento, viene stimata dalla fonte in 468,7 kcal e 82 grammi di carboidrati per porzione, oltre a 11,6 g di proteine, 10,1 g di grassi e 4,3 g di fibre. Sono valori indicativi riferiti a quella specifica preparazione, non alla nostra versione al pesce.

A colpo d’occhio 
Fonte principale di carboidratiPici
Quota proteicaPesce d’acqua dolce
GrassiEVO + quota variabile secondo il pesce scelto
Porzione di riferimento1/4 della ricetta
QuandoAdatto a un pasto inserito nel carico di carboidrati
Ideale perPreparazione a prove di endurance
Occhio aQuantità di olio, tipo di pesce, peperoncino e tolleranza individuale, soprattutto vicino alla gara

Il messaggio rimane semplice: i pici ci permettono di fare il pieno di carboidrati e possono trovare posto in una strategia di carico glucidico in preparazione a una prova di endurance. Quantità, tempi e composizione complessiva del pasto devono naturalmente essere adeguati all’atleta, alla distanza e alla tolleranza individuale.

Il runner ha fatto i suoi conti.

Possiamo tornare a mangiare.


Quando correre a Chiusi

Quando si vuole.

Il lago e il territorio che lo circonda non hanno bisogno di una data sul calendario per meritare un paio di scarpe da corsa. Anzi, uno degli obiettivi di questa rubrica è proprio lasciare qualche idea anche a chi passa da queste parti senza un pettorale appuntato sulla maglia.

C’è però un momento in cui tutto quello che stiamo raccontando si tiene insieme ancora meglio: il Giro del Lago di Chiusi.

È l’occasione più naturale per arrivare qui da runner, correre nel territorio e poi completare il giro nel modo che interessa a Mangia sano, corri leggero e lontano: sedendosi a tavola e assaggiando ciò che quello stesso territorio porta nel piatto.

Perché si può partire per una gara senza essere obbligati a fermarsi al traguardo.

A Chiusi si corre quando si vuole. In occasione del Giro del Lago, però, corsa e cucina hanno già un appuntamento nello stesso posto.

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Dove mangiare i pici a Chiusi

Se siete arrivati fin qui per correre, prima di mettervi a impastare approfittate del fatto di essere nel posto giusto.

Ristorante Pesce d’Oro
Località Sbarchino 36, Lago di Chiusi
Tel. 0578 21403

Per questa prima puntata è inevitabilmente l’indirizzo più legato alla nostra storia: siamo sul Lago di Chiusi e qui la cucina incontra direttamente il pesce d’acqua dolce. È anche il luogo dal quale arriva il riferimento ai pici con sugo di persico reale.

Osteria La Solita Zuppa
Via Porsenna 21, Chiusi
Tel. 0578 21006

Nel cuore del centro storico, un indirizzo da tenere presente per avvicinarsi alla cucina del territorio e ai pici. La Solita Zuppa

Osteria Etrusca di Rettori Stefania
Via Porsenna 80, Chiusi
Tel. 0578 222243

Ancora nel centro storico, un’altra possibilità per chi vuole proseguire la giornata passando dalle scarpe alla tavola.

Trattoria Porsenna
Via Michelangelo Buonarroti 43, Chiusi Scalo
Tel. 0578 21393

Comoda anche per chi arriva o riparte dalla zona della stazione, completa il nostro primo piccolo giro gastronomico.

Menu, piatti e disponibilità naturalmente possono cambiare. Se state andando in un locale appositamente per assaggiare una determinata versione dei pici, una telefonata prima di partire vale più di qualsiasi articolo trovato online.


Fateci conoscere la vostra tavola

Noi arriviamo correndo, ma sappiamo bene che un territorio non si conosce soltanto attraversandolo. Bisogna incontrare chi lo vive, assaggiare i suoi prodotti, conoscere le persone che continuano a portarne in tavola le tradizioni.

E questa volta siamo a Chiusi senza essere di Chiusi.

Se siete ristoratori, produttori, organizzatori o semplicemente conoscitori del territorio e pensate che ci sia qualcosa che dovremmo assaggiare, vedere o raccontare, scriveteci.

Noi ci mettiamo le gambe, la cucina e il racconto. Voi metteteci il territorio.

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(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, Giro Lago di Chiusi
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Yeman Crippa – intervista Correre è ROCK

Yeman Crippa: prima delle gambe viene la testa

CORRERE E’ ROCK – INTERVISTE
Yeman Crippa: prima delle gambe viene la testa

Yeman Crippa – intervista Correre è ROCK
Ci sono momenti in cui un atleta corre davanti a migliaia di persone e altri in cui, per andare più forte, ha bisogno di silenzio, concentrazione e di allontanarsi da tutto. Per Yeman Crippa, l’estate è uno dei momenti ideali per ritrovare queste condizioni.

Quando abbiamo iniziato a costruire questa intervista, alle spalle c’era la Maratona di Parigi e davanti un’estate ancora tutta da vivere. Nel frattempo Yeman non si è certo fermato: gare, preparazione, ritiri e nuovi obiettivi hanno riempito questi mesi. Dopo gli Europei di Birmingham, è tornato in altura a Iten, in Kenya, per preparare un altro appuntamento importante: i Mondiali di corsa su strada di Copenaghen.

Proprio nei suoi aggiornamenti da Iten raccontava una preparazione fatta di tanti chilometri e qualche lavoro veloce, con il fisico che rispondeva bene e le sensazioni che cominciavano ad arrivare. E mentre pubblichiamo questa intervista, Copenaghen è il suo presente.

È da qui che parte la nostra conversazione. Non soltanto da quello che succede in gara, ma soprattutto da ciò che viene prima: la preparazione, il rapporto con il risultato, la necessità di isolarsi, le persone che stanno dietro un atleta e quella componente mentale che, nelle parole di Yeman, finisce per guidare tutto.


La voglia di migliorarsi

 
Partiamo dall’estate e da quei mesi nei quali la preparazione torna al centro delle giornate. Ritiri, chilometri, allenamenti, ma anche la necessità di continuare a cambiare qualcosa.

Dopo tanti anni ad alto livello, prevale ancora il desiderio di migliorarsi oppure cresce la consapevolezza di ciò che si è già costruito?

Yeman parte proprio dalla voglia di andare avanti:

«Sicuramente l’estate è il momento dove si focalizza la preparazione e iniziano i ritiri. Lo spirito è sempre quello: la voglia di migliorarsi, usare ogni momento per fare qualcosa di diverso dagli anni scorsi, provare a cambiare qualcosa dando stimoli nuovi al corpo e alla mente.»

Corpo e mente, quindi. Perché continuare a migliorare dopo tanti anni di carriera significa anche continuare a cercare qualcosa di nuovo, modificare un equilibrio, provare uno stimolo differente e vedere dove può portare.


Il cronometro rimane lo stesso, l’atleta cambia

Il cronometro fa sempre lo stesso mestiere: misura un tempo e restituisce un numero. Ma l’atleta che guarda quel numero cambia con gli anni.

È cambiato anche il rapporto di Yeman con il cronometro e con i risultati che non corrispondono alle aspettative?

«Sono cambiate tante cose dal mio inizio carriera, sono cresciuto, riesco a vedere i risultati in modo diverso e accettare anche delle situazioni non positive.»

Non significa che il risultato abbia perso importanza. Una gara andata male rimane una gara andata male, così come un obiettivo mancato continua a pesare. Con l’esperienza, però, anche una situazione negativa può entrare in un percorso più lungo e diventare parte del lavoro successivo.

In fondo è ancora la stessa voglia di migliorarsi da cui siamo partiti: se si vuole continuare a crescere, bisogna riuscire a fare qualcosa anche di ciò che non è andato come avremmo voluto.


Un mese per concentrarsi sull’obiettivo


Poi c’è una parte della preparazione che difficilmente entra nelle classifiche.

Prima di un grande appuntamento c’è bisogno di isolarsi, di creare una sorta di bolla intorno all’obiettivo?

«Assolutamente sì. Io ho bisogno di andare in ritiro il mese prima per provare a concentrarmi su me stesso e stare focalizzato sull’obiettivo in arrivo.»

Quando vediamo un atleta sulla linea di partenza, vediamo soltanto il momento finale di qualcosa che è cominciato molto prima. Allenamenti, recupero, alimentazione, riposo e concentrazione finiscono per ruotare intorno a una data e a un obiettivo.

Le immagini e gli aggiornamenti arrivati in queste settimane da Iten raccontano proprio questa dimensione: tanti chilometri, qualche lavoro veloce, i compagni di allenamento e una quotidianità costruita intorno alla preparazione.

Ma concentrarsi su se stessi non significa fare tutto da soli.


«Da soli non si arriva da nessuna parte»

Dietro ogni atleta c’è un gruppo di persone.

Quanto conta il team e quanto conta la famiglia in un percorso che, almeno sulla carta, rimane individuale?

Su questo Yeman non ha dubbi:

«Da soli non si arriva da nessuna parte. Il team è fondamentale, ma soprattutto la famiglia che ti supporta e sopporta, dando il massimo per farti raggiungere i tuoi traguardi.»

Quel “sopporta” racconta molto. La vita di un atleta non coinvolge soltanto chi si allena: ci sono ritiri, trasferte, gare, assenze e giornate organizzate intorno alle esigenze della preparazione.

Il nome che compare in classifica è uno. Il percorso che porta fin lì è molto più affollato.


Quando la testa vuole una cosa


Corpo, cuore, ragione, istinto.

Quando arriva il momento decisivo, quale componente prende il comando?

La risposta di Yeman stabilisce una gerarchia molto precisa:

«Credo che la mente sia al di sopra di tutto. Quando la tua testa vuole una cosa, il corpo e il cuore seguono.»

Una risposta che ci riporta anche all’inizio della nostra conversazione. Per cercare continuamente di migliorarsi bisogna prima essere disposti a credere che ci sia ancora qualcosa da cercare.

A questo punto proviamo a portarlo per un momento anche nel nostro mondo.

C’è una canzone che accompagna le tue corse o che senti particolarmente tua?

«Ascolto tante canzoni, ma non ce n’è una che sento mia.»

Niente da fare. Ci speravamo.

A questo punto, allora questa volta ci prendiamo noi la libertà di sceglierne una per lui: Hold the Line dei Toto.

Non perché Yeman la ascolti prima di una gara – questo non lo sappiamo – ma perché quel titolo, “tieni la linea”, ci sembra stare bene dentro quello che ci ha raccontato: continuare a lavorare, rimanere concentrati sull’obiettivo, accettare anche i momenti negativi senza perdere la direzione.

E poi, semplicemente, perché un po’ di rock in questa intervista volevamo mettercelo anche noi. Ci auguriamo che Yeman apprezzi lo sforzo. E la scelta.


Da Copenaghen a Trento


Mentre pubblichiamo questa intervista, Yeman è concentrato sul suo appuntamento di Copenaghen. Ma noi abbiamo ancora una domanda, anche perché proprio grazie alla disponibilità del Trento Running Festival e del suo staff siamo riusciti a entrare in contatto con lui.

Il 25 e 26 settembre ci sarai al Trento Running Festival?

«Sì, ci sarò.»

E allora ci vediamo a Trento.


Un ringraziamento al Trento Running Festival e al suo staff per aver reso possibile questo incontro e a Yeman Crippa per averci dedicato il suo tempo in un periodo nel quale, come abbiamo capito dalle sue stesse parole, tempo, testa ed energie sono già rivolti verso il prossimo obiettivo.

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Photo credit: archivio Yeman Crippa, Trento Running Festival
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Raccolta di scarpe running usate per Mine Old Running Shoes Tribute

Riparte Mine Old Running Shoes Tribute

Mine Old Running Shoes Tribute: Fratta & Time Machine rimettono le scarpe in strada

Raccolta di scarpe running usate per Mine Old Running Shoes Tribute
Vacanze finite e si riparte. Il 19 settembre appuntamento a Cuneo in occasione della 6xSEMPRE fino all’ultimo, poi il Trail del Lago Maggiore con uno stand dedicato. E da Milano arriva una novità: una postazione fissa per la raccolta delle scarpe running usate.

Le vacanze sono finite. O quasi.

E mentre qualcuno sta ancora cercando di capire dove abbia messo le scarpe da running dopo l’ultima corsa estiva, Fratta & Time Machine riaccendono amplificatori, progetti e chilometri.

Tra le prime cose a rimettersi in movimento c’è naturalmente Mine Old Running Shoes Tribute, il progetto nato intorno all’omonimo brano di Fratta & Time Machine che da maggio raccoglie scarpe running usate durante eventi podistici, concerti e altri appuntamenti in giro per l’Italia.

L’idea è semplice: certe scarpe non sono soltanto oggetti consumati. Dentro ci sono chilometri, fatica, gare, viaggi e ricordi.

Quando smettono di correre con noi, possono ancora essere utili a qualcun altro.

E dopo la pausa estiva si riparte con nuove date e qualche importante novità.


Quattro associazioni, tante nuove strade

Alberto Rovera con i bambini sostenuti da Ensemble pour Grandir
Dietro Mine Old Running Shoes Tribute non c’è soltanto la raccolta, ci sono soprattutto le persone e le realtà alle quali le scarpe possono essere destinate.

Il progetto collabora oggi con Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna, Africa & Sport di Varese, Nonno Boi di Novara ed Ensemble pour Grandir di Oujda, in Marocco, con il referente Alberto Rovera di Cuneo.

Quattro realtà differenti, quattro territori e altrettante possibilità di trasformare un paio di scarpe che non utilizziamo più in qualcosa che possa ancora avere valore.

Le scarpe raccolte possono inoltre essere indirizzate verso iniziative sportive, sociali o progetti di riutilizzo e riciclo.

Perché la raccolta non è il punto d’arrivo.

È da lì che può cominciare una nuova strada.


Una postazione fissa a Milano

Mappa del punto di raccolta scarpe presso Road Runners Club Milano, Via Luigi Canonica 23
Ed ecco una delle novità della ripartenza.

Da ottobre Mine Old Running Shoes Tribute avrà una postazione fissa per la consegna delle scarpe presso la sede del Road Runners Club Milano:

Via Luigi Canonica, 23 – 20154 Milano

Le scarpe potranno essere consegnate il venerdì pomeriggio, nei giorni non festivi, dalle 18.30 alle 20.00.

Il referente è Giuseppe Cambareri.

All’interno della sede ci sarà un apposito contenitore nel quale lasciare le scarpe e sarà possibile anche scaricare Mine Old Running Shoes, il brano da cui è partito tutto il progetto.

La postazione del Road aggiunge così un punto stabile alle raccolte che continueranno durante gli eventi.

Ma proprio perché le occasioni per partecipare stanno aumentando, c’è una cosa che vogliamo chiarire bene.


Donare sì. Buttare no.

Scarpe running usate raccolte per il progetto Mine Old Running Shoes Tribute
Che le scarpe vengano consegnate alla sede del Road Runners Club Milano oppure durante qualsiasi altro appuntamento di Mine Old Running Shoes Tribute, la regola è sempre la stessa:
le scarpe devono essere pulite, lavate, in buono stato di conservazione e ancora utilizzabili.

Possono avere molti chilometri alle spalle. Possono portare i segni delle corse fatte insieme. Possono anche non essere più adatte alle nostre esigenze di runner.

È proprio da qui che nasce il progetto: ciò che per noi ha concluso la propria corsa può avere ancora strada da fare con qualcun altro.

Ma c’è un limite molto semplice.


Non siamo una discarica.

Una scarpa distrutta, irrecuperabile o ormai inutilizzabile non è una donazione.

Dare una seconda possibilità significa consegnare qualcosa che abbia ancora valore e dignità per chi lo riceverà.

Prima di portarci le vostre vecchie scarpe, quindi, fatevi una domanda molto semplice:

“Le regalerei a qualcuno?”

Se la risposta è sì, allora probabilmente possono continuare il loro viaggio.


Il 19 settembre si riparte da Cuneo con la 6xSEMPRE

6xSEMPRE a Cuneo, tappa di Mine Old Running Shoes Tribute il 19 settembre 2026
Il primo appuntamento dopo la pausa estiva sarà sabato 19 settembre a Cuneo, in occasione della 6xSEMPRE fino all’ultimo.

Mine Old Running Shoes Tribute sarà presente alla 6xSEMPRE per raccogliere le scarpe running usate e continuare a costruire quella rete di persone, associazioni ed eventi che sta crescendo intorno al progetto.

Cuneo ha anche un legame particolare con la rete: Alberto Rovera è infatti il referente di Ensemble pour Grandir, associazione di Oujda, in Marocco. Sarà il primo passo di una seconda parte di stagione particolarmente intensa.

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Il 25 e 26 settembre: EXPO Trail del Lago Maggiore

Trail del Lago Maggiore, tappa di Mine Old Running Shoes Tribute a Verbania
Una settimana dopo, 25 e 26 settembre, Mine Old Running Shoes Tribute arriverà a Verbania in occasione dell’ EXPO Trail del Lago Maggiore.

Questa volta saremo presenti con uno stand dedicato.

Sarà possibile consegnare direttamente le proprie scarpe running usate, ma soprattutto fermarsi a conoscere il progetto, le associazioni coinvolte e quello che stiamo cercando di costruire intorno a una canzone che, poco alla volta, ha cominciato a camminare — anzi, a correre — con le proprie gambe.

Perché Mine Old Running Shoes nasce come una canzone.

Mine Old Running Shoes Tribute sta diventando una rete.

Partecipa e richiedi il codice sconto  QUI


E dopo il Lago Maggiore si continua

Cuneo e il Trail del Lago Maggiore saranno soltanto l’inizio della seconda parte della stagione.

La strada di Mine Old Running Shoes Tribute proseguirà poi attraverso altri importanti appuntamenti podistici, facendo tappa a Venezia, Mestre, Ravenna, ancora Verbania e infine Verona.

Dalla Venicemarathon alla Maratona di Ravenna Città d’Arte, dalla Lago Maggiore Marathon alla Verona Run Marathon: occasioni diverse che permetteranno al progetto di continuare a raccogliere scarpe, incontrare runner e allargare la propria rete.

E potrebbero aggiungersi nuove tappe.

Per conoscere tutte le date confermate, scoprire i nuovi appuntamenti che entreranno nel calendario e rimanere aggiornati, il riferimento è la sezione CONCERTI del sito:

TUTTE LE DATE – CONCERTI

Da maggio siamo già passati da Oleggio, Ravenna, Bellinzago Novarese, Galliate, Turbigo e Azzate.

Adesso si riparte.

La strada continua. E non sappiamo ancora dove ci porterà.


Vuoi organizzare una raccolta o diventare un punto di raccolta?

Mine Old Running Shoes Tribute vuole continuare ad allargare la propria rete.

Se organizzi un evento, rappresenti un’associazione, una società sportiva, un negozio o semplicemente una realtà interessata a ospitare una raccolta, contattaci.

Possiamo organizzare insieme una raccolta in occasione di un evento oppure valutare la possibilità di creare un nuovo punto di raccolta stabile.

Più punti riusciamo a collegare, più strada possiamo dare alle scarpe.

Vuoi organizzare una raccolta o diventare un punto di raccolta? Contattaci.


Le tue scarpe hanno ancora strada da fare

Prima di buttare quel vecchio paio di scarpe, guardalo ancora una volta.

Ha corso con te.
Ha una storia.
E soprattutto:
le tue scarpe hanno ancora strada da fare.

Tutte le informazioni sul progetto e sulle modalità di raccolta sono disponibili nella pagina dedicata:

Mine Old Running Shoes Tribute

E se ancora non conosci la canzone da cui è partito tutto, devi scaricare la demo gratuita di Mine Old Running Shoes.

PORTA SEMPRE CON TE E SCARICA GRATIS LA DEMO DI MINE OLD RUNNING SHOES

Poi alza il volume, guarda le tue vecchie scarpe e ricordati che hanno ancora strada da fare.
Corri. Dona. Canta. E sei protagonista.

Tutto questo è Mine Old Running Shoes Tribute.


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Photo credit: Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù, Alberto Rovera, SPORT PRO-MOTION A.S.D
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#correreèrock #mineoldrunningshoestribute #rockaandrollrun


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Lungolago di Stresa al tramonto con una bottiglia con messaggio sulla riva e il Lago Maggiore sullo sfondo.

Trail e Maratona del Lago Maggiore al ritmo di Sting e dei Police

CORRERE E’ ROCK – EVENTI
Trail e Maratona del Lago Maggiore al ritmo di Sting e dei Police

Una bottiglia vista galleggiare in un’alba di luglio sul lungolago di Stresa, un messaggio che non abbiamo mai letto e nove canzoni per raccontare otto modi diversi di correre il Lago Maggiore.

la spiaggia di stresa e una bottiglia con un messaggio al suo interno
Questa estate, in un’alba di luglio, stavamo correndo sul lungolago di Stresa quando abbiamo visto qualcosa galleggiare sull’acqua. Una bottiglia. Fin qui niente di particolarmente rock, e probabilmente neppure qualcosa di cui essere felici, perché le bottiglie stanno meglio sulla terraferma che dentro un lago. Ma quella aveva qualcosa di diverso: all’interno si intravedeva un foglio.

Non l’abbiamo raccolta. Non l’abbiamo aperta e quel messaggio non lo abbiamo mai letto. Ci sono mancati il coraggio e, forse, anche l’occasione. L’abbiamo soltanto vista galleggiare davanti a noi mentre correvamo, abbastanza a lungo però da cominciare a immaginare da dove fosse partita, chi avesse affidato quelle parole all’acqua e soprattutto per chi fossero state scritte.

Non abbiamo letto il messaggio. Ma abbiamo sognato.

E per chi da anni racconta la corsa attraverso la musica, vedere all’alba una bottiglia con dentro un messaggio sulle acque del Lago Maggiore significa avere un problema: è praticamente impossibile non sentire partire nella testa Message in a Bottle.

The Police, 1979.

Da quel momento la nostra corsa ha preso una direzione diversa. Perché certe associazioni nascono senza bisogno di cercarle e quella bottiglia, Sting, i Police e il Lago Maggiore ci hanno portato a pensare a due appuntamenti che, a poche settimane di distanza, racconteranno lo stesso territorio in due modi profondamente differenti: il Trail Lago Maggiore, il 26 settembre 2026, e la Lago Maggiore Marathon, l’8 novembre. Il primo propone 13K, 24K, 38K e 60K, tutte con arrivo sul lungolago di Pallanza; la seconda mette in strada 10K, 21K, 33K e la distanza regina, con la maratona che da Arona raggiunge Verbania-Pallanza.

Otto distanze, quindi otto canzoni.

Message in a Bottle, però, non conta. Quella è arrivata da sola.

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Message in a Bottle: il brano zero

La bottiglia è il nostro brano zero, quello che non associamo a nessuna gara perché appartiene all’origine della storia. È il messaggio che mette in comunicazione due mondi apparentemente lontani: da una parte i sentieri che salgono dal lago verso la montagna, dall’altra l’asfalto che ne segue il profilo. In mezzo c’è sempre lui, il Lago Maggiore, che questa volta non fa soltanto da scenario, ma diventa il filo conduttore del nostro racconto.

Forse non è neppure un caso che quella bottiglia sia comparsa mentre correvamo. Da fermi avremmo probabilmente visto soltanto un oggetto sull’acqua. Correndo abbiamo cominciato a costruirci intorno una storia.

E allora lasciamola galleggiare lì ancora per un po’. Noi intanto saliamo verso i sentieri.

Quattro trail, quattro canzoni

Il Trail Lago Maggiore parte dal lago per salire verso un ambiente completamente diverso. Val Grande, montagne, boschi e laghi accompagnano quattro percorsi differenti, ma con una destinazione comune: il lungolago di Pallanza. Il 26 settembre le partenze saranno da Cannero per la 60K WILD, Miazzina per la 38K BRAVE, Cossogno per la 24K SCENIC e Mergozzo per la 13K SUNSET.

Per accompagnarle abbiamo scelto quattro brani meno aggressivi, più meditativi. Perché non sempre il trail deve essere raccontato come una battaglia contro il dislivello. Esiste anche un modo di correre nel quale il ritmo lascia progressivamente spazio al respiro, al paesaggio e ai pensieri.

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13K SUNSET – Walking on the Moon

Si parte da Mergozzo nel tardo pomeriggio. È la distanza più corta e già quel SUNSET nel nome suggerisce come vorremmo viverla: nel momento in cui la giornata comincia a cambiare luce e il sole lascia lentamente spazio alla sera.

Walking on the Moon dei Police ha qualcosa di sospeso, leggero, quasi rarefatto. Non servirà a farci sfidare la gravità sulle salite, purtroppo, ma può ricordarci che tredici chilometri di trail non devono necessariamente essere corsi con il coltello tra i denti. Si può anche alzare lo sguardo, trovare il proprio passo e godersi quella strana sensazione che arriva quando la luce cambia e con lei sembra cambiare anche il paesaggio.

Camminare sulla Luna rimane complicato. Correre verso Pallanza al tramonto è decisamente più alla nostra portata.

24K SCENIC – Wrapped Around Your Finger

Con la 24K SCENIC si parte da Cossogno e la faccenda comincia a diventare più seria: aumentano i chilometri, aumenta il dislivello e soprattutto aumenta il tempo trascorso dentro il paesaggio.

Wrapped Around Your Finger non entra qui perché vogliamo piegare il significato della canzone alle nostre esigenze podistiche. Ci interessa la sua atmosfera, quel procedere quasi ipnotico che si sposa bene con la sensazione di essere progressivamente avvolti dal territorio. All’inizio guardiamo il panorama, poi continuiamo a correre e qualcosa cambia: smettiamo di essere semplici spettatori e cominciamo a sentirci dentro ciò che stiamo attraversando.

Il cronometro continua naturalmente a funzionare. Semplicemente, ogni tanto possiamo anche dimenticarci di guardarlo.

38K BRAVE – Every Breath You Take

A trentotto chilometri il discorso cambia ancora. Già il nome scelto per questa distanza, BRAVE, ci avverte che siamo entrati in un’altra dimensione del trail.

Ed ecco Every Breath You Take.

Sappiamo bene che la canzone dei Police racconta tutt’altro e non abbiamo nessuna intenzione di trasformarla in un improbabile trattato sulla respirazione durante la corsa. Ci prendiamo però in prestito quelle quattro parole perché, quando aumentano chilometri, ore e dislivello, ogni respiro che fai comincia davvero ad avere un significato differente. Il respiro diventa ritmo, controllo, misura dello sforzo. Ti dice quando puoi continuare a spingere e quando sarebbe più intelligente smettere di fare il fenomeno.

E forse, in una gara chiamata BRAVE, una delle forme di coraggio più utili è proprio questa: sapersi ascoltare.

60K WILD – Fields of Gold

Poi arriva la 60K WILD. Si parte da Cannero al mattino e si va verso quella wilderness che rappresenta l’anima più profonda dell’evento, prima di tornare ancora una volta sulle rive del Lago Maggiore a Pallanza.

Per la distanza più lunga avremmo potuto scegliere la canzone più dura, rumorosa e aggressiva del repertorio di Sting e dei Police. Abbiamo fatto esattamente il contrario.

Fields of Gold.

Più aumenta la distanza, meno ci interessa raccontare il trail come una guerra contro la montagna. Dopo tante ore il paesaggio non è più semplicemente qualcosa che attraversi: è il posto nel quale stai vivendo. Cambia la percezione del tempo, cambia il passo e cambiano inevitabilmente anche i pensieri. Fields of Gold ha quella dimensione contemplativa, quel rapporto tra natura, memoria e tempo che passa che cercavamo per accompagnare la distanza più lunga.

La montagna, del resto, non ha bisogno di essere sconfitta. Bisogna trovare il proprio modo di starci dentro.

Poi si torna al lago e, qualche settimana dopo, cambiamo scarpe, superficie e probabilmente anche passo.

Dal sentiero all’asfalto

L’8 novembre 2026 si riparte, questa volta sull’asfalto. La Lago Maggiore Marathon propone quattro distanze: 10K, 21K, 33K e 42K, con la distanza regina che segue il Lago Maggiore da Arona verso Verbania-Pallanza attraverso il Golfo Borromeo.

Abbiamo lasciato i sentieri, ma non il lago. E possiamo cambiare anche il tono della musica.

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10K – Synchronicity II

Dieci chilometri possono essere corsi con intenzioni completamente diverse: tirati fino all’ultimo metro da chi cerca il tempo oppure vissuti con maggiore tranquillità da chi vuole semplicemente partecipare alla giornata.

Synchronicity II rompe bene l’atmosfera contemplativa che ci siamo portati dietro dai sentieri. Sale la tensione, cambia il ritmo e per una 10K può funzionare alla perfezione. Qui non dobbiamo prepararci a trascorrere mezza giornata dentro i nostri pensieri: possiamo alzare i giri e vedere cosa succede.

La sincronia che cerchiamo è molto più semplice di quella immaginata dai Police: testa, gambe e cronometro. Quando riescono ad andare tutti e tre dalla stessa parte, dieci chilometri possono diventare parecchio divertenti.

21K – Englishman in New York

Poi arrivano i ventuno chilometri.

E soprattutto arriva Stresa.

Ed eccoci di nuovo dove questa storia era cominciata.

Questa estate correvamo su quel lungolago quando abbiamo visto la bottiglia. Qualche mese dopo migliaia di passi torneranno su quelle sponde e, se c’è un momento nel quale far entrare Sting in persona nel nostro racconto, è questo.

Englishman in New York.

New York è parecchio lontana dal Lago Maggiore, certo, e Sting probabilmente non aveva Stresa in mente. Ma Correre è ROCK qualche licenza può concedersela: poco fa abbiamo fatto camminare dei runner sulla Luna.

La Mezza diventa così il punto nel quale il racconto torna per un attimo alla propria origine. Passiamo nuovamente da Stresa e magari, soltanto per un secondo, possiamo buttare un occhio verso l’acqua.

Chissà

33K – If I Ever Lose My Faith in You

Poi arriva la 33K. Trentatré chilometri non sono una maratona, ma ormai le stanno abbastanza vicini da sentirne chiaramente la presenza.

Ed è proprio per questo che scegliamo If I Ever Lose My Faith in You.

Chi ha preparato almeno una volta una maratona conosce bene il peso, anche psicologico, dei lunghi intorno ai trenta chilometri. Non servono soltanto a mettere chilometri nelle gambe: servono a raccogliere prove. Arrivare lì significa cominciare a capire se settimane di allenamenti, sveglie, corse facili, lunghi e giornate nelle quali tutto sembrava andare storto abbiano costruito qualcosa.

La 33K vive esattamente su quel confine. Non hai ancora corso la distanza regina, ma hai percorso abbastanza strada per cominciare a fidarti del lavoro fatto. Per molti runner il lungo da trenta chilometri è proprio questo: la prova generale che comincia a convincerti che puoi essere pronto per la maratona.

Non è ancora certezza. È fiducia. E per arrivare a quarantadue, qualche volta vale persino di più.

42K – All This Time

Alla fine rimane lei.

La Lago Maggiore Marathon.

Dopo aver parlato di paesaggio, respiro, ritmo e fiducia, per la distanza regina abbiamo scelto All This Time di Sting.

Tutto questo tempo.

Quello necessario per prepararla e quello trascorso aspettandola. Il tempo delle domeniche mattina, quello guardato sull’orologio durante un lungo che sembrava non finire mai, quello che vorremmo leggere sul display sotto il traguardo e quello che, una volta arrivati, improvvisamente conta molto meno.

La maratona ha uno strano rapporto con il tempo. Passiamo mesi a misurarlo e poche ore a cercare di batterlo, salvo poi scoprire che quello che rimane non sono soltanto ore, minuti e secondi. Rimangono gli allenamenti sotto la pioggia, le persone che ci hanno accompagnato, le giornate nelle quali avremmo voluto mollare e quelle nelle quali abbiamo cominciato a pensare che forse, sì, ce l’avremmo fatta.

All This Time chiude il nostro viaggio proprio per questo. Non perché Sting abbia scritto una canzone per i maratoneti, ma perché per arrivare a quei 42,195 chilometri serve tempo. E tutto quel tempo fa già parte della maratona molto prima dello sparo di partenza.

Il messaggio che non abbiamo letto

Alla fine torniamo là dove tutto era cominciato, a quella bottiglia rimasta a galleggiare davanti a noi sul Lago Maggiore in un’alba di luglio.

Non l’abbiamo raccolta, non l’abbiamo aperta e non sapremo mai cosa ci fosse scritto su quel foglio. Ci è mancato il coraggio, ci è mancata l’occasione o forse, semplicemente, doveva andare così. Perché se l’avessimo aperta avremmo conosciuto il messaggio di qualcun altro. Lasciandola lì, invece, abbiamo potuto immaginarne cento e, alla fine, leggere il nostro.

Abbiamo sognato chi l’avesse scritta, perché avesse affidato quelle parole all’acqua e dove sperasse che arrivassero. E da quella bottiglia siamo saliti idealmente sui sentieri accompagnati dai Police, siamo tornati sull’asfalto con Sting e abbiamo attraversato otto distanze fino alla maratona. Due manifestazioni diverse, separate da poche settimane e unite dallo stesso territorio, dalla stessa acqua e, almeno per noi, dalla stessa colonna sonora.

Una bottiglia galleggia senza sapere dove arriverà. Un runner conosce il traguardo, ma non sa mai davvero cosa troverà lungo il viaggio.

Quella mattina non abbiamo avuto il coraggio di prendere la bottiglia. Abbiamo continuato a correre, abbiamo sognato e, senza saperlo, avevamo già cominciato a scrivere il nostro messaggio.

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Copertina dell’intervista dedicata al Vertical Rifugio Gastaldi, con panorama alpino, il Rifugio Gastaldi e il ritratto dell’intervistato.

Vertical Rifugio Gastaldi: si torna a correre verso l’alto

Correre è ROCK
Vertical Rifugio Gastaldi: sette anni dopo, si torna a correre verso l’alto

Panorama alpino dal Rifugio Gastaldi con montagne, bandierine colorate e terrazza del rifugio
Per il ciclo “Correre è ROCK”, firmato iovedodicorsa, torniamo da Gianluca Logozzo, questa volta nella veste di responsabile dell’evento per Piossasco Trail Runners, per parlare del ritorno di una gara che mancava dal calendario dal 2019.

Sabato 5 settembre 2026 torna infatti il Vertical Rifugio Gastaldi, nel cuore delle Valli di Lanzo. Una gara breve soltanto sulla carta: circa 3,2 chilometri e 970 metri di dislivello positivo, con partenza dal Pian della Mussa, a Balme, e arrivo a circa 2.760 metri di quota, a Rocca Turo, sopra lo storico Rifugio Gastaldi.

Sette anni dopo l’ultima edizione si riparte, grazie all’organizzazione dell’ASD Piossasco Trail Runners, alla collaborazione con il Rifugio Gastaldi e il Rifugio Città di Ciriè, al patrocinio del Comune di Balme e al contributo di partner, volontari e realtà del territorio.

Una gara, ma non soltanto. Il Vertical vuole essere un modo per vivere e raccontare la montagna, riportando atleti e appassionati sulle Valli di Lanzo e recuperando anche quella dimensione di comunità che, dopo il traguardo, troverà la sua espressione più semplice nel tradizionale terzo tempo davanti a un piatto di polenta.

Con Gianluca proviamo allora a capire cosa significhi riportare in vita questa manifestazione. E, visto che siamo a Correre è ROCK, per una volta partiremo verso l’alto seguendo anche il suggerimento degli Aerosmith: Walk This Way. Anzi, vista l’occasione, Run This Way.
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Gianluca, l’ultima edizione risale al 2019. Il 5 settembre il Vertical Rifugio Gastaldi torna finalmente in calendario: perché avete deciso che questo fosse il momento giusto per ripartire e quanto lavoro c’è stato dietro questo ritorno?

Esterno del Rifugio Gastaldi circondato dalle montagne
Era una gara che ci era rimasta dentro. Dal 2019 sono passati sette anni, ma l’idea di riportarla in calendario non è mai scomparsa davvero. Servivano però le condizioni giuste e soprattutto la disponibilità di tutte le persone e le realtà del territorio che rendono possibile un evento del genere.

Quando organizzi una gara in montagna non basta tracciare un percorso, mettere un arco alla partenza e aspettare che arrivino gli atleti. Ci sono sicurezza, logistica, rifugi, volontari, istituzioni e mille dettagli che spesso chi corre non vede. Ripartire significa rimettere insieme tutti questi pezzi. Il 5 settembre scopriremo se li abbiamo rimessi al posto giusto.

Tre chilometri e duecento metri possono sembrare pochi, almeno fino a quando non aggiungiamo quasi mille metri di dislivello positivo e un traguardo a 2.760 metri. Che gara deve aspettarsi chi partirà dal Pian della Mussa? E dove pensi che il Vertical presenti il conto più salato?

Borse rosse personalizzate con il logo del Rifugio Gastaldi
La prima cosa da fare è dimenticarsi quei 3,2 chilometri. Se uno guarda soltanto la distanza rischia di farsi un’idea completamente sbagliata della gara.

Qui bisogna salire di quasi mille metri e farlo in pochissimo spazio. Non c’è molto tempo per recuperare e soprattutto bisogna riuscire a gestire lo sforzo senza farsi prendere dalla voglia di strafare all’inizio. Più si sale, poi, più cambiano terreno, quota e percezione della fatica.

Il conto? Arriva quando pensi di aver capito la gara. In montagna capita spesso: alzi gli occhi, ti sembra di essere quasi arrivato e scopri che manca ancora parecchio. E da quel momento quei pochi chilometri iniziali sembrano improvvisamente molti di più.

Avete insistito molto sul rapporto tra gara e territorio. Il Vertical coinvolge rifugi, Comune, attività locali, partner e volontari. Quanto è importante che un evento di montagna non si limiti a utilizzare un territorio come scenario, ma riesca a diventare parte di quel territorio?

Legnaia con tavolo, fiori e ingresso del Rifugio Gastaldi
È fondamentale. La montagna non può essere semplicemente lo sfondo bello da mettere nelle fotografie della gara.

Se organizzi un evento qui devi entrare in relazione con chi questo territorio lo vive tutto l’anno. Il Rifugio Gastaldi, il Rifugio Città di Ciriè, il Comune di Balme, le attività locali, i partner e soprattutto i volontari non sono elementi di contorno: sono parte dell’evento.

Vorremmo che chi viene a correre il Vertical tornasse a casa ricordandosi della gara, certo, ma anche del Pian della Mussa, di Balme e delle Valli di Lanzo. E magari avesse voglia di tornarci senza un pettorale.

Al traguardo finisce il cronometro, ma non la giornata: c’è il “terzo tempo”, con la polenta preparata dai gestori del Rifugio Gastaldi e del Rifugio Città di Ciriè. Quanto conta questa dimensione conviviale e quanto racconta dello spirito con cui Piossasco Trail Runners ha voluto riportare in vita il Vertical?

Facciata in pietra del Rifugio Gastaldi con finestre e persiane rosse e gialle
Conta tantissimo, anche perché dopo 970 metri di dislivello positivo la polenta diventa improvvisamente un argomento molto serio.

Battute a parte, è probabilmente uno dei momenti che raccontano meglio quello che vorremmo fosse questa giornata. Si corre, qualcuno proverà a vincere, qualcuno guarderà il cronometro e qualcun altro sarà semplicemente contento di essere arrivato lassù. Poi però ci si ritrova tutti insieme.

Il terzo tempo serve proprio a questo: togliere per un momento pettorali, classifiche e differenze e tornare a essere persone che hanno condiviso la stessa montagna e la stessa fatica.

Siamo a “Correre è ROCK”, quindi stavolta la colonna sonora te la suggeriamo noi. Gli Aerosmith cantavano Walk This Way assieme ai RUN DMC: il 5 settembre ci permettiamo di trasformarla in Run This Way. Quanto rock c’è nel partire dal Pian della Mussa e decidere che il posto migliore dove mettere il traguardo sia quasi mille metri più in alto?

Direi parecchio. Anche perché mettere il traguardo 970 metri più in alto quando avresti potuto tranquillamente lasciarlo giù al Pian della Mussa non è esattamente una scelta razionale.

Un Vertical ha qualcosa di molto semplice e diretto: parti da lì, guardi verso l’alto e sai dove devi andare. Non ci sono molti compromessi. Devi trovare il tuo ritmo, accettare la fatica e continuare a salire.

Quindi sì, per una volta possiamo prenderci la libertà di correggere gli Aerosmith: Walk This Way va benissimo, ma il 5 settembre proviamo con Run This Way.

Vertical Rifugio Gastaldi: informazioni e iscrizioni

  • Sabato 5 settembre 202

  • Il ritrovo degli atleti è previsto dalle ore 7.30 alle 9.00 presso il Rifugio Città di Ciriè, mentre la partenza dal Pian della Mussa è fissata alle ore 9.45.

  • Il percorso misura 3,2 km, con 970 metri di dislivello positivo, e porta gli atleti fino a Rocca Turo, a 2.760 metri di quota.

  • Informazioni, regolamento e modalità di iscrizione sono disponibili sulla pagina ufficiale del Vertical Rifugio Gastaldi.

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Marco Olmo durante una corsa – intervista Correre è Rock

Marco Olmo: “Sono uno spirito libero” – Intervista Correre è ROCK

CORRERE E’ ROCK – INTERVISTE
Marco Olmo: “Sono uno spirito libero” 

Marco Olmo durante una corsa – intervista Correre è Rock
Siamo nel pieno dell’UTMB Mont-Blanc 2026, in programma a Chamonix dal 24 al 30 agosto. Una settimana in cui il mondo del trail running torna a guardare verso il Monte Bianco: il momento aureo, secondo noi, per proporre l’intervista che avevamo scelto di conservare, aspettando l’occasione migliore per raccontarla.

Perché parlare di Marco Olmo proprio nei giorni dell’UTMB significa tornare inevitabilmente a una delle pagine più importanti della storia globale dell’ultratrail. Una storia resa ancora più straordinaria dall’età in cui è stata scritta: Olmo vince l’Ultra-Trail du Mont-Blanc nel 2006, a 58 anni, e si ripete nel 2007, a 59. Un’età in cui, almeno secondo le convenzioni, si dovrebbe cominciare a pensare alla pensione. Lui, invece, pensava semplicemente ad arrivare al traguardo di Chamonix.

Per il ciclo “Correre è ROCK”, firmato iovedodicorsa, incontriamo così una delle figure più iconiche e rispettate del trail running.

La sua storia sportiva è fuori da ogni schema: risultati arrivati quando molti pensano sia già tempo di smettere, vittorie costruite con fatica, silenzio e una visione personale della corsa che va ben oltre il risultato. Marco Olmo non ha mai seguito le mode: ha seguito la montagna, il tempo lungo e la sua idea di corsa.

Una carriera che lo ha portato sulle più importanti gare internazionali, trasformandolo in uno dei simboli della corsa in montagna e sulle lunghissime distanze.

Con lui parliamo di passato, presente e futuro, della strada fatta e di quella che resta, nello spirito più puro di Correre è ROCK.


Marco, la tua carriera ha riscritto molte regole non scritte dello sport. Cosa ti ha insegnato la corsa, prima ancora delle vittorie?


La corsa mi ha insegnato a rispettare gli altri concorrenti e, come nella vita, a capire ciò che è alla tua portata. A non sottovalutare gli avversari, le difficoltà, il percorso e le varie crisi che possono arrivare.

A differenza della vita quotidiana, durante una gara puoi utilizzare soltanto le risorse che hai: non puoi spendere di più e pagare dopo. Sei comunque solo nel valutare la tua tattica di gara.


Hai raggiunto i risultati più importanti in un’età in cui molti smettono di credere. Quanto contano il tempo lungo, la pazienza e la libertà dalle aspettative nel tuo modo di vivere lo sport?


Essere un dilettante vuol dire correre e gareggiare perché ti piace, senza dover rendere conto a dirigenti, preparatori e sponsor.

Mi ritengo uno “spirito libero” e sicuramente questo mi ha aiutato, in particolare nei miei tre podi all’UTMB.


Il mondo del trail e dell’ultra è cambiato moltissimo negli ultimi anni. Da osservatore e protagonista, che giudizio dai allo stato attuale del mondo podistico e della corsa in natura?


Tutto si evolve, anche grazie ai materiali. Quasi tutti i grandi marchi hanno fiutato il business, sponsorizzando atleti professionisti, ed è giusto che sia così.

Io rimango uno degli ultimi “pionieri”: mi allenavo dopo il turno in cava e arrivavo a Chamonix il venerdì pomeriggio alle 18.30, pronto per la partenza.


Il nostro claim è “Correre è Rock”. Forse non c’è niente di più rock che tornare alle origini: lasciare asfalto e tartan per correre su sentieri nati molto prima della corsa come sport. È anche questa l’anima più autentica del trail?


È bello vedere giovani atleti cimentarsi in questo sport in natura. I sentieri sono nati per i montanari, per i loro spostamenti, molto prima dell’asfalto e del tartan.

Se dovessi lasciare un messaggio a chi corre oggi, tra cronometro, social e prestazione, quale sarebbe l’invito più sincero che senti di fare?

Io sono “obsoleto”. Mi sembra giusto usare la tecnologia che oggi abbiamo a disposizione.

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Grafica nera con scritta rossa “Archivio Press” e slogan bianco “Correre è Rock” sovrapposto a una pennellata diagonale rossa.

archivio press

ARCHIVIO PRESS

In questa sezione trovi tutto l’archivio tematico dei contenuti del brand IOVEDODICORSA per argomenti.

 

CORRERE E’ ROCK

Preparazione della maratona

L’esperienza empirica e accademica per correre al meglio

•  10 km progressivo 11/05/26
•  Lunghissimo maratona 28/02/26
•  Test mezza maratona 09/02/26
•  Ripetute 12 x 1000 29/12/25
•  Collinare a sensazione 17/11/25
•  Maratona

I protagonisti della corsa

Le interviste indomite ai protagonisti della corsa

https://iovedodicorsa.com/yeman-crippa-prima-delle-gambe-viene-la-testa/
• Yeman Crippa 19/09/26
• Marco Olmo 24/08/26
• Marco Frattini 27/07/26
• Cesare Monetti 25/06/26
• Massimo Bignotti 05/06/26
• Daniele Caimmi 30/03/26
• Andrea Zennaro 26/01/26
• Sarah Giomi 15/12/25
• Giorgio Rondelli 07/10/25

Eventi e percorsi running

I luoghi per correre, migliorare e scoprire ill mondo

•.Vertical rifugio Gastaldi 31/08/26
•.Trento Running Festival 04/08/26
•.Trofeo Sempione 10/06/26
•.Mytho Sunset Run 04/08/26
•.Ravenna Music Race 22/05/26
•.Maratona Maga Circe 28/01/26
•.Portofino Marathon 05/01/26
•.6 Miglia di Piossasco 12/11/25

Storie di corsa

Aneddoti e curiosità dal mondo del running 

• Mine Old Running Shoes Tribute 07/09/26
•.Correre con l’Holter 10/06/26
• Mine Old Running Shoes Tribute 18/05/26
• Fratta & Time Machine 30/01/26
• Fratta & Time Machine 15/01/26
• Fratta & Time Machine 18/12/25
• Fratta & Time Machine 12/12/25

Le grandi Imprese

La filosofia Correre è ROCK 

• Trail e Maratona Lago Maggiore 03/09/2026
•.Run Rome The Marathon 17/03/26
• Venicemarathon 27/10/2025

L’alimentazione del Runner

I piatti consigliati dagli chef che corrono

• I pici di Chiusi – carboidrati 21/09/2026

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Copertina dell'intervista a Ferruccio Demadonna dedicata al Trento Running Festival, con i partecipanti del Giro al Sas nel centro storico di Trento e il logo Correre è Rock.

Trento Running Festival: quando la storia continua a correre

Correre è ROCK
Trento Running Festival: quando la storia continua a correre

Per il ciclo “Correre è ROCK”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Ferruccio Demadonna, responsabile del comitato organizzatore del Trento Running Festival, l’evento che ha saputo riunire sotto un’unica identità due appuntamenti simbolo dell’atletica italiana: lo storico Giro al Sas, insignito della World Athletics Heritage Plaque, e la Trento Half Marathon. Un progetto che, nel weekend del 26 e 27 settembre 2026, trasformerà ancora una volta Trento in una capitale della corsa, tra tradizione, grandi campioni e nuove idee.

Tra storia, montagne e visione, scopriamo cosa rende davvero speciale il Trento Running Festival.

Gruppo di testa del 78° Giro al Sas in gara nel centro storico di Trento durante il Trento Running Festival.
Ferruccio, il Trento Running Festival è riuscito a mettere insieme due eventi con un’identità fortissima, il Giro al Sas e la Trento Half Marathon. Quanto è stato complesso costruire un progetto capace di rispettare la tradizione e, allo stesso tempo, guardare al futuro?

Il Giro al Sas si annovera fra le grandi manifestazioni della storia della corsa su strada, ma anche le tradizioni devono tenere il passo coi tempi. Il Giro al Sas è un fiore che si è andato via via arricchendo con gare giovanili e amatoriali e la Kids Run, dedicata ai bambini fino a 8 anni. I tanti petali associati alla gara clou costituivano già un bel impegno organizzativo. Il Comitato organizzatore del Giro al Sas, pur senza negare qualche dubbio, rispetto all’assunzione di un nuovo peso organizzativo e al non facile reperimento delle risorse necessarie a supportarlo, ha accettato di buon grado la scommessa di rilanciare a livello internazionale quella che era la Maratona del Concilio. Si sono unificati i Comitati in nuovo contenitore, il Trento Running Festival, in cui si sono portate tutte le manifestazioni. Si è cambiato il nome della Maratonina del Concilio in Trento Half Marathon per intercettare un flusso internazionale di runner. A posteriori si può dire che Il percorso non è stato certo semplice, ma quella gara, Il Giro, che apparteneva comunque alla piccola storia della città, ha mantenuto il suo fascino e la sorellina minore la Half è cresciuta rapidamente. Ora il Festival del Running è una grande festa della città e del Running.

Il Giro al Sas è molto più di una gara: è un pezzo di storia dell’atletica mondiale. Quanto pesa la responsabilità di custodire un patrimonio così importante e, allo stesso tempo, renderlo attuale per le nuove generazioni di runner?

L’attribuzione da parte del World Athletic lo scorso anno della Heritage Plaque, che solo cinque gare vantano in Italia, è il riconoscimento del peso internazionale assunto dal corso della storia della manifestazione. È stato un piacere, quando abbiamo richiesto che documentazione doveva presentare a corredo della domanda a WA, sentirsi rispondere che non ce n’era la necessità che ben conoscevano il valore del Giro al sas. Prima di noi quando ancora il running era definito ‘corsa a piedi’ fin dal 1907 a Trento si organizzavano gare podistiche però è solo dal 1945 che la gara ha assunto con continuità l’attuale nome di cui contiamo le edizioni. La responsabilità di custodire questo monumento sta anche nell’allevare un ricambio a livello organizzativo dirigenziale perché questa storia possa continuare,  stante che non potrà essere per sempre a capo degli stessi soggetti il futuro di una gara che il prossimo anno compirà 80 anni.

Il weekend del 26 e 27 settembre sarà una grande festa della corsa. Per chi non conosce ancora il Trento Running Festival, perché dovrebbe partecipare? Come può iscriversi e quale distanza consiglieresti a chi vuole vivere per la prima volta questa esperienza?

Un Festival è anche spettacolo e i protagonisti di questa recita in passato portano i nomi di Tergat, Kenenisa Bekele, Stefano Baldini, Muktar Edris per citare solo i più noti dell’aristocrazia dell’albo d’oro del Giro al Sas e quindi il sabato a seguire le gare giovanili e la Kids Run lo spettacolo sarà assicurato anche quest’anno. La presenza di Yeman Crippa e un suo duello con africani di valore che stiamo ingaggiando è una garanzia. La domenica poi lo spazio è per tutti con la Trento Half Marathon protagonisti i campioni, gli amatori e anche per chi arriva al traguardo strisciando. Per noi chi c’è è importante e chi giunge al traguardo è un vincitore. Per chi poi non è ancora pronto per una mezza organizziamo la 10K della Città del Concilio. È un passaggio intermedio cui si può partecipare anche nella forma turistico sportiva con un trattamento non diverso da chi partecipa alla Half.
Partecipa e iscriviti subito   QUI   

Il nostro claim è “Correre è ROCK”. Trento è una città raccolta, circondata dalle montagne, ma capace di ospitare eventi di livello internazionale. Qual è l’aspetto più rock del Trento Running Festival?

Trento e il Trentino sono patrie per ogni sport a livello importante dal volley, al basket, al calcio, allo sci, all’atletica atletica nelle sue varie discipline e tanto altro, ma soprattutto importante è la pratica sportiva a livello popolare. Il Festival è energia pura, adrenalina, fatica, conta il cuore, la voglia di giungere al traguardo. Rock è anche il pubblico che applaude i campioni e ti spinge tutti all’emozione del traguardo.

Yeman Crippa taglia il traguardo del 78° Giro al Sas nel centro storico di Trento durante il Trento Running Festival 2025.
Chiudiamo con la musica. Se dovessi scegliere un solo brano rock capace di raccontare lo spirito del Trento Running Festival, quale sarebbe e perché?

“Born to Run” del Boss mi sembra sul pezzo e credo valga per i campioni come per tutti quelli che amano la corsa. Credo sia lo spirito anche del rock come quello di ogni runner, campione o meno, che si mette in gioco.

🏃‍♂️🎸 La storia non appartiene soltanto ai musei. A volte continua a correre tra le vie di una città, si rinnova a ogni edizione e trova nuova energia in chi decide di raccoglierne il testimone. È questo, forse, il segreto del Trento Running Festival.

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Photo credit: archivio Trento Running Festival, archivio web Daniele Mosna
Official tag: #correreèrock #trentorunningfestival #rockaandrollrun #giroalsas

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Trento Running Festival: quando la storia continua a correre Leggi tutto »

Grafica celebrativa in formato quadrato con una fotografia di famiglia d'epoca al centro e la scritta "Buon compleanno!". L'immagine celebra i 50 anni di Marco Frattini con uno stile vintage, accompagnato da elementi grafici che richiamano i suoi molti percorsi professionali e creativi e dalla frase "Precario a tempo indeterminato – Work in Progress".

Buon compleanno Marco Frattini

Marco Frattini
Precario a tempo indeterminato

Foto di famiglia degli anni Settanta con il piccolo Marco Frattini durante una festa di compleanno, scelta come immagine simbolo per celebrare i suoi 50 anni.
Cinquant’anni.

È un numero che, anche senza volerlo, porta a fare un bilancio. Si tirano le somme, si fanno gli esami di coscienza e, quasi senza accorgersene, la mente pone una domanda inevitabile: possibile sia già passato tutto questo tempo?
Eppure ricordo bene quei giorni e quei momenti che non passavano mai. Infatti non sono passati. Sono volati. Hanno tracimato.
Che cosa ne è stato di quegli attimi? Di quelle persone? Di tutte quelle sensazioni?
Buon compleanno Marco Frattini.
Di certo non è stata una passeggiata, ma ne è valsa la pena.
Ad maiora.

La domanda più difficile da fare a Marco Frattini non riguarda la corsa, la musica, l’odontoiatria, la professione, i libri, i fumetti o iovedodicorsa.

È molto più semplice.
«Mi daresti un tuo curriculum?»

Da quel momento iniziano i problemi. Perché la risposta corretta sarebbe una sola.
«Quale?»

Quello da odontoiatra, da runner, da preparatore atletico, da musicista, da organizzatore di eventi, da project manager, da imprenditore, da cuoco, da aiuto cuoco, da lavapiatti, da venditore oppure quello da autore?

Il 27 luglio 1976 nasceva a Milano Marco Frattini.

Oggi, a cinquant’anni, dopo una laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, migliaia di chilometri corsi, libri pubblicati, concerti organizzati, eventi realizzati, cucine frequentate, pentole lavate, stoviglie lucidate, idee inseguite e una quantità imprecisata di sogni ancora in lavorazione, resta aperta una questione fondamentale.

Che cosa farà da grande?
Il bambino della Graziella

Le prime tracce del caso risalgono all’inizio degli anni Ottanta.

A sei anni costruisce un improbabile kit di sopravvivenza ispirato a Rambo utilizzando il fanalino posteriore di una vecchia Graziella. All’interno trovano posto una batteria da 9 volt, un interruttore, un mini set di fiammiferi, cinquanta centimetri di spago, un piccolo taglierino, un gettone telefonico e una cartina piegata.

All’epoca sembrava soltanto un gioco. Oggi probabilmente verrebbe definito un kit di sopravvivenza multifunzione.
Lui lo aveva semplicemente immaginato e costruito.


La Famiglia Dentoni

Qualche anno più tardi arriva il primo progetto editoriale.

Si chiama La Famiglia Dentoni.

Marco disegna, Cesare scrive le storie, Daniele e Attilio seguono la parte sportiva. Vengono pubblicati alcuni numeri e, negli stessi anni, mentre in Giappone esplodono i manga, ognuno continua il proprio percorso.

Intanto arrivano le partite di calcio organizzate nel quartiere, i gruppi musicali, iniziative improbabili e quella naturale tendenza a trasformare qualsiasi intuizione in qualcosa di concreto.

Una caratteristica che, da allora, non lo abbandonerà più.

La strada che sembrava già scritta

Dopo il liceo arriva la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. È una scelta che sembra il naturale proseguimento della storia di famiglia.

Il papà è medico anestesista rianimatore e, successivamente, dentista. La mamma è infermiera e igienista dentale. Lo studio c’è, la professione pure. Tutto lascia pensare che il percorso sia già tracciato.

Eppure qualcosa continua a non tornare.

Non perché quella professione sia sbagliata, ma perché chi la esercita continua a porsi domande che vanno ben oltre la professione stessa.

Le domande che cambiano una vita

Negli anni arrivano esperienze formative importanti. Il reparto di Odontoiatria Speciale del Corberi di Limbiate, l’incontro con il professor Gian Mario Esposito e la scoperta di percorsi capaci di mettere in discussione molte convinzioni.

C’è però un altro compagno di viaggio che accompagna Marco fin dall’adolescenza: il neurinoma dell’acustico. Si presenta a diciassette anni e, da allora, non smetterà mai davvero di far parte della sua storia.

La prima volta è un intervento enorme. Il neurinoma misura sette centimetri. Quattordici ore in sala operatoria. Un’operazione che segna un prima e un dopo.

Ma non è la fine della storia. Anni dopo il tumore torna a presentarsi. Serve un secondo intervento e, questa volta, il percorso è ancora più lungo: oltre un trimestre di ospedale, mesi nei quali il tempo cambia significato e ogni piccolo progresso diventa una conquista.


E per fortuna arrivò la corsa

Oppure, forse, fu lui a farsi trovare dalla corsa.
Arrivano gli allenamenti, gli errori, la disciplina, la fatica, le cadute, le ripartenze e, soprattutto, i chilometri. Tanti chilometri.

Poi, finalmente, anche qualche traguardo. La corsa diventa molto più di uno sport. Diventa uno strumento, un modo per rimettere ordine, capire e ricominciare.


Il filo invisibile

C’è un filo che lega tutto.

L’odontoiatria, la corsa, la musica, la scrittura, gli eventi, i fumetti, la cucina, perfino i piatti lavati durante le stagioni estive. A guardarli da fuori sembrano capitoli scollegati, lavori diversi, vite parallele.

In realtà raccontano la stessa persona. Marco non ha mai inseguito una carriera lineare. Ha preferito seguire la curiosità, accettando il rischio di cambiare strada ogni volta che sentiva di poter imparare qualcosa.

Qualcuno la chiamerebbe incostanza, lui continua a considerarla formazione. Del resto, se c’è una parola che ricorre spesso nella sua storia è proprio questa: precario.

Non nel significato economico del termine, ma in quello più autentico. La consapevolezza che nulla sia definitivo, che tutto possa cambiare da un momento all’altro e che, proprio per questo, valga la pena vivere ogni esperienza fino in fondo.

È un modo di stare al mondo che, negli anni, è diventato quasi una filosofia.


Cosa fa davvero?

È una domanda che torna spesso e alla quale non è mai facile rispondere.
Fa il dentista, certo, ma scrive libri, organizza eventi, corre, suona, progetta, cucina quando serve e, se necessario, lava anche i piatti.
Tiene corsi, costruisce format, mette in contatto persone e prova, ogni volta, a trasformare un’idea in qualcosa di concreto.

Con il passare degli anni si è accorto che, in fondo, il lavoro è sempre stato lo stesso: creare connessioni. Cambiano gli strumenti, cambiano gli ambienti, cambiano perfino i mestieri. Quello che non cambia è la curiosità di capire dove possa nascere la prossima occasione.



Le montagne

Le montagne non sono tutte uguali. Alcune si affrontano con le gambe, altre con la testa, altre ancora richiedono una pazienza che sembra non finire mai. Marco, in modi diversi, le ha attraversate tutte. La corsa gli ha insegnato che nessun traguardo arriva per caso, la professione gli ricorda ogni giorno quanto contino studio, precisione e responsabilità, mentre la malattia gli ha fatto scoprire che esistono battaglie nelle quali la forza serve fino a un certo punto e la vera differenza la fanno la costanza e la capacità di ricominciare.

È probabilmente questo il filo che tiene insieme la sua storia.


Il verdetto

Dopo cinquant’anni il caso può essere considerato ancora aperto. Molte domande attendono una risposta, diversi progetti risultano incompleti e alcuni sogni sono ancora in lavorazione. I clinici non sono riusciti a stabilire con certezza che cosa succederà a Marco Frattini da grande. Hanno però individuato una costante: non ha mai inseguito una carriera, ha sempre inseguito un’intuizione.

Quadro clinico attuale: Precario a tempo indeterminato.

Prognosi: Work in Progress.

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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio Marco Frattini, 
Official tag: #correreèrock #marcofrattini #rockaandrollrun #50anni

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Buon compleanno Marco Frattini Leggi tutto »

Cesare Monetti, comunicatore e addetto stampa del mondo del running italiano

Tanti auguri Cesare Monetti. 50 anni di passione

Correre è ROCK – Storie
Tanti auguri Cesare Monetti
50 anni e non fermarsi mai


Ci sono persone che sembrano essere ovunque e, proprio per questo, finiscono quasi per diventare invisibili.
Cesare Monetti appartiene a questa categoria.
Se corri da qualche anno, è molto probabile che tu abbia già incrociato il suo lavoro decine di volte senza saperlo.
Magari leggendo un comunicato stampa, scoprendo una nuova gara, seguendo una presentazione o semplicemente imbattendoti in una notizia legata al mondo del running.

Che fosse una grande maratona internazionale o una manifestazione di provincia, c’è una buona probabilità che dietro quelle righe ci fosse anche lui.

Da quando lo conosco l’ho sempre colto in movimento. In auto, in treno, in bicicletta, in aeroporto, in albergo o nel primo angolo disponibile dotato di una presa elettrica per alimentare un computer e chiudere un comunicato.

Perché le gare non aspettano, le notizie nemmeno, e chi si occupa di comunicazione vive spesso in una dimensione dove il tempo sembra non bastare mai.
Chi frequenta il mondo del running sa bene quanto sia complesso organizzare un evento. Molto meno visibile è il lavoro necessario per raccontarlo, costruire attenzione, dare voce agli organizzatori e trasformare una gara in una storia capace di continuare a vivere anche dopo il traguardo.

Cesare fa questo da anni e lo fa con una costanza che, a pensarci bene, assomiglia molto a quella di un maratoneta: un passo dopo l’altro, un comunicato dopo l’altro, un progetto dopo l’altro.

Negli anni ha contribuito alla comunicazione di un numero impressionante di eventi podistici italiani e internazionali, compresa la Run Rome The Marathon, la manifestazione più importante del nostro Paese.

Ma ridurre tutto a un elenco di incarichi sarebbe ingeneroso, perché il vero valore di Cesare non sta soltanto in ciò che ha costruito, ma nel modo in cui lo ha costruito: con pazienza, metodo e una visione capace di guardare sempre qualche chilometro più avanti.

Ed è anche grazie a persone come lui che mi ritrovo a rivalutare la classe 1976. Perché Cesare è una delle poche persone che conosca ad aver creduto fino in fondo ai propri progetti, dedicando loro tempo, energia e una quantità di lavoro che spesso rimane invisibile agli occhi degli altri.

Il risultato non si misura soltanto nei numeri o nelle gare organizzate, ma soprattutto nelle relazioni costruite nel tempo, nella fiducia conquistata e nella credibilità che oggi accompagna il suo nome.

Con Cesare, nel corso degli anni, si è costruito anche un rapporto fatto di reciproca stima e comprensione.
Un rapporto nel quale, in fondo, l’agire conta più del dichiarare, forse perché entrambi sappiamo che i progetti non si misurano dalle intenzioni, ma da ciò che riescono a diventare.

Ed è anche per questo che Cesare rappresenta perfettamente lo spirito di iovedodicorsa.
Perché se per realizzare qualcosa servono testa e cuore, serve anche la capacità di avere accanto persone in grado di sostenere quella forza creativa e quell’impeto narrativo nel tempo, senza disperderli e senza smettere di credere nelle proprie idee.

Cinquant’anni sono un bel traguardo, ma conoscendo Cesare ho il sospetto che per lui rappresentino semplicemente una tappa del viaggio. Una curva del percorso, più che un arrivo.

Per questo l’augurio è semplice: continuare a correre, continuare a pedalare, continuare a viaggiare, continuare a immaginare nuovi progetti e continuare a scoprire il mondo con la stessa curiosità che lo accompagna da sempre.

E soprattutto continuare a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare le idee in realtà.

Buon compleanno Cesare.
Ci vediamo lungo la strada.
Come sempre.


🏃🎸 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
Marco Frattini, Maratoneta, Vedere di corsa e sentirci ancora meno.


 

Correre è ROCK – Storie
Tanti auguri Cesare Monetti
50 anni e non fermarsi mai


Ci sono persone che sembrano essere ovunque e, proprio per questo, finiscono quasi per diventare invisibili.
Cesare Monetti appartiene a questa categoria.
Se corri da qualche anno, è molto probabile che tu abbia già incrociato il suo lavoro decine di volte senza saperlo.
Magari leggendo un comunicato stampa, scoprendo una nuova gara, seguendo una presentazione o semplicemente imbattendoti in una notizia legata al mondo del running.

Che fosse una grande maratona internazionale o una manifestazione di provincia, c’è una buona probabilità che dietro quelle righe ci fosse anche lui.


Da quando lo conosco l’ho sempre colto in movimento. In auto, in treno, in bicicletta, in aeroporto, in albergo o nel primo angolo disponibile dotato di una presa elettrica per alimentare un computer e chiudere un comunicato.

Perché le gare non aspettano, le notizie nemmeno, e chi si occupa di comunicazione vive spesso in una dimensione dove il tempo sembra non bastare mai.
Chi frequenta il mondo del running sa bene quanto sia complesso organizzare un evento. Molto meno visibile è il lavoro necessario per raccontarlo, costruire attenzione, dare voce agli organizzatori e trasformare una gara in una storia capace di continuare a vivere anche dopo il traguardo.

Cesare fa questo da anni e lo fa con una costanza che, a pensarci bene, assomiglia molto a quella di un maratoneta: un passo dopo l’altro, un comunicato dopo l’altro, un progetto dopo l’altro.

Negli anni ha contribuito alla comunicazione di un numero impressionante di eventi podistici italiani e internazionali, compresa la Run Rome The Marathon, la manifestazione più importante del nostro Paese.


Ma ridurre tutto a un elenco di incarichi sarebbe ingeneroso, perché il vero valore di Cesare non sta soltanto in ciò che ha costruito, ma nel modo in cui lo ha costruito: con pazienza, metodo e una visione capace di guardare sempre qualche chilometro più avanti.

Ed è anche grazie a persone come lui che mi ritrovo a rivalutare la classe 1976. Perché Cesare è una delle poche persone che conosca ad aver creduto fino in fondo ai propri progetti, dedicando loro tempo, energia e una quantità di lavoro che spesso rimane invisibile agli occhi degli altri.

Il risultato non si misura soltanto nei numeri o nelle gare organizzate, ma soprattutto nelle relazioni costruite nel tempo, nella fiducia conquistata e nella credibilità che oggi accompagna il suo nome.

Con Cesare, nel corso degli anni, si è costruito anche un rapporto fatto di reciproca stima e comprensione.
Un rapporto nel quale, in fondo, l’agire conta più del dichiarare, forse perché entrambi sappiamo che i progetti non si misurano dalle intenzioni, ma da ciò che riescono a diventare.


Ed è anche per questo che Cesare rappresenta perfettamente lo spirito di iovedodicorsa.
Perché se per realizzare qualcosa servono testa e cuore, serve anche la capacità di avere accanto persone in grado di sostenere quella forza creativa e quell’impeto narrativo nel tempo, senza disperderli e senza smettere di credere nelle proprie idee.

Cinquant’anni sono un bel traguardo, ma conoscendo Cesare ho il sospetto che per lui rappresentino semplicemente una tappa del viaggio. Una curva del percorso, più che un arrivo.

Per questo l’augurio è semplice: continuare a correre, continuare a pedalare, continuare a viaggiare, continuare a immaginare nuovi progetti e continuare a scoprire il mondo con la stessa curiosità che lo accompagna da sempre.


E soprattutto continuare a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare le idee in realtà.

Buon compleanno Cesare.
Ci vediamo lungo la strada.
Come sempre.

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Marco Frattini, Maratoneta, Vedere di corsa e sentirci ancora meno.

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Photo credit: archivio Cesare Monetti, 
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Evoluzione darwiniana del runner dal primo Holter portatile ai moderni sensori digitali nel ciclo Correre è ROCK.

Quando correre con l’Holter era davvero ROCK

Quando correre con l’Holter era davvero ROCK

Evoluzione di un presidio medico… e musicale
Tratto da una storia vera.

Elettrocardiogramma stilizzato che si trasforma in un runner in corsa, simbolo dell'unione tra monitoraggio cardiaco e running.Nessun runner è stato maltrattato durante la stesura di questo articolo.
Un Holter sì.

Una premessa e una precisazione doverosa per i lettori: questo articolo non parla dell’utilizzo dell’Holter durante la corsa come pratica sportiva (ce ne guardiamo bene) o diagnostica.
Racconta invece l’evoluzione tecnologica di uno strumento medico attraverso una domanda nata osservando un runner durante un monitoraggio cardiaco.

Ci sono momenti in cui la medicina e il rock sembrano appartenere a mondi lontanissimi.
Poi scopri che non è così.
Perché l’evoluzione dell’Holter cardiaco racconta una storia sorprendentemente simile a quella della musica che ascoltiamo mentre corriamo.
Oggi possiamo allenarci con uno smartwatch al polso, cuffie wireless nelle orecchie e un sensore cardiaco che pesa pochi grammi.
Possiamo monitorare frequenza cardiaca, ritmo, velocità, altimetria e persino ricevere notifiche in tempo reale.

Ma non è sempre stato così.
Anzi.



Un dubbio da runner

Osservando una fotografia di un runner durante un monitoraggio cardiaco ci è venuto un dubbio.

Non un dubbio medico. Un dubbio da runner.
Oggi siamo abituati a dispositivi piccoli, leggeri e quasi invisibili.
Ma com’era convivere con i primi Holter inventati da Norman J. Holter?

Qualcuno avrà mai provato realmente a correre con uno dei primi Holter della storia?
Non con quelli moderni. Non con i cerotti intelligenti. Non con i sensori che dialogano con smartphone e smartwatch.
Parliamo dei primi modelli. Quelli inventati dal biofisico americano Norman J. Holter.
Quelli che pesavano oltre trenta chilogrammi.

Se fosse successo, probabilmente parleremmo del runner più rock della storia.
Se qualcuno conoscesse questa storia, o per assurdo l’avesse vissuta, ci scriva.

Saremmo curiosi di scoprirlo.



Quando tutto iniziò

Negli anni Cinquanta il biofisico americano Norman J. Holter sviluppò il primo sistema di monitoraggio elettrocardiografico continuo.
Il dispositivo pesava circa 35-40 chilogrammi. Più che un esame medico sembrava l’attrezzatura necessaria per organizzare un concerto rock itinerante.

Era uno zaino pieno di elettronica che trasmetteva via radio l’attività cardiaca. Oggi fa sorridere. All’epoca era rivoluzione pura.

Se vogliamo trovare un parallelo musicale siamo nell’epoca dei grandi amplificatori valvolari, delle apparecchiature gigantesche, dei primi studi di registrazione analogici.
Tutto pesava. Tutto occupava spazio. Ma tutto stava cambiando.


Colonna sonora consigliata

🎸 Hold The Line – Toto
Perché all’inizio di ogni rivoluzione serve qualcuno disposto a credere in ciò che ancora sembra impossibile.


L’Holter e il Walkman

Negli anni Settanta e Ottanta la tecnologia fece un enorme passo avanti. L’Holter divenne finalmente portatile. Le dimensioni iniziarono ad assomigliare a quelle di un registratore a cassette.
Per chi è cresciuto negli anni Ottanta il paragone viene naturale.

Mentre milioni di persone correvano con il Walkman nelle tasche ascoltando rock e pop, i cardiologi utilizzavano Holter che registravano il tracciato ECG su nastro magnetico. La musica correva su una cassetta. Il cuore correva su un’altra.

Entrambi avevano bisogno di essere riascoltati per capire cosa fosse successo.


Colonna sonora consigliata

🎸 Back In Black – AC/DC

Perché è il periodo in cui il rock e la tecnologia iniziano davvero a correre insieme.


Dal nastro magnetico al digitale

Poi arrivarono il digitale. Le memorie flash. I computer. Le trasmissioni remote.
La musica smise gradualmente di occupare spazio. Anche l’Holter fece lo stesso percorso. I dispositivi diventarono sempre più piccoli, precisi e affidabili. I dati diventarono informazioni.

La distanza tra paziente e medico iniziò ad accorciarsi. Le informazioni poterono viaggiare sempre più velocemente.


Colonna sonora consigliata

🎸 Calling Elvis – Dire Straits

Perché in fondo anche l’Holter moderno fa la stessa cosa: invia segnali, cerca risposte, stabilisce connessioni.
Solo che invece di cercare Elvis, cerca ciò che accade dentro il nostro cuore.


Oggi: il rock è leggero

I moderni Holter sono spesso grandi quanto un cerotto. Pesano pochi grammi. Non hanno fili. Possono registrare l’attività cardiaca fino a due settimane consecutive. Sono in grado di individuare aritmie sporadiche che un monitoraggio tradizionale di 24 ore potrebbe non rilevare. Alcuni modelli trasmettono automaticamente i dati tramite smartphone o centraline dedicate.

Una tecnologia che pochi decenni fa sarebbe sembrata fantascienza.
Parallelamente si è sviluppato anche l’Holter pressorio, dedicato al monitoraggio continuo della pressione arteriosa durante la giornata.


Colonna sonora consigliata

🎸 Hell Ain’t a Bad Place to Be – AC/DC

Perché chi corre lo sa: a volte la fatica assomiglia all’inferno.
Ma quando stai facendo ciò che ami, non è affatto un brutto posto in cui stare.


Quando la corsa incontra la medicina

Per chi corre, il cuore non è soltanto un organo. È il motore. È il compagno silenzioso che ci accompagna durante ogni allenamento.
Imparare ad ascoltarlo significa conoscere meglio se stessi, interpretare le proprie sensazioni e correre con maggiore consapevolezza.

Oggi molti runner utilizzano cardiofrequenzimetri, smartwatch e sensori evoluti per monitorare frequenza cardiaca, ritmo, velocità e altri parametri legati all’allenamento.
Questi strumenti hanno contribuito a rendere la pratica sportiva più consapevole e accessibile, aiutando gli atleti a comprendere meglio le risposte del proprio organismo allo sforzo.

Ma vogliamo ribadirlo ancora una volta: cardiofrequenzimetro e Holter cardiaco sono strumenti profondamente diversi.

Il primo nasce per monitorare la prestazione sportiva e alcuni parametri fisiologici durante l’attività fisica.
Il secondo è un dispositivo medico utilizzato per finalità diagnostiche, in particolare per la valutazione del ritmo cardiaco e di eventuali alterazioni che richiedono un approfondimento clinico.

Questo articolo non vuole mettere a confronto i due strumenti né suggerirne un utilizzo sovrapponibile.

Racconta semplicemente come l’evoluzione tecnologica abbia trasformato un presidio medico che un tempo pesava decine di chilogrammi in dispositivi oggi sempre più piccoli, leggeri e sofisticati.



Il parere del cardiochirurgo

Abbiamo chiesto una riflessione al Dott. Andrea Galanti, cardiochirurgo e runner.

“L’evoluzione dell’Holter rappresenta uno degli esempi più evidenti di come la tecnologia abbia migliorato la medicina preventiva e diagnostica. Oggi possiamo monitorare il cuore del paziente per periodi molto più lunghi rispetto al passato, con dispositivi minimamente invasivi e altamente affidabili. Per chi pratica sport, questo significa poter approfondire, quando clinicamente indicato, aritmie sporadiche o semplicemente ottenere maggiori informazioni sul proprio stato cardiovascolare senza limitare significativamente la vita quotidiana o l’attività fisica.

Da runner apprezzo particolarmente questa possibilità. Correre significa ascoltare il proprio corpo, ma avere a disposizione strumenti che consentono di raccogliere informazioni oggettive può rappresentare un importante supporto per la diagnosi e la prevenzione.

La tecnologia non sostituisce l’ascolto del proprio corpo, ma può aiutarci a comprenderlo meglio.”



La prova che il futuro è già arrivato

Uomo sudato dopo una corsa con diversi elettrodi di monitoraggio cardiaco applicati sul torace, mentre guarda la fotocamera con espressione sorpresa.Qui entra in scena Cesare Monetti.
“Una fotografia pubblicata sui social ha acceso la curiosità che ha dato origine a questo articolo. Nello scatto, Cesare Monetti pone una domanda con un Holter applicato al torace durante un monitoraggio cardiaco.
Non si tratta dell’impiego abituale di questo strumento in ambito sportivo, ma di una situazione che ha fatto nascere una domanda: quanto è cambiato il monitoraggio cardiaco dai tempi dei primi Holter a oggi?”

Una scena che oggi può sembrare normale.
Ma se pensiamo alle origini di questo strumento assume tutto un altro significato.

(Cesare Monetti con Holter cardiaco applicato durante un monitoraggio. La fotografia che ha acceso la curiosità e dato origine a questo articolo.)

Se Norman Holter avesse visto questa immagine probabilmente avrebbe sorriso. Oltre dieci chilometri di corsa. Più di cinquanta minuti di allenamento. Monitoraggio continuo. Pochi grammi di tecnologia.

Settant’anni fa sarebbe sembrata fantascienza.



E la musica?

La musica è sempre rimasta lì. A fare da colonna sonora. Prima usciva da giradischi enormi, poi dalle cassette, poi dai lettori CD, poi dagli smartphone.
Oggi può convivere con sensori, smartwatch, GPS e monitor cardiaci senza che quasi ce ne accorgiamo.

Forse il vero punto d’incontro tra rock e medicina è proprio questo. Entrambi hanno seguito la stessa strada: diventare sempre più potenti, sempre più precisi, sempre meno invasivi.


Colonna sonora consigliata

🎸 Learning To Fly – Tom Petty

Perché conoscere meglio il proprio cuore significa imparare qualcosa di nuovo su se stessi.


Dallo sherpa al runner erectus

Se guardiamo questa storia con un pizzico di ironia, l’evoluzione dell’Holter ricorda quasi quella dell’uomo. O forse quella del runner.

All’inizio c’era il runner sherpa, l‘antenato dell’attuale trailer.
Quello che, per monitorare il proprio cuore, avrebbe dovuto caricarsi sulle spalle uno zaino da decine di chilogrammi, tra antenne, batterie e componenti elettronici. Più che una corsa, una spedizione himalayana.
Probabilmente oggi si troverebbe perfettamente a suo agio tra ultra trail, traversate alpine e gare di autosufficienza.

Poi sono arrivati i registratori portatili, le cassette, le memorie digitali, i sensori, le patch, gli smartwatch.

Fino ad arrivare al moderno runner erectus. Leggero, tecnologico, connesso.
Capace di registrare settimane di attività cardiaca con un dispositivo che pesa pochi grammi.

L’evoluzione è stata straordinaria. Per fortuna.
Perché correre è già abbastanza faticoso senza dover trasportare anche mezzo laboratorio di elettrofisiologia sulle spalle.


Colonna sonora consigliata

🎸 One Vision – Queen

Perché ogni innovazione nasce da una visione. E quella di Norman Holter ha cambiato per sempre il modo di osservare il cuore.


L’evoluzione tecnologica è ROCK

Se oggi un monitoraggio cardiaco può essere effettuato con dispositivi sempre più piccoli e leggeri, come doveva essere farlo settant’anni fa?”

Eppure c’è qualcosa di affascinante nel pensare a quei pionieri che portavano sulle spalle decine di chilogrammi di tecnologia per ottenere informazioni che oggi raccogliamo con un semplice cerotto.

Quello sì che era rock. Molto prima degli smartwatch. Molto prima del bluetooth. Molto prima dello streaming.
Quando per registrare un cuore serviva quasi la stessa attrezzatura necessaria per organizzare un concerto.



Dedica

A Cesare

Perché in fondo la domanda che attraversa questo articolo nasce da lui. Non da un libro. Non da una ricerca storica.
Ma da una fotografia e da un’esperienza. Una corsa di oltre dieci chilometri durante un monitoraggio cardiaco e una corsa che ci porta spesso all’estremo.
Da lì è partita una curiosità: se oggi il monitoraggio cardiaco può essere effettuato con dispositivi sempre più piccoli, leggeri e discreti, come doveva essere farlo settant’anni fa?

La risposta ci ha portato a ripercorrere una straordinaria evoluzione tecnologica. Dal gigantesco zaino di Norman Holter ai moderni sensori digitali. Dal runner sherpa al runner erectus.

Grazie Cesare per l’ispirazione.

E soprattutto per aver ricordato che conoscere meglio il proprio cuore può aiutare a vivere e praticare sport con maggiore consapevolezza.

Un doveroso ringraziamento inoltre al Dott. Andrea Galanti per il prezioso contributo e le indispensabili precisazioni medico-scientifiche.

🎸🏃❤️



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🏃“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”


Marco Frattini, Dott.

Dottore in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Maratoneta
Autore di Vedere di corsa e sentirci ancora meno

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(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, Cesare Monetti, iovedodicorsa
Official tag: #correreèrock #tholter

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Trofeo Sempione Milano: intervista a Antonio Brillo e Matteo Vecchia nel podcast Correre è Rock davanti al Castello Sforzesco.

Trofeo Sempione 2026: intervista doppia alla storica 10 km di Milano

Correre è Rock
Intervista doppia ad Antonio Brillo e Matteo Vecchia

Trofeo Sempione: la storia corre nel cuore di Milano

Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Antonio Brillo, vicepresidente di Road Runners Club Milano e componente del Comitato Organizzatore del Trofeo Sempione, insieme a Matteo Vecchia, titolare di Don Kenya Run, partner dell’evento e realtà sempre più attiva nel panorama podistico milanese.

Domenica 14 giugno 2026, il Trofeo Sempione tornerà a far vivere ai runners una delle gare più iconiche della città: una 10 km certificata FIDAL, con partenza e arrivo sulla storica pista dell’Arena Civica Gianni Brera, attraversando Parco Sempione, Arco della Pace, Castello Sforzesco e alcuni dei luoghi simbolo di Milano. Le iscrizioni sono aperte online fino a giovedì 11 giugno. Poi direttamente in sede Road Runners venerdì 12 giugno pomeriggio e in Arena sabato 13 giugno tutto il giorno.

Trofeo Sempione è una manifestazione che unisce tradizione e rilancio, grazie alla collaborazione tra Road Runners Club Milano e Don Kenya Run. Con Antonio e Matteo abbiamo parlato di storia, futuro e dello spirito che continua a rendere speciale questa gara.

Scopri il Trofeo Sempione   QUI

Una storia che appartiene a Milano

Antonio Brillo mostra la medaglia del Trofeo Sempione dopo la gara.

Antonio, il Trofeo Sempione è una delle gare più storiche e riconoscibili del panorama milanese. Cosa rappresenta oggi questa manifestazione e perché era importante riportarla al centro della scena podistica cittadina?

A: Trofeo Sempione rappresenta molto più di una semplice gara di 10 km. E’ un pezzo della storia podistica milanese. Nato decenni fa e arrivato ormai alla sua 36ª edizione, il Trofeo conserva il fascino delle grandi classiche cittadine, quelle manifestazioni che hanno accompagnato generazioni di runners e contribuito a diffondere la cultura della corsa a Milano.

Riportarlo al centro della scena significa anzitutto valorizzare una tradizione sportiva che rischiava di essere oscurata dalla crescita di eventi più grandi e mediatici. Trofeo Sempione offre infatti qualcosa di unico: un percorso che attraversa alcuni dei luoghi più iconici della città, con partenza e arrivo nell’Arena Civica Gianni Brera e passaggi accanto al Castello Sforzesco, all’Arco della Pace e al Parco Sempione. Correre il Trofeo significa, in un certo senso, correre dentro la storia e il patrimonio urbano di Milano.

C’è poi un valore sportivo e sociale. Manifestazioni come questa creano un ponte tra il podismo competitivo e quello amatoriale, coinvolgendo atleti di alto livello, società sportive e semplici appassionati. In un momento in cui la corsa è diventata sempre più popolare, recuperare una gara storica significa offrire alla comunità dei runners un appuntamento riconoscibile, con radici profonde e una forte identità locale.

Una partnership che guarda lontano

Matteo Vecchia insieme ai runner della Don Kenya Run durante una manifestazione podistica.
Matteo, Don Kenya Run ha scelto di affiancare il progetto Trofeo Sempione. Come nasce questa collaborazione con Road Runners Club Milano e quali valori condivisi vi hanno convinto a investire insieme sul futuro della gara?

M: Come Don Kenya, abbiamo scelto di affiancare il Road nell’organizzazione del Trofeo Sempione perché è una delle gare del cuore che, personamente, ho corso fin da quando avevo 16 anni. Ai Road Runners ci uniscono i sani valori dello sport, la passione per la corsa e la voglia di far appassionare sempre più runners a questo sport.
Sicuramente, Trofeo Sempione è un veicolo per portare avanti questi valori. Quando ci si è presentata questa opportunità, insieme all’amico e compagno di mille avventure Mauro Oliva abbiamo deciso di coglierla al volo con entusiasmo! 

Anche perché Trofeo Sempione è un vero patrimonio del podismo milanese. Avere la possibilità di organizzarlo, insieme a una società storica come i Road, significa restituire visibilità a una tradizione che racconta la città, il suo rapporto con lo sport e la sua capacità di rinnovarsi senza perdere la memoria delle proprie origini.

Rilanciare senza perdere l’identità

Antonio e Matteo, rilanciare una manifestazione storica significa trovare il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. Quali sono gli elementi sui quali avete lavorato maggiormente per rendere il Trofeo Sempione attuale e attrattivo per i runners di oggi?

 A: Rilanciare una gara storica è un po’ come restaurare un edificio dal grande valore artistico: devi preservarne l’anima, ma allo stesso tempo renderlo vivibile e interessante per chi lo frequenta oggi. Nel caso del Trofeo Sempione abbiamo operato esattamente in questo modo mantenendo elementi identitari quali il percorso nel cuore verde di Parco Sempione, la partenza e l’arrivo sulla pista dell’Arena Civica Gianni e il percorso che tocca tanti scorsi famosi per i runners milanesi.

Accanto alla tradizione, però, c’è stato un lavoro importante sull’esperienza del runner moderno. E quindi, organizzazione attenta, servizi efficienti e comunicazione chiara e diffusa. Inoltre, abbiamo provato a rendere l’evento più inclusivo e partecipato: non solo atleti competitivi, ma anche amatori, gruppi di corsa e nuovi runners: tutti possono sentirsi parte di Trofeo Sempione, che deve essere prima di tutto una giornata di festa, divertimento e condivisione.

M: Sicuramente, abbiamo cercato di portare avanti, nel modo più consono, la filosofia che il trofeo aveva nei suoi anni gloriosi, cercando di mantenere un percorso che tocchi i punti iconici del parco e della zona di città attorno ad Arena, Castello Sforzesco e Arco della Pace. Nello stesso tempo, abbiamo voluto mantenere il clima di festa dello sport che ha sempre contraddistinto questa manifestazione, cercando di coinvolgere anche alcuni atleti di buon livello, riecheggiando i fasti di quanto fece Roberto Cella negli anni d’oro.
Non da ultimo, abbiamo lavorato per offrire un ricco pacco gara ad un prezzo onesto per tutti gli atleti, anche grazie al contributo di vari sponsors e partners che, come noi, credono ancora nel valore dello sport, della corsa e dell’importanza di una manifestazione storica per tutti i corridori di Milano, di tutte le età e di tutti i livelli.

Appuntamento al 14 giugno: come partecipare?

Veduta aerea dell'Arena Civica Gianni Brera di Milano, sede di partenza e arrivo del Trofeo Sempione.
Domenica 14 giugno 2026 l’appuntamento sarà all’Arena Civica Gianni Brera per la 36ª edizione del Trofeo Sempione. Come ci si iscrive e perché questa 10 km dovrebbe essere una tappa obbligata nel calendario dei runners milanesi e non solo?

 A: Domenica 14 giugno sarà una di quelle mattine in cui Milano si accenderà di energia: dalle 7:00 di mattina, l’Arena Civica Gianni Brera sarà aperta per accogliere gli atleti, competitivi e non, partecipanti alla 36ª edizione del Trofeo Sempione.

Iscriversi è semplice: sul sito ufficiale www.trofeosempione.it vi è il link diretto alle iscrizioni. On line ci si può iscrivere anche sul sito ufficiale della società di cronometraggio: www.racedata.it

Se si vuole effettuare un’iscrizione tradizionale, lo si potrà fare venerdì 12 giugno pomeriggio in sede Road Runners (via Canonica, 23 – MI) oppure sabato 13 giugno direttamente in Arena, tutto il giorno dalle 9:00 alle 18:00. Per le società sportive sono pensati appositi pacchetti premio: se interessati, occorre scrivere via mail a: info@trofeosempione.it

Trofeo Sempione è una 10K che riesce a essere allo stesso tempo storica e attuale. Se corri a Milano, è difficile trovare una combinazione migliore di percorso, atmosfera, tradizione e innovazione.

Da non dimenticare: sabato mattina 13 giugno, dalle ore 9:00 la pista dell’Arena si animerà con il ‘Bimbinpista 2026’, l’evento dedicato a tutti i bambini e le bambine dagli 1 ai 10 anni, con gare in pista per ciascuna età e tante sorprese pensate per loro; tra le altre, il simpatico omaggio del vostro brand iovedodicorsa e le caramelle al miele di Ambrosoli da gustare!

M: Trofeo Sempione dovrebbe essere una tappa obbligatoria sicuramente per ogni podista milanese perché vi è la rara possibilità di correre una gara letteralmente sotto casa, sui vialetti e sulla ciclabile del parco dove tanti milanesi si allenano tutte le mattine.
In più, partecipando, si potrà vestire la bellissima maglia Brooks griffata Trofeo Sempione con i loghi delle iconiche società di atletica, Road Runners Club Milano e Don Kenya Run. Chi ha già partecipato alla DKRace e al Losa Experience del mese di maggio sa che Trofeo Sempione è la terza tappa del circuito Losa Challenge, motivo in più per esserci.
E poi, quando vi ricapita di correre proprio sotto il luogo dove, non più tardi di quattro mesi fa, ardeva il braciere delle Olimpiadi? Un’occasione più unica che rara!

Per le iscrizioni, confermo i siti www.trofeosempione.it e www.racedata.it

E confermo di venire già il sabato mattina: il Bimbinpista è una rarissima occasione per i ragazzi di calcare la pista dell’Arena. C’è anche il Villaggio Sportivo con tanti sport da provare e tante attività da scoprire.

A chiusura della prima giornata, visita guidata alla Palazzina Appiani, il gioiello dell’Arena Civica Gianni Brera. Perché Trofeo Sempione è corsa ma anche cultura e turismo, visti i luoghi dove abbiamo la fortuna di correre.

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Correre è Rock

Il nostro claim è “Correre è Rock”. Se il Trofeo Sempione fosse una canzone rock, quale sarebbe secondo voi e perché? Un brano capace di raccontarne la storia, il carattere milanese e l’energia con cui guarda al futuro.

A: Se dovessimo trasformare Trofeo Sempione in una canzone rock, la scelta cadrebbe su ‘Born to Run’ di Bruce Springsteen. È un brano che parla di movimento, di libertà e del desiderio di andare oltre. Non è solo “correre”, è correre verso qualcosa. Ed è esattamente lo spirito del Trofeo Sempione: una gara che non resta ferma nella nostalgia, ma continua a evolversi, edizione dopo edizione.

M: Il fascino di una gara storica che si evolve insieme al movimento del running ma mantenendo salda la sua storia e i suoi valori. Tanti ragazzi e ragazze hanno iniziato a correre in questi anni, tantissimi loro amici o parenti più grandi già lo facevano da anni. Tutti si muovono, sempre alla ricerca di qualcosa, inseguendo ciascuno i propri sogni. E allora… ‘Sweet dreams are made of this, who am I to disagree’?? 

Partecipa e risparmia con CiaoRunner   QUI

🎸🏃‍♂️ Dal fascino dell’Arena Civica all’energia del Parco Sempione, il Trofeo Sempione continua a raccontare Milano attraverso la corsa. E forse è proprio questo il suo lato più rock: cambiare restando fedele alla propria storia.

Photo credit: archivio web, 
Official tag: #correreèrock #trofeosempione #rockaandrollrun #milano

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Trofeo Sempione 2026: intervista doppia alla storica 10 km di Milano Leggi tutto »

Massimo Bignotti durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa

Correre è Rock: la filosofia di Massimo Bignotti

Massimo Bignotti torna alla 100 km in pista: l’intervista Correre è Rock

Massimo Bignotti durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. E Massimo Bignotti, “Bigno” per gli amici, di pelo siamo convinti ne abbia perso parecchio per strada.

Dopo oltre nove anni, proverà nuovamente a cimentarsi in una 100 km su pista, scegliendo la prova di Saronno in condizioni che si preannunciano particolarmente impegnative, tra caldo, fatica e una sfida che ha il sapore delle grandi avventure personali.

Per noi è stata una sorpresa, ma forse non troppo. Perché chi vive la corsa come passione autentica, prima o poi torna sempre a confrontarsi con i propri limiti.

Proprio per questo abbiamo deciso di riproporre oggi l’intervista che avevamo preparato qualche mese fa per il ciclo “Correre è Rock”, dedicata a uno dei riferimenti del movimento podistico brianzolo.

Con il progetto Bigno Core Run, Massimo accompagna runner di ogni livello in un percorso che va dalla prima uscita fino alle distanze ultra, costruendo una comunità fondata su allenamento, condivisione e passione.

In bocca al lupo, Bigno.



Massimo Bignotti: da 0 a 100 km con Bigno Core Run

Massimo Bignotti almtraguardo della gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su IovedodicorsaPer il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Massimo Bignotti, ultra maratoneta e trainer, punto di riferimento per la comunità podistica di Desio e della Brianza.

Gli allenamenti collettivi Bigno Core Run, accompagnano runner di ogni livello da 0 a 100 km: dalla prima uscita di corsa fino alle distanze ultra. Un progetto fortemente radicato sul territorio, costruito su costanza, condivisione e crescita, dove il gruppo diventa energia e l’allenamento torna alla sua forma più autentica.

Con Massimo abbiamo parlato di corsa, comunità e di cosa significa allenarsi insieme, giorno dopo giorno, nello spirito più vero di Correre è Rock.



Bigno Core Run e la comunità dei runner di Desio

Massimo Bignotti durante l'allenamento, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su IovedodicorsaMassimo, Bigno Core Run nasce a Desio e cresce nel territorio Brianzolo. Quanto conta il territorio brianzolo nella costruzione di una comunità di runner e nel vostro modo di allenarvi?

Conta moltissimo.

Bigno Core&Run nasce e si sviluppa nel territorio, perché crediamo che il movimento e l’allenamento

siano prima di tutto relazione, condivisione e continuità. Il progetto è aperto a tutti, senza distinzioni di società sportive, livello o obiettivi: coinvolge runner di diversi gruppi, ma anche persone che non hanno come primo fine la corsa.

Accanto alla corsa, infatti, c’è il BignoCore&Run, un lavoro strutturato di preparazione fisica che comprende forza, core, mobilità, coordinazione e controllo del movimento. Un’attività pensata sia per chi corre, per migliorare efficienza, tecnica e prevenzione degli infortuni, sia per chi desidera semplicemente muoversi meglio, sentirsi più forte e più consapevole del proprio corpo.

Allenarsi insieme, per noi, significa proprio questo: costruire una comunità dove ognuno trova il proprio spazio, cresce con i propri tempi e scopre che il movimento può essere uno strumento di benessere, non solo di prestazione.



Dalla prima corsa alle ultra maratone

Accompagnate atleti molto diversi tra loro, da chi muove i primi passi nella corsa a chi prepara distanze ultra fino ai 100 km. Qual è il primo vero passo – mentale prima ancora che fisico – per intraprendere questo percorso?

Il primo vero passo è cambiare prospettiva.

Capire che allenarsi non significa semplicemente accumulare chilometri, ma costruire nel tempo un corpo che sia in grado di sostenerli.

I nostri atleti non sono professionisti: lavorano, hanno impegni, famiglia, poco tempo a disposizione.

Proprio per questo l’allenamento deve essere efficiente, sostenibile e intelligente. Non possiamo permetterci di “sprecare” energie o di rincorrere volumi senza una base solida.

Il lavoro di forza, di core, di mobilità e di controllo del movimento, quello che facciamo con il BignoCore&Run, non è un’aggiunta alla corsa, ma una parte fondamentale del percorso. Serve a correre meglio, a ridurre il rischio di infortuni e a dare continuità all’allenamento nel tempo.

Mentalmente, il salto sta nell’accettare che meno non significa fare poco, ma fare ciò che serve davvero, inserendolo nella propria vita quotidiana. È da lì che nasce la crescita, sia per chi inizia a correre sia per chi affronta distanze importanti.



Il valore del gruppo negli allenamenti

Il gruppo di Massimo Bignotti durante l'allenamento protagonista dell’intervista Correre è ROCK su IovedodicorsaNegli allenamenti collettivi il gruppo è centrale. In che modo la dimensione condivisa aiuta a superare i momenti di difficoltà e a mantenere la continuità nel tempo?

La corsa resta uno sport profondamente individuale e ognuno la vive nel modo che lo fa stare meglio: c’è chi ama allenarsi da solo e chi trova nel gruppo una spinta fondamentale.

Negli allenamenti collettivi, però, la dimensione condivisa diventa spesso una scelta funzionale, non solo personale.

Condividere la fatica aiuta a renderla più leggera: nei momenti di difficoltà ci si sostiene, si mantiene il ritmo, ci si incoraggia a non mollare. Penso ai lunghi affrontati insieme, quando attraversi un momento di debolezza e basta una parola o la presenza di qualcuno accanto per ritrovare concentrazione e continuità.

Succede anche in pista: avere una persona leggermente più veloce che “ti tira” diventa uno stimolo concreto a tenere il passo e ad andare oltre quello che, da soli, forse avresti fatto.

In questo senso il gruppo non annulla l’individualità, ma la potenzia.

Allenarsi insieme significa quindi lavorare non solo sul fisico, ma anche sulla mente: imparare a gestire la fatica, a restare presenti e a costruire costanza nel tempo. E quando l’impegno è condiviso, spesso pesa davvero la metà.


Correre è Rock

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che senso l’ultra, l’allenamento lungo e la fatica quotidiana rappresentano uno spirito rock fatto di essenzialità, resistenza e verità?

Il claim “Correre è Rock” non vuole essere un’etichetta né un requisito. È una chiave di lettura, uno spunto, non un confine.

Ognuno vive la corsa, l’allenamento lungo e la fatica quotidiana a modo proprio, con la propria sensibilità e il proprio linguaggio.

Per qualcuno lo spirito rock può richiamare essenzialità, resistenza, autenticità: andare avanti anche quando non è comodo, senza sovrastrutture. Per altri la stessa esperienza può avere un significato completamente diverso, più classico, più silenzioso, più interiore. E va benissimo così.

L’ultra e il lavoro quotidiano sull’allenamento hanno questo in comune con la musica: non sono per tutti nello stesso modo, ma parlano a chi li vive. Non serve “sentirsi rock” per affrontare distanze importanti, serve ascoltarsi, rispettare i propri tempi e restare fedeli a ciò che si è.

Se il rock diventa un punto di contatto, bene. Se resta solo una suggestione, va bene lo stesso. Quello che conta davvero è la verità dell’esperienza, non l’etichetta con cui la raccontiamo.



Il futuro della corsa tra social e passione

Guardando al mondo della corsa oggi, tra social, performance e numeri, quale messaggio senti di dare ai runner di Desio, della Brianza e a chiunque voglia allenarsi con consapevolezza e arrivare lontano?

Corro fin da ragazzo e in questi anni il mondo della corsa si è evoluto moltissimo, anche grazie alla tecnologia. Oggi abbiamo strumenti utilissimi: GPS, materiali sempre più performanti, abbigliamento e scarpe che aiutano a proteggere il corpo e a migliorare la qualità dell’allenamento.

Allo stesso tempo, però, i social rischiano di alimentare in molti runner il desiderio di raggiungere tutto e subito: medaglie, tempi, distanze, spesso senza il rispetto dei propri tempi e della propria storia.

Questo approccio, alla lunga, può portare a trascurare la salute e quella gradualità che dovrebbe essere alla base di ogni percorso.

Il messaggio che sento di dare ai runner di Desio, della Brianza e a chiunque voglia allenarsi con consapevolezza è semplice: la corsa non è una rincorsa ai numeri, ma un cammino fatto di ascolto, pazienza e continuità. Correre deve essere, prima di tutto, un modo per stare bene, fisicamente e mentalmente.
Le prestazioni arrivano, le distanze si allungano, ma solo se il percorso è sostenibile nel tempo. E arrivare lontano, spesso, significa proprio questo: avere la lucidità di non avere fretta.



🏃‍♂️ Da Desio alla 100 km di Saronno, passando per centinaia di allenamenti condivisi, la storia di Massimo Bignotti racconta una verità semplice: la corsa è fatta di costanza, comunità e passione.

Ed è proprio per questo che, nello spirito di Correre è Rock, la sfida non è mai soltanto arrivare al traguardo. È continuare a mettersi in gioco, una volta ancora. Anche dopo nove anni. Anche per 100 chilometri. 🎸🔥

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #bignocorerun #rockaandrollrun #desio

Massimo Bignotti torna alla 100 km in pista: l’intervista Correre è Rock

Massimo Bignotti durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. E Massimo Bignotti, “Bigno” per gli amici, di pelo siamo convinti ne abbia perso parecchio per strada.

Dopo oltre nove anni, proverà nuovamente a cimentarsi in una 100 km su pista, scegliendo la prova di Saronno in condizioni che si preannunciano particolarmente impegnative, tra caldo, fatica e una sfida che ha il sapore delle grandi avventure personali.

Per noi è stata una sorpresa, ma forse non troppo. Perché chi vive la corsa come passione autentica, prima o poi torna sempre a confrontarsi con i propri limiti.

Proprio per questo abbiamo deciso di riproporre oggi l’intervista che avevamo preparato qualche mese fa per il ciclo “Correre è Rock”, dedicata a uno dei riferimenti del movimento podistico brianzolo.

Con il progetto Bigno Core Run, Massimo accompagna runner di ogni livello in un percorso che va dalla prima uscita fino alle distanze ultra, costruendo una comunità fondata su allenamento, condivisione e passione.

In bocca al lupo, Bigno.



Massimo Bignotti: da 0 a 100 km con Bigno Core Run

Massimo Bignotti almtraguardo della gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Massimo Bignotti, ultra maratoneta e trainer, punto di riferimento per la comunità podistica di Desio e della Brianza.

Gli allenamenti collettivi Bigno Core Run, accompagnano runner di ogni livello da 0 a 100 km: dalla prima uscita di corsa fino alle distanze ultra. Un progetto fortemente radicato sul territorio, costruito su costanza, condivisione e crescita, dove il gruppo diventa energia e l’allenamento torna alla sua forma più autentica.

Con Massimo abbiamo parlato di corsa, comunità e di cosa significa allenarsi insieme, giorno dopo giorno, nello spirito più vero di Correre è Rock.



Bigno Core Run e la comunità dei runner di Desio

Massimo Bignotti durante l'allenamento, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Massimo, Bigno Core Run nasce a Desio e cresce nel territorio Brianzolo. Quanto conta il territorio brianzolo nella costruzione di una comunità di runner e nel vostro modo di allenarvi?

Conta moltissimo.

Bigno Core&Run nasce e si sviluppa nel territorio, perché crediamo che il movimento e l’allenamento

siano prima di tutto relazione, condivisione e continuità. Il progetto è aperto a tutti, senza distinzioni di società sportive, livello o obiettivi: coinvolge runner di diversi gruppi, ma anche persone che non hanno come primo fine la corsa.

Accanto alla corsa, infatti, c’è il BignoCore&Run, un lavoro strutturato di preparazione fisica che comprende forza, core, mobilità, coordinazione e controllo del movimento. Un’attività pensata sia per chi corre, per migliorare efficienza, tecnica e prevenzione degli infortuni, sia per chi desidera semplicemente muoversi meglio, sentirsi più forte e più consapevole del proprio corpo.

Allenarsi insieme, per noi, significa proprio questo: costruire una comunità dove ognuno trova il proprio spazio, cresce con i propri tempi e scopre che il movimento può essere uno strumento di benessere, non solo di prestazione.



Dalla prima corsa alle ultra maratone

Accompagnate atleti molto diversi tra loro, da chi muove i primi passi nella corsa a chi prepara distanze ultra fino ai 100 km. Qual è il primo vero passo – mentale prima ancora che fisico – per intraprendere questo percorso?

Il primo vero passo è cambiare prospettiva.

Capire che allenarsi non significa semplicemente accumulare chilometri, ma costruire nel tempo un corpo che sia in grado di sostenerli.

I nostri atleti non sono professionisti: lavorano, hanno impegni, famiglia, poco tempo a disposizione.

Proprio per questo l’allenamento deve essere efficiente, sostenibile e intelligente. Non possiamo permetterci di “sprecare” energie o di rincorrere volumi senza una base solida.

Il lavoro di forza, di core, di mobilità e di controllo del movimento, quello che facciamo con il BignoCore&Run, non è un’aggiunta alla corsa, ma una parte fondamentale del percorso. Serve a correre meglio, a ridurre il rischio di infortuni e a dare continuità all’allenamento nel tempo.

Mentalmente, il salto sta nell’accettare che meno non significa fare poco, ma fare ciò che serve davvero, inserendolo nella propria vita quotidiana. È da lì che nasce la crescita, sia per chi inizia a correre sia per chi affronta distanze importanti.



Il valore del gruppo negli allenamenti

Il gruppo di Massimo Bignotti durante l'allenamento protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Negli allenamenti collettivi il gruppo è centrale. In che modo la dimensione condivisa aiuta a superare i momenti di difficoltà e a mantenere la continuità nel tempo?

La corsa resta uno sport profondamente individuale e ognuno la vive nel modo che lo fa stare meglio: c’è chi ama allenarsi da solo e chi trova nel gruppo una spinta fondamentale.

Negli allenamenti collettivi, però, la dimensione condivisa diventa spesso una scelta funzionale, non solo personale.

Condividere la fatica aiuta a renderla più leggera: nei momenti di difficoltà ci si sostiene, si mantiene il ritmo, ci si incoraggia a non mollare. Penso ai lunghi affrontati insieme, quando attraversi un momento di debolezza e basta una parola o la presenza di qualcuno accanto per ritrovare concentrazione e continuità.

Succede anche in pista: avere una persona leggermente più veloce che “ti tira” diventa uno stimolo concreto a tenere il passo e ad andare oltre quello che, da soli, forse avresti fatto.

In questo senso il gruppo non annulla l’individualità, ma la potenzia.

Allenarsi insieme significa quindi lavorare non solo sul fisico, ma anche sulla mente: imparare a gestire la fatica, a restare presenti e a costruire costanza nel tempo. E quando l’impegno è condiviso, spesso pesa davvero la metà.



Correre è Rock

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che senso l’ultra, l’allenamento lungo e la fatica quotidiana rappresentano uno spirito rock fatto di essenzialità, resistenza e verità?

Il claim “Correre è Rock” non vuole essere un’etichetta né un requisito. È una chiave di lettura, uno spunto, non un confine.

Ognuno vive la corsa, l’allenamento lungo e la fatica quotidiana a modo proprio, con la propria sensibilità e il proprio linguaggio.

Per qualcuno lo spirito rock può richiamare essenzialità, resistenza, autenticità: andare avanti anche quando non è comodo, senza sovrastrutture. Per altri la stessa esperienza può avere un significato completamente diverso, più classico, più silenzioso, più interiore. E va benissimo così.

L’ultra e il lavoro quotidiano sull’allenamento hanno questo in comune con la musica: non sono per tutti nello stesso modo, ma parlano a chi li vive. Non serve “sentirsi rock” per affrontare distanze importanti, serve ascoltarsi, rispettare i propri tempi e restare fedeli a ciò che si è.

Se il rock diventa un punto di contatto, bene. Se resta solo una suggestione, va bene lo stesso. Quello che conta davvero è la verità dell’esperienza, non l’etichetta con cui la raccontiamo.



Il futuro della corsa tra social e passione

Guardando al mondo della corsa oggi, tra social, performance e numeri, quale messaggio senti di dare ai runner di Desio, della Brianza e a chiunque voglia allenarsi con consapevolezza e arrivare lontano?

Corro fin da ragazzo e in questi anni il mondo della corsa si è evoluto moltissimo, anche grazie alla tecnologia. Oggi abbiamo strumenti utilissimi: GPS, materiali sempre più performanti, abbigliamento e scarpe che aiutano a proteggere il corpo e a migliorare la qualità dell’allenamento.

Allo stesso tempo, però, i social rischiano di alimentare in molti runner il desiderio di raggiungere tutto e subito: medaglie, tempi, distanze, spesso senza il rispetto dei propri tempi e della propria storia.

Questo approccio, alla lunga, può portare a trascurare la salute e quella gradualità che dovrebbe essere alla base di ogni percorso.

Il messaggio che sento di dare ai runner di Desio, della Brianza e a chiunque voglia allenarsi con consapevolezza è semplice: la corsa non è una rincorsa ai numeri, ma un cammino fatto di ascolto, pazienza e continuità. Correre deve essere, prima di tutto, un modo per stare bene, fisicamente e mentalmente.
Le prestazioni arrivano, le distanze si allungano, ma solo se il percorso è sostenibile nel tempo. E arrivare lontano, spesso, significa proprio questo: avere la lucidità di non avere fretta.



🏃‍♂️ Da Desio alla 100 km di Saronno, passando per centinaia di allenamenti condivisi, la storia di Massimo Bignotti racconta una verità semplice: la corsa è fatta di costanza, comunità e passione.

Ed è proprio per questo che, nello spirito di Correre è Rock, la sfida non è mai soltanto arrivare al traguardo. È continuare a mettersi in gioco, una volta ancora. Anche dopo nove anni. Anche per 100 chilometri. 🎸🔥

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #bignocorerun #rockaandrollrun #desio

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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Intervista ad Alessandro Genuzio della Mytho Sunset Run di Grado per Correre è Rock

Mytho Sunset Run e il nuovo running esperienziale

Intervista ad Alessandro Genuzio – Correre è Rock

Intervista ad Alessandro Genuzio della Mytho Sunset Run di Grado per Correre è Rock

Per il format “Correre è Rock” di iovedodicorsa incontriamo Alessandro Genuzio, mente e anima del progetto Mytho Sunset Run, evento che negli anni ha saputo evolversi trasformandosi da maratona tradizionale a format più aperto, esperienziale e contemporaneo.

Oggi Mytho non è più soltanto una distanza da correre, ma un’esperienza immersiva che unisce running, territorio, natura e condivisione. Dalla storica Mytho Marathon si è arrivati a una proposta capace di coinvolgere runner, camminatori e appassionati outdoor, fino alla suggestiva Mytho Sunset Run di Grado, tra laguna, sterrati e luci del tramonto.

Alessandro vive lo sport da molte prospettive: organizzatore, promotore del territorio e protagonista anche nel contesto olimpico, grazie al suo coinvolgimento nel settore slittino dei Giochi di Milano Cortina 2026.

Con lui abbiamo parlato di evoluzione, visione e di cosa significhi oggi creare eventi che siano molto più di una semplice gara.


Alessandro, Mytho è passato da essere una maratona a diventare un format più ampio, con eventi diversi e una forte identità esperienziale. Cosa ha guidato questa evoluzione?

Dopo aver concluso con grande soddisfazione, a metà ottobre 2024, la quarta edizione della Mytho Marathon, mi è arrivata una proposta lavorativa tanto importante quanto inaspettata: entrare a far parte del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Un’occasione unica, alla quale sinceramente non sono riuscito a dire di no.

Accettando questo nuovo incarico, ho spiegato al resto del team Mytho che il mio coinvolgimento nelle future edizioni dell’unica maratona del Friuli Venezia Giulia sarebbe inevitabilmente diminuito. Da questa consapevolezza è nata, condivisa da tutto il gruppo, la decisione di chiudere un progetto che ci ha regalato emozioni straordinarie e grandi soddisfazioni.

Qualche mese più tardi, parlando con l’amico Ivan Gomboso, vulcanico presidente della società podistica Niù Team, e confrontandoci anche con la municipalità di Grado, abbiamo iniziato a immaginare qualcosa di nuovo. L’idea era quella di creare un evento diverso dal solito: meno focalizzato sull’aspetto agonistico e più orientato al divertimento, alla scoperta del territorio e alla condivisione, senza dimenticare una finalità benefica.

Da qui è nata la Mytho Sunset Run: una corsa su sterrato di 12 km che attraversa una parte poco conosciuta e autentica di Grado, immersa nella natura della Laguna e delle Valli di Pesca. A rendere tutto ancora più suggestivo è sicuramente la partenza fissata alle ore 18, con i partecipanti accompagnati dalle luci del tramonto lungo tutto il percorso.

E una volta tagliato il traguardo, spazio al “terzo tempo” con il Mytho Sunset Party: pizza per tutti, musica e animazione fino a tarda sera nella splendida cornice del Residence Punta Spin di Grado.

Dal punto di vista organizzativo si tratta sicuramente di un evento meno impegnativo rispetto a una maratona, ma crediamo possa rappresentare un vero progetto pilota, capace di lanciare un nuovo modo di vivere le gare podistiche in un periodo dell’anno in cui maratone, mezze maratone e trail tradizionalmente si fermano.



La Mytho Sunset Run a Grado è qualcosa di diverso: gravel, tramonto, laguna, più distanze e anche non competitiva.

Quanto è importante oggi aprire il running a più persone e non solo ai “maratoneti puri”?

Hai centrato perfettamente il punto. Con Mytho Sunset Run volevamo creare qualcosa di diverso rispetto al classico evento podistico, un format capace di mettere insieme mondi differenti: chi ama correre su strada, gli appassionati di trail, ma anche camminatori, nordic walkers e famiglie.

L’idea di fondo è semplice: oggi il running deve essere sempre più inclusivo. Non può più rivolgersi soltanto ai “maratoneti puri” o agli agonisti. Sempre più persone cercano eventi che uniscano sport, natura, divertimento ed esperienza, e Grado con la sua laguna ci offriva il contesto ideale per costruire qualcosa di nuovo.

Per questo motivo, nel 2025 abbiamo scelto volutamente di non inserire gare competitive. Volevamo capire come il pubblico avrebbe reagito al format, raccogliere feedback sul percorso, sulla sua durezza ma anche sulla sua spettacolarità.

Abbiamo fatto pochissima promozione e sinceramente ci aspettavamo circa 600 partecipanti. Invece si sono presentati in 1112. Un risultato che ci ha sorpresi e, in parte, anche spiazzati.

È chiaro che con numeri così importanti, alla prima edizione, qualcosa a livello organizzativo poteva essere migliorato. Però questa esperienza ci è servita tantissimo per capire dove intervenire e come crescere.

Per il 2026 abbiamo già deciso di strutturarci in maniera completamente diversa. Abbiamo creato un team organizzativo composto per oltre la metà da professionisti con cui ho lavorato direttamente durante l’esperienza olimpica di Milano-Cortina 2026.

Abbiamo inoltre deciso di proporre tre format differenti, tutti rigorosamente non competitivi:

  • Mytho Sunset Run dedicata a chi vuole mettersi alla prova sul percorso da 12 km
  • Mytho Eco Run per famiglie e camminatori
  • Mytho Nordic Walking pensata per gli appassionati dei bastoncini

L’introduzione della prova cronometrata non competitiva rappresenta anche un test per il futuro: vogliamo capire se nelle prossime edizioni ci saranno i presupposti per inserire una vera gara competitiva, senza perdere lo spirito originale dell’evento.



Nel tuo percorso c’è anche l’esperienza olimpica nel settore slittino per Milano Cortina 2026.

Cosa ti ha lasciato questo contesto e cosa hai portato dentro Mytho da quell’esperienza?

L’esperienza olimpica mi ha lasciato — e continuerà a lasciarmi — un bagaglio enorme di emozioni, competenze e consapevolezze che saranno preziose non solo nel mondo dello sport, ma in qualsiasi ambito lavorativo.

Lavorare ai Giochi Olimpici significa confrontarsi ogni giorno con persone provenienti da tutto il mondo, imparando a collaborare all’interno di team internazionali dove il livello richiesto è altissimo e dove gli errori devono essere ridotti al minimo.

Se c’è una cosa che porto davvero con me da questa esperienza è l’importanza della pianificazione. Ai Giochi ho capito ancora di più quanto preparare ogni dettaglio sia il modo migliore per affrontare con lucidità le difficoltà quando inevitabilmente qualcosa cambia all’ultimo momento.

Molte di queste capacità, soprattutto il problem solving, le avevo già sviluppate negli anni della Mytho Marathon. Organizzare una maratona significa confrontarsi con una macchina complessa fatta di sicurezza, autorizzazioni, logistica e gestione degli imprevisti.

Per questo considero le due esperienze strettamente collegate. Da un lato, i Giochi Olimpici mi hanno permesso di acquisire nuove competenze e di coinvolgere oggi nella Mytho Sunset Run un team composto in gran parte da professionisti conosciuti proprio durante quell’esperienza. Dall’altro, quanto imparato nelle quattro edizioni della Mytho Marathon è stato spesso fondamentale anche per affrontare situazioni complesse vissute durante i Giochi Olimpici stessi.



Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo Mytho incarna questo spirito?

Se ci penso bene, il progetto Mytho è sempre stato “rock” fin dal primo giorno, perché ha sempre cercato di uscire dagli schemi e fare qualcosa di diverso rispetto alle classiche maratone.

Già la Mytho Marathon aveva un’identità unica: siamo stati infatti la prima e unica maratona italiana itinerante. Ogni anno cambiavamo location con l’obiettivo di spingere i runner non solo a correre, ma anche a scoprire nuovi territori del Friuli Venezia Giulia.

Siamo partiti da Cividale del Friuli, poi Sacile, Aquileia e infine Grado. La nostra idea è sempre stata quella di unire corsa, viaggio, turismo e scoperta del territorio.

Negli anni abbiamo introdotto iniziative originali e legato i nostri eventi anche a cause benefiche e ambientali, perché crediamo che lo sport possa essere uno strumento capace di lasciare qualcosa di positivo.

Oggi, con il passaggio da Mytho Marathon a Mytho Sunset Run, abbiamo deciso ancora una volta di osare. Invece di riproporre qualcosa di già visto, abbiamo scelto di inventare un nuovo format: più esperienziale, più inclusivo e più legato al territorio e al divertimento.

Quindi sì, probabilmente essere “rock” significa proprio questo: avere il coraggio di cambiare, uscire dagli schemi, sperimentare continuamente e trasmettere energia alle persone.



Se dovessi scegliere un brano rock che rappresenta Mytho – magari durante un tramonto a Grado – quale sarebbe e perché?

Se dovessi scegliere un brano rock capace di rappresentare davvero lo spirito di Mytho, probabilmente ne sceglierei più di uno.

Restando sul tema del cambiamento, non posso non pensare a Wind of Change degli Scorpions. È una canzone che parla di trasformazione, nuovi inizi e futuro, e in qualche modo rispecchia perfettamente il passaggio da Mytho Marathon a Mytho Sunset Run.

Se invece penso all’atmosfera unica di Grado, al tramonto sulla laguna e al silenzio interrotto solo dai passi dei runner, allora mi viene in mente Africa dei Toto. Ha una melodia avvolgente che riesce a trasportarti lontano e a creare quella sensazione di viaggio e libertà che vogliamo far vivere ai partecipanti.

Ma se devo essere sincero, la canzone che probabilmente mi rappresenta di più è Don’t Stop Believin’ dei Journey. È un inno alla perseveranza, alla voglia di credere nelle proprie idee anche quando sembrano folli o difficili da realizzare.

In fondo, credo che questa sia davvero la canzone di Mytho: energia, visione, entusiasmo e la voglia di continuare a credere nei propri sogni.

Corri a Grado la Mytho Sunset Run, iscriviti a CiaoRunner e accumula punti CR per il gran finale: la medaglia 1000.
Iscriviti subito, richiedi il codice sconto    QUI

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#correreèrock #mythosunstrun #rockaandrollrun #grado

 

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Mytho Sunset Run e il nuovo running esperienziale Leggi tutto »

Runner al tramonto sotto l’arco della Ravenna Music Race durante una corsa serale dedicata al progetto Correre è ROCK al ritmo dei Cream

Ravenna Music Race: 8 km al ritmo di Badge dei Cream

CORRERE E’ ROCK – EVENTI  LIVE

Ravenna Running Race al ritmo di Badge dei Cream

Ci sono corse che diventano appuntamenti.

E poi ci sono corse che diventano casa.

La Ravenna Running Race per noi è questo.

Un luogo familiare.
Una linea di partenza che ormai sa di amicizia, musica e corsa vissuta.

E questa volta la colonna sonora non poteva che essere Badge dei Cream.

Non tanto per il testo.

Ma per la sua sonorità.

Per quel finale diventato leggenda.


Correre al tramonto

Tramonto sulla darsena di Ravenna durante la Ravenna Music Race con riflessi sull’acqua e atmosfera serale Ancora una volta il tramonto.

La luce che si abbassa.

L’aria che cambia.

E Ravenna che accompagna la corsa con il fascino silenzioso della sua storia e della sua darsena.

Una darsena che per noi non è più soltanto un luogo.

È memoria.

Qui la nostra musica è di casa.

Qui sono partiti gli editi musicali di Marco Frattini.

Ed è impossibile non tornare con la mente alla prima Running Race e al video di Corro con il vento.

Da lì, in fondo, è iniziato tutto.
Vedi ill video live   QUI


Otto chilometri di prudenza

Solo 8 km.

Eppure affrontati con cautela.

Con rispetto.

Perché quando i primi segnali sono positivi, il rischio più grande è lasciarsi prendere la mano.

Alzare troppo il ginocchio.

O forse, restando nel linguaggio rock, alzare troppo il gomito.

Sappiamo di poter fare bene.

Ma sappiamo anche che la corsa premia chi sa controllarsi.

E allora la scelta è stata chiara:

correre in gestione.

Lasciare crescere il ritmo senza forzature.


Badge

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano descriverla.

Badge appartiene a questa seconda categoria.

La struttura del pezzo cresce progressivamente.

Ma è soprattutto il finale a renderlo immortale.

L’arpeggio conclusivo.

Le chitarre che si aprono.

Il solo che segue.

Una costruzione sonora che sembra non voler finire mai.

Ed è qui che nasce la domanda.

Perché in fondo:

correre non è forse un lungo assolo dell’anima e del corpo?


L’assolo della corsa

Ogni runner conosce quel momento.

Quando il corpo entra nel ritmo.

Quando il respiro si stabilizza.

Quando la corsa smette di essere solo movimento e diventa percezione.

È una dimensione difficile da spiegare.

Molto simile a quella di un assolo costruito bene.

Non è solo tecnica.

È intensità.

È gestione.

È emozione.


La musica lungo il percorso

Runner e pubblico lungo la darsena durante la Ravenna Music Race al tramontoLa Ravenna Music Race non è una semplice gara podistica.

È un percorso costruito dentro la musica.

Letteralmente.

La darsena diventa palco.
Le strade diventano vibrazione.
Ogni chilometro ha un suono diverso.

E mentre il runner entra gradualmente nel proprio ritmo, lungo il percorso sono proprio le band a scandire il tempo della corsa.

Quest’anno il viaggio musicale della 8 km è stato accompagnato da:

🎸 Windstorm
🎸 Maiday
🎸 Maniac Duo
🎸 Tiziano Trobbiani
🎸 Studio Delta

Ognuno con il proprio stile.
Ognuno con la propria energia.

Perché la Music Race esiste soprattutto grazie a loro.

Grazie ai musicisti che scelgono di stare lungo il percorso, trasformando una corsa in qualcosa di più vicino a un festival musicale in movimento.


La darsena di Ravenna

E poi c’è lei.

La darsena.

Uno spazio che negli anni ha cambiato volto, diventando sempre più vivo, aperto, condiviso.

Correre qui al tramonto significa attraversare:

  • acqua
  • luci
  • archeologia industriale
  • musica
  • persone

Un’atmosfera che ormai sentiamo familiare.

Correre tra musica e ristori

Il percorso della Music Race Beer Edition aveva qualcosa di diverso anche nella sua costruzione.

Band musicali distribuite lungo il tracciato.
Punti ristoro.
Persino punti birra.

Perché questa non è la classica corsa ossessionata dal cronometro.

È una corsa che vuole far vivere un’esperienza.

Ed è probabilmente questo il suo punto di forza.

Un grazie speciale

Stand iovedodicorsa e Opera Santa Teresa durante la raccolta scarpe alla Ravenna Music RaceUn grazie di cuore al Ravenna Runners Club.

Per il sostegno.

Per la disponibilità.

Per gli anni di conoscenza e collaborazione che ci legano.

Un grazie speciale anche per il progetto della raccolta scarpe.

Collegato alla promozione del brano Mine Old Running Shoes,  a Ravenna è stato realizzato insieme all’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù

Scarica subito la demo gratuita di 🎸 Mine Old Running Shoes   QUI

Un’iniziativa che è andata oltre ogni aspettativa.

👉 Approfondimento qui:
Raccolta scarpe running – Ravenna Music Race


L’immenso valore e contributo dei volontari

Volontari al lavoro nell’area organizzativa della Ravenna Music RaceCi sono persone senza le quali tutto questo non sarebbe possibile.

I volontari.

Sempre disponibili.

Sempre pronti a mettersi al servizio degli altri.

La corsa vive anche grazie a loro.

E troppo spesso ce ne dimentichiamo.


Un arrivederci

La Running Race finisce.

Ma non è un saluto.

È un arrivederci.

Alla Maratona di Ravenna.

8 novembre.

Perché alcune città non si attraversano soltanto.

Si vivono.


🎸
“Alla Ravenna Music Race non si corre soltanto.
Ogni runner suona il proprio lungo assolo.”

CORRERE E’ ROCK – EVENTI  LIVE

Ravenna Running Race al ritmo di Badge dei Cream

Ci sono corse che diventano appuntamenti.

E poi ci sono corse che diventano casa.

La Ravenna Running Race per noi è questo.

Un luogo familiare.
Una linea di partenza che ormai sa di amicizia, musica e corsa vissuta.

E questa volta la colonna sonora non poteva che essere Badge dei Cream.

Non tanto per il testo.

Ma per la sua sonorità.

Per quel finale diventato leggenda.


Correre al tramonto

Tramonto sulla darsena di Ravenna durante la Ravenna Music Race con riflessi sull’acqua e atmosfera serale
Ancora una volta il tramonto.

La luce che si abbassa.

L’aria che cambia.

E Ravenna che accompagna la corsa con il fascino silenzioso della sua storia e della sua darsena.

Una darsena che per noi non è più soltanto un luogo.

È memoria.

Qui la nostra musica è di casa.

Qui sono partiti gli editi musicali di Marco Frattini.

Ed è impossibile non tornare con la mente alla prima Running Race e al video di Corro con il vento.

Da lì, in fondo, è iniziato tutto.
Vedi ill video live   QUI


Otto chilometri di prudenza

Solo 8 km.

Eppure affrontati con cautela.

Con rispetto.

Perché quando i primi segnali sono positivi, il rischio più grande è lasciarsi prendere la mano.

Alzare troppo il ginocchio.

O forse, restando nel linguaggio rock, alzare troppo il gomito.

Sappiamo di poter fare bene.

Ma sappiamo anche che la corsa premia chi sa controllarsi.

E allora la scelta è stata chiara:

correre in gestione.

Lasciare crescere il ritmo senza forzature.


Badge

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano descriverla.

Badge appartiene a questa seconda categoria.

La struttura del pezzo cresce progressivamente.

Ma è soprattutto il finale a renderlo immortale.

L’arpeggio conclusivo.

Le chitarre che si aprono.

Il solo che segue.

Una costruzione sonora che sembra non voler finire mai.

Ed è qui che nasce la domanda.

Perché in fondo:

correre non è forse un lungo assolo dell’anima e del corpo?


L’assolo della corsa

Ogni runner conosce quel momento.

Quando il corpo entra nel ritmo.

Quando il respiro si stabilizza.

Quando la corsa smette di essere solo movimento e diventa percezione.

È una dimensione difficile da spiegare.

Molto simile a quella di un assolo costruito bene.

Non è solo tecnica.

È intensità.

È gestione.

È emozione.


La musica lungo il percorso

Runner e pubblico lungo la darsena durante la Ravenna Music Race al tramonto

La Ravenna Music Race non è una semplice gara podistica.

È un percorso costruito dentro la musica.

Letteralmente.

La darsena diventa palco.
Le strade diventano vibrazione.
Ogni chilometro ha un suono diverso.

E mentre il runner entra gradualmente nel proprio ritmo, lungo il percorso sono proprio le band a scandire il tempo della corsa.

Quest’anno il viaggio musicale della 8 km è stato accompagnato da:

🎸 Windstorm
🎸 Maiday
🎸 Maniac Duo
🎸 Tiziano Trobbiani
🎸 Studio Delta

Ognuno con il proprio stile.
Ognuno con la propria energia.

Perché la Music Race esiste soprattutto grazie a loro.

Grazie ai musicisti che scelgono di stare lungo il percorso, trasformando una corsa in qualcosa di più vicino a un festival musicale in movimento.


La darsena di Ravenna

E poi c’è lei.

La darsena.

Uno spazio che negli anni ha cambiato volto, diventando sempre più vivo, aperto, condiviso.

Correre qui al tramonto significa attraversare:

  • acqua
  • luci
  • archeologia industriale
  • musica
  • persone

Un’atmosfera che ormai sentiamo familiare.

Correre tra musica e ristori

Il percorso della Music Race Beer Edition aveva qualcosa di diverso anche nella sua costruzione.

Band musicali distribuite lungo il tracciato.
Punti ristoro.
Persino punti birra.

Perché questa non è la classica corsa ossessionata dal cronometro.

È una corsa che vuole far vivere un’esperienza.

Ed è probabilmente questo il suo punto di forza.

Un grazie speciale

Stand iovedodicorsa e Opera Santa Teresa durante la raccolta scarpe alla Ravenna Music Race
Un grazie di cuore al Ravenna Runners Club.

Per il sostegno.

Per la disponibilità.

Per gli anni di conoscenza e collaborazione che ci legano.

Un grazie speciale anche per il progetto della raccolta scarpe.

Collegato alla promozione del brano Mine Old Running Shoes,  a Ravenna è stato realizzato insieme all’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù

E grazie soprattutto a tutti quelli che hanno contribuito donando le proprie scarpe running.

Scarica sibito la demo gratuita di 🎸 Mine Old Running Shoes   QUI

Un’iniziativa che è andata oltre ogni aspettativa.

👉 Approfondimento qui:
Raccolta scarpe running – Ravenna Music Race

 


L’immenso valore e contributo dei volontari

Volontari al lavoro nell’area organizzativa della Ravenna Music Race
Ci sono persone senza le quali tutto questo non sarebbe possibile.

I volontari.

Sempre disponibili.

Sempre pronti a mettersi al servizio degli altri.

La corsa vive anche grazie a loro.

E troppo spesso ce ne dimentichiamo.


Un arrivederci

La Running Race finisce.

Ma non è un saluto.

È un arrivederci.

Alla Maratona di Ravenna.

8 novembre.

Perché alcune città non si attraversano soltanto.

Si vivono.


🎸
“Alla Ravenna Music Race non si corre soltanto.
Ogni runner suona il proprio lungo assolo.”

Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.

Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

👉 Contattaci QUI

Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua gara… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


🎟 Vuoi uno stimolo in più?

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara → QUI

👉 Scopri tutti gli articoli del progetto Correre è ROCK dedicati alla preparazione della maratona.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit:  iovedodicorsa 
Official tag:
#correreèrock #cream #rockaandrollrun #cream


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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Raccolta scarpe running alla Ravenna Music Race

CORRERE E’ ROCK – EVENTI
Running, musica e solidarietà: la raccolta scarpe alla Ravenna Music Race con l’Opera Santa Teresa

Per il ciclo “Storie – Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Matteo Casadio, vice direttore della Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù, realtà impegnata ogni giorno in attività di carità, accoglienza e sostegno alle persone più fragili.

In occasione della Ravenna Music Race del prossimo 22 maggio, collaboreremo insieme per il secondo appuntamento della raccolta nazionale di scarpe da running usate, iniziativa legata anche all’uscita del nuovo brano dei Fratta & Time Machine, Mine Old Running Shoes, presentato il 14 maggio 2026.

Una storia che unisce running, musica e solidarietà concreta, trasformando un paio di scarpe usate in una nuova possibilità per chi ne ha bisogno.

Scarica gratis e ascolta la demo del brano Mine Old Running Shoes   QUI


Intervista a Matteo Casadio: sport, solidarietà e raccolta scarpe usate a Ravenna

Ciao Matteo, partiamo dall’Opera di Santa Teresa: qual è oggi la mission dell’ente e quale ruolo ha la solidarietà concreta nel vostro lavoro quotidiano?

Oggi Santa Teresa è la più grande struttura del territorio per l’accoglienza di persone senza fissa dimora o in stato di marginalità e fragilità. È attivo tutte le mattine un servizio di docce, guardaroba e ristoro dove accogliamo una sessantina di persone. Abbiamo inoltre un dormitorio da 16 posti e una Casa della Carità che può ospitare fino a una cinquantina di persone e nuclei familiari in stato di bisogno per un periodo di 3/6 mesi.

Scopri e sostieni la missione dell’ Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù a Ravenna   QUI

Il 22 maggio, in occasione della Ravenna Music Race, collaboreremo per una nuova raccolta nazionale di scarpe da running usate.

Come nasce questa iniziativa e perché può avere un valore importante anche dal punto di vista culturale e sociale?

Per noi iniziative come queste e rapporti con realtà come la vostra sono fondamentali perché, visto il numero di persone che accogliamo — tendenzialmente in crescita — abbiamo continuamente bisogno di alimentare il nostro guardaroba, soprattutto per quanto riguarda indumenti essenziali come le scarpe.

L’idea di dare una “seconda vita” utile a un prodotto che altrimenti diventerebbe un rifiuto riassume in sé tanti significati: sostenibilità, solidarietà e attenzione concreta verso chi vive una situazione di difficoltà.

Iscriviti e partecipa alla Ravenna Music Race   QUI

Come donare le proprie scarpe da running usate.

Sul fronte pratico, come funzionerà la raccolta scarpe durante l’evento?

Il 22 maggio, chi vorrà partecipare alla raccolta solidale “Un paio di scarpe per due vite” potrà consegnare ai nostri volontari scarpe da running o da ginnastica usate (da uomo o donna, purché dal numero 39 in su) ma ancora in buono stato.

Il nostro stand sarà allestito al Villaggio Music Race, in viale Giovanna Bosi Maramotti, e sarà possibile consegnare le scarpe dalle 15 alle 21 circa.

Ricordiamo comunque che è sempre possibile consegnare le scarpe presso la nostra sede, in via Santa Teresa 8 a Ravenna:

  • lunedì e giovedì dalle 8 alle 13
  • oppure nel pomeriggio delle stesse giornate, previo appuntamento telefonico al 335 1450154.

Le scarpe donate durante la Ravenna Music Race saranno collocate all’interno di box contenitori e, al termine della manifestazione, trasportate direttamente nella nostra struttura dai volontari.

Il destino delle scarpe da running.

Una delle domande che molti runner si fanno riguarda la destinazione finale: dove andranno le scarpe raccolte?

Abbiamo un grande guardaroba nel quale raccogliamo indumenti e scarpe usate da destinare alle persone che accogliamo, molte delle quali non hanno la possibilità economica di acquistarle.

La distribuzione è controllata e il cambio degli indumenti è periodico, per evitare abusi. A Santa Teresa però le relazioni umane contano moltissimo: impariamo a conoscere le persone, nasce una fiducia reciproca e questo ci permette di aiutare concretamente chi ha davvero bisogno.

Se correre è ROCK, donare è altrettanto ROCK?

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo iniziative come questa rappresentano l’anima più autentica e “rock” dello sport?

Lo sport e la musica sono due passioni che fanno stare bene con sé stessi. E quando stiamo bene con noi stessi è più facile renderci conto di quanto siamo fortunati. Da lì nasce anche il desiderio di donare qualcosa a chi ha più bisogno.

Trova tutti gli eventi dove poter donare le tue scarpe da running   QUI

CORRERE E’ ROCK – EVENTI
Running, musica e solidarietà: la raccolta scarpe alla Ravenna Music Race con l’Opera Santa Teresa


Per il ciclo “Storie – Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Matteo Casadio, vice direttore della Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù, realtà impegnata ogni giorno in attività di carità, accoglienza e sostegno alle persone più fragili.

In occasione della Ravenna Music Race del prossimo 22 maggio, collaboreremo insieme per il secondo appuntamento della raccolta nazionale di scarpe da running usate, iniziativa legata anche all’uscita del nuovo brano dei Fratta & Time Machine, Mine Old Running Shoes, presentato il 14 maggio 2026.

Una storia che unisce running, musica e solidarietà concreta, trasformando un paio di scarpe usate in una nuova possibilità per chi ne ha bisogno.

Scarica gratis e ascolta la demo del brano Mine Old Running Shoes   QUI


Intervista a Matteo Casadio: sport, solidarietà e raccolta scarpe usate a Ravenna

Ciao Matteo, partiamo dall’Opera di Santa Teresa: qual è oggi la mission dell’ente e quale ruolo ha la solidarietà concreta nel vostro lavoro quotidiano?

Oggi Santa Teresa è la più grande struttura del territorio per l’accoglienza di persone senza fissa dimora o in stato di marginalità e fragilità. È attivo tutte le mattine un servizio di docce, guardaroba e ristoro dove accogliamo una sessantina di persone. Abbiamo inoltre un dormitorio da 16 posti e una Casa della Carità che può ospitare fino a una cinquantina di persone e nuclei familiari in stato di bisogno per un periodo di 3/6 mesi.

Scopri e sostieni la missione dell’ Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù a Ravenna   QUI

Il 22 maggio, in occasione della Ravenna Music Race, collaboreremo per una nuova raccolta nazionale di scarpe da running usate.

Come nasce questa iniziativa e perché può avere un valore importante anche dal punto di vista culturale e sociale?

Per noi iniziative come queste e rapporti con realtà come la vostra sono fondamentali perché, visto il numero di persone che accogliamo — tendenzialmente in crescita — abbiamo continuamente bisogno di alimentare il nostro guardaroba, soprattutto per quanto riguarda indumenti essenziali come le scarpe.

L’idea di dare una “seconda vita” utile a un prodotto che altrimenti diventerebbe un rifiuto riassume in sé tanti significati: sostenibilità, solidarietà e attenzione concreta verso chi vive una situazione di difficoltà.

Iscriviti e partecipa alla Ravenna Music Race   QUI



Come donare le proprie scarpe da running usate.

Sul fronte pratico, come funzionerà la raccolta scarpe durante l’evento?

Il 22 maggio, chi vorrà partecipare alla raccolta solidale “Un paio di scarpe per due vite” potrà consegnare ai nostri volontari scarpe da running o da ginnastica usate (da uomo o donna, purché dal numero 39 in su) ma ancora in buono stato.

Il nostro stand sarà allestito al Villaggio Music Race, in viale Giovanna Bosi Maramotti, e sarà possibile consegnare le scarpe dalle 15 alle 21 circa.

Ricordiamo comunque che è sempre possibile consegnare le scarpe presso la nostra sede, in via Santa Teresa 8 a Ravenna:

  • lunedì e giovedì dalle 8 alle 13
  • oppure nel pomeriggio delle stesse giornate, previo appuntamento telefonico al 335 1450154.

Le scarpe donate durante la Ravenna Music Race saranno collocate all’interno di box contenitori e, al termine della manifestazione, trasportate direttamente nella nostra struttura dai volontari.


Il destino delle scarpe da running.


Una delle domande che molti runner si fanno riguarda la destinazione finale: dove andranno le scarpe raccolte?

Abbiamo un grande guardaroba nel quale raccogliamo indumenti e scarpe usate da destinare alle persone che accogliamo, molte delle quali non hanno la possibilità economica di acquistarle.

La distribuzione è controllata e il cambio degli indumenti è periodico, per evitare abusi. A Santa Teresa però le relazioni umane contano moltissimo: impariamo a conoscere le persone, nasce una fiducia reciproca e questo ci permette di aiutare concretamente chi ha davvero bisogno.

Se correre è ROCK, donare è altrettanto ROCK?

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo iniziative come questa rappresentano l’anima più autentica e “rock” dello sport?

Lo sport e la musica sono due passioni che fanno stare bene con sé stessi. E quando stiamo bene con noi stessi è più facile renderci conto di quanto siamo fortunati. Da lì nasce anche il desiderio di donare qualcosa a chi ha più bisogno.

Trova tutti gli eventi dove poter donare le tue scarpe da running   QUI


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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


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#correreèrock #mineoldrunningshoes #rockaandrollrun #operasantateresa #ravennamusicrace


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Raccolta scarpe running alla Ravenna Music Race Leggi tutto »

Il faro di Bibione e la chitarra di Steve Vai

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender di Steve Vai

il faro di Bibione e il mare AdriaticoMa Steve Vai, oltre a essere uno dei più grandi virtuosi della chitarra elettrica, sarà mica anche un podista raffinato?

Il dubbio ci è venuto davvero.

Dopotutto il suo fisico asciutto, tirato, essenziale, lo avvicina — almeno nell’immaginario surreale di questo articolo — a quello degli atleti d’élite.

E allora la domanda nasce spontanea:

possibile che un brano come Tender Surrender riesca a descrivere così bene una corsa progressiva?

Perché sabato scorso, alla 10 Km del Faro di Bibione, il collegamento è sembrato inevitabile.


Correre al tramonto

Partenza alle 19.

Luce calda.
Aria che cambia.
Il mare vicino.

Bibione inizia lentamente a rallentare il suo ritmo turistico, mentre i runner iniziano a costruire il proprio.

Ed è proprio qui che nasce il parallelismo.

Perché Tender Surrender non è un brano che esplode subito.

Si costruisce.

Respira.

Cresce.

Esattamente come una corsa progressiva fatta bene.


Partire ultimi

La scelta è stata semplice.

Partire ultimi.

Non per prudenza.

Ma per costruzione.

Lasciare andare tutti.
Non inseguire subito il ritmo degli altri.
Entrare gradualmente nella corsa.

Una scelta mentale prima ancora che tecnica.

E qui Steve Vai sembra quasi parlare direttamente al runner.

Le prime note di Tender Surrender sono delicate.
Controllate.
Quasi sospese.

Non cercano velocità.

Cercano spazio.


La corsa progressiva

Una progressione fatta bene non è un’accelerazione improvvisa.

È una trasformazione.

Il corpo cambia chilometro dopo chilometro.
La respirazione si stabilizza.
Il ritmo cresce senza strappi.

Alla 10 km del Faro è successo esattamente questo.

I primi chilometri sono stati corsi in controllo.

Poi, lentamente:

  • il ritmo è aumentato
  • la corsa è diventata più fluida
  • i sorpassi hanno iniziato a diventare continui

Senza forzature.

Come il solo di Steve Vai.


Tender Surrender

Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano spiegarla.

Tender Surrender è uno di questi.

La dinamica del pezzo è impressionante:

  • partenza morbida
  • crescita graduale
  • variazioni continue di intensità
  • esplosioni improvvise
  • ritorni controllati

È il ritratto perfetto di una progressione intelligente.

Steve Vai non corre.

O forse sì.

Perché certe sfumature ritmiche sembrano nate direttamente dentro un allenamento ben costruito.


Correre senza strappi

Molti runner interpretano la progressione come aggressività.

Errore.

La vera progressione è controllo.

È la capacità di:

  • trattenersi all’inizio
  • leggere le sensazioni
  • aumentare il ritmo solo quando il corpo lo concede

Esattamente come un musicista che non forza il volume della chitarra, ma costruisce gradualmente tensione ed emozione.


Gli ultimi chilometri

E poi arriva il finale.

La corsa si alza.

Il ritmo cresce.

Le gambe iniziano a girare davvero.

Ed è qui che Tender Surrender cambia pelle.

Steve Vai sale verso sonorità acute, altisonanti, quasi irreali.

La chitarra sembra uscire dai limiti dello strumento.

E il runner vive qualcosa di simile.

Perché quando una progressione riesce bene, non senti più di stare spingendo.

Senti solo che stai andando.


Bibione, il tramonto e la corsa

La 10 km del Faro non è stata solo una gara.

È stata atmosfera.

Luce.

Percezione.

Una corsa che, vissuta in questo modo, diventa esperienza più che cronometro.

E forse è proprio questo il bello.

Scoprire che a volte:

  • una progressione ben fatta
  • un tramonto sul mare
  • e un assolo di Steve Vai

riescono a parlare la stessa lingua.


Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.

Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

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CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender di Steve Vai

il faro di Bibione e il mare Adriatico
Ma Steve Vai, oltre a essere uno dei più grandi virtuosi della chitarra elettrica, sarà mica anche un podista raffinato?

Il dubbio ci è venuto davvero.

Dopotutto il suo fisico asciutto, tirato, essenziale, lo avvicina — almeno nell’immaginario surreale di questo articolo — a quello degli atleti d’élite.

E allora la domanda nasce spontanea:

possibile che un brano come Tender Surrender riesca a descrivere così bene una corsa progressiva?

Perché sabato scorso, alla 10 Km del Faro di Bibione, il collegamento è sembrato inevitabile.


Correre al tramonto

Partenza alle 19.

Luce calda.
Aria che cambia.
Il mare vicino.

Bibione inizia lentamente a rallentare il suo ritmo turistico, mentre i runner iniziano a costruire il proprio.

Ed è proprio qui che nasce il parallelismo.

Perché Tender Surrender non è un brano che esplode subito.

Si costruisce.

Respira.

Cresce.

Esattamente come una corsa progressiva fatta bene.


Partire ultimi


La scelta è stata semplice.

Partire ultimi.

Non per prudenza.

Ma per costruzione.

Lasciare andare tutti.
Non inseguire subito il ritmo degli altri.
Entrare gradualmente nella corsa.

Una scelta mentale prima ancora che tecnica.

E qui Steve Vai sembra quasi parlare direttamente al runner.

Le prime note di Tender Surrender sono delicate.
Controllate.
Quasi sospese.

Non cercano velocità.

Cercano spazio.


La corsa progressiva

Una progressione fatta bene non è un’accelerazione improvvisa.

È una trasformazione.

Il corpo cambia chilometro dopo chilometro.
La respirazione si stabilizza.
Il ritmo cresce senza strappi.

Alla 10 km del Faro è successo esattamente questo.

I primi chilometri sono stati corsi in controllo.

Poi, lentamente:

  • il ritmo è aumentato
  • la corsa è diventata più fluida
  • i sorpassi hanno iniziato a diventare continui

Senza forzature.

Come il solo di Steve Vai.


Tender Surrender


Ci sono brani che accompagnano una corsa.

E altri che sembrano spiegarla.

Tender Surrender è uno di questi.

La dinamica del pezzo è impressionante:

  • partenza morbida
  • crescita graduale
  • variazioni continue di intensità
  • esplosioni improvvise
  • ritorni controllati

È il ritratto perfetto di una progressione intelligente.

Steve Vai non corre.

O forse sì.

Perché certe sfumature ritmiche sembrano nate direttamente dentro un allenamento ben costruito.


Correre senza strappi

Molti runner interpretano la progressione come aggressività.

Errore.

La vera progressione è controllo.

È la capacità di:

  • trattenersi all’inizio
  • leggere le sensazioni
  • aumentare il ritmo solo quando il corpo lo concede

Esattamente come un musicista che non forza il volume della chitarra, ma costruisce gradualmente tensione ed emozione.


Gli ultimi chilometri

E poi arriva il finale.

La corsa si alza.

Il ritmo cresce.

Le gambe iniziano a girare davvero.

Ed è qui che Tender Surrender cambia pelle.

Steve Vai sale verso sonorità acute, altisonanti, quasi irreali.

La chitarra sembra uscire dai limiti dello strumento.

E il runner vive qualcosa di simile.

Perché quando una progressione riesce bene, non senti più di stare spingendo.

Senti solo che stai andando.


Bibione, il tramonto e la corsa


La 10 km del Faro non è stata solo una gara.

È stata atmosfera.

Luce.

Percezione.

Una corsa che, vissuta in questo modo, diventa esperienza più che cronometro.

E forse è proprio questo il bello.

Scoprire che a volte:

  • una progressione ben fatta
  • un tramonto sul mare
  • e un assolo di Steve Vai

riescono a parlare la stessa lingua.


Correre è ROCK

Correre non è solo allenarsi.

È ascoltare.

Capire i propri ritmi.

Accettare le variazioni.

Costruire qualcosa passo dopo passo.

Proprio come accade nella musica.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:

dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare pronti fisicamente e mentalmente.


Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best

👉 Contattaci QUI

Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua gara… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


🎟 Vuoi uno stimolo in più?

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara → QUI


👉 Scopri tutti gli articoli del progetto Correre è ROCK dedicati alla preparazione della maratona.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit: ufficio stampa Bibione Half Marathon, 
Official tag:
#correreèrock #progressivo #rockaandrollrun #stevevai


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

La 10 km del Faro a Bibione, al ritmo di Tender Surrender Leggi tutto »

Daniele Caimmi durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa

Daniele Caimmi: “Correre è ribellione” – Intervista Correre è ROCK

CORRERE E’ ROCK – INTERVISTE
Daniele Caimmi durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su IovedodicorsaDaniele Caimmi: “Correre è ribellione” – Intervista Correre è ROCK

Daniele Caimmi, classe 1972, nato ad Ancona, è stato uno dei maratoneti italiani più rappresentativi, vestendo più volte la maglia azzurra della Nazionale Italiana e partecipando ai principali appuntamenti internazionali.

Dopo la carriera da atleta professionista, ha intrapreso un nuovo percorso come preparatore atletico, continuando a trasmettere la sua esperienza e la sua visione della corsa.

In questa intervista del ciclo “Correre è ROCK”, racconta il legame tra corsa e musica, tra ritmo e identità, tra fatica e libertà.

Perché correre non è solo sport.
È espressione.


Correre è rock?

Daniele Caimmi accompagna un atleta non vedente durante una gara su pista di atleticaCorrere è rock? E se sì, perché?

Sì, correre è assolutamente rock. È ribellione contro la pigrizia, contro i limiti che ti metti da solo. È ritmo, è energia pura che nasce dentro e si trasforma in movimento.

Quando corri senti il battito del cuore come la batteria di una canzone rock: costante, potente, libero. È sudore e passione, è il desiderio di spingerti sempre un po’ più in là, proprio come fa chi suona o ascolta musica con l’anima.



Corsa e musica

Qual è il tuo rapporto con la musica?

La musica mi ha sempre accompagnato negli allenamenti e nei momenti di pausa. Non corro con le cuffie — preferisco ascoltare il respiro e il rumore dei passi — ma la musica è dentro di me.

Prima di una gara o nei momenti difficili, una canzone può darti la carica giusta. È una compagna silenziosa, che ti aiuta a ritrovare il ritmo giusto anche quando le gambe fanno male.


L’esperienza più rock

arrivo della maratona di Milano 2003 con Daniele Caimmi sul podio tra i primi classificatiCi puoi raccontare l’esperienza più rock nella tua vita da atleta?

Probabilmente la maratona di Milano del 2003, quando arrivai terzo con il tempo di 2h08’.

È stato il mio momento più “rock”: adrenalina pura, una giornata in cui tutto ha funzionato e la fatica sembrava trasformarsi in musica.

Sentivo la folla, il ritmo, l’energia… come stare su un palco davanti a migliaia di persone, ma con le scarpe da corsa ai piedi.


La canzone

Se correre è rock, quale canzone ti rappresenta di più?

“For Those About to Rock (We Salute You)” degli AC/DC.

È un inno a chi dà tutto, senza risparmiarsi. Correre una maratona è un atto di rispetto verso se stessi, ma anche verso chi condivide quella stessa passione.

Ogni partenza è un “saluto” a chi crede ancora nella fatica e nella libertà.


Oltre la corsa

Daniele Caimmi insieme ad altri runner durante un evento di corsa su strada in ItaliaLa vita è una lunga corsa e una melodia inarrestabile. Prossimi traguardi da raggiungere?

Oggi i miei traguardi sono diversi: condividere ciò che ho imparato, aiutare altri a scoprire la bellezza della corsa.

Continuo a insegnare, a seguire atleti giovani, e a cercare nuovi stimoli.

La vita, come la corsa, non è mai solo un traguardo: è un ritmo continuo, una musica che cambia ma non si ferma mai.

CORRERE E’ ROCK – INTERVISTE
Daniele Caimmi durante la corsa in gara, protagonista dell’intervista Correre è ROCK su Iovedodicorsa
Daniele Caimmi: “Correre è ribellione” – Intervista Correre è ROCK

Daniele Caimmi, classe 1972, nato ad Ancona, è stato uno dei maratoneti italiani più rappresentativi, vestendo più volte la maglia azzurra della Nazionale Italiana e partecipando ai principali appuntamenti internazionali.

Dopo la carriera da atleta professionista, ha intrapreso un nuovo percorso come preparatore atletico, continuando a trasmettere la sua esperienza e la sua visione della corsa.

In questa intervista del ciclo “Correre è ROCK”, racconta il legame tra corsa e musica, tra ritmo e identità, tra fatica e libertà.

Perché correre non è solo sport.
È espressione.


Correre è rock?

Daniele Caimmi accompagna un atleta non vedente durante una gara su pista di atletica
Correre è rock? E se sì, perché?

Sì, correre è assolutamente rock. È ribellione contro la pigrizia, contro i limiti che ti metti da solo. È ritmo, è energia pura che nasce dentro e si trasforma in movimento.

Quando corri senti il battito del cuore come la batteria di una canzone rock: costante, potente, libero. È sudore e passione, è il desiderio di spingerti sempre un po’ più in là, proprio come fa chi suona o ascolta musica con l’anima.



Corsa e musica

Qual è il tuo rapporto con la musica?

La musica mi ha sempre accompagnato negli allenamenti e nei momenti di pausa. Non corro con le cuffie — preferisco ascoltare il respiro e il rumore dei passi — ma la musica è dentro di me.

Prima di una gara o nei momenti difficili, una canzone può darti la carica giusta. È una compagna silenziosa, che ti aiuta a ritrovare il ritmo giusto anche quando le gambe fanno male.


L’esperienza più rock

arrivo della maratona di Milano 2003 con Daniele Caimmi sul podio tra i primi classificati
Ci puoi raccontare l’esperienza più rock nella tua vita da atleta?

Probabilmente la maratona di Milano del 2003, quando arrivai terzo con il tempo di 2h08’.

È stato il mio momento più “rock”: adrenalina pura, una giornata in cui tutto ha funzionato e la fatica sembrava trasformarsi in musica.

Sentivo la folla, il ritmo, l’energia… come stare su un palco davanti a migliaia di persone, ma con le scarpe da corsa ai piedi.


La canzone

Se correre è rock, quale canzone ti rappresenta di più?

“For Those About to Rock (We Salute You)” degli AC/DC.

È un inno a chi dà tutto, senza risparmiarsi. Correre una maratona è un atto di rispetto verso se stessi, ma anche verso chi condivide quella stessa passione.

Ogni partenza è un “saluto” a chi crede ancora nella fatica e nella libertà.


Oltre la corsa

Daniele Caimmi insieme ad altri runner durante un evento di corsa su strada in Italia
La vita è una lunga corsa e una melodia inarrestabile. Prossimi traguardi da raggiungere?

Oggi i miei traguardi sono diversi: condividere ciò che ho imparato, aiutare altri a scoprire la bellezza della corsa.

Continuo a insegnare, a seguire atleti giovani, e a cercare nuovi stimoli.

La vita, come la corsa, non è mai solo un traguardo: è un ritmo continuo, una musica che cambia ma non si ferma mai.

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👉 Scopri tutti gli articoli CORRERE E’ ROCK:    QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit: archivio web, 
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#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #motleycrue


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Daniele Caimmi: “Correre è ribellione” – Intervista Correre è ROCK Leggi tutto »

Runner alla Maratona di Roma in Piazza Navona – Correre è ROCK allenamenti

Maratona di Roma al ritmo dei Mötley Crüe | Correre è ROCK

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

42.195 metri al ritmo dei Mötley Crüe

maratona di Roma: passaggio in piazza NavonaCorrere la maratona di Roma è un viaggio unico tra storia, fatica e adrenalina.
In questo articolo del ciclo Correre è ROCK – Allenamenti scopriamo come vivere i 42.195 metri della Run Rome The Marathon al ritmo dei Mötley Crüe, tra strategia di gara, preparazione e colonna sonora perfetta per ogni chilometro.


È arrivato il momento.

Il momento di correre la maratona.

E la nostra maratona epica è Run Rome The Marathon: la maratona di Roma, lungo la storia.

Un viaggio unico che parte dai Fori Imperiali, con il Colosseo a fare da guardiano della partenza, e termina al Circo Massimo, dove nell’antica Roma si correvano le corse delle bighe.

Qui arrivano i maratoneti.

La percorriamo al ritmo dei Mötley Crüe.

Per il ciclo Correre è ROCK – Allenamenti, oggi entriamo dentro la gara.

42.195 metri.

La maratona è un’avventura da costruire.
Difficile da prevedere.
Impossibile da pronosticare fino in fondo.

È Rock allo stato puro.


Roma: correre dentro la storia
SPQR: sono pazzi questi runner

Bandana SPQR Iovedodicorsa nei Fori Imperiali a Roma accessorio running dedicato alla maratona
Bandana SPQR: l’anima di Roma, anche quando corri.

Correre a Roma significa entrare dentro la storia.

SPQR – Senatus Populusque Romanus – è il simbolo di un’identità che attraversa i secoli.

E oggi, tra i Fori Imperiali e le strade della maratona, quella storia continua a vivere… anche nei runner.

Per questo nasce la Bandana SPQR di IOVEDODICORSA,  ispirata a Roma.

Un accessorio pensato per chi corre con carattere, con ironia e con spirito indomito.

Perché, in fondo, siamo un po’ tutti così:

SPQR – Sono Pazzi Questi Runner.


Run Rome the Marathon – dati della gara

  • Distanza: 42,195 km

  • Partenza: Fori Imperiali – Colosseo

  • Arrivo: Circo Massimo

  • Tipologia percorso: urbano e monumentale

  • Caratteristica: la maratona più scenografiche al mondo.


Correre la maratona di Roma significa attraversare più di duemila anni di storia.

Dai Fori Imperiali alla monumentalità di Piazza Venezia e dell’Altare della Patria.

Dal fascino del Pantheon alla bellezza barocca di Piazza Navona.

Dal passaggio davanti a Castel Sant’Angelo fino alla visione della Basilica di San Pietro.

Il Lungotevere accompagna i runner per lunghi tratti, mentre la città continua a raccontare la sua storia.

È una maratona che non si limita a correre dentro una città.

Corre dentro la civiltà.

Ed è proprio questa unicità che la rende speciale.


La maratona non nasce il giorno della gara

Arrivare alla linea di partenza non è casuale.

È il risultato di mesi di lavoro.

Allenamenti progressivi.
Sedute tecniche.
Ripetute.
Test sulla mezza maratona.
Il lunghissimo da 37 km.

👉 Se stai preparando una maratona, puoi leggere anche l’articolo dedicato al lunghissimo maratona da 37 km, uno degli allenamenti chiave del ciclo Correre è ROCK.

Ogni allenamento è stato un tassello.

Perché, dopo tutto, se Roma non è stata costruita in un giorno,
chi siamo noi per pensare di correre una maratona senza dedicarle la giusta preparazione?


La colonna sonora della maratona

Ogni maratona ha il suo ritmo.

E pochi gruppi incarnano energia e potenza come i Mötley Crüe.

Chitarre aggressive.
Batteria martellante.
Adrenalina pura.

Proprio come una maratona.


La playlist perfetta per correre la maratona
Playlist maratona – per blocchi di chilometri

KM 0–5
🎸 Kickstart My Heart

La partenza ai Fori Imperiali è un’esplosione.
Il cuore accelera.
L’adrenalina sale.

Serve entusiasmo, ma anche controllo.


KM 5–15
🎸 Girls, Girls, Girls
🎸 Live Wire

Roma scorre davanti agli occhi.
Il pubblico accompagna il passo.

È il momento in cui si trova il ritmo maratona.


KM 15–25
🎸 Dr. Feelgood

La gara entra nella fase centrale.
Il corpo è caldo.
Il passo stabile.

È la fase più fluida della maratona.


KM 25–32
🎸 Saints of Los Angeles

Qui la gara cambia.
La fatica comincia a farsi sentire.

La maratona entra nella sua dimensione mentale.


la playlist per correre e preparare la maratona di roma da vero rockerKM 32–37
🎸 Wild Side

Il famoso muro della maratona.

Qui emerge il carattere.
Le gambe rallentano, ma la testa deve restare lucida.


KM 37–42
🎸 Kickstart My Heart (Reprise)
🎸 Live Wire

Gli ultimi chilometri.
Il pubblico aumenta.
Il traguardo si avvicina.

Serve energia mentale.


Playlist maratona – chilometro per chilometro

KM 1 – Kickstart My Heart
KM 2 – Wild Side
KM 3 – Live Wire
KM 4 – Girls Girls Girls
KM 5 – Shout at the Devil

KM 6 – Too Young to Fall in Love
KM 7 – Looks That Kill
KM 8 – Primal Scream
KM 9 – On With the Show
KM 10 – Dr. Feelgood

KM 11 – Same Ol’ Situation
KM 12 – Don’t Go Away Mad
KM 13 – Piece of Your Action
KM 14 – Take Me to the Top
KM 15 – Starry Eyes

KM 16 – Danger
KM 17 – Knock ‘Em Dead Kid
KM 18 – Red Hot
KM 19 – Smokin’ in the Boys Room
KM 20 – Helter Skelter

KM 21 – Home Sweet Home

KM 22 – Saints of Los Angeles
KM 23 – New Tattoo
KM 24 – White Trash Circus
KM 25 – Generation Swine

KM 26 – Primal Scream
KM 27 – Wild Side
KM 28 – Dr. Feelgood

KM 29 – Live Wire
KM 30 – Kickstart My Heart

KM 31 – Saints of Los Angeles
KM 32 – Wild Side

KM 33 – Live Wire
KM 34 – Kickstart My Heart

KM 35 – Dr. Feelgood

KM 36 – Wild Side

KM 37 – Live Wire

KM 38 – Girls Girls Girls

KM 39 – Kickstart My Heart

KM 40 – Dr. Feelgood

KM 41 – Wild Side

KM 42 – Home Sweet Home


Il finale a sorpresa

Molti pensano che la maratona finisca sotto l’arco d’arrivo.

Non è così.

Il vero finale arriva dopo.

Quando la gara è finita.
Quando la medaglia pesa sul collo.
Quando le gambe iniziano a raccontare cosa è successo davvero.

La città torna normale.
Il pubblico sparisce.

E la colonna sonora cambia.

Non servono più riff aggressivi.

Arriva una ballad.

Home Sweet Home.

Il momento del ritorno.

Il momento in cui ti siedi, respiri e capisci davvero cosa hai fatto.

Perché la maratona non lascia solo fatica.

Lascia consapevolezza.

A volte sorridi.
A volte ti commuovi.

Perché in quei 42.195 metri non hai solo corso.

Hai attraversato una parte di te.


Correre una maratona

Correre una maratona non è solo fare 42.195 metri.

È attraversare un percorso fatto di allenamenti, dubbi, entusiasmo e determinazione.

E quando arrivi al traguardo capisci che ogni chilometro percorso nei mesi precedenti aveva un senso.

Il progetto Correre è ROCK – Allenamenti nasce proprio per questo: aiutarti a costruire la tua maratona passo dopo passo, unendo preparazione tecnica, esperienza sul campo e la giusta colonna sonora.

Perché la maratona è fatica.
Ma è anche libertà.


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Vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best?

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CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

42.195 metri al ritmo dei Mötley Crüe

maratona di Roma: passaggio in piazza Navona
Correre la maratona di Roma è un viaggio unico tra storia, fatica e adrenalina.
In questo articolo del ciclo Correre è ROCK – Allenamenti scopriamo come vivere i 42.195 metri della Run Rome The Marathon al ritmo dei Mötley Crüe, tra strategia di gara, preparazione e colonna sonora perfetta per ogni chilometro.


È arrivato il momento.

Il momento di correre la maratona.

E la nostra maratona epica è Run Rome The Marathon: la maratona di Roma, lungo la storia.

Un viaggio unico che parte dai Fori Imperiali, con il Colosseo a fare da guardiano della partenza, e termina al Circo Massimo, dove nell’antica Roma si correvano le corse delle bighe.

Qui arrivano i maratoneti.

La percorriamo al ritmo dei Mötley Crüe.

Per il ciclo Correre è ROCK – Allenamenti, oggi entriamo dentro la gara.

42.195 metri.

La maratona è un’avventura da costruire.
Difficile da prevedere.
Impossibile da pronosticare fino in fondo.

È Rock allo stato puro.


Bandana SPQR Iovedodicorsa nei Fori Imperiali a Roma accessorio running dedicato alla maratona
Bandana SPQR: l’anima di Roma, anche quando corri.


Roma: correre dentro la storia
SPQR: sono pazzi questi runner

Correre a Roma significa entrare dentro la storia.

SPQR – Senatus Populusque Romanus – è il simbolo di un’identità che attraversa i secoli.

E oggi, tra i Fori Imperiali e le strade della maratona, quella storia continua a vivere… anche nei runner.

Per questo nasce la Bandana SPQR di IOVEDODICORSA,  ispirata a Roma.

Un accessorio pensato per chi corre con carattere, con ironia e con spirito indomito.

Perché, in fondo, siamo un po’ tutti così:

SPQR – Sono Pazzi Questi Runner.

Run Rome The Marathon – dati della gara


  • Distanza: 42,195 km

  • Partenza: Fori Imperiali – Colosseo

  • Arrivo: Circo Massimo

  • Tipologia percorso: urbano e monumentale

  • Caratteristica: la maratona più scenografica al mondo


Correre la maratona di Roma significa attraversare più di duemila anni di storia.

Dai Fori Imperiali alla monumentalità di Piazza Venezia e dell’Altare della Patria.

Dal fascino del Pantheon alla bellezza barocca di Piazza Navona.

Dal passaggio davanti a Castel Sant’Angelo fino alla visione della Basilica di San Pietro.

Il Lungotevere accompagna i runner per lunghi tratti, mentre la città continua a raccontare la sua storia.

È una maratona che non si limita a correre dentro una città.

Corre dentro la civiltà.

Ed è proprio questa unicità che la rende speciale.


La maratona non nasce il giorno della gara

Arrivare alla linea di partenza non è casuale.

È il risultato di mesi di lavoro.

Allenamenti progressivi.
Sedute tecniche.
Ripetute.
Test sulla mezza maratona.
Il lunghissimo da 37 km.

👉 Se stai preparando una maratona, puoi leggere anche l’articolo dedicato al lunghissimo maratona da 37 km, uno degli allenamenti chiave del ciclo Correre è ROCK.

Ogni allenamento è stato un tassello.

Perché, dopo tutto, se Roma non è stata costruita in un giorno,
chi siamo noi per pensare di correre una maratona senza dedicarle la giusta preparazione?


La colonna sonora della maratona

Ogni maratona ha il suo ritmo.

E pochi gruppi incarnano energia e potenza come i Mötley Crüe.

Chitarre aggressive.
Batteria martellante.
Adrenalina pura.

Proprio come una maratona.


La playlist perfetta per correre la maratona
Playlist maratona – per blocchi di chilometri

KM 0–5
🎸 Kickstart My Heart

La partenza ai Fori Imperiali è un’esplosione.
Il cuore accelera.
L’adrenalina sale.

Serve entusiasmo, ma anche controllo.


KM 5–15
🎸 Girls, Girls, Girls
🎸 Live Wire

Roma scorre davanti agli occhi.
Il pubblico accompagna il passo.

È il momento in cui si trova il ritmo maratona.


KM 15–25
🎸 Dr. Feelgood

La gara entra nella fase centrale.
Il corpo è caldo.
Il passo stabile.

È la fase più fluida della maratona.


KM 25–32
🎸 Saints of Los Angeles

Qui la gara cambia.
La fatica comincia a farsi sentire.

La maratona entra nella sua dimensione mentale.


KM 32–37
🎸 Wild Side

Il famoso muro della maratona.

Qui emerge il carattere.
Le gambe rallentano, ma la testa deve restare lucida.


KM 37–42
🎸 Kickstart My Heart (Reprise)
🎸 Live Wire

Gli ultimi chilometri.
Il pubblico aumenta.
Il traguardo si avvicina.

Serve energia mentale.

la playlist per correre e preparare la maratona di roma da vero rocker


Playlist maratona – chilometro per chilometro

KM 1 – Kickstart My Heart
KM 2 – Wild Side
KM 3 – Live Wire
KM 4 – Girls Girls Girls
KM 5 – Shout at the Devil

KM 6 – Too Young to Fall in Love
KM 7 – Looks That Kill
KM 8 – Primal Scream
KM 9 – On With the Show
KM 10 – Dr. Feelgood

KM 11 – Same Ol’ Situation
KM 12 – Don’t Go Away Mad
KM 13 – Piece of Your Action
KM 14 – Take Me to the Top
KM 15 – Starry Eyes

KM 16 – Danger
KM 17 – Knock ‘Em Dead Kid
KM 18 – Red Hot
KM 19 – Smokin’ in the Boys Room
KM 20 – Helter Skelter

KM 21 – Home Sweet Home

KM 22 – Saints of Los Angeles
KM 23 – New Tattoo
KM 24 – White Trash Circus
KM 25 – Generation Swine

KM 26 – Primal Scream
KM 27 – Wild Side
KM 28 – Dr. Feelgood

KM 29 – Live Wire
KM 30 – Kickstart My Heart

KM 31 – Saints of Los Angeles
KM 32 – Wild Side

KM 33 – Live Wire
KM 34 – Kickstart My Heart

KM 35 – Dr. Feelgood

KM 36 – Wild Side

KM 37 – Live Wire

KM 38 – Girls Girls Girls

KM 39 – Kickstart My Heart

KM 40 – Dr. Feelgood

KM 41 – Wild Side

KM 42 – Home Sweet Home


Il finale a sorpresa

Molti pensano che la maratona finisca sotto l’arco d’arrivo.

Non è così.

Il vero finale arriva dopo.

Quando la gara è finita.
Quando la medaglia pesa sul collo.
Quando le gambe iniziano a raccontare cosa è successo davvero.

La città torna normale.
Il pubblico sparisce.

E la colonna sonora cambia.

Non servono più riff aggressivi.

Arriva una ballad.

Home Sweet Home.

Il momento del ritorno.

Il momento in cui ti siedi, respiri e capisci davvero cosa hai fatto.

Perché la maratona non lascia solo fatica.

Lascia consapevolezza.

A volte sorridi.
A volte ti commuovi.

Perché in quei 42.195 metri non hai solo corso.

Hai attraversato una parte di te.


Correre una maratona

Correre una maratona non è solo fare 42.195 metri.

È attraversare un percorso fatto di allenamenti, dubbi, entusiasmo e determinazione.

E quando arrivi al traguardo capisci che ogni chilometro percorso nei mesi precedenti aveva un senso.

Il progetto Correre è ROCK – Allenamenti nasce proprio per questo: aiutarti a costruire la tua maratona passo dopo passo, unendo preparazione tecnica, esperienza sul campo e la giusta colonna sonora.

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Maratona di Roma al ritmo dei Mötley Crüe | Correre è ROCK Leggi tutto »

Allenamento lunghissimo maratona con i Red Hot Chili Peppers

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

Red Hot Chili Peppers: il lunghissimo che ti porta alla verità


Siamo arrivati all’ultimo grande passaggio.

Dopo la voglia di rimettersi in gioco.
Dopo la ripartenza graduale.
Dopo il lavoro tecnico e la qualità.
Dopo il test sulla mezza maratona.

Ora c’è il lunghissimo.

Quello vero.
Quello che, idealmente, ci accompagna verso il 22 marzo – Run Rome The Marathon – oppure, più in generale, da inserire 3/4 settimane prima della tua maratona di fine primavera.

Per accompagnare questa ultima fatica preparatoria abbiamo scelto la discografia dei Red Hot Chili Peppers.

Energia pura. Groove. Sudore. Intensità.
Una band che alterna istinto e controllo, esattamente come deve fare un maratoneta nel suo ultimo grande allenamento.


Il Lunghissimo: 37 km di maturità

Non è solo distanza.
È gestione. È ascolto. È consapevolezza.

Struttura consigliata


🔹 5 km iniziali – Riscaldamento

(+20% circa rispetto al ritmo maratona)

Si parte facile. Fluido.
Deve sembrare quasi troppo semplice.

Qui si costruisce la base.



🔹 30 km a ritmo maratona

Da raggiungere in leggera progressione.

Non si parte subito al ritmo target.
Lo si costruisce gradualmente fino a stabilizzarlo.

Qui si misura tutto:

  • economia di corsa

  • gestione energetica

  • alimentazione

  • lucidità mentale

È il cuore dell’allenamento.



🔹 Ultimi 2 km – Scelta personale

a) Progressione fino a ritmo mezza maratona
b) Decelerazione graduale per recuperare energie

La scelta è strettamente personale.
Conta la sensazione del momento, non l’ego.


Playlist a tema chilometrico

Il lunghissimo è un viaggio.
E ogni viaggio ha la sua colonna sonora.


🎧 KM 0–5 – Riscaldamento
  • Scar Tissue

  • Snow (Hey Oh)

  • Otherside

Groove morbido, ritmo costante.


🎧 KM 6–15 – Entrata in ritmo maratona
  • Californication

  • By the Way

  • Dark Necessities

Respiri, controlli, costruisci.


🎧 KM 16–30 – Il cuore del lunghissimo
  • Can’t Stop

  • Around the World

  • Parallel Universe

  • Give It Away

Qui non si improvvisa.
Qui si tiene il ritmo maratona.

“Give It Away” è il momento simbolico: quando senti la fatica affacciarsi, devi dare via tutto quello che hai dentro.


🎧 KM 31–35 – Zona verità
  • Dani California

  • Suck My Kiss

Qui non è più solo fisico.
È carattere.


🎧 KM 36–37 – Ultimi 2 km

Qualunque sia la scelta, si finisce con:

  • Aeroplane

Energia positiva.
Groove potente.
Sensazione di leggerezza dopo 35 km sulle gambe.

Un lunghissimo non deve finire svuotandoti.
Deve lasciarti pronto.


 

Dopo 37 km: lo scarico intelligente

Finito il lunghissimo, inizia la fase più delicata: l’avvicinamento alla maratona.

Le domeniche successive diventano:

🔹 25 km
  • Riscaldamento

  • Mezza maratona controllata

  • Defaticamento

🔹 12/15 km
  • Riscaldamento

  • 10 km brillanti ma gestiti

  • Defaticamento

Si riduce il volume.
Si mantiene qualità.
Si lascia spazio alla freschezza.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK è nato proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo verso la tua maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.


Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best,

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Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua maratona… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


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🎧 Ora alza il volume

Chiudi gli occhi.
Immagina gli ultimi due chilometri del tuo lunghissimo.

E premi PLAY

CORRERE E’ ROCK – ALLENAMENTI

Red Hot Chili Peppers: il lunghissimo che ti porta alla verità


Siamo arrivati all’ultimo grande passaggio.

Dopo la voglia di rimettersi in gioco.
Dopo la ripartenza graduale.
Dopo il lavoro tecnico e la qualità.
Dopo il test sulla mezza maratona.

Ora c’è il lunghissimo.

Quello vero.
Quello che, idealmente, ci accompagna verso il 22 marzo – Run Rome The Marathon – oppure, più in generale, da inserire 3/4 settimane prima della tua maratona di fine primavera.

Per accompagnare questa ultima fatica preparatoria abbiamo scelto la discografia dei Red Hot Chili Peppers.

Energia pura. Groove. Sudore. Intensità.
Una band che alterna istinto e controllo, esattamente come deve fare un maratoneta nel suo ultimo grande allenamento.


Il Lunghissimo: 37 km di maturità

Non è solo distanza.
È gestione. È ascolto. È consapevolezza.



Struttura consigliata

🔹 5 km iniziali – Riscaldamento

(+20% circa rispetto al ritmo maratona)

Si parte facile. Fluido.
Deve sembrare quasi troppo semplice.

Qui si costruisce la base.



🔹 30 km a ritmo maratona

Da raggiungere in leggera progressione.

Non si parte subito al ritmo target.
Lo si costruisce gradualmente fino a stabilizzarlo.

Qui si misura tutto:

  • economia di corsa

  • gestione energetica

  • alimentazione

  • lucidità mentale

È il cuore dell’allenamento.



🔹 Ultimi 2 km – Scelta personale

a) Progressione fino a ritmo mezza maratona
b) Decelerazione graduale per recuperare energie

La scelta è strettamente personale.
Conta la sensazione del momento, non l’ego.



Playlist a tema chilometrico

Il lunghissimo è un viaggio.
E ogni viaggio ha la sua colonna sonora.


🎧 KM 0–5 – Riscaldamento
  • Scar Tissue

  • Snow (Hey Oh)

  • Otherside

Groove morbido, ritmo costante.


🎧 KM 6–15 – Entrata in ritmo maratona
  • Californication

  • By the Way

  • Dark Necessities

Respiri, controlli, costruisci.


🎧 KM 16–30 – Il cuore del lunghissimo
  • Can’t Stop

  • Around the World

  • Parallel Universe

  • Give It Away

Qui non si improvvisa.
Qui si tiene il ritmo maratona.

“Give It Away” è il momento simbolico: quando senti la fatica affacciarsi, devi dare via tutto quello che hai dentro.


🎧 KM 31–35 – Zona verità
  • Dani California

  • Suck My Kiss

Qui non è più solo fisico.
È carattere.


🎧 KM 36–37 – Ultimi 2 km

Qualunque sia la scelta, si finisce con:

  • Aeroplane

Energia positiva.
Groove potente.
Sensazione di leggerezza dopo 35 km sulle gambe.

Un lunghissimo non deve finire svuotandoti.
Deve lasciarti pronto.


 

Dopo 37 km: lo scarico intelligente


Finito il lunghissimo, inizia la fase più delicata: l’avvicinamento alla maratona.

Le domeniche successive diventano:

🔹 25 km
  • Riscaldamento

  • Mezza maratona controllata

  • Defaticamento

🔹 12/15 km
  • Riscaldamento

  • 10 km brillanti ma gestiti

  • Defaticamento

Si riduce il volume.
Si mantiene qualità.
Si lascia spazio alla freschezza.




Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Il ciclo Correre è ROCK è nato proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo verso la tua maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.

Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con un obiettivo chiaro: arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.


Se vuoi sfruttare tutto il tuo potenziale e puntare davvero al tuo Personal Best,

👉 Contattaci   QUI

Il coach Marco Frattini saprà guidarti verso la tua maratona… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️




🎟 Vuoi uno stimolo in più?

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🎧 Ora alza il volume

Chiudi gli occhi.
Immagina gli ultimi due chilometri del tuo lunghissimo.

E premi PLAY


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)


Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #redhotchilipeppers


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Allenamento lunghissimo maratona con i Red Hot Chili Peppers Leggi tutto »

Allenamento: Dire Straits: On the Air, la strada come test di verità

Correre Rock – Allenamenti

Dire Straits: On the Air, la strada come test di verità

C’è un momento, in ogni percorso di allenamento verso la maratona, in cui bisogna smettere di raccontarsela e iniziare ad ascoltare davvero il proprio corpo. La musica giusta aiuta. La strada pure.
Nel quarto capitolo di Correre Rock – Allenamenti alziamo l’asticella con i Dire Straits, prendendo come colonna sonora On the Air: rock epico, suoni eterni, chilometri che parlano chiaro.

Prima però, fermiamoci un attimo a guardare il percorso fatto fin qui.



Il viaggio continua: da Venezia alla strada di casa

Abbiamo iniziato a Venezia, dove la corsa è tornata a bussare forte.
Lì abbiamo capito di amare ancora la maratona, di volerci riprovare davvero. Emozione pura, come un lungo che scorre sul ritmo giusto.
Leggi l’articolo   QUI

Poi sono arrivati i Beatles: ripartenza graduale, collinare, intelligente. Un allenamento che non urlava, ma costruiva. Passo dopo passo, mattone su mattone, in ottica maratona primaverile.
Leggi l’articolo   QUI

Con i Guns N’ Roses abbiamo cambiato registro: allenamenti tecnici, qualità, ripetute. Perché a un certo punto non basta correre: bisogna correre meglio.
Leggi l’articolo   QUI

Ora siamo qui. È tempo di verificare se tutto questo lavoro abbia messo radici.



Dire Straits: perché proprio loro

I Dire Straits sono strada.
Sono una band rock dalle sonorità epiche, moderne e senza tempo. Brani che avanzano, crescono, si aprono come un lungo progressivo ben fatto.

  • I riff di chitarra di Mark Knopfler: potenti, puliti, inconfondibili → come una falcata che trova finalmente il suo ritmo.

  • Il sax di Private Investigations: profondo, narrativo → il dialogo interiore che arriva quando il chilometro pesa.

  • Le tastiere di Walk of Life: un jingle che spinge → quando le gambe girano e il cuore sorride.

  • Basso e batteria: costanza, progressione, controllo → il vero segreto di ogni maratona riuscita.

Questa è musica che cammina, anzi corre, insieme a noi.



L’allenamento: la mezza come test chiave

Questo quarto allenamento non è un gioco.
È un test fondamentale per capire dove siamo arrivati nel percorso verso la maratona, idealmente Run Rome The Marathon – 22 marzo.

Il riferimento è una mezza maratona.
Non dichiarata apertamente, ma evocata musicalmente, come solo i Dire Straits sanno fare.

🎵 Traccia n. 5: Romeo and Juliet
Un richiamo elegante e diretto alla Romeo e Giulietta Run Half Marathon: non una gara “sparata”, ma una prova di maturità. Dove capire se il motore è pronto a sostenere il viaggio più lungo.


La tracklist come percorso di gara

Ogni brano di On the Air può diventare un chilometro, una sensazione, un passaggio mentale:

  1. Calling Elvis – La partenza
    L’attesa, il richiamo della gara, l’adrenalina che sale.

  2. Walk of Life – Il ritmo si assesta
    Le gambe girano, il respiro trova spazio. È qui che capisci se stai correndo bene.

  3. Heavy Fuel – Energia pura
    Quando senti che stai spingendo, ma con controllo. Il carburante giusto.

  4. Romeo and Juliet – Il cuore del test
    Emozione, misura, ascolto. Non forzare: senti.

  5. Private Investigations – Dentro te stesso
    Dal 14° al 18° km: domande, silenzi, verità.

  6. Your Latest Trick – L’esperienza
    Qui esce quello che hai imparato negli allenamenti precedenti.

  7. On Every Street – La strada è tua
    Ogni metro conta. Sei presente, lucido.

  8. You and Your Friend – Il dialogo interno
    Tu e il tuo corpo: siete una squadra.

  9. Money for Nothing – La consapevolezza
    Nulla è regalato. Tutto è meritato.

  10. Brothers in Arms – Il finale
    Fatica condivisa, rispetto per il percorso. Sei più forte di quando sei partito.



Cosa ci dice questo allenamento

La mezza maratona, corsa così, è uno specchio:

  • dice se il lavoro graduale ha funzionato

  • conferma se gli allenamenti tecnici hanno alzato la qualità

  • suggerisce come affrontare gli ultimi mesi verso la maratona

Non serve il cronometro come giudice. Serve l’ascolto.
Proprio come con un grande disco rock.


La strada continua.
E con i Dire Straits nelle cuffie, ogni chilometro ha finalmente una voce. 🎸🏃‍♂️


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Continua a seguire Correre è ROCK!
Il ciclo di allenamenti che proponiamo è pensato per accompagnarti passo dopo passo verso una maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con l’obiettivo di arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.

Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo Personal Best,
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(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Correre Rock – Allenamenti

Dire Straits: On the Air, la strada come test di verità

C’è un momento, in ogni percorso di allenamento verso la maratona, in cui bisogna smettere di raccontarsela e iniziare ad ascoltare davvero il proprio corpo. La musica giusta aiuta. La strada pure.
Nel quarto capitolo di Correre Rock – Allenamenti alziamo l’asticella con i Dire Straits, prendendo come colonna sonora On the Air: rock epico, suoni eterni, chilometri che parlano chiaro.

Prima però, fermiamoci un attimo a guardare il percorso fatto fin qui.



Il viaggio continua: da Venezia alla strada di casa

Abbiamo iniziato a Venezia, dove la corsa è tornata a bussare forte.
Lì abbiamo capito di amare ancora la maratona, di volerci riprovare davvero. Emozione pura, come un lungo che scorre sul ritmo giusto.
Leggi l’articolo   QUI

Poi sono arrivati i Beatles: ripartenza graduale, collinare, intelligente. Un allenamento che non urlava, ma costruiva. Passo dopo passo, mattone su mattone, in ottica maratona primaverile.
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Con i Guns N’ Roses abbiamo cambiato registro: allenamenti tecnici, qualità, ripetute. Perché a un certo punto non basta correre: bisogna correre meglio.
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Ora siamo qui. È tempo di verificare se tutto questo lavoro abbia messo radici.




Dire Straits: perché proprio loro

I Dire Straits sono strada.
Sono una band rock dalle sonorità epiche, moderne e senza tempo. Brani che avanzano, crescono, si aprono come un lungo progressivo ben fatto.

  • I riff di chitarra di Mark Knopfler: potenti, puliti, inconfondibili → come una falcata che trova finalmente il suo ritmo.

  • Il sax di Private Investigations: profondo, narrativo → il dialogo interiore che arriva quando il chilometro pesa.

  • Le tastiere di Walk of Life: un jingle che spinge → quando le gambe girano e il cuore sorride.

  • Basso e batteria: costanza, progressione, controllo → il vero segreto di ogni maratona riuscita.

Questa è musica che cammina, anzi corre, insieme a noi.



L’allenamento: la mezza come test chiave

Questo quarto allenamento non è un gioco.
È un test fondamentale per capire dove siamo arrivati nel percorso verso la maratona, idealmente Run Rome The Marathon – 22 marzo.

Il riferimento è una mezza maratona.
Non dichiarata apertamente, ma evocata musicalmente, come solo i Dire Straits sanno fare.

🎵 Traccia n. 5: Romeo and Juliet
Un richiamo elegante e diretto alla Romeo e Giulietta Run Half Marathon: non una gara “sparata”, ma una prova di maturità. Dove capire se il motore è pronto a sostenere il viaggio più lungo.



La tracklist come percorso di gara

Ogni brano di On the Air può diventare un chilometro, una sensazione, un passaggio mentale:

  1. Calling Elvis – La partenza
    L’attesa, il richiamo della gara, l’adrenalina che sale.

  2. Walk of Life – Il ritmo si assesta
    Le gambe girano, il respiro trova spazio. È qui che capisci se stai correndo bene.

  3. Heavy Fuel – Energia pura
    Quando senti che stai spingendo, ma con controllo. Il carburante giusto.

  4. Romeo and Juliet – Il cuore del test
    Emozione, misura, ascolto. Non forzare: senti.

  5. Private Investigations – Dentro te stesso
    Dal 14° al 18° km: domande, silenzi, verità.

  6. Your Latest Trick – L’esperienza
    Qui esce quello che hai imparato negli allenamenti precedenti.

  7. On Every Street – La strada è tua
    Ogni metro conta. Sei presente, lucido.

  8. You and Your Friend – Il dialogo interno
    Tu e il tuo corpo: siete una squadra.

  9. Money for Nothing – La consapevolezza
    Nulla è regalato. Tutto è meritato.

  10. Brothers in Arms – Il finale
    Fatica condivisa, rispetto per il percorso. Sei più forte di quando sei partito.


Cosa ci dice questo allenamento

La mezza maratona, corsa così, è uno specchio:

  • dice se il lavoro graduale ha funzionato

  • conferma se gli allenamenti tecnici hanno alzato la qualità

  • suggerisce come affrontare gli ultimi mesi verso la maratona

Non serve il cronometro come giudice. Serve l’ascolto.
Proprio come con un grande disco rock.


La strada continua.
E con i Dire Straits nelle cuffie, ogni chilometro ha finalmente una voce. 🎸🏃‍♂️


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Il ciclo di allenamenti che proponiamo è pensato per accompagnarti passo dopo passo verso una maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con l’obiettivo di arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.

Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo Personal Best,
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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #direstraits

 

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Fratta & Time Machine incantano Matilda a Nova Milanese

Fratta & Time Machine incantano Matilda: musica, ospiti e nuovi inediti a Nova Milanese

Una serata di grande musica, emozioni e conferme importanti quella andata in scena da Matilda con protagonisti Fratta & Time Machine. L’evento si è rivelato un successo sotto ogni punto di vista, con pubblico soddisfatto, atmosfera coinvolgente e un livello artistico che ha superato le aspettative.

Un appuntamento riuscito, che segna una tappa significativa nel percorso della band e consolida il legame con una venue ormai diventata una vera casa artistica.

Ospiti d’eccezione e qualità musicale in crescita

A impreziosire la serata, la partecipazione speciale di Andrea Zen Zennaro, la cui presenza ha contribuito ad alzare ulteriormente l’asticella qualitativa, confermando una collaborazione artistica solida ed efficace, sia in studio che dal vivo.

La scaletta ha regalato al pubblico anche due nuovi brani inediti, Rock&Roll Run e Pic and Roll, accolti con grande entusiasmo. Due pezzi che raccontano l’evoluzione sonora dei Fratta & Time Machine, tra energia rock, identità definita e nuove contaminazioni.

La sorpresa finale: musica e passione oltre i confini

A chiudere la serata, una sorpresa che ha reso l’evento ancora più memorabile: la partecipazione di Andrea Galanti, cardiochirurgo del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale A. Manzoni di Lecco. Un momento autentico, capace di unire mondi diversi attraverso il linguaggio universale della musica.

Le dichiarazioni

Marco Frattini ha commentato così la serata:

«È stata una serata test importante, che ha messo in luce il buon lavoro fatto fino ad ora e ha confermato la solidità del gruppo di lavoro con Cristian Daniel, Rossella De Lucia e Daniele Sala, oltre alla positiva collaborazione con Andrea Zen Zennaro, sia in studio che live. Da qui partono nuove valutazioni per il futuro».

Grande soddisfazione anche da parte di Andrea Bergomi, socio di Matilda e responsabile organizzativo della serata:

«Marco e i Time Machine, oltre a essere grandi amici, sono di casa qui a Matilda. Siamo contenti di averli ospitati per la seconda volta e di apprezzarne l’evoluzione. Non c’è due senza tre, mettiamo le mani avanti».

Infine, le parole di Andrea Galanti:

«Una piacevole serata e una bella occasione per provare a mettermi in gioco. Grazie a tutti i musicisti che mi hanno messo nella condizione di suonare in un contesto di grande livello».


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: Cesare Maspero, Chiara Galanti, Sergio Frattini
Official tag: #correreèrock #matilda #novamilanese #rockaandrollrun 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music


Fratta & Time Machine incantano Matilda: musica, ospiti e nuovi inediti a Nova Milanese

Una serata di grande musica, emozioni e conferme importanti quella andata in scena da Matilda con protagonisti Fratta & Time Machine. L’evento si è rivelato un successo sotto ogni punto di vista, con pubblico soddisfatto, atmosfera coinvolgente e un livello artistico che ha superato le aspettative.

Un appuntamento riuscito, che segna una tappa significativa nel percorso della band e consolida il legame con una venue ormai diventata una vera casa artistica.

Ospiti d’eccezione e qualità musicale in crescita

A impreziosire la serata, la partecipazione speciale di Andrea Zen Zennaro, la cui presenza ha contribuito ad alzare ulteriormente l’asticella qualitativa, confermando una collaborazione artistica solida ed efficace, sia in studio che dal vivo.

La scaletta ha regalato al pubblico anche due nuovi brani inediti, Rock&Roll Run e Pic and Roll, accolti con grande entusiasmo. Due pezzi che raccontano l’evoluzione sonora dei Fratta & Time Machine, tra energia rock, identità definita e nuove contaminazioni.

La sorpresa finale: musica e passione oltre i confini

A chiudere la serata, una sorpresa che ha reso l’evento ancora più memorabile: la partecipazione di Andrea Galanti, cardiochirurgo del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale A. Manzoni di Lecco. Un momento autentico, capace di unire mondi diversi attraverso il linguaggio universale della musica.

Le dichiarazioni

Marco Frattini ha commentato così la serata:

«È stata una serata test importante, che ha messo in luce il buon lavoro fatto fino ad ora e ha confermato la solidità del gruppo di lavoro con Cristian Daniel, Rossella De Lucia e Daniele Sala, oltre alla positiva collaborazione con Andrea Zen Zennaro, sia in studio che live. Da qui partono nuove valutazioni per il futuro».

Grande soddisfazione anche da parte di Andrea Bergomi, socio di Matilda e responsabile organizzativo della serata:

«Marco e i Time Machine, oltre a essere grandi amici, sono di casa qui a Matilda. Siamo contenti di averli ospitati per la seconda volta e di apprezzarne l’evoluzione. Non c’è due senza tre, mettiamo le mani avanti».


Infine, le parole di Andrea Galanti:

«Una piacevole serata e una bella occasione per provare a mettermi in gioco. Grazie a tutti i musicisti che mi hanno messo nella condizione di suonare in un contesto di grande livello».


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: Cesare Maspero, Chiara Galanti, Sergio Frattini
Official tag: #correreèrock #matilda #novamilanese #rockaandrollrun 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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Correre è ROCK: Maratona Maga Circe

Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Davide Fioriello, anima e organizzatore della Maratona della Maga Circe, una gara che porta i runner a correre tra mare,lago e mito, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.
La Maratona della Maga Circe non è solo una prova sui 42,195 km, ma un’esperienza che unisce natura, storia e fatica autentica. Un percorso suggestivo e lineare, immerso in uno dei contesti ambientali più affascinanti del Centro Italia, capace di parlare sia agli amanti della prestazione sia a chi cerca una corsa dal forte valore simbolico.

Con Davide Fioriello abbiamo parlato di identità della gara, di territorio e di cosa rende davvero rock correre a Sabaudia, a pochi giorni da un appuntamento ormai imminente.

Davide, la Maratona della Maga Circe è una gara profondamente legata al territorio e al mito.
Cosa rende questa maratona unica nel panorama delle corse su strada italiane?
La rende unica il fatto che non sia una maratona “costruita”, ma una corsa che nasce dal luogo in cui si svolge, proprio come il nome che porta. Qui il territorio non è una cornice, è il protagonista. Il mito di Circe, il promontorio, il mare, il lago di Paola: tutto contribuisce a dare senso ai 42,195 km.
È una maratona che racconta una storia, che lascia qualcosa anche dopo il traguardo. Chi corre qui non attraversa solo chilometri, attraversa un’identità.
Il percorso attraversa ambienti molto diversi tra loro, dal mare al lago, fino al cuore del Circeo.

Quanto conta oggi offrire ai runner un’esperienza che vada oltre il semplice dato cronometrico?
Conta sempre di più. Il tempo è importante, soprattutto per chi cerca la prestazione, ma non può essere l’unico metro di giudizio. Sempre più runner cercano emozioni, autenticità, bellezza e noi su questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuna maratona, oltretutto a prezzi davvero bassi.

Correre tra mare e lago, con il Circeo che ti osserva per gran parte del percorso, ti costringe ad alzare la testa, a respirare davvero. È un’esperienza che resta impressa, anche se non fai il personale.

Organizzare una maratona in un contesto naturalistico così delicato è una sfida importante. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo per questa edizione del 1° febbraio?
Il rispetto del territorio è sempre il punto di partenza. Abbiamo lavorato molto sulla sostenibilità dell’evento, sulla riduzione dell’impatto ambientale istituendo iniziative per ridurre l’uso di plastiche, oltre che di plogging per la pulizia dell’ambiente. Oltretutto, quest’anno offriremo gratuitamente tutte le attività collaterali a cominciare dalle escursioni e visite guidate sia per i runners che per i loro familiari, oltre che i sevizi gratuiti di baby parking, fotografico, family walk, di trasporto, deposito borse, servizio docce, parcheggio e tanto. Tutto per offrire un’esperienza confortevole, che possa accogliere al meglio i nostri atleti. Dal punto di vista pratico, attenzione alla sicurezza, all’assistenza lungo il percorso e alla qualità dei servizi per i runner. Vogliamo una maratona, curata che rispetti il contesto e i partecipanti.

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo, secondo te, la Maratona della Maga Circe. incarna uno spirito rock, fatto di essenzialità, rispetto del territorio e fatica vera?
È rock perché non fa sconti e non parliamo di prezzi, che sono i più bassi di tutta Italia. È una maratona onesta: percorso inizialmente lineare con una seconda parte maggiormente tecnica,caratterizzata da diversi falsipiani. Vento che può essere un alleato o un avversario, altimetria che non raggiunge mai quote elevate. Oltre a correre in una vegetazione incontaminata, si corre respirando mito e storia. Contano le gambe, la testa e il rispetto per ciò che ti circonda. Rock è anche scegliere di non snaturare il luogo, di non trasformare tutto in spettacolo, ma lasciare spazio alla fatica vera che incontra la natura. È un’esperienza autentica, e l’autenticità è profondamente rock.

Per chi vuole essere al via a Sabaudia il 1° febbraio: come ci si iscrive alla Maratona della Maga Circe e quali consigli daresti ai runner che stanno pensando di partecipare?
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 gennaio su Endu.net. Il consiglio è di non perdere l’occasione di scoprire la magia della nostra gara, ad un prezzo contenuto e con tantissimi servizi gratuiti. Non è da tutti includere tutto questo nell’esperienza dei runners. Dunque testa, gambe e cuore: solo partecipando si può scoprire che non è una maratona da “consumare”, ma da attraversare. Se lo fai con questo spirito, Sabaudia e il Circeo sapranno restituirti molto più di una medaglia.

Richiedi il codice sconto    QUI

Correre Maratona della Maga Circe, iscriviti a CiaoRunner e accumula punti CR per il gran finale: la medaglia 1000

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #maratonamagacircen #rockaandrollrun #sabaudia

 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music


Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Davide Fioriello, anima e organizzatore della Maratona della Maga Circe, una gara che porta i runner a correre tra mare,lago e mito, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.
La Maratona della Maga Circe non è solo una prova sui 42,195 km, ma un’esperienza che unisce natura, storia e fatica autentica. Un percorso suggestivo e lineare, immerso in uno dei contesti ambientali più affascinanti del Centro Italia, capace di parlare sia agli amanti della prestazione sia a chi cerca una corsa dal forte valore simbolico.

Con Davide Fioriello abbiamo parlato di identità della gara, di territorio e di cosa rende davvero rock correre a Sabaudia, a pochi giorni da un appuntamento ormai imminente.

Davide, la Maratona della Maga Circe è una gara profondamente legata al territorio e al mito.
Cosa rende questa maratona unica nel panorama delle corse su strada italiane?
La rende unica il fatto che non sia una maratona “costruita”, ma una corsa che nasce dal luogo in cui si svolge, proprio come il nome che porta. Qui il territorio non è una cornice, è il protagonista. Il mito di Circe, il promontorio, il mare, il lago di Paola: tutto contribuisce a dare senso ai 42,195 km.
È una maratona che racconta una storia, che lascia qualcosa anche dopo il traguardo. Chi corre qui non attraversa solo chilometri, attraversa un’identità.
Il percorso attraversa ambienti molto diversi tra loro, dal mare al lago, fino al cuore del Circeo.


Quanto conta oggi offrire ai runner un’esperienza che vada oltre il semplice dato cronometrico?
Conta sempre di più. Il tempo è importante, soprattutto per chi cerca la prestazione, ma non può essere l’unico metro di giudizio. Sempre più runner cercano emozioni, autenticità, bellezza e noi su questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuna maratona, oltretutto a prezzi davvero bassi.

Correre tra mare e lago, con il Circeo che ti osserva per gran parte del percorso, ti costringe ad alzare la testa, a respirare davvero. È un’esperienza che resta impressa, anche se non fai il personale.

Organizzare una maratona in un contesto naturalistico così delicato è una sfida importante. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo per questa edizione del 1° febbraio?
Il rispetto del territorio è sempre il punto di partenza. Abbiamo lavorato molto sulla sostenibilità dell’evento, sulla riduzione dell’impatto ambientale istituendo iniziative per ridurre l’uso di plastiche, oltre che di plogging per la pulizia dell’ambiente. Oltretutto, quest’anno offriremo gratuitamente tutte le attività collaterali a cominciare dalle escursioni e visite guidate sia per i runners che per i loro familiari, oltre che i sevizi gratuiti di baby parking, fotografico, family walk, di trasporto, deposito borse, servizio docce, parcheggio e tanto. Tutto per offrire un’esperienza confortevole, che possa accogliere al meglio i nostri atleti. Dal punto di vista pratico, attenzione alla sicurezza, all’assistenza lungo il percorso e alla qualità dei servizi per i runner. Vogliamo una maratona, curata che rispetti il contesto e i partecipanti.

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo, secondo te, la Maratona della Maga Circe. incarna uno spirito rock, fatto di essenzialità, rispetto del territorio e fatica vera?
È rock perché non fa sconti e non parliamo di prezzi, che sono i più bassi di tutta Italia. È una maratona onesta: percorso inizialmente lineare con una seconda parte maggiormente tecnica,caratterizzata da diversi falsipiani. Vento che può essere un alleato o un avversario, altimetria che non raggiunge mai quote elevate. Oltre a correre in una vegetazione incontaminata, si corre respirando mito e storia. Contano le gambe, la testa e il rispetto per ciò che ti circonda. Rock è anche scegliere di non snaturare il luogo, di non trasformare tutto in spettacolo, ma lasciare spazio alla fatica vera che incontra la natura. È un’esperienza autentica, e l’autenticità è profondamente rock.


Per chi vuole essere al via a Sabaudia il 1° febbraio: come ci si iscrive alla Maratona della Maga Circe e quali consigli daresti ai runner che stanno pensando di partecipare?
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 gennaio su Endu.net. Il consiglio è di non perdere l’occasione di scoprire la magia della nostra gara, ad un prezzo contenuto e con tantissimi servizi gratuiti. Non è da tutti includere tutto questo nell’esperienza dei runners. Dunque testa, gambe e cuore: solo partecipando si può scoprire che non è una maratona da “consumare”, ma da attraversare. Se lo fai con questo spirito, Sabaudia e il Circeo sapranno restituirti molto più di una medaglia.

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Storie. Quando la musica ti sceglie: Andrea Zen Zennaro

Chitarrista dallo stile riconoscibile e dall’approccio profondo allo strumento, Andrea ZEN Zennaro è un musicista che ha costruito il proprio percorso tra ricerca personale, collaborazioni significative e una visione artistica sempre in evoluzione. In questa intervista ripercorriamo la sua storia musicale, le esperienze che lo hanno formato e il presente, tra progetto solista e nuovi appuntamenti dal vivo.

Andrea, partiamo dall’inizio: com’è nata la tua storia con la musica e con la chitarra?
La mia esperienza nella musica è iniziata molto presto: avevo 9 anni quando ho messo le mie manine sulla prima tastierina e ho iniziato a esplorare il magico mondo dei suoni. Ricordo che registravo le mie prime idee su un vecchio stereo di casa a doppia cassetta; questo mi consentiva di registrare grossolanamente più parti, sovra-incidendo diversi suoni fino a saturare i nastri. Era una sorta di multi-traccia molto rudimentale, ma mi dava la possibilità di sperimentare con forme ancora embrionali di arrangiamenti .

Il mio interesse per gli strumenti è sempre stato piuttosto ampio e non focalizzato su un elemento in particolare. Nonostante ciò, amavo follemente la batteria e, appena ho avuto la possibilità di suonarne una, mi si è aperto un mondo. Tuttavia, la vera svolta chitarristica è arrivata alle medie, quando ho ascoltato Appetite for Destruction dei Guns N’ Roses. Lì ho capito che nessun altro strumento avrebbe mai potuto coprire quel sound graffiante ed energico che ascoltavo giorno e notte, lasciandomi letteralmente ipnotizzato.Arrivò così il Natale del 1995 e mio padre mi regalò la mia prima chitarra elettrica: una economica Hohner Rockwood, che conservo ancora gelosamente nel mio studio in suo ricordo. Ben presto la sei corde diventò la mia migliore amica e le mie idee musicali virarono definitivamente verso il rock.

Nel frattempo, passavo i pomeriggi da adolescente in una piccola sala prove di paese, dove suonavo sia la tastiera sia la batteria con le prime band di coetanei. Durante il periodo delle superiori cominciai a esibirmi nei primi locali della zona con brani inediti e l’idea di una carriera musicale divenne sempre più radicata in me, al punto che, una volta finito il liceo, corsi a iscrivermi al CPM di Milano, dove mi diplomai poco dopo in chitarra rock professionale. Da lì iniziò realmente un percorso di crescita continua che mi portò a confrontarmi con l’ambiente professionistico, lavorando con agenzie di spettacolo, registrando in studio e insegnando in varie scuole di musica, grazie anche alla mia passione per la didattica e al master per l’insegnamento che ho intrapreso sempre presso il CPM.

Quali sono state le esperienze che ti hanno formato di più come musicista?
L’aver lavorato – e il lavorare ancora – in contesti molto diversi mi ha insegnato che ogni esperienza è profondamente formativa. Appartengo a una generazione che aveva poche informazioni e le ha fatte fruttare molto. Quando ho iniziato a suonare non esisteva nemmeno internet e l’unico modo per reperire musica o informazioni sugli strumenti e sui suoni era il passaparola.

Ricordo le interminabili chiacchierate nei negozi di musica, dove si aveva l’occasione di provare strumenti inavvicinabili e dai quali si tornava a casa pieni di consigli e di sogni. Ricordo le ore passate a registrare i videoclip delle mie hit preferite, nella speranza di scorgere un fotogramma utile per capire la diteggiatura di un assolo. Sembra preistoria, ma era tutto ciò che avevamo e fungeva da ottimo carburante per la passione.

Parlando invece di esperienze professionali formative, anche in questo caso si è trattato di una crescita continua. Mi sono esibito sia in club microscopici sia in festival da migliaia di persone, villaggi turistici, fiere musicali, piazze di grandi città, radio, università, musei, ritiri spirituali, eventi tra i più disparati, e teatri, tra cui anche l’Ariston di Sanremo. Ho registrato per musical, jingle, artisti emergenti e produzioni teatrali nazionali, suonando dal pop al metal, dal country al cantautorato nostrano, e facendo da spalla anche ad artisti importanti (Kee Marcello degli Europe, Kiko Loureiro dei Megadeth, Martin Barre dei Jethro Tull, Ben Poole, e cantautori italiani come Michele Zarrillo e Francesco Sarcina, per citare i più conosciuti). Ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa di importante sull’essere musicisti, sia quando si è sotto i riflettori con la propria musica, sia quando si lavora in squadra per servire un progetto artistico altrui.

Che ruolo hanno avuto e hanno tuttora i rapporti con i tuoi colleghi musicisti?
Avere un buon rapporto con i colleghi è fondamentale in ogni ambiente lavorativo e, da questo punto di vista, sono un amante dei team consolidati. Moltissimi dei miei colleghi sono musicisti con cui suono da vent’anni e con i quali esiste un rapporto di amicizia e di grande stima reciproca.
Tuttavia, il bello di lavorare in situazioni diverse, in Italia e anche oltre confine, è la possibilità di ampliare la “famiglia” con nuovi collaboratori, nuovi amici e nuove esperienze. Tutto questo è estremamente stimolante e formativo.

Arriviamo al tuo progetto solista: cosa rappresenta per te?
Nonostante scriva musica da circa trent’anni, il mio progetto solista ha preso realmente forma nel 2020, portando dal vivo una selezione di brani inediti strumentali al fianco di grandi musicisti e amici storici: Ivan Muoio alle tastiere, Daniele Sala al basso e Matteo Pellegata alla batteria. Abbiamo registrato batterie, bassi, chitarre ritmiche e gran parte delle soliste e delle tastiere, e stiamo lavorando nel nostro quartier generale di Pianeta Musica Erba (CO), con Riccardo Belli al mix, per dare forma definitiva al tutto.

È un progetto bellissimo, soprattutto perché rappresenta un tipo di espressione artistica non condizionata e non mediata dai cliché commerciali. Sono brani autentici, che racchiudono tutte le mie influenze musicali: rock, blues, metal, progressive, pop, fusion, ambient. C’è tanta chitarra, ma anche molto interplay con gli altri strumenti e con gli elementi della band. Dal vivo ci divertiamo parecchio.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi?
Nei miei progetti futuri ci sono davvero tantissime cose interessanti! Oltre a portare avanti l’attività didattica e live tra Italia e Svizzera, so che ogni anno porta con sé nuove collaborazioni e nuove avventure. L’anno scorso, per esempio, è stato molto intenso, con quasi un centinaio di concerti, tra cui esperienze splendide come l’apertura a Martin Barre dei Jethro Tull con Mrs Iz & The Wild Cats al festival Beatles Days di Bellinzona, il celebre Vallemaggia Blues in apertura a Ben Poole, il suggestivo concerto per il Rabadan con i Noxout sempre a Bellinzona, la Rock Night di Ascona, il Carate Beer Fest, oltre a molti altri eventi.

Per quest’anno siamo solo all’inizio, ma tra le varie date in calendario con le mie band ho da poco avuto la conferma che il 27 giugno avrò l’onore di calcare il palco dell’International Truck & Country Festival di Interlaken (CH) con gli Steelriders: ci sarà da divertirsi.

Il 2026 sarà anche l’anno di importanti collaborazioni sul fronte della strumentazione. Per i miei impegni live e in studio avrò il supporto di D Cables, azienda italiana produttrice di cavi boutique di altissima qualità, e per quanto riguarda l’amplificazione sarò supportato anche da Microdigit, azienda con la quale sto collaborando alla realizzazione di una testata valvolare point to point che sarà pronta a febbraio. Anche in questo caso si tratta di un prodotto di livello qualitativo altissimo, made in Italy e senza compromessi.A breve registreremo contenuti video in cui sarà possibile testare e ascoltare la bellezza, la ricerca e la perizia con cui questi prodotti vengono realizzati.

Chiudiamo con il prossimo impegno: cosa ci puoi dire della serata evento a Nova Milanese?
Sarà una serata speciale e, in un certo senso, naturale. Questo appuntamento a Nova Milanese rappresenta il proseguimento di un rapporto di collaborazione nato recentemente, in occasione della registrazione della parte solista del nuovo brano di Fratta & Time Machine. Essere ospite insieme a Marco Frattini, che ho conosciuto da poco, e a Cristian, Daniele e Rossella – che tra l’altro sono miei grandi amici da moltissimi anni – rende questa serata ancora più speciale.

Sul palco ci sarà energia, dialogo e quella libertà espressiva che nasce quando la collaborazione si trasforma in qualcosa di autentico e naturale.

L’ingresso è gratuito, l’atmosfera è raccolta, la musica è suonata dal vivo e senza filtri.

👉 Esserci ed essere protagonisti.
Il viaggio rock di Fratta & Time Machine continua con Andrea ZEN Zennaro: una serata che promette vero ROCK.

🍽️ Posti limitati, prenotazione consigliata.
E’ possibile prenotare il proprio tavolo  QUI.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #matilda #novamilanese #rockaandrollrun 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music


Chitarrista dallo stile riconoscibile e
dall’approccio profondo allo strumento, Andrea ZEN Zennaro è un musicista che ha costruito il proprio percorso tra ricerca personale, collaborazioni significative e una visione artistica sempre in evoluzione. In questa intervista ripercorriamo la sua storia musicale, le esperienze che lo hanno formato e il presente, tra progetto solista e nuovi appuntamenti dal vivo.

Andrea, partiamo dall’inizio: com’è nata la tua storia con la musica e con la chitarra?
La mia esperienza nella musica è iniziata molto presto: avevo 9 anni quando ho messo le mie manine sulla prima tastierina e ho iniziato a esplorare il magico mondo dei suoni. Ricordo che registravo le mie prime idee su un vecchio stereo di casa a doppia cassetta; questo mi consentiva di registrare grossolanamente più parti, sovra-incidendo diversi suoni fino a saturare i nastri. Era una sorta di multi-traccia molto rudimentale, ma mi dava la possibilità di sperimentare con forme ancora embrionali di arrangiamenti .

Il mio interesse per gli strumenti è sempre stato piuttosto ampio e non focalizzato su un elemento in particolare. Nonostante ciò, amavo follemente la batteria e, appena ho avuto la possibilità di suonarne una, mi si è aperto un mondo. Tuttavia, la vera svolta chitarristica è arrivata alle medie, quando ho ascoltato Appetite for Destruction dei Guns N’ Roses. Lì ho capito che nessun altro strumento avrebbe mai potuto coprire quel sound graffiante ed energico che ascoltavo giorno e notte, lasciandomi letteralmente ipnotizzato.Arrivò così il Natale del 1995 e mio padre mi regalò la mia prima chitarra elettrica: una economica Hohner Rockwood, che conservo ancora gelosamente nel mio studio in suo ricordo. Ben presto la sei corde diventò la mia migliore amica e le mie idee musicali virarono definitivamente verso il rock.

Nel frattempo, passavo i pomeriggi da adolescente in una piccola sala prove di paese, dove suonavo sia la tastiera sia la batteria con le prime band di coetanei. Durante il periodo delle superiori cominciai a esibirmi nei primi locali della zona con brani inediti e l’idea di una carriera musicale divenne sempre più radicata in me, al punto che, una volta finito il liceo, corsi a iscrivermi al CPM di Milano, dove mi diplomai poco dopo in chitarra rock professionale. Da lì iniziò realmente un percorso di crescita continua che mi portò a confrontarmi con l’ambiente professionistico, lavorando con agenzie di spettacolo, registrando in studio e insegnando in varie scuole di musica, grazie anche alla mia passione per la didattica e al master per l’insegnamento che ho intrapreso sempre presso il CPM.


Quali sono state le esperienze che ti hanno formato di più come musicista?
L’aver lavorato – e il lavorare ancora – in contesti molto diversi mi ha insegnato che ogni esperienza è profondamente formativa. Appartengo a una generazione che aveva poche informazioni e le ha fatte fruttare molto. Quando ho iniziato a suonare non esisteva nemmeno internet e l’unico modo per reperire musica o informazioni sugli strumenti e sui suoni era il passaparola.

Ricordo le interminabili chiacchierate nei negozi di musica, dove si aveva l’occasione di provare strumenti inavvicinabili e dai quali si tornava a casa pieni di consigli e di sogni. Ricordo le ore passate a registrare i videoclip delle mie hit preferite, nella speranza di scorgere un fotogramma utile per capire la diteggiatura di un assolo. Sembra preistoria, ma era tutto ciò che avevamo e fungeva da ottimo carburante per la passione.

Parlando invece di esperienze professionali formative, anche in questo caso si è trattato di una crescita continua. Mi sono esibito sia in club microscopici sia in festival da migliaia di persone, villaggi turistici, fiere musicali, piazze di grandi città, radio, università, musei, ritiri spirituali, eventi tra i più disparati, e teatri, tra cui anche l’Ariston di Sanremo. Ho registrato per musical, jingle, artisti emergenti e produzioni teatrali nazionali, suonando dal pop al metal, dal country al cantautorato nostrano, e facendo da spalla anche ad artisti importanti (Kee Marcello degli Europe, Kiko Loureiro dei Megadeth, Martin Barre dei Jethro Tull, Ben Poole, e cantautori italiani come Michele Zarrillo e Francesco Sarcina, per citare i più conosciuti). Ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa di importante sull’essere musicisti, sia quando si è sotto i riflettori con la propria musica, sia quando si lavora in squadra per servire un progetto artistico altrui.

Che ruolo hanno avuto e hanno tuttora i rapporti con i tuoi colleghi musicisti?
Avere un buon rapporto con i colleghi è fondamentale in ogni ambiente lavorativo e, da questo punto di vista, sono un amante dei team consolidati. Moltissimi dei miei colleghi sono musicisti con cui suono da vent’anni e con i quali esiste un rapporto di amicizia e di grande stima reciproca.
Tuttavia, il bello di lavorare in situazioni diverse, in Italia e anche oltre confine, è la possibilità di ampliare la “famiglia” con nuovi collaboratori, nuovi amici e nuove esperienze. Tutto questo è estremamente stimolante e formativo.


Arriviamo al tuo progetto solista: cosa rappresenta per te?

Nonostante scriva musica da circa trent’anni, il mio progetto solista ha preso realmente forma nel 2020, portando dal vivo una selezione di brani inediti strumentali al fianco di grandi musicisti e amici storici: Ivan Muoio alle tastiere, Daniele Sala al basso e Matteo Pellegata alla batteria. Abbiamo registrato batterie, bassi, chitarre ritmiche e gran parte delle soliste e delle tastiere, e stiamo lavorando nel nostro quartier generale di Pianeta Musica Erba (CO), con Riccardo Belli al mix, per dare forma definitiva al tutto.

È un progetto bellissimo, soprattutto perché rappresenta un tipo di espressione artistica non condizionata e non mediata dai cliché commerciali. Sono brani autentici, che racchiudono tutte le mie influenze musicali: rock, blues, metal, progressive, pop, fusion, ambient. C’è tanta chitarra, ma anche molto interplay con gli altri strumenti e con gli elementi della band. Dal vivo ci divertiamo parecchio.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi?
Nei miei progetti futuri ci sono davvero tantissime cose interessanti! Oltre a portare avanti l’attività didattica e live tra Italia e Svizzera, so che ogni anno porta con sé nuove collaborazioni e nuove avventure. L’anno scorso, per esempio, è stato molto intenso, con quasi un centinaio di concerti, tra cui esperienze splendide come l’apertura a Martin Barre dei Jethro Tull con Mrs Iz & The Wild Cats al festival Beatles Days di Bellinzona, il celebre Vallemaggia Blues in apertura a Ben Poole, il suggestivo concerto per il Rabadan con i Noxout sempre a Bellinzona, la Rock Night di Ascona, il Carate Beer Fest, oltre a molti altri eventi.

Per quest’anno siamo solo all’inizio, ma tra le varie date in calendario con le mie band ho da poco avuto la conferma che il 27 giugno avrò l’onore di calcare il palco dell’International Truck & Country Festival di Interlaken (CH) con gli Steelriders: ci sarà da divertirsi.

Il 2026 sarà anche l’anno di importanti collaborazioni sul fronte della strumentazione. Per i miei impegni live e in studio avrò il supporto di D Cables, azienda italiana produttrice di cavi boutique di altissima qualità, e per quanto riguarda l’amplificazione sarò supportato anche da Microdigit, azienda con la quale sto collaborando alla realizzazione di una testata valvolare point to point che sarà pronta a febbraio. Anche in questo caso si tratta di un prodotto di livello qualitativo altissimo, made in Italy e senza compromessi.A breve registreremo contenuti video in cui sarà possibile testare e ascoltare la bellezza, la ricerca e la perizia con cui questi prodotti vengono realizzati.


Chiudiamo con il prossimo impegno: cosa ci puoi dire della serata evento a Nova Milanese?
Sarà una serata speciale e, in un certo senso, naturale. Questo appuntamento a Nova Milanese rappresenta il proseguimento di un rapporto di collaborazione nato recentemente, in occasione della registrazione della parte solista del nuovo brano di Fratta & Time Machine. Essere ospite insieme a Marco Frattini, che ho conosciuto da poco, e a Cristian, Daniele e Rossella – che tra l’altro sono miei grandi amici da moltissimi anni – rende questa serata ancora più speciale.

Sul palco ci sarà energia, dialogo e quella libertà espressiva che nasce quando la collaborazione si trasforma in qualcosa di autentico e naturale.

L’ingresso è gratuito, l’atmosfera è raccolta, la musica è suonata dal vivo e senza filtri.

👉 Esserci ed essere protagonisti.
Il viaggio rock di Fratta & Time Machine continua con Andrea ZEN Zennaro: una serata che promette vero ROCK.

🍽️ Posti limitati, prenotazione consigliata.
E’ possibile prenotare il proprio tavolo  QUI.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
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Fratta & Time Machine dal vivo: rock inedito con Marco Frattini

Fratta & Time Machine dal vivo: da Milano a Torino l’inverno rock di Marco Frattini

Il rock non si ferma, viaggia. Da Milano a Torino, passando per storie vere, chilometri macinati e musica vissuta fino all’ultima nota. Con una nuova data in programma, Fratta & Time Machine tornano dal vivo con un progetto musicale autentico, guidato da Marco Frattini, artista fuori dal comune che ha trasformato la propria esperienza di vita in racconto sonoro.

Il prossimo 29 gennaio, il Matilda di Nova Milanese ospiterà una serata di musica inedita, intensa e coinvolgente, che conferma la forza di un percorso artistico in continua evoluzione. Un appuntamento che unisce rock, narrazione e identità, inserendosi in un viaggio più ampio che da Milano guarda a Torino come naturale prosecuzione.

Una serata di musica inedita, non un semplice concerto

Quella in programma al Matilda non è una data qualunque. È un live costruito attorno a brani originali, scritti e arrangiati da Marco Frattini insieme ai Time Machine, un racconto musicale coerente e profondo, capace di alternare energia rock e momenti più intimi e riflessivi.

Le cover presenti in scaletta non sono esercizi di stile, ma elementi narrativi pensati per integrare e rafforzare il significato del repertorio originale. Il risultato è un’esperienza dal vivo che mette al centro le canzoni e le storie che le hanno generate, creando un dialogo diretto con il pubblico.

Marco Frattini: quando la musica diventa racconto di vita

Al centro del progetto c’è Marco Frattini, artista poliedrico e figura fuori dagli schemi. Nato a Milano nel 1976, Frattini è molto più di un musicista: è maratoneta, imprenditore, autore e divulgatore culturale. Audioleso profondo dal 2006 e successivamente colpito anche da un deficit visivo, ha saputo trasformare limiti importanti in una straordinaria forza creativa.

Sei volte campione italiano FSSI, fondatore del brand IOVEDODICORSA, ideatore di progetti come CiaoRunner e RunTheWorld, Frattini porta sul palco la stessa filosofia che guida la sua vita: resistere, evolvere, non fermarsi. Le sue canzoni nascono dall’esperienza diretta e diventano un linguaggio autentico, capace di unire emozione, energia e visione.

Time Machine: i musicisti e il suono del progetto

I Time Machine non sono una semplice backing band, ma una vera struttura creativa, in cui ogni musicista contribuisce in modo attivo alla costruzione del suono e degli arrangiamenti.

  • Cristian Daniel – batterista e Direttore Artistico, è il motore ritmico e progettuale della band. La sua visione guida l’equilibrio tra potenza, dinamica e narrazione musicale.

  • Daniele Sala – bassista, costruisce le fondamenta sonore del progetto con groove solidi e linee capaci di dialogare costantemente con la batteria e le chitarre.

  • Rossella De Lucia – cantante, porta sul palco intensità e sensibilità interpretativa, dando voce alle canzoni con personalità e forte presenza scenica.

Insieme a Marco Frattini, i Time Machine danno vita a un live compatto, intenso e coinvolgente, capace di tenere insieme impatto emotivo e coerenza artistica.

Ospiti e sorprese: Andrea “Zen” Zennarospecial guest

A rendere la serata ancora più speciale, la presenza di Andrea “Zen” Zennaro come special guest. Chitarrista di grande esperienza, Zennaro arricchisce il suono della band con sfumature blues e rock di forte impatto emotivo, contribuendo a rendere il live ancora più profondo e dinamico.


Un invito a esserci

La data del 29 gennaio al Matilda di Nova Milanese rappresenta una tappa chiave per vivere dal vivo un progetto musicale autentico, in continua evoluzione. Un momento importante di un percorso che da Milano si muove verso Torino, portando con sé canzoni, storie e visione.

L’ingresso è gratuito, l’atmosfera è raccolta, la musica è suonata dal vivo e senza filtri.

👉 Essere presenti significa entrare nel racconto.
Il viaggio rock di Fratta & Time Machine continua, e questa è una fermata da non perdere.

🍽️ Posti limitati, prenotazione consigliata.
E’ possibile prenotare il proprio tavolo  QUI.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #matilda #novamilanese #rockaandrollrun 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music


Fratta & Time Machine dal vivo: da Milano a Torino l’inverno rock di Marco Frattini

Il rock non si ferma, viaggia. Da Milano a Torino, passando per storie vere, chilometri macinati e musica vissuta fino all’ultima nota. Con una nuova data in programma, Fratta & Time Machine tornano dal vivo con un progetto musicale autentico, guidato da Marco Frattini, artista fuori dal comune che ha trasformato la propria esperienza di vita in racconto sonoro.

Il prossimo 29 gennaio, il Matilda di Nova Milanese ospiterà una serata di musica inedita, intensa e coinvolgente, che conferma la forza di un percorso artistico in continua evoluzione. Un appuntamento che unisce rock, narrazione e identità, inserendosi in un viaggio più ampio che da Milano guarda a Torino come naturale prosecuzione.


Una serata di musica inedita, non un semplice concerto

Quella in programma al Matilda non è una data qualunque. È un live costruito attorno a brani originali, scritti e arrangiati da Marco Frattini insieme ai Time Machine, un racconto musicale coerente e profondo, capace di alternare energia rock e momenti più intimi e riflessivi.

Le cover presenti in scaletta non sono esercizi di stile, ma elementi narrativi pensati per integrare e rafforzare il significato del repertorio originale. Il risultato è un’esperienza dal vivo che mette al centro le canzoni e le storie che le hanno generate, creando un dialogo diretto con il pubblico.


Marco Frattini: quando la musica diventa racconto di vita

Al centro del progetto c’è Marco Frattini, artista poliedrico e figura fuori dagli schemi. Nato a Milano nel 1976, Frattini è molto più di un musicista: è maratoneta, imprenditore, autore e divulgatore culturale. Audioleso profondo dal 2006 e successivamente colpito anche da un deficit visivo, ha saputo trasformare limiti importanti in una straordinaria forza creativa.

Sei volte campione italiano FSSI, fondatore del brand IOVEDODICORSA, ideatore di progetti come CiaoRunner e RunTheWorld, Frattini porta sul palco la stessa filosofia che guida la sua vita: resistere, evolvere, non fermarsi. Le sue canzoni nascono dall’esperienza diretta e diventano un linguaggio autentico, capace di unire emozione, energia e visione.

Time Machine: i musicisti e il suono del progetto

I Time Machine non sono una semplice backing band, ma una vera struttura creativa, in cui ogni musicista contribuisce in modo attivo alla costruzione del suono e degli ar

rangiamenti.

  • Cristian Daniel – batterista e Direttore Artistico, è il motore ritmico e progettuale della band. La sua visione guida l’equilibrio tra potenza, dinamica e narrazione musicale.

  • Daniele Sala – bassista, costruisce le fondamenta sonore del progetto con groove solidi e linee capaci di dialogare costantemente con la batteria e le chitarre.

  • Rossella De Lucia – cantante, porta sul palco intensità e sensibilità interpretativa, dando voce alle canzoni con personalità e forte presenza scenica.

Insieme a Marco Frattini, i Time Machine danno vita a un live compatto, intenso e coinvolgente, capace di tenere insieme impatto emotivo e coerenza artistica.

Ospiti e sorprese: Andrea “Zen” Zennarospecial guest

A rendere la serata ancora più speciale, la presenza di Andrea “Zen” Zennaro come special guest. Chitarrista di grande esperienza, Zennaro arricchisce il suono della band con sfumature blues e rock di forte impatto emotivo, contribuendo a rendere il live ancora più profondo e dinamico.


Un invito a esserci

La data del 29 gennaio al Matilda di Nova Milanese rappresenta una tappa chiave per vivere dal vivo un progetto musicale autentico, in continua evoluzione. Un momento importante di un percorso che da Milano si muove verso Torino, portando con sé canzoni, storie e visione.

L’ingresso è gratuito, l’atmosfera è raccolta, la musica è suonata dal vivo e senza filtri.

👉 Essere presenti significa entrare nel racconto.
Il viaggio rock di Fratta & Time Machine continua, e questa è una fermata da non perdere.

🍽️ Posti limitati, prenotazione consigliata.
E’ possibile prenotare il proprio tavolo  QUI.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #matilda #novamilanese #rockaandrollrun 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

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Fratta & Time Machine. Bio

Fratta & Time Machine

Fratta & Time Machine è un progetto musicale originale che nasce dall’incontro tra esperienza di vita, scrittura autentica e ricerca sonora. Non è una band costruita attorno a un genere, ma un percorso artistico in continua evoluzione, dove la musica diventa linguaggio diretto, privo di mediazioni e scorciatoie narrative.

Il progetto prende forma attorno alla scrittura di Marco Frattini, dal 2006 affetto da ipoacusia bilaterale totale (cofosi o anacusia), autore dei brani, e cresce attraverso il lavoro collettivo della band, che ne cura arrangiamenti, dinamiche e identità sonora. Le canzoni non nascono per aderire a un’estetica predefinita, ma per restare fedeli a un’urgenza espressiva: raccontare ciò che accade, senza filtri.


Il progetto: nascita ed evoluzione

Fratta & Time Machine nasce da un’esigenza concreta, non da un’operazione di stile. Le prime canzoni prendono forma nel tempo, spesso lontano dal palco, come appunti sonori legati al movimento, alla resistenza, alla strada e al ritmo. La musica diventa progressivamente uno spazio in cui confluiscono esperienze personali, sportive e culturali.

Con il tempo, il progetto evolve in una dimensione live strutturata, mantenendo però una forte identità artigianale: ogni brano è costruito per funzionare dal vivo, senza artifici, lasciando spazio all’interazione reale tra musicisti e pubblico. Il risultato è un live intenso, dinamico, capace di alternare energia rock e momenti più intimi e riflessivi.


La musica e le sue caratteristiche

Tutti i brani di Fratta & Time Machine sono inediti, scritti da Marco Frattini e arrangiati collettivamente dalla band.
La scrittura si muove tra rock e contaminazioni narrative, con un forte senso del ritmo, spesso influenzato dal mondo della corsa e del movimento continuo.

Le canzoni non raccontano storie dall’esterno, ma le attraversano:
il passo diventa tempo musicale, il respiro si traduce in dinamica, la strada diventa metafora.
Il progetto rifiuta etichette rigide e si concentra su ciò che accade nel “qui e ora” del live.


La band: Fratta & Time Machine

Fratta & Time Machine è prima di tutto un gruppo di lavoro, una struttura creativa in cui ogni musicista contribuisce in modo attivo alla costruzione del suono e dell’identità del progetto.

  • Marco Frattini – voce e autore
    Cuore e origine del progetto, firma i brani e ne guida la visione artistica. La sua scrittura nasce dall’esperienza diretta e si traduce in canzoni essenziali, sincere e prive di retorica.


     

  • Cristian Daniel – batteria e Direttore Artistico
    Motore ritmico e progettuale della band, cura l’equilibrio tra potenza, dinamica e narrazione musicale. Il suo lavoro è centrale nella definizione del sound live.



     

  • Daniele Sala – basso
    Costruisce le fondamenta sonore del progetto con linee solide e continue, garantendo coerenza e profondità al suono della band.


     

  • Rossella De Lucia – voce
    Interprete sensibile e intensa, arricchisce il progetto con una presenza vocale capace di sostenere e amplificare il racconto musicale.


Collaborazioni esterne

Nel percorso live, creativo e comunicativo, Fratta & Time Machine si avvale di collaborazioni esterne che contribuiscono ad ampliare il raggio d’azione del progetto, mantenendone coerenza e identità.

  • Mauro Teti – Responsabile Pubbliche Relazioni
    Si occupa della comunicazione e delle relazioni con i media per Fratta & Time Machine, curando la diffusione del progetto presso testate di settore e contesti culturali affini. Ha collaborato con realtà come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, dopo una precedente esperienza con Musica 361.

  • Andrea Baroldi – produttore, trombettista e special guest
    Musicista eclettico ha al suo attivo collaborazioni e produzioni importanti. Con Marco Frattini ha collaborato alla produzione di Corro come il vento e A due passi dal cielo. Personalità di grande spessore artistico e umano, presenza discreta, ma di grande importanza alla genesi del progetto.

  • Andrea “Zen” Zennaro – chitarra, special guest
    Chitarrista di grande esperienza, porta nel progetto sfumature blues e rock di forte impatto emotivo, arricchendo il live con interventi mirati e personali. La sua presenza nasce come incontro artistico coerente con lo spirito del progetto.


Una visione aperta

Fratta & Time Machine non nasce per spiegarsi, ma per essere vissuto.
È un progetto che mette al centro la musica, il lavoro collettivo e la verità del momento, lasciando spazio al dubbio, all’ascolto e all’esperienza diretta.

Il resto accade dal vivo.

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music,

Fratta & Time Machine

Fratta & Time Machine è un progetto musicale originale che nasce dall’incontro tra esperienza di vita, scrittura autentica e ricerca sonora. Non è una band costruita attorno a un genere, ma un percorso artistico in continua evoluzione, dove la musica diventa linguaggio diretto, privo di mediazioni e scorciatoie narrative.

Il progetto prende forma attorno alla scrittura di Marco Frattini, dal 2006 affetto da ipoacusia bilaterale totale (cofosi o anacusia), autore dei brani, e cresce attraverso il lavoro collettivo della band, che ne cura arrangiamenti, dinamiche e identità sonora. Le canzoni non nascono per aderire a un’estetica predefinita, ma per restare fedeli a un’urgenza espressiva: raccontare ciò che accade, senza filtri.


Il progetto: nascita ed evoluzione


Fratta & Time Machine nasce da un’esigenza concreta, non da un’operazione di stile. Le prime canzoni prendono forma nel tempo, spesso lontano dal palco, come appunti sonori legati al movimento, alla resistenza, alla strada e al ritmo. La musica diventa progressivamente uno spazio in cui confluiscono esperienze personali, sportive e culturali.

Con il tempo, il progetto evolve in una dimensione live strutturata, mantenendo però una forte identità artigianale: ogni brano è costruito per funzionare dal vivo, senza artifici, lasciando spazio all’interazione reale tra musicisti e pubblico. Il risultato è un live intenso, dinamico, capace di alternare energia rock e momenti più intimi e riflessivi.


La musica e le sue caratteristiche

Tutti i brani di Fratta & Time Machine sono inediti, scritti da Marco Frattini e arrangiati collettivamente dalla band.
La scrittura si muove tra rock e contaminazioni narrative, con un forte senso del ritmo, spesso influenzato dal mondo della corsa e del movimento continuo.

Le canzoni non raccontano storie dall’esterno, ma le attraversano:
il passo diventa tempo musicale, il respiro si traduce in dinamica, la strada diventa metafora.
Il progetto rifiuta etichette rigide e si concentra su ciò che accade nel “qui e ora” del live.


La band: Fratta & Time Machine


Fratta & Time Machine è prima di tutto un gruppo di lavoro, una struttura creativa in cui ogni musicista contribuisce in modo attivo alla costruzione del suono e dell’identità del progetto.

  • Marco Frattini – voce e autore
    Cuore e origine del progetto, firma i brani e ne guida la visione artistica. La sua scrittura nasce dall’esperienza diretta e si traduce in canzoni essenziali, sincere e prive di retorica.

     

  • Cristian Daniel – batteria e Direttore Artistico
    Motore ritmico e progettuale della band, cura l’equilibrio tra potenza, dinamica e narrazione musicale. Il suo lavoro è centrale nella definizione del sound live.

     

  • Daniele Sala – basso
    Costruisce le fondamenta sonore del progetto con linee solide e continue, garantendo coerenza e profondità al suono della band.


  • Rossella De Lucia – voce
    Interprete sensibile e intensa, arricchisce il progetto con una presenza vocale capace di sostenere e amplificare il racconto musicale.




Collaborazioni esterne

Nel percorso live, creativo e comunicativo, Fratta & Time Machine si avvale di collaborazioni esterne che contribuiscono ad ampliare il raggio d’azione del progetto, mantenendone coerenza e identità.

  • Mauro Teti – Responsabile Pubbliche Relazioni
    Si occupa della comunicazione e delle relazioni con i media per Fratta & Time Machine, curando la diffusione del progetto presso testate di settore e contesti culturali affini. Ha collaborato con realtà come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, dopo una precedente esperienza con Musica 361.

  • Andrea Baroldi – produttore, trombettista e special guest
    Musicista eclettico ha al suo attivo collaborazioni e produzioni importanti. Con Marco Frattini ha collaborato alla produzione di Corro come il vento e A due passi dal cielo. Personalità di grande spessore artistico e umano, presenza discreta, ma di grande importanza alla genesi del progetto.

  • Andrea “Zen” Zennaro – chitarra, special guest
    Chitarrista di grande esperienza, porta nel progetto sfumature blues e rock di forte impatto emotivo, arricchendo il live con interventi mirati e personali. La sua presenza nasce come incontro artistico coerente con lo spirito del progetto.


Una visione aperta

Fratta & Time Machine non nasce per spiegarsi, ma per essere vissuto.
È un progetto che mette al centro la musica, il lavoro collettivo e la verità del momento, lasciando spazio al dubbio, all’ascolto e all’esperienza diretta.

Il resto accade dal vivo.


© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music,

       

Fratta & Time Machine. Bio Leggi tutto »

Nicola Fenelli. Mezza e Portofino Marathon 2026

Mezza Maratona delle Due Perle e Portofino Marathon

Correre è Rock: un intero weekend tra sport, territorio e solidarietà

Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Nicola Fenelli, organizzatore della Mezza Maratona delle Due Perle, a pochi mesi da uno degli appuntamenti di running più attesi della stagione invernale ligure.

Il weekend del 17 e 18 gennaio 2026, con centro nevralgico a Santa Margherita Ligure, porterà sulle strade della Riviera un evento ormai prossimo che unisce più gare e un’unica visione:

  • Sabato 17 gennaio 2026 – 13^ Portofino Run 10 km
  • Domenica 18 gennaio 2026 – 19^ Mezza Maratona delle Due Perle
  • Domenica 18 gennaio 2026 – 2° Portofino Marathon

Un intero fine settimana di corsa tra mare, borghi iconici e saliscendi che non fanno sconti. Ma anche un progetto che va oltre il cronometro: perché, nello spirito di Correre è Rock, correre significa emozione, fatica, identità… e solidarietà concreta.

Con Nicola Fenelli abbiamo parlato dell’evoluzione dell’evento, delle novità organizzative e di come il running possa diventare strumento reale di condivisione e aiuto.

La Mezza Maratona delle Due Perle insieme alla Portofino Marathon

Nicola, la Mezza Maratona delle Due Perle compie un passo importante correndo insieme alla Portofino Marathon. Cosa rappresenta questa scelta e che valore aggiunge all’esperienza complessiva dei runner?

Questa scelta rappresenta una naturale evoluzione del progetto. La Mezza Maratona delle Due Perle è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni e affiancarla alla Portofino Marathon significa ampliare l’esperienza complessiva, offrendo più opzioni di gara e un evento sportivo ancora più strutturato.
Per i runner vuol dire vivere un weekend di sport completo, con distanze diverse ma un’unica anima, in uno dei territori più iconici e suggestivi d’Italia.

Un percorso che racconta il territorio

Il percorso è uno degli elementi più affascinanti (e selettivi) della gara. Quanto conta oggi offrire un tracciato che sia sfidante ma anche profondamente identitario?

Conta moltissimo. Oggi i runner cercano esperienze autentiche, non solo prestazioni cronometriche. Il nostro percorso racconta il territorio: il mare, le curve, i saliscendi, i panorami tra Santa Margherita Ligure e Portofino.
È una gara che non fa sconti, ma proprio per questo resta impressa. Ti mette alla prova e allo stesso tempo ti ripaga con emozioni forti.

Organizzazione, novità e solidarietà

Organizzare più eventi di corsa nello stesso weekend è una sfida complessa. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo?

La sfida principale è stata coordinare logistica, sicurezza e servizi mantenendo standard elevati per tutte le gare del weekend. Ci siamo concentrati molto sull’esperienza del runner: gestione dei flussi, qualità dei ristori, comunicazione chiara e coinvolgimento del territorio, con l’obiettivo di far percepire che non si tratta di eventi separati, ma di un unico grande progetto sportivo.

A questo si affianca un aspetto per noi fondamentale: la solidarietà. Questa primavera mi sono recato in Togo, ad Azafi, dove abbiamo inaugurato un importante ambulatorio costruito grazie alla generosità degli atleti. È un’esperienza che ci ha segnato profondamente e che non si ferma qui: il progetto continua e continuerà grazie alla partecipazione di chi corre con noi.
Tanta corsa rock, quindi, ma anche tanta solidarietà.
Scopri i progetti   QUI

Correre è Rock

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo la Mezza Maratona delle Due Perle, la Portofino Marathon e l’intero weekend incarnano questo spirito fatto di emozione, fatica e autenticità?

Sono rock perché sono veri. Qui non si cercano scorciatoie: i percorsi sono esigenti, il territorio si fa sentire e ogni chilometro va conquistato.
È uno spirito fatto di sacrificio, passione e condivisione. Ed è rock anche perché la corsa diventa un mezzo per fare qualcosa di buono, insieme.

Come iscriversi agli eventi

Per chi vuole essere al via il 17 e 18 gennaio 2026: come ci si iscrive alla Mezza Maratona delle Due Perle, alla Portofino Marathon e alla Portofino Run?

Le iscrizioni sono aperte attraverso i canali ufficiali dell’organizzazione. È possibile scegliere tra maratona, mezza maratona e 10 km, con tariffe agevolate per chi si iscrive in anticipo.
Il consiglio è di muoversi per tempo: i posti sono limitati e l’evento è ormai alle porte. Iscriversi subito significa assicurarsi un posto in un weekend di sport, territorio e condivisione.
Richiedi il codice sconto    QUI

Correre è Rock, tutto il weekend

🏃‍♂️ Correre a Santa Margherita Ligure, tra le Due Perle e Portofino, è molto più di una gara: è un intero weekend di running, paesaggio e valori condivisi.
Perché nello spirito di Correre è Rock la corsa è fatica e musica, ma è anche solidarietà che lascia il segno, dentro e fuori dal percorso.

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #portofinomarathon #rockaandrollrun #santamargheritaligure 

© copyright iovedodicorsa 2026, il brand di Marco Frattini: running wear, life style, music

Mezza Maratona delle Due Perle e Portofino Marathon

Correre è Rock: un intero weekend tra sport, territorio e solidarietà

Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, incontriamo Nicola Fenelli, organizzatore della Mezza Maratona delle Due Perle, a pochi mesi da uno degli appuntamenti di running più attesi della stagione invernale ligure.

Il weekend del 17 e 18 gennaio 2026, con centro nevralgico a Santa Margherita Ligure, porterà sulle strade della Riviera un evento ormai prossimo che unisce più gare e un’unica visione:

  • Sabato 17 gennaio 2026 – 13^ Portofino Run 10 km
  • Domenica 18 gennaio 2026 – 19^ Mezza Maratona delle Due Perle
  • Domenica 18 gennaio 2026 – 2° Portofino Marathon

Un intero fine settimana di corsa tra mare, borghi iconici e saliscendi che non fanno sconti. Ma anche un progetto che va oltre il cronometro: perché, nello spirito di Correre è Rock, correre significa emozione, fatica, identità… e solidarietà concreta.

Con Nicola Fenelli abbiamo parlato dell’evoluzione dell’evento, delle novità organizzative e di come il running possa diventare strumento reale di condivisione e aiuto.


La Mezza Maratona delle Due Perle insieme alla Portofino Marathon

Nicola, la Mezza Maratona delle Due Perle compie un passo importante correndo insieme alla Portofino Marathon. Cosa rappresenta questa scelta e che valore aggiunge all’esperienza complessiva dei runner?

Questa scelta rappresenta una naturale evoluzione del progetto. La Mezza Maratona delle Due Perle è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni e affiancarla alla Portofino Marathon significa ampliare l’esperienza complessiva, offrendo più opzioni di gara e un evento sportivo ancora più strutturato.
Per i runner vuol dire vivere un weekend di sport completo, con distanze diverse ma un’unica anima, in uno dei territori più iconici e suggestivi d’Italia.

Un percorso che racconta il territorio

Il percorso è uno degli elementi più affascinanti (e selettivi) della gara. Quanto conta oggi offrire un tracciato che sia sfidante ma anche profondamente identitario?

Conta moltissimo. Oggi i runner cercano esperienze autentiche, non solo prestazioni cronometriche. Il nostro percorso racconta il territorio: il mare, le curve, i saliscendi, i panorami tra Santa Margherita Ligure e Portofino.
È una gara che non fa sconti, ma proprio per questo resta impressa. Ti mette alla prova e allo stesso tempo ti ripaga con emozioni forti.


Organizzazione, novità e solidarietà

Organizzare più eventi di corsa nello stesso weekend è una sfida complessa. Su cosa vi siete concentrati maggiormente dal punto di vista organizzativo?

La sfida principale è stata coordinare logistica, sicurezza e servizi mantenendo standard elevati per tutte le gare del weekend. Ci siamo concentrati molto sull’esperienza del runner: gestione dei flussi, qualità dei ristori, comunicazione chiara e coinvolgimento del territorio, con l’obiettivo di far percepire che non si tratta di eventi separati, ma di un unico grande progetto sportivo.

A questo si affianca un aspetto per noi fondamentale: la solidarietà. Questa primavera mi sono recato in Togo, ad Azafi, dove abbiamo inaugurato un importante ambulatorio costruito grazie alla generosità degli atleti. È un’esperienza che ci ha segnato profondamente e che non si ferma qui: il progetto continua e continuerà grazie alla partecipazione di chi corre con noi.
Tanta corsa rock, quindi, ma anche tanta solidarietà.
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Correre è Rock

Il nostro claim è “Correre è Rock”. In che modo la Mezza Maratona delle Due Perle, la Portofino Marathon e l’intero weekend incarnano questo spirito fatto di emozione, fatica e autenticità?

Sono rock perché sono veri. Qui non si cercano scorciatoie: i percorsi sono esigenti, il territorio si fa sentire e ogni chilometro va conquistato.
È uno spirito fatto di sacrificio, passione e condivisione. Ed è rock anche perché la corsa diventa un mezzo per fare qualcosa di buono, insieme.


Come iscriversi agli eventi

Per chi vuole essere al via il 17 e 18 gennaio 2026: come ci si iscrive alla Mezza Maratona delle Due Perle, alla Portofino Marathon e alla Portofino Run?

Le iscrizioni sono aperte attraverso i canali ufficiali dell’organizzazione. È possibile scegliere tra maratona, mezza maratona e 10 km, con tariffe agevolate per chi si iscrive in anticipo.
Il consiglio è di muoversi per tempo: i posti sono limitati e l’evento è ormai alle porte. Iscriversi subito significa assicurarsi un posto in un weekend di sport, territorio e condivisione.
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Correre è Rock, tutto il weekend

🏃‍♂️ Correre a Santa Margherita Ligure, tra le Due Perle e Portofino, è molto più di una gara: è un intero weekend di running, paesaggio e valori condivisi.
Perché nello spirito di Correre è Rock la corsa è fatica e musica, ma è anche solidarietà che lascia il segno, dentro e fuori dal percorso.

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #portofinomarathon #rockaandrollrun #santamargheritaligure 

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Allenamento 12×1000: le ripetute più rock di sempre

Correre è ROCK!
12×1000 al Ritmo dei Guns N’ Roses

Bentornati su Correre è ROCK, lo spazio in cui la corsa incontra la musica che ha fatto la storia.
Dopo i collinari “in levare” e le playlist più ispirate, oggi alziamo il volume e andiamo dritti al cuore della preparazione: 12 ripetute sui 1000 metri, uno degli allenamenti più iconici e temuti dal mondo del running.

A guidarci non saranno i bip dell’orologio, ma l’energia cruda e senza compromessi dei Guns N’ Roses. Perché certe sedute non chiedono solo gambe allenate, ma anche carattere. E il rock, quello vero, di carattere ne ha da vendere.


Le 12×1000: disciplina, ritmo e attitudine

Le ripetute sui 1000 sono un classico intramontabile.
Servono a migliorare il ritmo gara, la resistenza alla velocità e la capacità di gestire la fatica quando il corpo vorrebbe fermarsi.

L’idea è semplice:

  • 12 prove da 1000 metri

  • ritmo vicino a quello dei 10 km o della mezza

  • recupero in corsa lenta o jogging controllato

Ma oggi il focus non è solo il cronometro.
È l’atteggiamento mentale, quello che vi permette di affrontare ogni ripetuta come fosse un piccolo concerto: intenso, sudato, vero.


Riscaldamento: Welcome to the Jungle

Prima di entrare nel vivo servono 15–20 minuti di corsa lenta.
Nelle cuffie parte Welcome to the Jungle: non per accelerare, ma per prepararsi.

State entrando nella giungla dell’allenamento.
Qui non esistono scorciatoie, solo il vostro passo, il respiro che si assesta e la consapevolezza che quello che verrà non sarà comodo, ma sarà utile.

Qualche allungo, mobilità, e siete pronti.
Le luci si abbassano, il palco è vostro.


Le Ripetute: Appetite for Destruction

Ogni 1000 metri è una sfida a sé.
All’inizio vi sentite leggeri, quasi spavaldi: It’s So Easy sembra dirvi che tutto filerà liscio.
Ma già dopo poche ripetute capite che il vero lavoro sta iniziando.

Con Mr. Brownstone e Out ta Get Me il ritmo si stabilizza, la falcata trova la sua forma.
Nighttrain vi trascina avanti, mentre Paradise City segna il giro di boa: siete a metà, e ora la seduta inizia a presentare il conto.

Le gambe si fanno dure, il fiato più corto.
You Could Be Mine accompagna la lotta interiore tra la voglia di mollare e quella di resistere.
Con Don’t Damn Me e Bad Obsession il ritmo diventa un’ossessione, da difendere metro dopo metro.

Le ultime ripetute sono puro carattere.
Right Next Door to Hell vi ricorda che siete sul limite, ma ancora in controllo.
E sull’ultimo 1000, Sweet Child O’ Mine, non serve andare più forte: serve rimanere presenti, solidi, concentrati fino all’ultimo passo.


Defaticamento: November Rain

Finito il lavoro, lasciate andare le gambe.
10–15 minuti di corsa lenta, respirazione profonda, sudore che si raffredda.

November Rain è il momento della calma dopo la tempesta.
Siete stanchi, svuotati, ma soddisfatti. Avete portato a casa un allenamento che costruisce davvero.


Playlist per Allenamento: Guns N’ Roses Edition

Welcome to the Jungle
It’s So Easy
Mr. Brownstone
Out ta Get Me
Nighttrain
Paradise City
You Could Be Mine
Don’t Damn Me
Bad Obsession
Right Next Door to Hell
Sweet Child O’ Mine
November Rain
Just a Little Patience

La postilla più importante: Just a Little Patience

E ricordatevi sempre una cosa:
sopra ogni allenamento, sopra ogni ritmo, serve Just a Little Patience.

La forma non si costruisce in una seduta sola.
Le ripetute insegnano la velocità, ma è la pazienza che costruisce l’atleta:
pazienza nel rispettare i tempi, nel non forzare quando non è giornata, nel fidarsi del percorso.

Perché il vero rock, come la vera corsa, non è uno sprint improvvisato.
È un assolo lungo, intenso, che arriva esattamente quando deve arrivare.

Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Continua a seguire Correre è ROCK!
Il ciclo di allenamenti che proponiamo è pensato per accompagnarti passo dopo passo verso una maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con l’obiettivo di arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.

Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo Personal Best,
contattaci  subito     QUI
Il coach Marco Frattini saprà come guidarti verso la tua maratona… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


✍️ Autore.
Mauro Teti

Sono Responsabile delle Pubbliche Relazioni per “Fratta & Time Machine”, il progetto musicale di Marco Frattini. Nel mio ruolo, curo e sviluppo le relazioni con i media, collaborando con testate di settore come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, dopo un’esperienza precedente con Musica 361.

Il mio approccio al mondo della musica va oltre la semplice promozione: è un’esplorazione a 360° che intreccia narrazione e analisi culturale. È da una passione profonda per la musica rock, intesa come linguaggio, attitudine e racconto generazionale, che ho imparato a riconoscere il valore di una canzone non solo come brano musicale, ma come frammento di storia e di identità collettiva.

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara      QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #gunsnroses 

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music


Correre è ROCK!
12×1000 al Ritmo dei Guns N’ Roses

Bentornati su Correre è ROCK, lo spazio in cui la corsa incontra la musica che ha fatto la storia.
Dopo i collinari “in levare” e le playlist più ispirate, oggi alziamo il volume e andiamo dritti al cuore della preparazione: 12 ripetute sui 1000 metri, uno degli allenamenti più iconici e temuti dal mondo del running.

A guidarci non saranno i bip dell’orologio, ma l’energia cruda e senza compromessi dei Guns N’ Roses. Perché certe sedute non chiedono solo gambe allenate, ma anche carattere. E il rock, quello vero, di carattere ne ha da vendere.


Le 12×1000: disciplina, ritmo e attitudine

Le ripetute sui 1000 sono un classico intramontabile.
Servono a migliorare il ritmo gara, la resistenza alla velocità e la capacità di gestire la fatica quando il corpo vorrebbe fermarsi.

L’idea è semplice:

  • 12 prove da 1000 metri

  • ritmo vicino a quello dei 10 km o della mezza

  • recupero in corsa lenta o jogging controllato

Ma oggi il focus non è solo il cronometro.
È l’atteggiamento mentale, quello che vi permette di affrontare ogni ripetuta come fosse un piccolo concerto: intenso, sudato, vero.



Riscaldamento: Welcome to the Jungle

Prima di entrare nel vivo servono 15–20 minuti di corsa lenta.
Nelle cuffie parte Welcome to the Jungle: non per accelerare, ma per prepararsi.

State entrando nella giungla dell’allenamento.
Qui non esistono scorciatoie, solo il vostro passo, il respiro che si assesta e la consapevolezza che quello che verrà non sarà comodo, ma sarà utile.

Qualche allungo, mobilità, e siete pronti.
Le luci si abbassano, il palco è vostro.


Le Ripetute: Appetite for Destruction

Ogni 1000 metri è una sfida a sé.
All’inizio vi sentite leggeri, quasi spavaldi: It’s So Easy sembra dirvi che tutto filerà liscio.
Ma già dopo poche ripetute capite che il vero lavoro sta iniziando.

Con Mr. Brownstone e Out ta Get Me il ritmo si stabilizza, la falcata trova la sua forma.
Nighttrain vi trascina avanti, mentre Paradise City segna il giro di boa: siete a metà, e ora la seduta inizia a presentare il conto.

Le gambe si fanno dure, il fiato più corto.
You Could Be Mine accompagna la lotta interiore tra la voglia di mollare e quella di resistere.
Con Don’t Damn Me e Bad Obsession il ritmo diventa un’ossessione, da difendere metro dopo metro.

Le ultime ripetute sono puro carattere.
Right Next Door to Hell vi ricorda che siete sul limite, ma ancora in controllo.
E sull’ultimo 1000, Sweet Child O’ Mine, non serve andare più forte: serve rimanere presenti, solidi, concentrati fino all’ultimo passo.


Defaticamento: November Rain

Finito il lavoro, lasciate andare le gambe.
10–15 minuti di corsa lenta, respirazione profonda, sudore che si raffredda.

November Rain è il momento della calma dopo la tempesta.
Siete stanchi, svuotati, ma soddisfatti. Avete portato a casa un allenamento che costruisce davvero.



Playlist per Allenamento: Guns N’ Roses Edition

Welcome to the Jungle
It’s So Easy
Mr. Brownstone
Out ta Get Me
Nighttrain
Paradise City
You Could Be Mine
Don’t Damn Me
Bad Obsession
Right Next Door to Hell
Sweet Child O’ Mine
November Rain
Just a Little Patience


La postilla più importante: Just a Little Patience

E ricordatevi sempre una cosa:
sopra ogni allenamento, sopra ogni ritmo, serve Just a Little Patience.

La forma non si costruisce in una seduta sola.
Le ripetute insegnano la velocità, ma è la pazienza che costruisce l’atleta:
pazienza nel rispettare i tempi, nel non forzare quando non è giornata, nel fidarsi del percorso.

Perché il vero rock, come la vera corsa, non è uno sprint improvvisato.
È un assolo lungo, intenso, che arriva esattamente quando deve arrivare.


Vuoi preparare al meglio la tua prossima gara?

Continua a seguire Correre è ROCK!
Il ciclo di allenamenti che proponiamo è pensato per accompagnarti passo dopo passo verso una maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con l’obiettivo di arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.

Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo Personal Best,
contattaci  subito     QUI

Continua a seguire Correre è ROCK!
Il ciclo di allenamenti che proponiamo è pensato per accompagnarti passo dopo passo verso una maratona di primavera, costruendo forma, resistenza e carattere attraverso sedute mirate e playlist rock selezionate.

Nei prossimi articoli parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento:
dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Ogni seduta sarà un tassello di un percorso strutturato, con l’obiettivo di arrivare alla linea di partenza pronti fisicamente e mentalmente.

Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo Personal Best,
contattaci subito QUI.
Il coach Marco Frattini saprà come guidarti verso la tua maratona… con il giusto sottofondo rock. 🎸🏃‍♂️


✍️ Autore.
Mauro Teti

Sono Responsabile delle Pubbliche Relazioni per “Fratta & Time Machine”, il progetto musicale di Marco Frattini. Nel mio ruolo, curo e sviluppo le relazioni con i media, collaborando con testate di settore come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, dopo un’esperienza precedente con Musica 361.

Il mio approccio al mondo della musica va oltre la semplice promozione: è un’esplorazione a 360° che intreccia narrazione e analisi culturale. È da una passione profonda per la musica rock, intesa come linguaggio, attitudine e racconto generazionale, che ho imparato a riconoscere il valore di una canzone non solo come brano musicale, ma come frammento di storia e di identità collettiva.

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara      QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
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#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #gunsnroses 

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Il Rock silenzioso di Fratta & Time Machine

Il rock silenzioso di Fratta & Time Machine
Una bomba a orologeria e un muro di suono impensabile

C’è un rock che non fa rumore prima di esplodere.
Si carica lentamente, sotto pelle, lontano dalle luci, fino a diventare una bomba a orologeria pronta a trasformarsi in un muro di suono impensabile.

È il rock silenzioso di Fratta & Time Machine.

Il paradosso è reale, concreto: Marco Frattini è totalmente sordo. Ha perso definitivamente l’udito nel 2006. Eppure compone, suona, firma tutti gli assoli di chitarra e guida una band con una precisione che spiazza.
Il suono non nasce dall’ascolto, ma da una percezione profonda, fisica, interna. Quando arriva, non chiede permesso.

Il silenzio diventa spazio creativo. La concentrazione diventa metodo.
Il risultato è un rock compatto, viscerale, costruito, mai urlato ma sempre presente.

Fratta & Time Machine non inseguono mode né scorciatoie.
Costruiscono. Stratificano. Scavano.

Il nuovo repertorio inedito è la fotografia di questo percorso.

Porada Dance respira e cresce lentamente, con un groove ipnotico che richiama movimento e attesa.
Mine Old Running Shoes è blues puro, sporco, diretto: strada, fatica, memoria.
Pic & Roll è energia istintiva, ritmo che spinge e cambia direzione.
Rock & Roll Run, il brano più atteso, è una dichiarazione di intenti: il rock come corsa continua, resistenza, verità.

Definire questo progetto “rock silenzioso” significa coglierne l’essenza: non cerca attenzione, ma quando parte non puoi ignorarlo.

La bomba è armata.
Il conto alla rovescia è iniziato.
E quando esploderà, sarà rock che corre.

📍 Il prossimo appuntamento dal vivo è a Torino.
Sabato 28 dicembre, Fratta & Time Machine porteranno questo rock silenzioso sul palco, trasformandolo in muro di suono, energia e movimento.

Un live che unirà musica, corsa e storie vere, pensato per chi vuole vivere il progetto Rock & Roll Run dal vivo, senza filtri.

🍽️ Posti limitati – è possibile prenotare il proprio tavolo   QUI.

Torino, 28 dicembre.
Il conto alla rovescia è partito.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #sarahgiomi #rockaandrollrun #ultramaratona

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

Il rock silenzioso di Fratta & Time Machine
Una bomba a orologeria e un muro di suono impensabile


C’è un rock che non fa rumore prima di esplodere.
Si carica lentamente, sotto pelle, lontano dalle luci, fino a diventare una bomba a orologeria pronta a trasformarsi in un muro di suono impensabile.

È il rock silenzioso di Fratta & Time Machine.

Il paradosso è reale, concreto: Marco Frattini è totalmente sordo. Ha perso definitivamente l’udito nel 2006. Eppure compone, suona, firma tutti gli assoli di chitarra e guida una band con una precisione che spiazza.
Il suono non nasce dall’ascolto, ma da una percezione profonda, fisica, interna. Quando arriva, non chiede permesso.


Il silenzio diventa spazio creativo. La concentrazione diventa metodo.
Il risultato è un rock compatto, viscerale, costruito, mai urlato ma sempre presente.

Fratta & Time Machine non inseguono mode né scorciatoie.
Costruiscono. Stratificano. Scavano.

Il nuovo repertorio inedito è la fotografia di questo percorso.

Porada Dance respira e cresce lentamente, con un groove ipnotico che richiama movimento e attesa.
Mine Old Running Shoes è blues puro, sporco, diretto: strada, fatica, memoria.
Pic & Roll è energia istintiva, ritmo che spinge e cambia direzione.
Rock & Roll Run, il brano più atteso, è una dichiarazione di intenti: il rock come corsa continua, resistenza, verità.


Definire questo progetto “rock silenzioso” significa coglierne l’essenza: non cerca attenzione, ma quando parte non puoi ignorarlo.

La bomba è armata.
Il conto alla rovescia è iniziato.
E quando esploderà, sarà rock che corre.

📍 Il prossimo appuntamento dal vivo è a Torino.
Sabato 28 dicembre, Fratta & Time Machine porteranno questo rock silenzioso sul palco, trasformandolo in muro di suono, energia e movimento.


Un live che unirà musica, corsa e storie vere, pensato per chi vuole vivere il progetto Rock & Roll Run dal vivo, senza filtri.

🍽️ Posti limitati – è possibile prenotare il proprio tavolo   QUI.

Torino, 28 dicembre.
Il conto alla rovescia è partito.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #sarahgiomi #rockaandrollrun #ultramaratona

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

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Correre è Rock: intervista a Sarah Giomi

Azzurra dell’ultramaratona, Sarah Giomi è un’atleta che ha trasformato la passione per la corsa in un percorso di crescita continua, personale e sportiva.
Dopo un passato da maratoneta, ha trovato nelle ultramaratone una nuova dimensione fatta di resistenza, forza mentale e capacità di spingersi oltre i propri limiti.

Con il supporto e l’ispirazione di Monica Casiraghi, campionessa e oggi CT della nazionale azzurra di ultramaratona, Sarah è una delle voci più autentiche di cosa significhi vivere la corsa come un viaggio profondo, intenso e, diciamolo pure, decisamente rock.

Ciao Sarah, ben ritrovata. Ci siamo conosciuti e incontrati da maratoneta e ora sei approdata alle ultra: qual è stata la scintilla che ti ha spinto verso queste distanze estreme?

La voglia di mettermi sempre di più alla prova e di testare la mie abilità anche su terreni diversi. Mi sento anche portata per le discipline di ultraendurance. Nel tempo e attraverso la pratica sportiva, mi sono conosciuta meglio, sia nei limiti che nelle potenzialità… ho una marcata capacità di resistere alla fatica e alla sofferenza, ho un buon focus mentale e atteggiamento resiliente, caratteristiche che si addicono a questo tipo di sforzi.

Inoltre Monica Casiraghi mi ha ispirato, la sua passione e visione è travolgente!

Correre è Rock: cosa significa per te questa definizione e in che modo senti che la corsa rispecchia l’energia del rock?

Nell’affermazione “Correre è Rock” sento l’energia di un ritmo che caratterizza anche le gare di corsa, il battito del cuore e dei piedi sul terreno, ma se parliamo dei viaggi nell’ultraendurance, ci assocerei altre definizioni e attributi musicali, andrei più sul neoclassico. Nell’ultramaratona ci vedo più che altro armonia, passione, viaggio…

Quali sono i brani o gli artisti che non possono mancare nella tua playlist e che ti danno la carica nelle gare o negli allenamenti più duri?

In realtà per la mente passano diverse musiche e autori, più che altro pop, che si possano canticchiare agevolmente senza impegno, che distraggano e riportino magari a momenti di serenità a cui le associo per vissuto personale.

Quanto è stato importante il tuo rapporto con Monica Casiraghi, prima come fonte di ispirazione e oggi come CT della nazionale azzurra di ultramaratona?

Monica Casiraghi è una persona e atleta straordinaria, vera appassionata e visionaria dell’ultramarattona. Ha ridato luce ad un periodo per me buio, fatto di consecutivi infortuni. Con la sua ispirazione ho ritrovato la voglia di mettermi in gioco. Come CT della nazionale è un importante punto di riferimento.

Guardando avanti, quali sono le sfide che ti motivano di più e che cosa sogni di trasmettere agli atleti che si avvicinano all’ultramaratona?

Le vere sfide sono quelle extrasportive, lo sport per me è passione ed espressione.
Dal punto di vista atletico punto comunque sempre al miglioramento e magari in un futuro anche a spingermi negli ultratrail.
Agli atleti che si avvicinano all’ultramaratona vorrei trasmettere l’umanità di questa disciplina. Racchiude emozioni incredibili, ti mette davanti ai tuoi limiti fisici e mentali, ti spinge oltre. La vera ricchezza sta nel processo, nella preparazione, nell’avvicinamento alla gara. Bisogna essere disposti ad accogliere la fatica, e trarne forza. Un percorso di crescita che nella gara trova il momento di massima espressione.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web
Official tag: #correreèrock #sarahgiomi #rockaandrollrun #ultramaratona

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

Azzurra dell’ultramaratona, Sarah Giomi è un’atleta che ha trasformato la passione per la corsa in un percorso di crescita continua, personale e sportiva.
Dopo un passato da maratoneta, ha trovato nelle ultramaratone una nuova dimensione fatta di resistenza, forza mentale e capacità di spingersi oltre i propri limiti.

Con il supporto e l’ispirazione di Monica Casiraghi, campionessa e oggi CT della nazionale azzurra di ultramaratona, Sarah è una delle voci più autentiche di cosa significhi vivere la corsa come un viaggio profondo, intenso e, diciamolo pure, decisamente rock.

Ciao Sarah, ben ritrovata. Ci siamo conosciuti e incontrati da maratoneta e ora sei approdata alle ultra: qual è stata la scintilla che ti ha spinto verso queste distanze estreme?

La voglia di mettermi sempre di più alla prova e di testare la mie abilità anche su terreni diversi. Mi sento anche portata per le discipline di ultraendurance. Nel tempo e attraverso la pratica sportiva, mi sono conosciuta meglio, sia nei limiti che nelle potenzialità… ho una marcata capacità di resistere alla fatica e alla sofferenza, ho un buon focus mentale e atteggiamento resiliente, caratteristiche che si addicono a questo tipo di sforzi.

Inoltre Monica Casiraghi mi ha ispirato, la sua passione e visione è travolgente!

Correre è Rock: cosa significa per te questa definizione e in che modo senti che la corsa rispecchia l’energia del rock?

Nell’affermazione “Correre è Rock” sento l’energia di un ritmo che caratterizza anche le gare di corsa, il battito del cuore e dei piedi sul terreno, ma se parliamo dei viaggi nell’ultraendurance, ci assocerei altre definizioni e attributi musicali, andrei più sul neoclassico. Nell’ultramaratona ci vedo più che altro armonia, passione, viaggio…

Quali sono i brani o gli artisti che non possono mancare nella tua playlist e che ti danno la carica nelle gare o negli allenamenti più duri?

In realtà per la mente passano diverse musiche e autori, più che altro pop, che si possano canticchiare agevolmente senza impegno, che distraggano e riportino magari a momenti di serenità a cui le associo per vissuto personale.

Quanto è stato importante il tuo rapporto con Monica Casiraghi, prima come fonte di ispirazione e oggi come CT della nazionale azzurra di ultramaratona?

Monica Casiraghi è una persona e atleta straordinaria, vera appassionata e visionaria dell’ultramarattona. Ha ridato luce ad un periodo per me buio, fatto di consecutivi infortuni. Con la sua ispirazione ho ritrovato la voglia di mettermi in gioco. Come CT della nazionale è un importante punto di riferimento.

Guardando avanti, quali sono le sfide che ti motivano di più e che cosa sogni di trasmettere agli atleti che si avvicinano all’ultramaratona?

Le vere sfide sono quelle extrasportive, lo sport per me è passione ed espressione.
Dal punto di vista atletico punto comunque sempre al miglioramento e magari in un futuro anche a spingermi negli ultratrail.
Agli atleti che si avvicinano all’ultramaratona vorrei trasmettere l’umanità di questa disciplina. Racchiude emozioni incredibili, ti mette davanti ai tuoi limiti fisici e mentali, ti spinge oltre. La vera ricchezza sta nel processo, nella preparazione, nell’avvicinamento alla gara. Bisogna essere disposti ad accogliere la fatica, e trarne forza. Un percorso di crescita che nella gara trova il momento di massima espressione.


🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Concerto Fratta & Time Machine: musica e running

🎸Concerto Fratta & Time Machine a Torino il 28 dicembre: musica, running e grandi ospiti

Torino ospita domenica 28 dicembre il concerto di Fratta & Time Machine, una serata ad alto voltaggio che unisce musica rock, running e storie di sport estremo.
L’evento si terrà presso il Circolo Corso Parigi (Corso Dante 28/A) e si preannuncia come un appuntamento imperdibile per appassionati di musica dal vivo e corsa.

👉 È possibile acquistare la bandana ufficiale Fratta & Time Machine e sostenere il progetto musicale e culturale   QUI.


🎶 Musica e running sullo stesso palco

Il live di Fratta & Time Machine non è solo un concerto, ma un’esperienza che racconta il legame profondo tra musica e movimento.
I brani della band parlano di corsa, resistenza, libertà e paesaggi interiori, trasformando il palco in uno spazio di condivisione tra suono, sport e storie di vita.


👟 Ospiti e progetti speciali della serata

La serata vedrà la partecipazione di importanti realtà e protagonisti del mondo del running e del trail.
🏃‍♂️ Piossasco Trail Runners
Una rappresentativa del territorio piemontese impegnata nella promozione della corsa in natura e dei valori del trail running.

🌍 Alberto Rovera – organizzatore di eventi podistici internazionali

Durante l’evento verranno presentati due progetti solidali che utilizzano lo sport come strumento educativo e sociale:
– Ensemble pour Grandir – Benin, dedicato alla crescita educativa e sportiva di bambini e giovani
– Dream Educ Foot, iniziativa che unisce istruzione e sport per creare nuove opportunità di sviluppo


⭐ Ospite d’onore: Marco Olmo

Tra i momenti più attesi della serata, la presenza di Marco Olmo, leggenda vivente del trail running mondiale.
Nel suo palmarès figurano:
– Due vittorie all’Ultra-Trail du Mont-Blanc (2006 e 2007)
– Successi alla Sahara Race e alla Libyan Challenge
– Oltre trent’anni di competizioni internazionali ai massimi livelli

Una testimonianza che rende l’evento unico per tutti gli appassionati di corsa e montagna.


📍 Dove e quando

– Data: Domenica 28 dicembre 2025
– Luogo: Circolo Corso Parigi – Corso Dante 28/A, Torino
– Apertura porte: ore 18:30
– Inizio concerto: ore 19:45
– Contributo: 10 € con prima consumazione inclusa
(Ingresso gratuito per chi cena o per i nuovi tesserati – evento riservato ai soci ARCI)

👉 Posti limitati: è possibile prenotare il proprio tavolo per la serata   +39 331 861 3851.


🔥 Un evento tra musica, sport e valori

Il concerto di Fratta & Time Machine a Torino il 28 dicembre sarà un incontro tra rock, running, solidarietà e grandi storie di vita, capace di unire pubblico musicale e sportivo in un’unica esperienza.

📌 Appuntamento al Circolo Corso Parigi per una serata ad alto contenuto di energia.

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #circolocorsoparigitorino #rockaandrollrun #frattatimemachine

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🎸Concerto Fratta & Time Machine a Torino il 28 dicembre: musica, running e grandi ospiti

Torino ospita domenica 28 dicembre il concerto di Fratta & Time Machine, una serata ad alto voltaggio che unisce musica rock, running e storie di sport estremo.
L’evento si terrà presso il Circolo Corso Parigi (Corso Dante 28/A) e si preannuncia come un appuntamento imperdibile per appassionati di musica dal vivo e corsa.

👉 È possibile acquistare la bandana ufficiale Fratta & Time Machine e sostenere il progetto musicale e culturale   QUI.


🎶 Musica e running sullo stesso palco

Il live di Fratta & Time Machine non è solo un concerto, ma un’esperienza che racconta il legame profondo tra musica e movimento.
I brani della band parlano di corsa, resistenza, libertà e paesaggi interiori, trasformando il palco in uno spazio di condivisione tra suono, sport e storie di vita.



👟 Ospiti e progetti speciali della serata

La serata vedrà la partecipazione di importanti realtà e protagonisti del mondo del running e del trail.
🏃‍♂️ Piossasco Trail Runners
Una rappresentativa del territorio piemontese impegnata nella promozione della corsa in natura e dei valori del trail running.

🌍 Alberto Rovera – organizzatore di eventi podistici internazionali

Durante l’evento verranno presentati due progetti solidali che utilizzano lo sport come strumento educativo e sociale:
– Ensemble pour Grandir – Benin, dedicato alla crescita educativa e sportiva di bambini e giovani
– Dream Educ Foot, iniziativa che unisce istruzione e sport per creare nuove opportunità di sviluppo



⭐ Ospite d’onore: Marco Olmo

Tra i momenti più attesi della serata, la presenza di Marco Olmo, leggenda vivente del trail running mondiale.
Nel suo palmarès figurano:
– Due vittorie all’Ultra-Trail du Mont-Blanc (2006 e 2007)
– Successi alla Sahara Race e alla Libyan Challenge
– Oltre trent’anni di competizioni internazionali ai massimi livelli

Una testimonianza che rende l’evento unico per tutti gli appassionati di corsa e montagna.


📍 Dove e quando

– Data: Domenica 28 dicembre 2025
– Luogo: Circolo Corso Parigi – Corso Dante 28/A, Torino
– Apertura porte: ore 18:30
– Inizio concerto: ore 19:45
– Contributo: 10 € con prima consumazione inclusa
(Ingresso gratuito per chi cena o per i nuovi tesserati – evento riservato ai soci ARCI)

👉 Posti limitati: è possibile prenotare il proprio tavolo per la serata  +39 331 861 3851..


🔥 Un evento tra musica, sport e valori

Il concerto di Fratta & Time Machine a Torino il 28 dicembre sarà un incontro tra rock, running, solidarietà e grandi storie di vita, capace di unire pubblico musicale e sportivo in un’unica esperienza.

📌 Appuntamento al Circolo Corso Parigi per una serata ad alto contenuto di energia.

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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L’Allenamento collinare perfetto al ritmo dei Beatles

Correre è ROCK! L’Allenamento Collinare Perfetto con la Playlist dei Beatles

Come annunciato, eccoci con un nuovo episodio di “Correre è Rock”.
Oggi vi portiamo in un viaggio musicale unico: una playlist per allenamento di 60 minuti, perfetta per un allenamento collinare a sensazione, accompagnata dalle canzoni più leggendarie dei Beatles.

Correre con i Beatles: ritmo, energia e libertà

In allenamento non ci sono le regole rigide della gara: potete fare ciò che volete.
Create la vostra playlist per allenamento e ascoltatela in cuffia, oppure correte “ad orecchie libere”, canticchiando le canzoni nella testa e lasciandovi trasportare dal ritmo dei Fab Four.

La scaletta che vi proponiamo vuole accompagnarvi con gioia e motivazione lungo un’ora di corsa collinare.
Il principio ispiratore è quello della corsa a sensazione: spingere quando la gamba gira e rallentare quando serve, seguendo le proprie percezioni.

Allenamento collinare a sensazione: quando la musica detta il passo

Si parte con Magical Mystery Tour, il nostro invito a unirvi al “magico viaggio nel mistero”: il mistero di come vi sentirete tra un’ora.
Avete scelto un collinare, vi state già pentendo e vi sentite come The Fool on the Hill? Niente paura: noi runner siamo tutti un po’ pazzi. D’altronde, se volete risultati, il vostro Ticket to Ride è la fatica.

State correndo a sensazione, ma dentro di voi pensate al Personal Best. Allora, Live and Let Die!
Run for Your Life e lasciatevi trasportare dal ritmo incalzante di Hey Bulldog, come se un cane vi stesse davvero correndo dietro.

Quando la nostalgia dei tempi migliori vi sfiora, Get Back vi darà la spinta per ritrovare la vostra forma. E se vi serve una mano, Help! farà il resto.
Se la motivazione vacilla, ricordate che basta With a Little Help from My Friends: immaginate di correre con gli altri sulle note di All Together Now e Come Together.

Dalla fatica alla luce: l’arrivo con Here Comes the Sun

Non scoraggiatevi se siete soli: pensate alla prossima gara, alle sensazioni di Band on the Run.
Allenatevi come se aveste accanto un pacer, mantenendo il passo regolare e costante.

E quando la stanchezza si fa sentire, ecco che arriva la luce: Here Comes the Sun.
Lo scandire deciso della batteria di Ringo in Sgt. Pepper vi aiuterà a non mollare proprio alla fine.

I brani dei Beatles sono brevi, quindi per completare l’ora concedetevi l’Abbey Road Medley: melodie splendide, l’unico assolo di batteria di Ringo e le chitarre di John, Paul e George che vi daranno la spinta finale.

Alla fine ricordate: anche in allenamento, “l’amore che ricevi è uguale a quello che dai”.
Annotate le vostre sensazioni — ai tempi ci pensa il Garmin — perché con questo allenamento vi state candidando a diventare il Paperback Writer della vostra prossima competizione.

Playlist per allenamento: i Beatles che ti fanno correre

  1. Magical Mystery Tour
  2. The Fool on the Hill
  3. Ticket to Ride
  4. Live and Let Die
  5. Run for Your Life
  6. Hey Bulldog
  7. Get Back
  8. Help!
  9. With a Little Help from My Friends
  10. All Together Now
  11. Come Together
  12. Band on the Run
  13. Here Comes the Sun
  14. Sgt. Pepper
  15. Abbey Road Medley
  16. Paperback Writer

Perché una playlist per allenamento aiuta davvero

Correre con la musica non è solo divertente: aiuta a mantenere ritmo e concentrazione, riduce la percezione della fatica e migliora l’umore.
Con una playlist per allenamento come questa, anche le salite diventano più leggere e ogni chilometro più piacevole.

Vuoi preparare al meglio la tua prossima maratona?

Segui il nostro prossimo articolo targato Correre è ROCK!
Ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
contattaci  subito     QUI
Il coach Marco Frattini saprà come aiutarti.

✍️ Autore.
Mauro Teti
“Sono Responsabile delle Pubbliche Relazioni per ‘Fratta & Time Machine’, il progetto musicale di Marco Frattini. Nel mio ruolo, coltivo e gestisco le relazioni con i media, collaborando con testate di settore come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, e avendo maturato un’esperienza precedente con Musica 361.

Il mio approccio al mondo della musica va oltre la semplice promozione: è un’esplorazione a 360°, che unisce narrazione e analisi culturale. È proprio da una passione radicata, il mio primo e indiscusso amore per i Beatles, che ho imparato a comprendere il potere di una canzone non solo come brano musicale, ma come racconto e frammento di storia.”

Richiedi il codice sconto per la tua prossima gara      QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: archivio web, 
Official tag:
#correreèrock #playlistmaratona #rockaandrollrun #beatles #thefoolonthehill

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music


Correre è ROCK! L’Allenamento Collinare Perfetto con la Playlist dei Beatles

Come annunciato, eccoci con un nuovo episodio di “Correre è Rock”.
Oggi vi portiamo in un viaggio musicale unico: una playlist per allenamento di 60 minuti, perfetta per un allenamento collinare a sensazione, accompagnata dalle canzoni più leggendarie dei Beatles.

Correre con i Beatles: ritmo, energia e libertà

In allenamento non ci sono le regole rigide della gara: potete fare ciò che volete.
Create la vostra playlist per allenamento e ascoltatela in cuffia, oppure correte “ad orecchie libere”, canticchiando le canzoni nella testa e lasciandovi trasportare dal ritmo dei Fab Four.

La scaletta che vi proponiamo vuole accompagnarvi con gioia e motivazione lungo un’ora di corsa collinare.
Il principio ispiratore è quello della corsa a sensazione: spingere quando la gamba gira e rallentare quando serve, seguendo le proprie percezioni.

Allenamento collinare a sensazione: quando la musica detta il passo

Si parte con Magical Mystery Tour, il nostro invito a unirvi al “magico viaggio nel mistero”: il mistero di come vi sentirete tra un’ora.
Avete scelto un collinare, vi state già pentendo e vi sentite come The Fool on the Hill? Niente paura: noi runner siamo tutti un po’ pazzi. D’altronde, se volete risultati, il vostro Ticket to Ride è la fatica.

State correndo a sensazione, ma dentro di voi pensate al Personal Best. Allora, Live and Let Die!
Run for Your Life e lasciatevi trasportare dal ritmo incalzante di Hey Bulldog, come se un cane vi stesse davvero correndo dietro.

Quando la nostalgia dei tempi migliori vi sfiora, Get Back vi darà la spinta per ritrovare la vostra forma. E se vi serve una mano, Help! farà il resto.
Se la motivazione vacilla, ricordate che basta With a Little Help from My Friends: immaginate di correre con gli altri sulle note di All Together Now e Come Together.


Dalla fatica alla luce: l’arrivo con Here Comes the Sun

Non scoraggiatevi se siete soli: pensate alla prossima gara, alle sensazioni di Band on the Run.
Allenatevi come se aveste accanto un pacer, mantenendo il passo regolare e costante.

E quando la stanchezza si fa sentire, ecco che arriva la luce: Here Comes the Sun.
Lo scandire deciso della batteria di Ringo in Sgt. Pepper vi aiuterà a non mollare proprio alla fine.

I brani dei Beatles sono brevi, quindi per completare l’ora concedetevi l’Abbey Road Medley: melodie splendide, l’unico assolo di batteria di Ringo e le chitarre di John, Paul e George che vi daranno la spinta finale.

Alla fine ricordate: anche in allenamento, “l’amore che ricevi è uguale a quello che dai”.
Annotate le vostre sensazioni — ai tempi ci pensa il Garmin — perché con questo allenamento vi state candidando a diventare il Paperback Writer della vostra prossima competizione.

Playlist per allenamento: i Beatles che ti fanno correre

  1. Magical Mystery Tour
  2. The Fool on the Hill
  3. Ticket to Ride
  4. Live and Let Die
  5. Run for Your Life
  6. Hey Bulldog
  7. Get Back
  8. Help!
  9. With a Little Help from My Friends
  10. All Together Now
  11. Come Together
  12. Band on the Run
  13. Here Comes the Sun
  14. Sgt. Pepper
  15. Abbey Road Medley
  16. Paperback Writer


Perché una playlist per allenamento aiuta davvero

Correre con la musica non è solo divertente: aiuta a mantenere ritmo e concentrazione, riduce la percezione della fatica e migliora l’umore.
Con una playlist per allenamento come questa, anche le salite diventano più leggere e ogni chilometro più piacevole.

“Sono Responsabile delle Pubbliche Relazioni per ‘Fratta & Time Machine’, il progetto musicale di Marco Frattini. Nel mio ruolo, coltivo e gestisco le relazioni con i media, collaborando con testate di settore come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, e avendo maturato un’esperienza precedente con Musica 361.

Il mio approccio al mondo della musica va oltre la semplice promozione: è un’esplorazione a 360°, che unisce narrazione e analisi culturale. È proprio da una passione radicata, il mio primo e indiscusso amore per i Beatles, che ho imparato a comprendere il potere di una canzone non solo come brano musicale, ma come racconto e frammento di storia.”

Vuoi preparare al meglio la tua prossima maratona?

Segui il nostro prossimo articolo targato Correre è ROCK!
Ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
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Il coach Marco Frattini saprà come aiutarti.

✍️ Autore.
Mauro Teti
“Sono Responsabile delle Pubbliche Relazioni per ‘Fratta & Time Machine’, il progetto musicale di Marco Frattini. Nel mio ruolo, coltivo e gestisco le relazioni con i media, collaborando con testate di settore come Auralcrave, Il Buscadero e Milano Free, e avendo maturato un’esperienza precedente con Musica 361.

Il mio approccio al mondo della musica va oltre la semplice promozione: è un’esplorazione a 360°, che unisce narrazione e analisi culturale. È proprio da una passione radicata, il mio primo e indiscusso amore per i Beatles, che ho imparato a comprendere il potere di una canzone non solo come brano musicale, ma come racconto e frammento di storia.”

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(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Correre è Rock: 6 Miglia di Piossasco

Correre è Rock – Intervista a Gianluca Logozzo, organizzatore della 6 Miglia di Piossasco

Per il ciclo “Correre è Rock”, dedicato alle storie e agli eventi che sanno unire la corsa all’energia e alla passione del rock, incontriamo Gianluca Logozzo, presidente Piossasco Trail Runners e organizzatore della 6 Miglia di Piossasco.
La manifestazione, nata e ideata da Giuseppe Fiorentini, rappresenta un perfetto equilibrio tra corsa su strada e trail running, offrendo ai partecipanti un percorso tecnico, panoramico e ricco di emozioni.

Ciao Gianluca, come nasce l’idea della 6 Miglia di Piossasco e cosa rappresenta per la tua comunità sportiva?
Abbiamo ereditato con grande piacere questo evento da Giuseppe Fiorentini, oggi 82 anni e runner ancora attivo. Giuseppe è un mito della nostra circoscrizione, oltre a essere stato nominato “organizzatore dell’anno” dalla Fidal negli anni 90.
L’obiettivo di valorizzare il territorio circostante a Piossasco attraverso eventi postici, fa parte del DNA del gruppo Piossasco Trail Runners, che è prima di tutto una grande famiglia. Stiamo lavorando per riportare questa corsa ai livelli pre-pandemia rendendola inoltre accessibile a tutti, ma mantenendo l’anima sportiva forte che da sempre la caratterizza.
La 6 Miglia è diventata un modo per far conoscere la nostra collina, i suoi sentieri e la voglia di muoversi insieme. È una gara, certo, ma soprattutto una festa della corsa.

Il percorso alterna tratti cittadini e sterrati: perché è importante conciliare la corsa su strada con l’esperienza del trail?
Credo che oggi molti runner cerchino proprio questo equilibrio. La corsa su strada allena la costanza, la gestione del ritmo, mentre il trail aggiunge la componente naturale, l’imprevisto, la libertà. La 6 Miglia è un piccolo ponte tra i due mondi: si parte dall’asfalto e si arriva alla collina, con scorci bellissimi sul Monte San Giorgio. È un modo per dire che correre non è solo prestazione, ma anche scoperta.

Le iscrizioni sono già aperte: fino a quando è possibile registrarsi e con quali modalità?
Sì, le iscrizioni sono aperte online direttamente dal sito ufficiale dei Piossasco Trail Runners, nella sezione dedicata all’evento:
👉 www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/
Iscriviti subito   QUI

Ci si può iscrivere fino alle 24 di giovedì 13 novembre, poi direttamente in loco. Offriamo sia la versione competitiva (con classifica e chip cronometraggio) sia la non competitiva, per chi vuole semplicemente vivere la corsa in compagnia. Inoltre, accogliamo anche camminatori e famiglie, perché l’idea è davvero quella di un evento aperto a tutti.

C’è un grande spirito di squadra nei Piossasco Trail Runners. Quanto conta la dimensione del gruppo nella riuscita di un evento come questo?
Conta tantissimo. Senza il gruppo, la 6 Miglia non esisterebbe. Ogni volontario, ogni atleta, ogni persona che dà una mano fa parte di un meccanismo che funziona perché c’è passione vera. Lavoriamo mesi per curare ogni dettaglio: dal percorso alla sicurezza, fino al ristoro finale. È questo spirito collettivo che trasforma una semplice corsa in un’esperienza da ricordare.

Se dovessi associare la 6 Miglia di Piossasco a un brano rock, quale sceglieresti e perché?Direi “Don’t Stop Me Now” dei Queen.
È una canzone che trasmette pura energia e voglia di vivere, proprio come la nostra corsa. Ogni volta che sento quel ritmo, mi viene voglia di partire a correre. E poi parla di libertà, di movimento, di divertimento — tre parole che raccontano perfettamente lo spirito della 6 Miglia.

🔗 Per saperne di più
📍 Evento: 6 Miglia di Piossasco
📅 Data: 16 novembre 2025
ℹ️ Info e iscrizioni: https://www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/

Iscriviti subito   QUI

🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: ufficio stampa Piossasco Trail Runners
Official tag:
#correreèrock #rockaandrollrun #seimigliadipiossasco #queen

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music


Correre è Rock – Intervista a Gianluca Logozzo, organizzatore della 6 Miglia di Piossasco

Per il ciclo “Correre è Rock”, dedicato alle storie e agli eventi che sanno unire la corsa all’energia e alla passione del rock, incontriamo Gianluca Logozzo, presidente Piossasco Trail Runners e organizzatore della 6 Miglia di Piossasco.
La manifestazione, nata e ideata da Giuseppe Fiorentini, rappresenta un perfetto equilibrio tra corsa su strada e trail running, offrendo ai partecipanti un percorso tecnico, panoramico e ricco di emozioni.

Ciao Gianluca, come nasce l’idea della 6 Miglia di Piossasco e cosa rappresenta per la tua comunità sportiva?
Abbiamo ereditato con grande piacere questo evento da Giuseppe Fiorentini, oggi 82 anni e runner ancora attivo. Giuseppe è un mito della nostra circoscrizione, oltre a essere stato nominato “organizzatore dell’anno” dalla Fidal negli anni 90.
L’obiettivo di valorizzare il territorio circostante a Piossasco attraverso eventi postici, fa parte del DNA del gruppo Piossasco Trail Runners, che è prima di tutto una grande famiglia. Stiamo lavorando per riportare questa corsa ai livelli pre-pandemia rendendola inoltre accessibile a tutti, ma mantenendo l’anima sportiva forte che da sempre la caratterizza.
La 6 Miglia è diventata un modo per far conoscere la nostra collina, i suoi sentieri e la voglia di muoversi insieme. È una gara, certo, ma soprattutto una festa della corsa.


Il percorso alterna tratti cittadini e sterrati: perché è importante conciliare la corsa su strada con l’esperienza del trail?
Credo che oggi molti runner cerchino proprio questo equilibrio. La corsa su strada allena la costanza, la gestione del ritmo, mentre il trail aggiunge la componente naturale, l’imprevisto, la libertà. La 6 Miglia è un piccolo ponte tra i due mondi: si parte dall’asfalto e si arriva alla collina, con scorci bellissimi sul Monte San Giorgio. È un modo per dire che correre non è solo prestazione, ma anche scoperta.

Le iscrizioni sono già aperte: fino a quando è possibile registrarsi e con quali modalità?
Sì, le iscrizioni sono aperte online direttamente dal sito ufficiale dei Piossasco Trail Runners, nella sezione dedicata all’evento:
👉 www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/
Iscriviti subito   QUI

Ci si può iscrivere fino alle 24 di giovedì 13 novembre, poi direttamente in loco. Offriamo sia la versione competitiva (con classifica e chip cronometraggio) sia la non competitiva, per chi vuole semplicemente vivere la corsa in compagnia. Inoltre, accogliamo anche camminatori e famiglie, perché l’idea è davvero quella di un evento aperto a tutti.

C’è un grande spirito di squadra nei Piossasco Trail Runners. Quanto conta la dimensione del gruppo nella riuscita di un evento come questo?
Conta tantissimo. Senza il gruppo, la 6 Miglia non esisterebbe. Ogni volontario, ogni atleta, ogni persona che dà una mano fa parte di un meccanismo che funziona perché c’è passione vera. Lavoriamo mesi per curare ogni dettaglio: dal percorso alla sicurezza, fino al ristoro finale. È questo spirito collettivo che trasforma una semplice corsa in un’esperienza da ricordare.


Se dovessi associare la 6 Miglia di Piossasco a un brano rock, quale sceglieresti e perché?
Direi “Don’t Stop Me Now” dei Queen.
È una canzone che trasmette pura energia e voglia di vivere, proprio come la nostra corsa. Ogni volta che sento quel ritmo, mi viene voglia di partire a correre. E poi parla di libertà, di movimento, di divertimento — tre parole che raccontano perfettamente lo spirito della 6 Miglia.

🔗 Per saperne di più
📍 Evento: 6 Miglia di Piossasco
📅 Data: 16 novembre 2025
ℹ️ Info e iscrizioni: https://www.piossascotrailrunners.it/eventi/6-miglia-di-piossasco/

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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

Photo credit: ufficio stampa Piossasco Trail Runners
Official tag:
#correreèrock #rockaandrollrun #seimigliadipiossasco #queen

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini:running wear, life style, music

Correre è Rock: 6 Miglia di Piossasco Leggi tutto »

Venicemarathon 2025 corre a ritmo dei Pink Floyd

Venicemarathon 2025: tra ponti, musica e magia.
Quando Venezia corre a ritmo dei Pink Floyd

Venezia stamattina si è svegliata al ritmo di ventimila passi. Non quelli dei turisti distratti, ma quelli concentrati, ritmati, quasi musicali, dei corridori della Venicemarathon 2025, partiti da Villa Pisani a Stra per attraversare il cuore della laguna, fino a tagliare il traguardo a Riva dei Sette Martiri.
Una sinfonia di resistenza e passione, come se in sottofondo, tra le calli e i canali, risuonasse la voce di David Gilmour che sussurra:

“Breathe, breathe in the air. Don’t be afraid to care.”
(Breathe, The Dark Side of the Moon, 1973)

Dalla Riviera del Brenta alla città che respira arte e fatica

Il percorso della Venicemarathon è un capolavoro di equilibrio tra sport e architettura, una sfida ingegneristica e logistica che ricorda da vicino la complessità di un grande evento musicale. Come nel concerto dei Pink Floyd del 1989 in Piazza San Marco, quando Venezia dovette reinventarsi per accogliere un’onda sonora planetaria, anche oggi la città ha orchestrato un evento che unisce precisione e poesia.
Chi organizza la maratona conosce bene la parola “studio”: ogni ponte, ogni deviazione, ogni canale richiede un progetto dedicato, calcoli millimetrici, permessi, sicurezza e rispetto per un patrimonio fragile e vivo.

Come i tecnici che, 36 anni fa, sospesero il palco dei Pink Floyd su una piattaforma galleggiante per non toccare la pietra antica della piazza, oggi gli ingegneri della Venicemarathon hanno costruito un ponte galleggiante temporaneo, fatto di barche, per permettere ai corridori di attraversare il Canal Grande. Un’opera effimera, poetica, quasi musicale.

“Run Like Hell”: quando la corsa diventa battaglia

Lungo la Riviera del Brenta, la maratona prende ritmo. Le ville palladiane scorrono accanto come spettatrici silenziose, il respiro si sincronizza ai passi. È il momento di “Run Like Hell” (The Wall, 1979):

“You better run all day and run all night.”
Non è solo una gara, ma un atto di resistenza.

A Mestre, il calore della folla si trasforma in carburante. Le voci dei tifosi risuonano come un assolo di chitarra. Al Parco San Giuliano, l’energia si trasforma in trance: “On the Run” (The Dark Side of the Moon) sembra descrivere il battito collettivo di migliaia di cuori.

Poi arriva il Ponte della Libertà, quel lungo rettilineo che separa la terraferma dall’isola. È il vero spartiacque della gara: per i primi, è il punto in cui si decide la vittoria; per gli altri, il momento in cui il corpo vacilla e la mente diventa protagonista. Alcuni lo attraversano con la furia di “One of These Days”, altri con la serenità meditativa di “Fearless”:

“And I’ll climb the hill in my own way.”

Venezia, i 14 ponti e l’acqua alta: quando la città mette alla prova anche i campioni

Entrare a Venezia è come varcare un sogno. Ma la bellezza è anche una prova. I 14 ponti da superare – costruiti appositamente o adattati per l’evento – diventano la montagna simbolica di ogni maratoneta. Il rumore dei passi sull’acqua, il legno umido delle passerelle, i riflessi del sole tra le onde: tutto ricorda che qui la corsa è un atto d’amore verso la città stessa.

Ed è proprio tra il 40° e il 41° chilometro, in Piazza San Marco, che il destino scrive la sua pagina più intensa: Zebenay Ashumar, l’etiope straordinaria, cade a causa dell’acqua alta. Il pubblico trattiene il fiato. Per un istante, sembra che il sogno si spezzi. Ma lei si rialza, come in Learning to Fly:

“A soul in tension that’s learning to fly, condition grounded but determined to try.”
Riparte, corre, vince. In 2 ore, 27 minuti e 31 secondi.

La doppietta etiope si completa con Robi Deribe, che domina tra gli uomini con 2h08’58”. Due anime africane che conquistano una città anfibia, sospesa tra acqua e cielo.

Una macchina perfetta: come un concerto dei Pink Floyd

Dietro la poesia c’è la precisione. Coordinare 20.000 corridori provenienti da 80 Paesi, garantire la sicurezza con 232 operatori tra Protezione Civile, Alpini, Guardia Costiera e volontari, chiudere il traffico e proteggere un ecosistema urbano fragile: tutto questo è un esercizio di logistica e sensibilità.
Come un grande concerto live, ogni errore tecnico può diventare una dissonanza. Ma oggi, a Venezia, la sinfonia è stata perfetta.

La città, come nel ’89, ha vibrato. Non di decibel, ma di battiti cardiaci sincronizzati. La musica non era nelle casse, ma nei polmoni e nei passi.

Il tempo, la corsa, la città

Alla fine, mentre gli ultimi arrivano al traguardo, sembra di sentire i versi di Time risuonare tra le calli:

“And then one day you find ten years have got behind you.”
Ogni chilometro è un frammento di vita, ogni passo un atto di resistenza al tempo che scorre.
Hai corso la Venicemarathon? Lascia la tua recensione e il tuo voto  QUI

Vuoi preparare al meglio la tua prossima maratona?

Segui il nostro prossimo articolo targato Correre è ROCK!
Ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
contattaci  subito     QUI
Il coach Marco Frattini saprà come aiutarti.

✍️ Autore.
Mauro Teti
Scrivo di musica perché non potrei farne a meno. Sono responsabile pubbliche relazioni del Progetto musicale di Marco Frattini, “Fratta & Time Machine”. Collaboro con Auralcrave, Il Buscadero, Milano Free e ho collaborato con Musica 361. Formatore in ambito Excel avanzato e comunicazione digitale, esploro il mondo musicale con uno sguardo narrativo e culturale, tra storie nascoste, suoni d’autore e significati da (ri)scoprire. Finisher 4 edizioni Venicemarathon. 

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Venicemarathon 2025: tra ponti, musica e magia.
Quando Venezia corre a ritmo dei Pink Floyd

Venezia stamattina si è svegliata al ritmo di ventimila passi. Non quelli dei turisti distratti, ma quelli concentrati, ritmati, quasi musicali, dei corridori della Venicemarathon 2025, partiti da Villa Pisani a Stra per attraversare il cuore della laguna, fino a tagliare il traguardo a Riva dei Sette Martiri.
Una sinfonia di resistenza e passione, come se in sottofondo, tra le calli e i canali, risuonasse la voce di David Gilmour che sussurra:

“Breathe, breathe in the air. Don’t be afraid to care.”
(Breathe, The Dark Side of the Moon, 1973)

Dalla Riviera del Brenta alla città che respira arte e fatica

Il percorso della Venicemarathon è un capolavoro di equilibrio tra sport e architettura, una sfida ingegneristica e logistica che ricorda da vicino la complessità di un grande evento musicale. Come nel concerto dei Pink Floyd del 1989 in Piazza San Marco, quando Venezia dovette reinventarsi per accogliere un’onda sonora planetaria, anche oggi la città ha orchestrato un evento che unisce precisione e poesia.
Chi organizza la maratona conosce bene la parola “studio”: ogni ponte, ogni deviazione, ogni canale richiede un progetto dedicato, calcoli millimetrici, permessi, sicurezza e rispetto per un patrimonio fragile e vivo.

Come i tecnici che, 36 anni fa, sospesero il palco dei Pink Floyd su una piattaforma galleggiante per non toccare la pietra antica della piazza, oggi gli ingegneri della Venicemarathon hanno costruito un ponte galleggiante temporaneo, fatto di barche, per permettere ai corridori di attraversare il Canal Grande. Un’opera effimera, poetica, quasi musicale.

“Run Like Hell”: quando la corsa diventa battaglia

Lungo la Riviera del Brenta, la maratona prende ritmo. Le ville palladiane scorrono accanto come spettatrici silenziose, il respiro si sincronizza ai passi. È il momento di “Run Like Hell” (The Wall, 1979):

“You better run all day and run all night.”
Non è solo una gara, ma un atto di resistenza.

A Mestre, il calore della folla si trasforma in carburante. Le voci dei tifosi risuonano come un assolo di chitarra. Al Parco San Giuliano, l’energia si trasforma in trance: “On the Run” (The Dark Side of the Moon) sembra descrivere il battito collettivo di migliaia di cuori.

Poi arriva il Ponte della Libertà, quel lungo rettilineo che separa la terraferma dall’isola. È il vero spartiacque della gara: per i primi, è il punto in cui si decide la vittoria; per gli altri, il momento in cui il corpo vacilla e la mente diventa protagonista. Alcuni lo attraversano con la furia di “One of These Days”, altri con la serenità meditativa di “Fearless”:

“And I’ll climb the hill in my own way.”

Venezia, i 14 ponti e l’acqua alta: quando la città mette alla prova anche i campioni

Entrare a Venezia è come varcare un sogno. Ma la bellezza è anche una prova. I 14 ponti da superare – costruiti appositamente o adattati per l’evento – diventano la montagna simbolica di ogni maratoneta. Il rumore dei passi sull’acqua, il legno umido delle passerelle, i riflessi del sole tra le onde: tutto ricorda che qui la corsa è un atto d’amore verso la città stessa.

Ed è proprio tra il 40° e il 41° chilometro, in Piazza San Marco, che il destino scrive la sua pagina più intensa: Zebenay Ashumar, l’etiope straordinaria, cade a causa dell’acqua alta. Il pubblico trattiene il fiato. Per un istante, sembra che il sogno si spezzi. Ma lei si rialza, come in Learning to Fly:

“A soul in tension that’s learning to fly, condition grounded but determined to try.”
Riparte, corre, vince. In 2 ore, 27 minuti e 31 secondi.

La doppietta etiope si completa con Robi Deribe, che domina tra gli uomini con 2h08’58”. Due anime africane che conquistano una città anfibia, sospesa tra acqua e cielo.

Una macchina perfetta: come un concerto dei Pink Floyd

Dietro la poesia c’è la precisione. Coordinare 20.000 corridori provenienti da 80 Paesi, garantire la sicurezza con 232 operatori tra Protezione Civile, Alpini, Guardia Costiera e volontari, chiudere il traffico e proteggere un ecosistema urbano fragile: tutto questo è un esercizio di logistica e sensibilità.
Come un grande concerto live, ogni errore tecnico può diventare una dissonanza. Ma oggi, a Venezia, la sinfonia è stata perfetta.

La città, come nel ’89, ha vibrato. Non di decibel, ma di battiti cardiaci sincronizzati. La musica non era nelle casse, ma nei polmoni e nei passi.

Il tempo, la corsa, la città

Alla fine, mentre gli ultimi arrivano al traguardo, sembra di sentire i versi di Time risuonare tra le calli:

“And then one day you find ten years have got behind you.”
Ogni chilometro è un frammento di vita, ogni passo un atto di resistenza al tempo che scorre.
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I Marziani: i podisti giunti da Marte

  
I Marziani: i podisti giunti da Marte
Quella de I Marziani è, con ogni probabilità, una delle ultime storie attuali romantiche legate al mondo del podismo e della corsa, di cui la città di Milano può farsi onore. I Marziani, ancor prima di un gruppo di persone, sono un’entità di spirito mossa da un’anima che, senza ombra di dubbio sostiene e aleggia tra questa comunità. Ne parliamo con Flavio Capuzzo, presidente dell’associazione I Marziani.

In principio.
Ciao Flavio, ci siamo recentemente incontrati, anche se la storia dei Marziani l’abbiamo potuta vivere e conoscere entrambi dai suoi albori. A te il compito di raccontare e spiegare chi sono I Marziani.
10 anni senza Fabrizio Cosi, il capitano e fondatore di questa realtà. Quanto si sente la sua mancanza?
In realtà la domanda non è corretta perché Fabrizio è stato padre e fondatore dei Podisti da Marte. I-Marziani nascono dopo la scomparsa di Fabrizio, la scelta del nome  è stata fatta perché un giorno Fabrizio disse: “se dovessi ridare un nome a questo progetto, lo chiamerei I Marziani”. Questo ti dice quanto si senta la sua assenza e quanto cerchiamo di proseguire in quello che ci aveva insegnato, coscienti però di quanto manchi il suo carisma, il suo trascinare, il suo saper fare.

Chi è il marziano?
Il marziano potremmo dire che è un podista solidale, ma soprattutto I-MARZIANI sono prima di tutto le loro MISSIONI. Fare del bene sostenendo le ONLUS e promuovendo il loro messaggio solidale attraverso le strade della nostra città. Il Marziano organizza missioni periodiche a favore di ONLUS locali; partecipa con entusiasmo ad eventi sportivi benefici e non. Ma soprattutto è un collettivo; ci divertiamo assieme e lo facciamo per una buona causa, sempre.

“Extra terrestre portami via”, cantava Eugenio Finardi. Forse intendeva portami a correre. In fondo tutti noi abbiamo un marziano nel cuore e nell’animo. Come è possibile partecipare al vostro progetto e diventare a tutti gli effetti un marziano?
Esatto. Il portami via di Eugenio Finardi lo riassumerei in “un vieni con noi”. I nostri eventi sono aperti a tutti e non necessitano di iscrizione, come conoscerli? Tramite le nostre pagine Instagram e Facebook o il sito www.i-marziani.it. Inoltre, se si vuole anche fattivamente sostenere e aiutare il progetto, ci si può iscrivere all’associazione I-Marziani.
Visita il sito dell’associazione I Marziani  QUI

Gli eventi.
Quali saranno le missioni che vi vedranno coinvolti in questo periodo?
 Vorrei ricordare innanzitutto una missione particolare che ci vede impegnati per tutto l’anno. Una volta al mese si corre per sostenere un progetto che cambia al termine dell’annata in corso. Fino al 2024 era la RIM 6:15 che stava per: Run In Milan. Correvamo l’ultimo mercoledì del mese alle 6:15 del mattino. Dal 2025 è diventata ParkRIM, perché la Park Run in Milan si tiene in concomitanza con la ParkRun dell’ultimo sabato del mese. In questa occasione facciamo una raccolta fondi con il metodo del caffè sospeso. Inoltre parteciperemo alla RUN4HOPE, progetto a livello nazionale di staffette, quest’anno a sostegno dell’A.I.R.C., ma soprattutto alla staffetta della Milano Marathon. Questo sarà senz’altro l’evento per noi più importante per il 2025. La partecipazione con le nostre staffette sarà svolta con l’intenzione di ricordare il decennale della perdita di Fabrizio Cosi.

E per concludere.
A quando il prossimo incontro?
Questa sera, invitiamo tutto il popolo del podismo meneghino alla nostra festa.
La nostra maratona per Fabrizio ormai si avvicina, e non lo volevamo fare un aperitivo marziano prima del 6 Aprile? Una serata tutta per noi e per i nostri amici di ADMO, la ONP per cui correremo la maratona 2025. L’evento è aperto a TUTTI, maratoneti, staffettisti, amici, simpatizzanti. Il locale è facile da raggiungere e sarà solo per noi, in una location particolare e storica.
E poi, lo sai bene che ci sarai anche tu a intrattenerci con la tua musica e altri graditi ospiti che arriveranno, ovviamente, direttamente da Marte.
Il costo dell’aperitivo è di 20 €, comprensivo della donazione per sostenere la nostra raccolta fondi. Per meglio organizzare chiediamo di confermare la prenotazione a raccolte@i-marziani.it oppure chiamate, messaggiate, whatsappate Flavio al 3357687547 o Simona di ADMO Lombardia al 3481432077
Guarda l’invito alla serata e conferma la tua presenza  QUI

Official tag: #imarziani
Credit foto: Associazione i Marziani


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CiaoRunner: dal sogno social al portale per i runner che non si arrendono

CiaoRunner: dal sogno social al portale per i runner che non si arrendono
Negli ultimi anni, il mondo del running ha visto nascere e morire decine di piattaforme dedicate al podismo. Ma poche hanno lasciato il segno come CiaoRunner, una web app tutta italiana che ha cercato — e continua a cercare — di unire la passione per la corsa con la forza della community digitale.

La nascita di CiaoRunner: un social per chi corre
CiaoRunner nasce come progetto ambizioso: diventare il primo social network dedicato ai runner, dove condividere percorsi, risultati, foto e obiettivi.
Un’idea semplice ma potente: far incontrare persone con la stessa passione per la corsa, ovunque si trovino.

🎥 Guarda il video sulla nascita del progetto:
👉 CiaoRunner – Le origini

L’inizio è promettente: l’app guadagna attenzione, raccoglie iscritti e ottiene buoni feedback. Ma come spesso accade nel mondo digitale, il sogno si scontra con la realtà.

Il fallimento del progetto come social
Nonostante l’entusiasmo, CiaoRunner non riesce a competere con i colossi del settore (come Strava o Nike Run Club) e si scontra con i limiti tipici delle startup: risorse limitate, bassa fidelizzazione e un modello di business non sostenibile.

🎥 Un racconto onesto del fallimento:
👉 CiaoRunner – Il lato difficile del progetto

L’esperienza si trasforma in una lezione preziosa: non basta una buona idea, serve una direzione chiara e un valore concreto per l’utente.

Il presente: un portale per eventi e sconti
Oggi CiaoRunner ha cambiato pelle.
Non più un social, ma un portale dedicato alla promozione di eventi podistici in tutta Italia.
Gli utenti possono scoprire gare, iscriversi direttamente e — soprattutto — richiedere codici sconto esclusivi per partecipare alle manifestazioni.

Questa funzione, ormai “principale” nel portale, è diventata la chiave del suo successo attuale.

🎥 Scopri come funziona oggi CiaoRunner:
👉 CiaoRunner – Le funzioni attive

Il sito è oggi un punto di riferimento per chi cerca un evento vicino casa o vuole partecipare a corse fuori regione risparmiando qualcosa.

Il nuovo aggiornamento: connettere runner ovunque*
Ma la storia non finisce qui.
Il team di CiaoRunner sta lavorando a una nuova funzione che potrebbe riportare il progetto alle sue radici social — ma in modo più concreto: mettere in contatto i runner ovunque ci si trovi.
L’obiettivo è creare connessioni reali, non solo virtuali, tra persone che condividono la stessa passione e vogliono correre insieme, anche lontano da casa.

Questa evoluzione promette di trasformare ancora una volta CiaoRunner, portandolo da semplice portale a strumento di aggregazione per la community dei runner italiani e internazionali.


🔗Visita il sito ufficiale
👉 www.ciaorunner.com

🎬 Video consigliati
1. CiaoRunner – le origini
2. CiaoRunner – Il lato difficile del progetto
3. CiaoRunner – Le funzioni attive

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Photo credit: redazione iovedodicorsa
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Lorenzo Cortesi: “Correre la Venice Marathon è vivere la bellezza. Ed è davvero Rock.”

Per il ciclo “Correre è Rock”, firmato iovedodicorsa, abbiamo incontrato Lorenzo Cortesi, General Manager della Venice Marathon, una delle gare più iconiche del panorama internazionale.

La Venicemarathon non è solo una corsa, ma un viaggio nella bellezza, dal cuore della Riviera del Brenta fino a Riva Sette Martiri,  preceduta dal giro d’onore in Piazza San Marco. Ogni chilometro racconta una storia unica, dove sport, cultura e paesaggio si fondono in un’esperienza irripetibile.

Con la prossima edizione in programma il 26 ottobre 2025, Lorenzo Cortesi ci ha raccontato cosa rende questa maratona un evento che ogni runner dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.


   Lorenzo, Venicemarathon è una delle maratone più iconiche d’Italia e non solo. Qual è la sua unicità?

Venezia è unica nel mondo e il percorso della Wizz Air Venicemarathon è unico al mondo!
Non solo per la bellezza della città, ma perché qui si corre sospesi sull’acqua. Il ponte di barche che attraversa il Canal Grande unendo Punta della Dogana ai Giardini di San Marco è un’esperienza che si può vivere solo alla Venicemarathon.

Hai già corso o correrai la Venicemarathon? Scrivici la tua recensione   QUI


Il percorso attraversa luoghi patrimonio mondiale. Quanto conta l’esperienza emozionale nel motivare i runner?

Correre la Maratona di Venezia è come vivere un’esperienza irripetibile. Ogni runner, almeno una volta nella vita, deve provarla. È un viaggio nella bellezza e nelle emozioni.


Il claim del nostro ciclo è “Correre è Rock”. Perché Venezia lo è davvero?

Correre la Venicemarathon è rock perché Venezia è rock!
È inclusiva, accessibile, viva. È una città che non si ferma mai, proprio come chi corre.


Negli anni avete saputo innovare molto. Quanto conta l’integrazione tra sport, territorio e comunità?

È fondamentale coinvolgere tutte le età. Per questo ad ogni evento affianchiamo distanze più brevi, per accompagnatori e amici, e le Alì Family Run per i più piccoli.
Vogliamo che tutta la famiglia viva l’esperienza del grande evento.


L’edizione 2025 si preannuncia speciale. Cosa dobbiamo aspettarci?

Quest’anno i runner saranno “sedotti” da Giacomo Casanova, il nostro fil rouge dell’edizione 2025, in occasione dei 300 anni dalla sua nascita.
Ma, come ogni anno, la vera magia sono i sorrisi, le lacrime e gli abbracci dei finisher: i momenti che rendono unica la Venicemarathon.


Non ti sei ancora iscritto? Richiedi il codice sconto    QUI

🏃‍♂️ Correre a Venezia è come attraversare un sogno, tra storia e acqua, tra musica e fatica.
Ed è proprio per questo che, come dice Cortesi, correre la Venice Marathon è davvero Rock.


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Intervista a Giorgio Rondelli: correre è rock?

Una vita dedicata alla corsa, al perfezionamento del gesto atletico e alla ricerca della massima espressione sportiva. Giorgio Rondelli non è solo uno degli allenatori più vincenti e carismatici dell’atletica italiana e mondiale, ma anche un esempio vivente di come la passione possa diventare il filo conduttore di una carriera e di un’intera esistenza fatta di sport, tenacia e perseveranza.

In questa intervista esclusiva chiediamo a Giorgio Rondelli un parere sul rapporto tra corsa, ritmo e musica rock.

Togliamo subito ogni indugio
Correre è rock?
«Credo proprio di sì. Per lo meno per me che ho sempre legato le due cose. Fin dai tempi di Elvis Presley ho trovato nella musica rock quella spinta emotiva che accompagna la fatica e la trasforma in energia positiva. Negli allenamenti lunghi, quando accompagnavo gli atleti, spesso mettevo musica rock proprio per dare ritmo e motivazione. Il rock, con la sua forza e la sua immediatezza, è perfetto per esprimere la stessa intensità che c’è nella corsa: sudore, battito, passione.»


Corsa e musica: ritmo, armonia e velocità
Correre è ritmo, armonia e velocità: è dunque possibile trovare delle assonanze tra l’attività podistica e la musica?
«Certamente. Correre significa entrare in un flusso fatto di ritmo e armonia, un po’ come seguire una partitura musicale. Nei grandi meeting del nord Europa mi è capitato spesso di vedere il pubblico che aiutava gli atleti a trovare la spinta giusta battendo le mani ritmicamente sui tabelloni pubblicitari. Era come se lo stadio intero diventasse uno strumento musicale. Non a caso la World Athletics vieta agli atleti di usare gli auricolari in gara: la musica è considerata un supporto esterno, quasi una forma di doping, perché può davvero cambiare la percezione della fatica. Questo la dice lunga su quanto sia forte e reale il legame tra corsa e musica.»


Un aneddoto rock dalla nazionale di cross
Tra i tanti episodi e ricordi legati alla corsa, ne ha di rock da raccontare?
«Sì, assolutamente. Quando ero tecnico della nazionale di cross, preparai per i ragazzi una compilation che diventò una sorta di colonna sonora dei nostri raduni. La canzone guida era La mia banda suona il rock. Non era solo un brano da ascoltare, ma un simbolo: ci rappresentava come squadra, con il nostro spirito combattivo e la voglia di affrontare insieme le sfide. Quella musica caricava gli atleti, li faceva sorridere anche nei momenti più duri e creava un senso di appartenenza. In fondo, anche il cross è un po’ rock: fango, freddo, percorsi durissimi, ma tanta energia e grinta.»

L’atleta come un rocker
La sua cultura sportiva è enciclopedica: quale atleta del passato e/o del presente potrebbe essere considerato un vero rocker?
«Direi senza dubbio Francesco Panetta, e lo associo subito a Born to Run di Bruce Springsteen. Panetta era un talento incredibile, ma anche un atleta con carattere, istinto e un modo di correre viscerale, molto simile all’anima del rock. Sul piano tecnico era straordinario, ma quello che colpiva era il temperamento: correva con l’anima, trascinava il pubblico, sapeva trasformare ogni gara in spettacolo. Un po’ come Springsteen sul palco: non solo tecnica, ma passione, grinta e cuore.»

La colonna sonora della corsa
Se correre è rock, quale sarebbe la sua colonna sonora?
«Se dovessi sceglierne una, direi Glory Days di Bruce Springsteen. È una canzone che parla dei momenti irripetibili della vita, di quei giorni che restano scolpiti nella memoria e che nessuno può portarti via. Nello sport è lo stesso: ogni atleta e ogni allenatore ha i suoi giorni di gloria, le vittorie, le emozioni, le fatiche trasformate in trionfi. E quando la ascolto, mi sembra quasi di rivivere quelle atmosfere: gli stadi pieni, le gare memorabili, la gioia condivisa con gli atleti. È la perfetta colonna sonora per dire che sì, correre è davvero rock.»


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Playlist La Maratona a Tempo di Rock

🎶 CANZONI MOTIVANTI PER AFFRONTARE OGNI FASE DELLA MARATONA
D
AL PRIMO KM AL TRAGUARDO.

Correre con la musica: energia e motivazione per i runner
Per noi di iovedodicorsa, “Correre è Rock”.
Infatti abbiamo creato una playlist pensata per la maratona: oltre 42 km di musica per accompagnarti dal primo passo al traguardo.

📌 Durata playlist: circa 3h10
📌 Passo medio di riferimento: 4:30/km


🎧 Musica e corsa: alleata o distrazione?
In molte gare ufficiali l’uso degli auricolari è vietato. Se punti al podio, questa playlist non fa per te.
Se invece il tuo obiettivo è correre con costanza e chiudere una maratona con soddisfazione, allora la musica può diventare la tua migliore alleata:
– ti dà motivazione,
– ti aiuta a gestire la fatica,
– trasforma la corsa in un viaggio emozionale.

💡 Attenzione: per alcuni runner la musica può stancare alla lunga. In quel caso, spegnila e concentrati su respiro e gambe.


🏁 Start (0–10 km) – trovare il ritmo
Nella prima parte di gara serve equilibrio: brani motivanti ma non troppo aggressivi.
– Coldplay – Viva La Vida
– Fontaines D.C. – A Hero’s Death
– The Human League – Don’t You Want Me
– Simple Minds – Glittering Prize
– Wings – Band on the Run
– George Harrison – Got My Mind Set on You
– Madonna – Hung Up
– Tears for Fears – The Tipping Point

💡 Consiglio quindi di non bruciare le energie iniziali, pensa a goderti il viaggio.


🚀 Centrale (10–30 km) – entrare nel flow
In questa fase bisogna mantenere concentrazione e costanza. Un mix di elettronica e anni ’80 aiuta a rimanere nel “flow”.
– Faithless – Insomnia
– Asia Dub Foundation – Fortress Europe
– A-ha – Take on Me
– Blondie – Heart of Glass
– Franco Battiato – Centro di gravità permanente
– Marco Frattini – Corro come il Vento
– PFM – La Rivoluzione
– Area – Gioia e rivoluzione

💡 Consiglio: trova il tuo passo e lascia che la musica faccia da sfondo.


🔥 Il muro (30–35 km) – resistere alla fatica
Il momento più temuto. Qui serve forza mentale e brani che diano energia extra.
– U2 – New Year’s Day
– The Verve – Bitter Sweet Symphony
– Queen – Don’t Stop Me Now
– Massive Attack – Paradise Circus
– Joy Division – Atmosphere

💡 Consiglio: invece di pensare a quanto manca, affronta un chilometro alla volta. Non guardare troppo avanti.


🏆 Finale (35–42 km) – l’esplosione
Infine il traguardo si avvicina. Ora serve dare tutto e la playlist diventa pura adrenalina.
– Ramones – Blitzkrieg Bop
– Led Zeppelin – Rock and Roll
– Elton John – I’m Still Standing
– Bruce Springsteen – Born to Run
– The Beatles – Helter Skelter

💡 Consiglio: al termine, negli ultimi 195 metri togli le cuffie e goditi l’applauso.


🎶 Bonus esclusivo: A Due Passi dal Cielo
E per finire, al termine della playlist ti consigliamo di scaricare e ascoltare il nuovo brano del progetto Correre è Rock di Marco Frattini.
👉 A Due Passi dal Cielo scarica subito la DEMO gratuita    QUI


📝 Conclusione
La maratona è un capitolo a sé stante nella vita di un podista. Quando mancano pochi chilometri al traguardo, spesso giuriamo che sarà l’ultima, eppure, subito dopo aver tagliato il traguardo, ci ritroviamo già a pensare a come organizzare la prossima. La musica può ampliare la gioia del viaggio e distrarci nei momenti di crisi. Ad ogni arrivo ti senti in uno stato di grazia che George Harrison avrebbe definito ‘Cloud Nine’. Noi ti consigliamo di scaricare e ascoltare ‘A Due Passi dal Cielo’, il nuovo brano del progetto Correre è Rock di Marco Fratta.

Vuoi preparare al meglio la tua prossima maratona?

Nel nostro prossimo articolo ti parleremo della musica ideale per ogni tipo di allenamento: dal lungo lento alle ripetute, passando per fartlek, corsa media, progressivi e collinari.
Se il tuo obiettivo è sfruttare tutto il tuo potenziale e magari conquistare il tuo personal best,
contattaci  subito     QUI
Il coach Marco Frattini saprà come aiutarti.

✍️ Autore.
Mauro Teti
Scrivo di musica perché non potrei farne a meno. Sono responsabile pubbliche relazioni del Progetto musicale di Marco Frattini, “Fratta & Time Machine”. Collaboro con Auralcrave, Il Buscadero, Milano Free e ho collaborato con Musica 361. Formatore in ambito Excel avanzato e comunicazione digitale, esploro il mondo musicale con uno sguardo narrativo e culturale, tra storie nascoste, suoni d’autore e significati da (ri)scoprire.

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🏃 “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.”
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Anteprima Card A due passi dal Cielo

La Card da collezione n.003: Venicemarathon 2025
Dopo Maratona di Ravenna Città d’Arte e Run Rome The Marathon, la serie Card da collezione iovedodicorsa si arricchisce con un nuovo tassello: la CARD n.003 dedicata alla Venicemarathon 2025.
Un simbolo unico che unisce corsa, arte e musica: la card raffigura La grande Luna di Piparula, che illumina la laguna di Venezia con i suoi monumenti iconici.

Un oggetto da collezione per ogni runner
La Card n.003 sarà presente nei pacchi gara ufficiali della Venicemarathon.
Non solo un ricordo della corsa, ma un vero oggetto da collezione per chi ama correre e vivere le emozioni legate alla maratona.

Musica e corsa: scarica gratis “A due Passi dal Cielo”
Con la Card n.003, ogni runner potrà scaricare gratuitamente il brano “A due Passi dal Cielo”, il secondo inedito del progetto Correre è Rock di Marco Frattini – maratoneta, musicista, autore e fondatore di iovedodicorsa.
La musica accompagna ogni passo, aiutando i maratoneti a superare la fatica e a vivere con energia l’emozione dei 42 km.
Scarica la DEMO gratuita del brano A due passi dal cielo  QUI

Perché collezionare le Card iovedodicorsa
Le Card iovedodicorsa non sono semplici gadget:

  • rappresentano l’identità e i valori del brand,
  • celebrano le grandi maratone italiane,
  • offrono contenuti esclusivi per la community (come i brani musicali del progetto Correre è Rock).

Dopo Maratona di Ravenna Città d’Arte e Run Rome The Marathon, la Card n.003 Venice Marathon diventa il nuovo simbolo della stagione 2025/2026.

La Venicemarathon è un evento che unisce atleti, amatori e appassionati da tutto il mondo.
Con la Card da collezione n.003, iovedodicorsa celebra questo appuntamento con un oggetto unico che racchiude la passione per la corsa, la musica e la community.

Corri nella città più affascinante del mondo
Restano solo pochi giorni per iscriversi alla Venicemarathon 2025. E se avessi ancora qualche dubbio ti ricordiamo di richiedere il codice sconto su www.ciaorunner.com il portale della nostra community dedicata a tutti i runners indomiti.
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(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Playlist maratona il nostro teaser ROCK

La maratona ha la sua colonna sonora 🎶
Ogni runner sa che la musica può trasformare un allenamento o una gara. Per qualcuno è energia, per altri è concentrazione: in ogni caso, il ritmo accompagna i passi.

Noi di iovedodicorsa crediamo che correre sia rock e stiamo preparando qualcosa di speciale: una playlist dedicata a chi corre la maratona, pensata per accompagnarti nei 42 km e 195 metri della regina delle corse.

👉 Il 3 ottobre pubblicheremo la scaletta completa, con brani scelti per ogni fase della gara: dalla partenza al “muro”, fino allo sprint finale verso il traguardo.

Nel frattempo vogliamo coinvolgere anche te: qual è la canzone che non può mancare nella tua maratona?
Scrivilo nei commenti e aiutaci a rendere la playlist ancora più potente!
Allenati e vola con “Corro come il vento”: scaricala subito gratis  QUI

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Corsa a Oltranza 6 x Sempre: la gara rock di Cuneo

Corsa a Oltranza “6 x SEMPRE”: intervista ad Alberto Rovera nel cuore del parco fluviale di Cuneo
Nel cuore del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo torna una sfida che unisce resistenza, passione e spirito di squadra: la Corsa a Oltranza “6 x Sempre”, giunta alla sua terza edizione.
L’appuntamento è fissato per sabato 20 settembre, con un format unico nel suo genere che promette emozioni e spettacolo fino all’ultimo metro.

Per scoprire l’anima di questo evento podistico benefico, abbiamo intervistato Alberto Rovera, responsabile dell’organizzazione.

Una corsa unica nel suo genere
Ciao Alberto: cosa rende speciale la 6 x Sempre rispetto alle altre gare di endurance podistica?
«È una formula decisamente innovativa per le corse a oltranza. Gli atleti correranno su un anello di 6 km fino a quando resterà un solo concorrente. Al primo giro si hanno 60 minuti di tempo per completare il percorso; dal secondo in poi il tempo si riduce di un minuto ad ogni giro: 59 minuti al secondo, 58 al terzo e così via», spiega Rovera.

Un format che mette alla prova resistenza fisica e mentale, trasformando ogni giro in una sfida con se stessi.

Iscrizioni e requisiti per partecipare
Come iscriversi alla corsa a oltranza di Cuneo e chi può gareggiare?
– La gara è affiliata FIDAL, quindi è necessario il certificato medico agonistico.
– La partecipazione è riservata agli atleti tesserati a società riconosciute.
– Le iscrizioni sono disponibili online al link ufficiale: 6 x Sempre – Fino all’ultimo.
Iscriviti subito  QUI

Una corsa benefica per CURA NELLO SGUARDO
La 6 x Sempre non è solo sport, ma anche solidarietà, è così?
«L’evento è organizzato a scopo benefico: 10€ di ogni quota di iscrizione saranno devoluti a CURA NELLO SGUARDO Onlus, che da anni si impegna a supportare i malati terminali con cure palliative», sottolinea Rovera.

Un motivo in più per partecipare: correre significa anche aiutare a fare la differenza.

La cornice naturale del Parco Fluviale Gesso e Stura
Il percorso di 6 km è interamente immerso nel verde del Parco Fluviale di Cuneo, un’oasi naturale curata con grande attenzione dal Comune.
«La location è perfetta: si corre su sterrato, lungo il fiume Gesso, lontano da traffico e rumori, in totale sicurezza. Un ambiente che darà la giusta energia a ogni runner», racconta l’organizzatore.

Un evento che unisce sport e natura, ideale per chi ama correre circondato dal silenzio e dai paesaggi suggestivi.

Perché la 6 x Sempre è un evento “rock”
La corsa è inserita nel ciclo “Correre è Rock”, e non a caso.
«Al Nuovo, centro sportivo e ricreativo che ospita partenza e arrivo, ci sarà musica no stop, pasta party continuo e basi vita per ogni atleta. Inoltre, insieme all’azienda SoFood, festeggeremo un compleanno con tanta musica e attività sportive aperte anche agli accompagnatori», spiega Rovera.

La 6 x Sempre diventa così un vero e proprio weekend di festa per runner, famiglie e amici.

Sfida te stesso (e il record di Giorgio Calcaterra)
La 6 x Sempre non è solo per ultra-maratoneti.
Chiunque può partecipare anche solo per pochi giri, testando i propri limiti in una gara coinvolgente e inclusiva.
Il riferimento resta il record del campione Giorgio Calcaterra, che ha completato ben 22 giri nelle edizioni precedenti.
«Vi aspettiamo numerosi! Venite a sfidare voi stessi, a vivere la festa e soprattutto a sostenere la causa benefica», conclude Rovera.

La Corsa a Oltranza 6 x Sempre è molto più di una gara: è un’esperienza che unisce resistenza, amicizia, natura e solidarietà.
Un evento podistico unico in Piemonte, perfetto per chi vuole vivere lo sport in modo autentico e condiviso.

👉 Iscriviti ora alla 6 x Sempre e corri anche tu per fare la differenza!
Corri a iscriverti   QUI

Hai già partecipat nelle scorse edizioni?
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Photo credit: 6 X Sempre Cuneo
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Saldi iovedodicorsa – Sconti fino al 50% | Ora o mai più

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La stagione dei saldi è finalmente arrivata e iovedodicorsa lancia la sua campagna più attesa: “ORA O MAI PIÙ”.
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Giro del Lago di Chiusi: CORRERE E’ ROCK

Intervista a Mirco Solfanelli: Il Giro del lago di Chiusi tra sport, natura e cultura.
Chiusi si prepara ad accogliere una delle corse più suggestive della Toscana: il Giro del Lago di Chiusi 2025, in programma il 21 settembre. In occasione del ciclo “Correre è Rock”, abbiamo incontrato Mirco Solfanelli, responsabile organizzatore dell’evento, per scoprire le novità e i motivi che rendono questa corsa un’esperienza indimenticabile.

La storia del Giro del Lago di Chiusi.
Ciao Mirco, ci racconti brevemente la storia del Giro del Lago di Chiusi e cosa rende questa corsa così speciale per i partecipanti?
“Il Giro del Lago di Chiusi nasce quasi per caso nel 2009, da un ritrovo societario con corsa e pranzo di pesce di lago. L’idea era quella di esplorare un percorso che completasse l’intero giro del lago. Da allora la corsa è rimasta fedele al tracciato originale: un anello affascinante che regala scorci spettacolari sul lago, su Chiusi e sul Monte Cetona. È questo mix di sport e paesaggio che rende la gara speciale.”

Correre è Rock: cosa significa Correre è Rock: cosa significa davvero
Perché correre il Giro del Lago di Chiusi è ‘Rock’? Cosa significa questo slogan per l’esperienza dei partecipanti?
“Il nostro slogan ‘Correre è Rock’ non è solo una frase, ma uno spirito. È il mix di emozioni che unisce organizzazione, bellezze naturali, cultura etrusca e convivialità. Quest’anno ci saranno gadget imperdibili: canotte per runner e fit walker, magliette per i camminatori con un design esclusivo firmato dall’artista chiusina Roberta Betti.”

Novità dell’edizione 2025
Quali sono le principali novità di quest’anno rispetto alle edizioni precedenti?
Questo il ricco menù con tutte le novità che la nostra manifestazione propone:

  • Corsa competitiva di 18 km intorno al lago
  • Camminata di 8 km lungo il sentiero della bonifica
  • Nordic/Fit Walking competitivo di 18 km
  • Camminata non competitiva di 16 km, per chi vuole godersi l’intero giro senza correre
    Iscriviti subito   QUI

Iscrizioni e modalità di partecipazione
Per chi volesse partecipare, quali sono le modalità di iscrizione e le scadenze da rispettare?
Le iscrizioni online sono aperte su www.icron.it fino al 19 settembre.
È possibile iscriversi anche sul posto, sabato 20 e la mattina del 21, con una piccola maggiorazione.
Richiedi il codice sconto   QUI

Invito finale
Che messaggio vorresti dare a chi sta pensando di iscriversi per la prima volta o di tornare a correre con voi quest’anno?
“Chi ha già partecipato conosce la magia di questo percorso. A chi verrà per la prima volta, dico: unitevi a noi per l’ultimo weekend d’estate, tra Umbria e Toscana, con sport, amicizia, buon cibo e cultura. Vi aspettiamo a Chiusi, e non ve ne pentirete!”

Hai corso o correrai Il Giro del Lago di Chiusi?
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Photo credit: Il Giro del Lago di Chiusi
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Abbigliamento running trail: le offerte estate 2025 iovedodicorsa

Abbigliamento running trail: le offerte estate 2025 iovedodicorsa.
L’anima e lo spirito del runner indomito
iovedodicorsa – equipaggiamento pensato per chi non si ferma mai

C’è chi corre per moda. E poi c’è chi corre perché non può farne a meno. Il runner indomito non segue il tempo, lo sfida. Non cerca scorciatoie, ma sentieri. Ogni passo è una scelta. Ogni corsa, una conquista. Ed è per lui – o per lei – che abbiamo creato una linea d’abbigliamento con un’anima.

Non solo performance: identità in movimento.
Ogni capo firmato iovedodicorsa nasce da una filosofia semplice: unire tecnologia e carattere. Tessuti ultra-leggeri e resistenti, studiati per sostenerti nei percorsi più duri. Linee essenziali, tagli ergonomici e dettagli intelligenti: nulla è lasciato al caso, tutto serve a potenziare ciò che hai dentro.
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La nostra collezione è pensata per affrontare ogni condizione:
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☑️ Design eco-consapevole, perché rispetto e corsa possono andare di pari passo.

Ogni maglia, ogni pantalone, ogni accessorio è più di un capo tecnico. È un’estensione del tuo stile di corsa. È ciò che ti accompagna, ti sostiene e ti rappresenta.

Le calze? La tua anima che sostiene i piedi.
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La corsa è il tuo linguaggio. Noi ti vestiamo per parlarlo.
Chi sceglie iovedodicorsa non sceglie solo un look, ma una visione del mondo. Una visione fatta di resistenza, autenticità e coraggio. Indossare la nostra linea è come dire al mondo: io non mi fermo. Nemmeno quando fa freddo, nemmeno quando è dura. Io corro perché è lì che sono vivo.

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Corri con l’anima e il cuore. Corri con iovedodicorsa.

Fino al 31 agosto compreso

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Monterosa Est Himalayan Trail: CORRERE E’ ROCK

Monterosa Est Himalayan Trail: per il ciclo Correre è Rock, l’intervista a Paolo Ottone, organizzatore dell’evento alpino piemontese.
Il massiccio del Monte Rosa, per conformazione, rappresenta la catena montuosa caratterizzata dal maggior numero di vette oltre i 4000 m in Europa. Una vera scuola e palestra per tutti gli amanti e appassionati della montagna, che ricercano in questa area alpina, un luogo per mettersi alla prova con sé stessi e con la natura.
La parete est del Monte Rosa è la parete più alta delle Alpi, per geomorfologia l’unica di tipo himayalano, che si trova nel territorio del comune di Macugnaga.
Anche quest’anno, dal 1 al 3 agosto, il Monterosa Est Himalayan Trail, darà la possibilità, a una nutrita rappresentanza di atleti, di percorrere e sfidare la montagna più imponente d’Europa.
A Paolo Ottone, organizzatore e ideatore della manifestazione, affidiamo il compito di presentare e introdurci a questo evento.

Il Monte Rosa, montagna di cristallo, specchio del cielo, custode di silenzi millenari.
Ciao Paolo, tu che in questi luoghi sei nato e cresciuto, cosa rappresenta il Monte Rosa?
Il Monte Rosa rappresenta per me una montagna magnetica ed un grande amico sempre pronto ad accogliermi quando ho bisogno di staccare da tutto per qualche ora di silenzio.
Negli anni in cui ho viaggiato ha rappresentato una certezza che ho sempre portato con me, consapevole che quando sarei tornato l’avrei trovato lì ad aspettarmi con la sua imponenza, quasi a ricordarci che dovremmo sempre vivere la montagna con grande rispetto.

Sulle pendici del Rosa, l’uomo si fa piccolo, ma il suo spirito si espande.
Senza andare a toccare aspetti prettamente mistici, ma, secondo te, è possibile avvicinare l’esperienza del MEHT a un pellegrinaggio?
Senza dubbio, correre una gara parte del MEHT ti permette di realizzare quanto sia immensa questa montagna che accoglie chiunque ne abbia rispetto.
La sensazione di percorrere valli incontaminate tra Italia e Svizzera e tra borghi di tradizione Walser riporta al contatto genuino con la natura delle alpi fatta di vallate selvagge, silenzi magnifici e pareti di stile Himalayano capaci di toccare nel profondo di ognuno.

Un programma ricco e articolato per un’avventura accessibile su più livelli.
4 tipologie di percorsi: una scelta ampia e ponderata per poter rendere più fruibile e accessibile l’evento, è così?
Il MEHT offre quattro percorsi che crediamo abbraccino tutti i livelli di preparazione su sentieri di vero TRAIL.
La gara regina, la 58K, assieme alla 39K, salgono ai 3.000 m del P.so Mondelli attraverso l’omonima valle selvaggia per toccare un ampio tratto in territorio svizzero sino alla diga di Mattmark e ritornare in Italia attraverso il P.so del Monte Moro sempre ai 3.000 m.
Due gare che permettono di ammirare le catene svizzere dei 4.000, della EST del Monte Rosa e di godere il paesaggio alpino tipico di alta quota.
22K e 13K si snodano invece ai piedi della parete EST del Monte Rosa, un versante immenso con 7 KM di larghezza e ben 2.600 m di dislivello che ne fa la parete montuosa più alta d’Europa.
Ci sarà poi anche una gara dedicata alle famiglie, il MEHT Mini Trail di 2 Km.
Richiedi il codice sconto   QUI  

Iscrizioni ancora aperte, ma sono rimasti solo pochi pettorali a disposizione.
Fino a quando è possibile iscriversi e quali sono le modalità?
Iscrizioni aperte ON-LINE sino a mercoledì 30/07 salvo chiusura iscrizioni.
Sarà inoltre possibile iscriversi di persona al MEHT VILLAGE l’1-2/08.
Isciviti subito al MEHT 2025    QUI

Correre il Monterosa Est Himalayan Trail è Rock!
A proposito di massiccio montuoso: quale è secondo te il brano musicale più adatto allo spirito di questa competizione?
Shine On You Crazy Diamond – Pink Floyd.
Spesso lo ascolto in allenamento sotto la EST.

Hai corso o correrai il MEHT?
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Photo credit: Monterosa Est Himalayan Trail
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Ravenna Music Race: CORRERE E’ ROCK!

Ravenna Music Race: CORRERE E’ ROCK.
L’intervista a Stefano Righini, presidente Ravenna Runners Club.
Ravenna Music Race Beer Edition, è la corsa al ritmo incalzante della musica, da vivere tutta d’un fiato, o forse due. La 4° edizione, corsa venerdì 27 giugno, con partenza e arrivo come da tradizione, dalla darsena di Ravenna, è stata un successo.
Stefano Righini, presidente Ravenna Runners Club ASD, ci presenta, in questa intervista, l’evento che punta a unire insieme tre passioni: sport, musica e birra.

Le origini. Ciao Stefano, quello che nel 2021 doveva essere un momento di transizione, è diventato ormai un appuntamento fisso dell’estate a Ravenna. E’ così?
Si esatto, l’idea della Ravenna Music Race in formato Beer Edition in questi anni si è rivelata una pensata eccezionale che ha saputo accogliere tante persone nell’area della Darsena di Ravenna in pieno tramonto, una cornice attraente e ancor di più rinnovata grazie alla passerella in legno costruita pochi anni fa. Unendo sport, musica e divertimento abbiamo trovato un connubio quasi perfetto.
Guarda il video di Corro come il vento alla 1°edizione della Ravenna Music Race   QUI

Sport, musica e birra: gli elementi imprescindibili di questa festa. Correre a tutta birra, alla Ravenna Music Race, non è solo un modo di dire, ma uno stato d’essere reale. Chi sono i partner che vi hanno affiancato in questa avventura?
Come dico sempre, senza un aiuto concreto è molto difficile organizzare un evento e per questo non possiamo che ringraziare i partner che si sono spesi in prima persona per questo risultato, ad iniziare dal Darsenale brewpub e da Birra Bizantina. Poi è doveroso ringraziare Radio Studio Delta e tutte le band che con la loro musica hanno contribuito ad un clima festoso, i volontari, fondamentali per la sicurezza e l’organizzazione, l’Amministrazione comunale, la Polizia municipale per il solito grande e professionale supporto e naturalmente tutti i nostri fondamentali sponsor Consar, Sva Dakar, Friante, GranFrutta Zani, Secondamano e Iovedodicorsa.

Musica, musica e ancora musica. Chi sono stati i protagonisti del ritmo a questa edizione e
come è possibile proporsi come band ufficiale dell’evento per le prossime edizioni?
Dal momento della partenza fino alla fine della gara la festa è stata animata dalla musica della radio più ascoltata in Romagna: Radio Studio Delta con la carica e il djset di Ada Rey Dj e da diversi punti musica lungo il percorso che hanno fatto ballare e cantare tutti i partecipanti. Hanno suonato: Pargonz, Maniac Duo, Tiziano Trobbiani, Windstorm e Dj Gianfry, in più a questi si è aggiunta lungo il percorso una postazione per ascoltare una playlist di brani per runner dedicata all’evento. La musica senza ombra di dubbio è al centro di questo bellissimo evento. Per candidarsi è facilissimo, basta scrivere una mail a ufficiostampa@maratonadiravenna.com indicando un numero di telefono.
E per finire, tutte le band parteciperanno ad un contest che premierà la più votata con un’esibizione al Darsenale Brewpub.

Correre è… se correre fosse un genere musicale, quale sarebbe e perché?
Se dovessi pensare ad un genere che associo alla corsa, non posso non pensare al rock. Correre è rock perché è potente, adrenalinico ed emozionante. Il ritmo e la potenza della musica rock ti danno la carica giusta per raggiungere il traguardo!
Hai corso la Ravenna Music Race 2025? Lascia il tuo commento e la tua valutazione    QUI

Photo credit: ufficio stampa Maratona di Ravenna
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Expo Aosta 21K e lo stand IOVEDODICORSA

Expo Aosta 21K e lo stand IOVEDODICORSA.
Marco Frattini e il brand iovedodicorsa, saranno presenti in occasione della mezza maratona. Sabato 24 e domenica 25 maggio, ad Aosta, in occasione dell’EXPO della mezza maratona, sarà possibile incontrare e conoscere Marco Frattini, titolare del brand dei runners indomiti.

Lungo le strade tra corsa e musica.
Il capoluogo Valdostano darà il via al lungo tour che vedrà impegnato Marco Frattini. Attraverso le piazze e le strade di tutta Italia, l’autore e musicista brianzolo si esibirà live per presentare la sua musica per tutta l’estate.
Scopri tutte le date del TOUR   QUI

Ad Aosta tutti i prodotti e le offerte del brand iovedidicorsa.
In occasione dell’evento podistico Aosta 21K, presso lo stand iovedodicorsa, sarà possibile approfittare per scoprire e acquistare tutto il merchandising a prezzi esclusivi. Calze, abbigliamento, accessori, bandane e l’intero campionario con sconti fino al 50%.
Approfitta subito dell’offerta on line: 2 calze a 15 €.   QUI

SPQR: sono pazzi questi runners.
In evidenza SPQR, la bandana dedicata a Roma e all’impero romano. Presentata in anteprima, lo scorso anno proprio ad Aosta, la bandana SPQR sarà anche quest’anno l’accessorio di punta allo stand dell EXPO Aosta 21K.
Scopri e acquista subito SPQR.  QUI

Aosta, Augusta Pretoria, l’antica città romana.
Ad Aosta e lungo la via delle Galli i cinque secoli di romanità hanno lasciato segni imponenti e tutt’ora presenti e tangibili. Per questo motivo il brand iovedodicorsa ha deciso di presentare qui, per la prima volta, la bandana dedicata all’impero romano. 

Official tag: #aosta

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Fratta & Time Machine @Matilda

Fratta & Time Machine + OX REUNION

Location: Matilda, Nova Milanese (MB)
Date: 30 Marzo 2025
Models: all those present
Photographer: Eleonora Mesiano
Production: IOVEDODICORSA

Thanks to Eleonora and her glance

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”
Marco Frattini, Vedere di corsa e sentirci ancora meno, 2010

Official tag: #fratta&timemachine
#oxreunion

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini: training, abbigliamento, bandane, scarpe, accessori per il running

Fratta & Time Machine @Matilda Leggi tutto »

Marco Frattini & Time Machine a Nova Milanese

Marco Frattini & Time Machine a Nova Milanese.
Domenica 30 marzo da Matilda cocktail bar e ristorante, Marco Frattini & Time Machine proporranno il loro spettacolo, in occasione della serata concerto in apertura della OX REUNION

Doppio impegno e duplice emozione.
Marco Frattini si presenterà nella duplice veste di cantautore, con il suo A due passi dal cielo Tour e come chitarrista della storica cover band OX.
Marco Frattini & Time Machine, apriranno le danze, a partire dalle ore 19.00, con termine previsto per le 20.00, presentando per la quarta volta, lo spettacolo che ha già riscosso un grande successo e un ottimo apprezzamento da parte del pubblico.
Leggi tutte le recensioni del Tour     QUI

Con la prevendita il bandana ufficiale del TOUR.
Riconfermato, per tutti coloro che usufruiranno della prevendita, il pocket event. Attraverso l’acquisto on-line sarà possibile assistere allo spettacolo e assicurarsi il bandana ufficiale dell’evento comprensivo di buono consumazione, valido solo per un drink, a un prezzo davvero vantaggioso. Due tipologie di offerte con prezzi a scalare.
Acquista subito il pocket event e conferma la tua presenza con la prevendita   QUI


La reunion OX a 20 anni di distanza.

C’è grande attesa tra tutti gli storici membri degli OX, la cover band nata nel 1996 tra i banchi di scuola del Liceo Marie Curie di Meda. Assieme a Marco Frattini, suoneranno i compagni di studi Matteo Tagliabue alla chitarra, Alberto Taffurelli e Andrea Bergomi al basso. Alla batteria Max Ruscitti e Cristian Daniel che si alterneranno, a partire dalle 20.30, su due set.
Leggi l’intervista al cantante Alberto Taffurelli.   QUI

Matilda è pronta.
“Per me e tutto lo staff di Matilda sarà un vero piacere prendere parte e organizzare questo evento. Dopo tanti anni, finalmente, noi OX abbiamo deciso di ritrovarci e dare vita a una serata particolare e di festa, che, ne siamo tutti convinti, ci permetterà di tornare a vivere l’atmosfera che ha caratterizzato la nostra gioventù”, spiega Andrea Bergomi di Matilda e bassista OX. “Vi aspettiamo“.

A due passi dal cielo TOUR.
Dopo Milano, Meda e Roma, a Matilda a Nova Milanese (MB), il compito e il piacere di ospitare la nuova tappa.
Queste le date del tour ‘A due passi dal cielo’ al momento in programma:
20 gennaio – Massaua, Milano
21 gennaio – Massaua, Milano
8 febbraio – Music Center, Meda (MB)
9 febbraio – Vimercate (MB)
14 marzo – Roma
15 marzo – Expo Run Rome The Marathon, Roma
30 marzo – Matilda, Nova Milanese (MB)
12 aprile – Monte San Giorgio Trail, Piossasco (To)
26 luglio – Expo La Via dei Lupi, Limone Piemonte (CN)

Altre date si stanno aggiungendo e per tutti gli appuntamenti sono previsti ospiti a sorpresa.
Guarda il video ufficiale della prima tappa.   QUI

Prevendita abituale.
Prevista la prevendita biglietti per tutte le date del Tour, direttamente dal portale iovedodicorsa, a questo link:
https://iovedodicorsa.com/eventi/
Acquista subito il tuo ingresso   QUI

Time Machine, la band.
Ad affiancare Marco Frattini in questo viaggio, Cristian Daniel, musicista e batterista, con il ruolo di direttore artistico, il bassista Daniele Sala, Rossella De Lucia alla voce e Mauro Teti, nelle vesti di Tour Manager.

Gli uffici stampa incaricati sono Runtoday e AZ Press.

Scarica e ascolta tutti i brani pubblicati da Marco Frattini.  QUI
Guarda tutte le foto della 1° tappa milanese   QUI

Info line:
mail info@iovedodicorsa.com
Marco Frattini: +39 347 5757103 (solo whatsapp, causa sordità)
Mauro Teti: +39 333 3460999 (contatto diretto)

Official tag: #aduepassidalcielotour

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80 anni di ansia e allegria. Tanti auguri Papà

Location: Tavernetta, Meda (MB)
Date: 06 Marzo 2025
Models: all those present
Photographer: Beppe Fierro (Phototoday)
Production: FRATTINI family

Thanks to Beppe and his glance

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”
Marco Frattini, Vedere di corsa e sentirci ancora meno, 2010

Official tag: #80anniGianniFrattini

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Limone Piemonte, nuova location 2.0 Sunset Running Race

Limone Piemonte, nuova location 2.0 Sunset Running Race.
Sunset Running Race, grandi novità per la classicissima di corsa in montagna sulla neve in programma il prossimo 22 marzo. Dopo 16 edizioni, la grande corsa bianca lascia Prato Nevoso, per insediarsi e mettere le proprie basi presso la nuova location a Limone Piemonte. Con Alberto Rovera, general manager della Sunset Running Race, andiamo a capire i motivi di questa traslazione.
Richiedi il codice sconto per partecipare alla SRR 2025 QUI

Il punto dell’organizzatore.
Ciao Alberto, un cambiamento epocale, quello previsto per il prossimo 22 marzo. Cosa ci puoi dire in merito?

E’ presto detto: volevamo semplicemente cambiare per poter offrire un nuovo percorso e nuovi paesaggi agli atleti che ormai da parecchi anni sono con noi in quella che molti ritengono una particolare gara, un appuntamento unico e per quanto detto, Limone si presta particolarmente con le sue piste battute, il paesaggio e la tranquilla location.
Il percorso sarà di circa 11 km con partenza da quota 1400 in Frazione Panice Soprana, si percorrerà tutta la strada sino al Rifugio Le Marmotte e quindi passaggio all’iconico Forte Centrale sul Colle di Tenda, di qui discesa verso Limonetto con risalita della seggiovia Morell per poi ridiscendere a quota 1400. Un pochino più impegnativa rispetto al classico percorso di Prato Nevoso, qualche metro in più di dislivello, circa 700 metri, ma quasi interamente corribile. 

Cambia scenario, ma non lo spirito indomito.
Nuovi orizzonti, nuovi paesaggi, ma la sfida e la fatica, sarà la medesima. E’ così?
Esattamente, per quanto prima detto, forse più impegnativa visto il numero maggiore di metri di dislivello, lo sforzo quindi sarà lievemente maggiore rispetto alle passate edizioni.
Hai già corso la SRR, lascia il tuo voto e la tua recensione     QUI

Limone Piemonte e il suo territorio, tutto da scoprire.
Per chi, non conoscesse Limone Piemonte e il suo comprensorio: quali sono i punti di forza di questa località?
Limone gode di un comprensorio sciistico di tutto rispetto, quasi 100 km di piste in tre valli distinte che la società LIFT che gestisce gli impianti, tratta sempre in modo impeccabile, per questo invitiamo tutti gli atleti a godere di questo e passare tutta la giornata con noi, prima con gli sci ai piedi e poi con le scarpette da running. Il centro abitato di Limone poi, è un gioiello che vale la pena sicuramente di visitare, con il suo centro storico e tutti i suoi bellissimi negozi e bar.
Guarda il sito ufficiale di Limone Piemonte  QUI

Timetable di gara.
Cosa avete messo nel piatto e quale sarà il programma di questa edizione 0, a Limone Piemonte, della Sunset Running Race 2025?
Dalle 14:30 apriremo l’ufficio gara presso il Ristorante Bar Chalet 1400, a pochi metri dalla zona di partenza/arrivo, alle 17:15 ci sarà il solito briefing e quindi alle 17:30 daremo il via a questa 17^ edizione che si prospetta spettacolare soprattutto dopo le abbondanti nevicate di questi giorni. Allo Chalet 1400, gli atleti avranno poi la possibilità di gustare una cena a prezzo convenzionato.
Rimani aggiornato sin tempo reale con il sito della SRR   QUI

Tutte le informazioni per partecipare.
Come e dove è possibile iscriversi? Quali agevolazioni prevedete per questa edizione?
Le iscrizioni sono aperte, ricordo che per i soli primi 200 iscritti verrà garantito il pacco gara con il vostro prezioso bandana COSMO SUNSET ORANGE, quindi affrettarsi è la parola d’ordine!
Questo è il link per le iscrizioni: https://www.sunsetrunningrace.it/iscrizioni/
Iscriviti subito alla Sunset Running Race 2025   QUI

Grazie
Grazie a te Marco e arrivederci a tutti a Quota 1400 di Limone Piemonte, vi aspetto

Official tag: #sunsetrunningracel
Credit foto: archivio Sunset Running Race

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Run Rome The Marathon: la seconda Card da collezione

Run Rome the Marathon, la seconda CARD da collezione.
A Roma, il prossimo 16 marzo, si correrà la maratona di Roma. Previsti per questa 30° edizione, 100.000 runners, provenienti da ogni parte del mondo. Un evento che si preannuncia già un successo e da record.

Per averla, devi correre la Run Rome the Marathon
Tutti i maratoneti e gli staffettisti riceveranno, all’interno del proprio pacco gara, la CARD da collezione per sentirsi “A due passi dal cielo”. Con la seconda CARD sarà infatti possibile scaricare e ascoltare l’omonimo brano composto e prodotto da Marco Frattini, autore, musicista audioleso nonché titolare del brand iovedodicorsa
Ascolta subito la demo    QUI

La grande Luna di Piparula illumina la città eterna
La seconda Card da collezione, la numero XXX  (30°edizione) “A due passi dal cielo”, è dedicata a Roma, alla sua storia e al suo fascino epico e immutabile. Dopo il golfo Borromeo e la darsena di Ravenna, la grande luna di Piparula, creata e disegnata dall’abile mano di Barbara Selis, si fonde e si presenta tra i monumenti più rappresentativi dell’antica Roma.
Scopri tutte le immagini dedicate del brano    QUI

Una collezione unica, tutta da correre.
Sono e saranno sempre di più gli eventi in tutta Italia che porteranno in dote ai propri runners partecipanti la Card da collezione dedicata. Ogni card sarà infatti definita da un numero di serie e contestualizzata da elementi unici. Tutte le Card permetteranno di scaricare gratuitamente l’intero brano “A due passi dal cielo”, il nuovo tormentose dei runners indomiti.

Corri nella storia a un prezzo davvero vantaggioso
Restano solo pochi giorni per iscriversi alla Run Rome The Marathon 2025. E se avessi ancora qualche dubbio ti ricordiamo di richiedere il codice sconto su www.ciaorunner.com il portale della nostra community dedicata a tutti i runners indomiti.
Richiedi il codice sconto Run Rome The Marathon      QUI

A due passi del cielo Tour: le date romane
Continua il tour di presentazione di tutti gli inediti del runner e titolsre del brand iovedodicorsa. Dopo i successi di Milano e delle date in Brianza, Marco Frattini sarà ospite e presenterà i suoi brani anche nei giorni che precederanno la maratona di Roma.
Scopri tutte le date del A due passi dal cielo Tour   QUI

Ti aspettiamo alla Run Rome The Marathon per correre e sentirsi A due passi dal cielo.

Foto credit: Ufficio stampa Run Rome The Marathon
Official tag: #runromethemarathonxxx

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Quando il cross si fa duro, i duri incominciano a crossare

Quando il cross si fa duro, i duri iniziano a crossare.
Quello appena espresso, deve essere stato il pensiero comune alla gran parte dei partecipanti della 4° tappa del Campionato Brianzolo di Corsa Campestre. A Monza quasi 500 partecipanti si sono presentati al via del percorso alla cascina San Fedele nel Parco di Monza, evento valido come campionato regionale individuale e di società. Una pioggia leggera, ma costante e incessante ha caratterizzato tutto il pomeriggio di gare, rendendo il noto e apprezzatissimo percorso tecnico nel Parco di Monza, ancora più impervio e muscolare.
Con Elio Riboldi, presidente del GP Villasantese, organizzatore e promotore della tappa Monzese, riviviamo i momenti salienti di questa incredibile giornata.

“No pain, no gain”.
Buongiorno Elio, a Monza la giornata di sabato ha garantito fatica e spettacolo: è d’accordo?
Indubbiamente le particolari condizioni atmosferiche, pioggia e freddo, ancorchè caratteristiche delle competizioni di cross, hanno reso ancora più duro e spettacolare il percorso, già di per sè impegnativo.

I titoli assegnati.
Andiamo a verificare e a raccontare quello che è valso come campionato regionale, individuale e di società. Possiamo ricordare i titoli e i vincitori di questa tornata?
Di seguito l’elenco dei Campioni regionali:
SF35 Maffolini Andrea; SF40 Gelmi Luisa; SF45 Vaghi Monica; SF50 Locatelli Roberta; SF55 Carrobbio Nives; SF60 Ghezzi Roberta; Sf65 Cavalli Giovanna; SF70 Ronchi Iole; SF75 Camedella Marilena.

SM35 Ba Filippo; SM40 Rocca Alessandro; SM45 Palmieri Fabio; SM50 Franchi Manuel; SM55 Pedroncelli Roberto; SM60 Dusci Riccardo; SM65 Ferrari Agostino; SM70 Palmieri Martino; SM75 Biffi Giovanni; SM80 Boffelli Gian Mario.

Ne è valsa la pena?
Siete soddisfatti di questa giornata e del riscontro ottenuto?

E’ stata certamente soddisfacente la partecipazione, anche grazie al fatto che la prova era valida come Campionato regionale Master individuale e di Società.

Un grazie di cuore a chi ha permesso tutto ciò.
Vuole fare una dedica e un ringraziamento pubblico alla riuscita di questo evento?

Come sopra accennato, le condizioni del tempo non ottimali hanno reso più impegnativa la preparazione e la realizzazione dell’evento e vorrei quindi fare un particolare ringraziamento a tutti i collaboratori del G.P. Villasantese e all’organizzazione del Brianzolo.
Sono ulteriormente contento per l’attestato di stima della Federazione Regionale che, dopo il 2017, ci ha ancora una volta voluto assegnare il Campionato individuale e di società.

Titoli di coda.
Il Brianzolo si appresta ad affrontare le ultime fasi, può renderci noti i prossimi eventi di questa storica Kermesse sportiva
?
Come da programma sabato 22 avremo la tappa di Briosco e sabato 3 marzo la storica conclusione del 38° Brianzolo con la tappa di Carate.

Tutte le foto del Campionato Brianzolo      QUI

Official tag: #campionatobrianzolo2025
Credit foto: Pino Timpano, archivio Campionato Brianzolo Corsa Campestre

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Alberto Taffurelli: passione ad alta quota


Alberto Taffurelli: passione ad alta quota.
L’intervista all’esperto delle proprietà dei materiali
Alberto Taffurelli, Taffu, un grande amico, da sempre si occupa delle proprietà dei materiali. Laureatosi e successivamente dottoratosi in Scienza dei Materiali all’Università Bicocca di Milano, da 17 anni lavora in contesto analitico e certificativo. Tra i suoi incarichi, quello di aiutare le aziende nella verifica delle proprietà e della sicurezza dei prodotti, in particolare modo dei materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti.

Da diversi anni ha scoperto e vive il mondo dei trail e dell’ultratrail. Da vero appassionato attivo,  si cimenta in vere e proprie sfide personali su tracciati montani e alpini di ogni lunghezza e dislivello. Tra i suoi traguardi: Finisher Lavaredo Ultra Trail 2019, Ultra Trail du Mont Blanc 2021, Tor des Geants 2022 e 2023.
Cogliamo l’occasione di questa conoscenza, per una chiacchierata e per aver un’opinione autorevole, in fatto di materiali legati al mondo del running e del trail.


Ciao Alberto, ben ritrovato. Alla fine anche tu sei passato all’altra sponda: quella del running!
Come è nata la tua voglia di mettersi in gioco con la fatica e la corsa?
Ciao Marco. Tutto nasce dalla mia passione per la montagna in tutte le sue forme ed espressioni. Fin da piccolo ho sempre calcato sentieri d’alta quota (mio padre mi chiamava in dialetto “sgagnasass”). Da ragazzino non vedevo l’ora di arrivare in vetta o sui passi, curioso del “chissà cosa si vede”. Nel tempo, abbagliato dalla cultura della montagna, mi sono avvicinato a diverse discipline: dal semplice trekking, passando dall’arrampicata fino ad arrivare anche all’alpinismo e allo scialpinismo. Poco più di dieci anni fa, senza troppi ragionamenti o obiettivi, ho provato a “correrci su”. Non ero (e non sono) un fondista e non avevo basi atletiche che non fossero solo la capacità di affrontare sentieri tecnici di montagna in salita e in discesa, quindi ho cominciato a provarci, ad allenarmi e a divertirmi. Sono un trailer da mezza classifica (o un terzo, quando sono particolarmente ispirato) senza pretese ne velleità, ma i miei sassolini me li sono tolti.

24h non bastano mai. Sei una persona estremamente impegnata. Come fai a conciliare l’ambito professionale con quello dell’ultratrail?
Fino ad ora il fisico ha ritenuto che gli allenamenti del weekend nella zona in cui vivo (la piattissima pianura padana) potessero essere sufficienti per garantirmi la gestione di gare medio lunghe (50-70 km) nei periodi primaverili. Per le competizioni molto più lunghe (>100 km) la montagna mi viene in aiuto nei mesi estivi, che sfrutto macinando chilometri e metri di dislivello (perché il trail è un film diverso dalla corsa come la conosciamo tutti). La mia tabella nutrizionale si limita a “ieri ho mangiato l’impossibile quindi oggi evito” e le mie sessioni di allenamento programmate sono solo “corto” o “lungo”. Corro quando e quanto ne ho voglia senza fissazioni, con un occhio, ovviamente, agli obiettivi. E’ una disciplina, come tante altre, che ti permette di conoscere il tuo fisico e la tua mente, quindi si può imparare molto sul campo per poi metterlo in pratica nel modo più semplice. Fino a quando funzionerà, farò così!

E’ tutta una questione materiale. Entriamo nel cuore di quella che è la tua competenza: cosa ci puoi dire in generale dei materiali legati agli accessori podistici? In base alla tua esperienza e alla tua competenza che idea ti sei fatto?
Le gare di ultratrail sono parecchio lunghe e lungo il percorso capita spesso di confrontarsi con altri trailer sui propri equipaggiamenti. Come hai specificato nelle prime righe, da quasi un ventennio mi occupo della sicurezza dei materiali ed oggetti destinati al contatto con alimenti e, per deformazione professionale, mi è quasi istintivo dispensare sui sentieri pareri e pillole di quelle che sono le mie attività quotidiane. Se ci fai caso, infatti, anche nel mondo del running ci sono esempi di questi oggetti. Borracce, cannucce, tubi per suzione e reservoir sono un classico. Nel periodo COVID erano obbligatorie posatine, piatti, tazze e bicchieri personali per i ristori (accessori che ancora oggi alcune competizioni richiedono come obbligatori, anche in virtù dei requisiti di sostenibilità ambientale. Anche questo sarebbe un tema da approfondire). C’è poi il mondo del packaging: gel, integratori in polvere, bevande, barrette energetiche e snack. Tutti questi oggetti o materiali da imballaggio non sono molti diversi da quelli che troviamo nelle nostre cucine. L’applicazione però penalizza i materiali utilizzati durante le corse. Gli oggetti e i componenti che utilizziamo per dissetarci possono stare ore e ore sotto il sole; i materiali vengono stressati termicamente e il contenuto (il liquido alimentare) può risentirne. Per non parlare delle “pozioni” che alcuni trailer si inventano durante le gare mischiando, ad esempio, bevande molto acide che mettono alla prova i contenitori da un punto di vista chimico o chimico-fisico. Barrette e gel sono a volte consumati oltre la data di scadenza non curandosi, non solo della bontà dell’alimentom, ma anche dell’invecchiamento del packaging. Tutti questi aspetti dovrebbero essere considerati dai produttori/distributori di questi oggetti. Uso il condizionale in quanto, purtroppo, ancora oggi esistono casi in cui i requisiti dei regolamenti relativi ai materiali e oggetti in contatto con alimenti – non nuocere alla salute, non modificare la composizione dell’alimento, non modificare organoletticamente l’alimento – non sono rispettati. Il messaggio è quindi quello di non trascurare le informazioni, le qualifiche e il livello di garanzia che i produttori danno ai propri prodotti (anche oltre il classico simbolo “bicchiere/forchetta” che siamo abituati a vedere su questi oggetti o materiali). Si potrebbe andare ancora più in profondità nella tematica, ma te lo lascio come tema da approfondire.


Questioni di scelta. In occasione di una nostra recente conversazione abbiamo considerato il fatto che spesse volte la miglior comunicazione, vince sul materiale migliore. E’ così?
Questo è un annoso dilemma. Marketing o qualità? Se nella qualità ci mettiamo anche la sicurezza allora pare quasi scontata la risposta. In realtà non è così o, per lo meno, non è sempre così. L’appeal sul mercato e le azioni comunicative a volte surclassano la sicurezza e la reale funzionalità dei prodotti. In un mondo idilliaco le due cose dovrebbero andare di pari passo (terzo tema da approfondire) per non penalizzare la produttività aziendale mantenendo alti gli standard di prodotto.

M al quadrato. Oltre alla corsa, condividiamo anche il piacere della musica, che ci dici a riguardo?
Ah, le 2 “M”: Montagna e Musica. Appassionato da sempre, canterino da un pò, pianista mancato. Dopo qualche anno di scuola di musica (e anche canto successivamente) ci siamo incontrati al liceo per poi divertirci per più di dieci anni in giro per locali. Dopo uno stop ci ritroveremo presto ancora su un palco. Sarò onesto: non vedo l’ora!

Official tag: #albertotaffurelli
Credit foto: Alberto Taffurelli


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Ultramaratona Strasimeno 2025: parla Mirco Solfanelli

Ultramaratona Strasimeno 2025: parla Mirco Solfanelli.
Manca poco meno di un mese al 9 marzo, giorno che vedrà disputarsi l’evento di Castiglione del Lago.
23° edizione per l’ultramaratona umbra. Cresciuta e perfezionata nel corso di questi anni, la Strasimeno ha saputo crearsi una nicchia e diventare un appuntamento di forte richiamo da tutto lo stivale.
Con Mirco Solfanelli, instancabile promoter, analizziamo l’evoluzione di questo evento podistico.

23 anni di Strasimeno.
Ciao Mirco, ormai è un lustro da quando la gara ha superato la soglia della maggiore età. Facendo un doppio salto carpiato nel passato, che cosa ti viene in mente?
Sono tante le cose che vengono in mente. Sono entrato a far parte di questa organizzazione da una decina di anni. Ricordo di  aver trovato un gruppo organizzativo già ben oliato con a capo il nostro Presidente.  Ho cercato di portare la mia impronta e la mia esperienza di runner. Avendo corso le più importanti manifestazioni a livello mondiale, ho avuto modo di vedere l’organizzazione di tali eventi.  Ho dunque provato a riportare, in piccolo e con quelle che sono le possibilità, quello che ho visto nelle nostre realtà. Tanti i momenti difficili, soprattutto nel periodo Covid, vedendoci costretti ad annullare una gara già pronta, solo otto giorni prima della sua realizzazione. Anche l’anno successivo, riuscendo comunque ad effettuarla tra mille peripezie. Ma sono state personalmente tante anche le soddisfazioni.
Guarda le foto dell’edizione 2024.   QUI

Dedizione e impegno.
In tutto questo lasso di tempo, ti sei personalmente impegnato e speso per far crescere questo progetto nel quale credi in maniera assoluta. Oltre a un gruppo di lavoro che ti assiste, hai creato una vera propria rete di contatti che possano aiutarti a valorizzare e a far progredire la Strasimeno. E’ così?
Si, credo molto nella sinergia tra gruppi e manifestazioni. Insieme anche a sponsor e aziende di prodotti tecnici, è una cosa che sicuramente può far crescere le manifestazioni e portarle a livelli sempre più alti. In tal senso vanno aumentando le collaborazioni con gare amiche che stanno dando buoni risultati. Non mancano gli ostacoli, ma anche le opportunità. In questo senso i social e tutti gli strumenti attuali, sicuramente, ci stanno dando una mano.

L’edizione 2025.
Quale sarà il programma previsto per il 9 marzo?

Abbiamo mantenuto il format fin ora proposto. Sabato, Expo e ritiro pettorali, presso le piscine di Castiglione del lago. Quest’anno sarà più partecipato: prevediamo di ospitare altre manifestazioni e un convegno insieme al prof. Fulvio Massini che si svolgerà nel pomeriggio. Domenica apriremo con la partenza dei cinque traguardi competitivi alle 9.15. A seguire le varie camminate, intorno al paese e in parte del percorso di gara. Concluderemo al tramonto, quando attenderemo e scorteremo fino al traguardo l’ultimo atleta che arriverà a Castiglione del lago al termine della sua fatica.
Scopri tutto il programma Ultramaratona Strasimeno 2025.  QUI

Un progetto in continuo sviluppo.
Tra le novità di quest’anno, è nostro interesse segnalare, il form di valutazione che, in collaborazione con CiaoRunner. A partire dalla sera del 9 marzo verrà inviato a tutti i partecipanti. Cosa ci puoi dire in merito? Ricordiamo che già ora è possibile lasciare una valutazione e una recensione da parte di chi ha già partecipato alle scorse edizioni.
Si, è la novità che inseriamo. Chiederemo ai protagonisti della manifestazione di darci un feedback relativo alla sua esperienza a Castiglione del lago. Una modalità per farci crescere, per migliorare le cose che magari non sono andate per il verso giusto e confermare quelle apprezzate. Compiamo 23 anni, ma c’è sempre da imparare.
Hai già corso in passato alla Strasimeno? Dai il tuo voto e scrivi la tua recensione.  QUI

Info e iscrizioni.
Come e dove è possibile iscriversi e quali sono le promozioni che avete previsto per questa edizione?
Le iscrizioni sono possibili dal nostro sito www.podismo.it o direttamente sul portale www.icron.it .
Le informazioni, oltre che sul nostro sito, possono essere richieste via mail a: gsfilippide@gmail.com giov.far@gmail.com solfyrun@fastwebnet.it . Presenti sui nostri profili facebook e instagram o anche sui miei canali social personali.
Iscriviti subito alla Strasimeno 2025.  QUI

Official tag: #ultramaratonastrasimeno
Credit foto: archivio Strasimeno the lake ultramarathon, Giacomo Morini

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A due passi dal cielo TOUR, si parte

A due passi dal cielo TOUR, si parte. Grandi emozioni alla serata di apertura del A due passi dal cielo Tour con Marco Frattini & Time Machine
Si è svolta lunedì 20 gennaio al Massaua di Milano la prima del tour
 A Due Passi Dal Cielo del cantautore sordo Marco Frattini e la band Time Machine
Running e musica si incontrano nel brano
Amici, giornalisti e tanti ospiti per una serata ricca di emozioni

Buona, anzi buonissima la prima di A Due Passi Dal Cielo, il tour 2025 che vede il ritorno di Marco Frattini, atleta e artista audioleso profondo, con spettacoli-concerto in tutta Italia.
Musica, tanti ospiti, entusiasmo e l’autoironia di Marco sono stati gli ingredienti del successo della prima serata di lunedì 20 gennaio al Massaua di Milano.
Guarda il video ufficiale della serata   QUI

Il tour A Due Passi Dal Cielo di Marco Frattini inizia col botto con una conferenza stampa che si trasforma subito in una festa, vista la presenza di giornalisti ma anche tanti amici, tutti trascinati dall’energia e dalla gioia del momento di esibizione live al Massaua di Via Tadino a Milano. Marco Frattini è un personaggio sicuramente eclettico e trasversale, che ha fatto, senza troppi giri di parole, di ogni necessità virtù.

Forte di un’esperienza aspra e unica, propone uno spettacolo, una storia e un repertorio che emozionano e rievocano sonorità e ritmi travolgenti.  Ad accompagnarlo una band d’eccezione, con Cristian Daniel alla batteria, Daniele Sala al basso e Rossella De Lucia, per creare un grande impatto sonoro in supporto a Frattini che – nonostante la grave menomazione – riesce a cantare e suonare lasciando increduli gli ascoltatori, per una kermesse di musica tutta suonata dal vivo, ricca di energia e una prova empirica di vera forza di volontà.  Presenti alla serata, a testimonianza dell’affetto e del rispetto che circonda Marco, oltre alla grande festa organizzata per il lancio del tour, Lorenzo Benfenati (Project Manager Infront Italy, responsabile Run Rome The Marathon), Massimiliano Fava (Responsabile ParkRun Milano), Barbara Selis che segue la parte grafica (Piparula) e Alessandro Maraniello, musicista e atleta che ha in preparazione sette maratone in sette continenti.
Guarda tutte le foto della serata.   QUI   

Lorenzo Benfenati, Projetc Manager Infront Italy di Run Rome The Marathon: “Ho conosciuto Marco un po’ di anni fa, è subito nata una bella amicizia dalla quale, negli anni, sono scaturiti progetti di lavoro in collaborazione. La prossima edizione di Run Rome The Marathon di domenica 16 marzo sarà una pietra miliare, festeggeremo i 30 anni dell’evento. Questo anniversario ha attratto tantissimi atleti ed è già record di partecipazione di stranieri. Stiamo quindi lavorando ad un evento ricco di iniziative, tra queste anche la presenza di Marco che, oltre a partecipare all’expo village con lo stand dei suoi prodotti, omaggerà tutti i partecipanti con una card attraverso la quale ascoltare la sua canzone. Vi aspettiamo alla nostra festa, c’è spazio per tutti”.

Barbara Selis, in arte Piparula, illustratrice: “Ho conosciuto Marco tramite amicizie comuni, sono stata travolta dal suo entusiasmo e mi sono proposta di mettere in grafica la sua canzone, creando la card rappresentativa del tour attraverso la quale scaricare il brano completo. La luna domina l’immagine ma per ciascuna tappa, sullo sfondo, vi saranno delle differenze in base alla città in cui si svolge il tour. La card di Run Rome The Marathon celebra la 30esima edizione ed è per questo che riporta il numero romano XXX “.

Massimiliano Fava, responsabile ParkRun Milano: “Le ParkRun sono allenamenti di 5 km che si svolgono ogni sabato mattina in 2mila città di 21 Paesi di tutto il mondo. Per l’Italia, è Milano la città che gestisce il numero maggiore di partecipanti, con 15 appuntamenti all’anno che si ripetono da quasi nove anni. Si tratta di un allenamento altamente inclusivo, adatto a tutti, dai più veloci, tra questi anche il primato di questa specialità di 15’17”, ai camminatori. Grazie all’informatizzazione dell’evento, sappiamo che abbiamo atleti che partecipano da oltre 100 sabati e abbiamo registrato circa 30mila corse. Con Marco, stiamo lavorando alla possibilità di trasformare il suo brano nell’inno ufficiale della ParkRun”.

Alessandro Maraniello, cantautore e runner ‘Marathoniello’: “Sono felice di essere qui, Marco è davvero una testimonianza di come l’energia mentale possa dare alla vita la piega desiderata. Nei prossimi giorni partirò per la World Marathon Challenge, una gara che vede 60 atleti affrontare 7 maratone in 7 continenti in 7 giorni, un’esperienza che è cresciuta in me, fisicamente, con la preparazione, iniziata lo scorso marzo, e mentalmente, sia per abituarmi a sforzo e fatica che dal punto di vista emozionale. Da giovane sono stato un cantautore e proprio come Marco, ho trovato nella corsa la chiave per riavvicinarmi alla musica”.

Cristian Daniel, Rossella de Lucia, Daniele Sala – Time Machine Band: “Per noi della band suonare con Marco non è difficile perché ha le idee molto chiare e la sua difficoltà fisica viene compensata dall’energia e dall’entusiasmo che ha dentro. Si tratta di un linguaggio diverso che abbiamo imparato ad interpretare e trasformare in musica. Marco si fida di noi, lo aiutiamo a dialogare con la musica ma spirito e anima sono suoi”.

Marco Frattini: “Sono emozionatissimo, presentare qui il mio secondo brano in una serata ricca di ospiti e amici è speciale. Il brano “A due passi dal cielo” racconta gli effetti della corsa sull’animo. Quando mi allenavo raggiungevo spesso cime di alcune montagne e mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Questa canzone è dedicata alla mia compagna di vita, Tatiana, spero possiate apprezzarla. Grazie di essere venuti.”

La serata è proseguita con l’interpretazione dei brani di Marco Frattini ma anche di alcune cover di canzoni di altri autori. Il tour proseguirà in diverse location e in concomitanza con gli eventi podisti più partecipati di tutto lo Stivale: Milano, Roma, Ravenna, Cuneo, Rimini, Verbania, Verona, Torino e non solo.
Scopri tutte le date del tour e accedi alla prevendita QUI

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Il leone ruggisce ancora (cit.)

Il leone ruggisce ancora.
Sarà che Marco Frattini sia nato il 27 luglio, leone ascendente leone, o che di gazzelle al parco Porada, non se ne siano mai viste, ma sabato 8 febbraio al Music-Center di Meda, Marco Frattini & Time Machine, hanno messo a soqquadro la foresta.

Pubblico delle grandi occasioni.
Tante persone, curiosi, amici e conoscenti hanno riempito e affollato gli spazi del negozio di Via Valtellina 27 a Meda. Un doppio evento che si è riconfermato essere una prova di carattere e di spettacolo puro. Marco Frattini e tutti i suoi ospiti, hanno saputo coinvolgere e animare il pubblico presente, che, riscontri e recensioni alla mano, hanno apprezzato più che mai l’intera Kermesse andata in scena.
Leggi tutte le recensioni del Tour     QUI

Donato Pradolini.
“E’ stata un’esperienza elettrizzante”, racconta Donato Pradolini, titolare del negozio Music-Center. “Marco mi ha messo alla prova nel doppio ruolo, non solo come referente, ma anche come musicista, per me l’aspetto più trascinante di tutta questa avventura. Una bella soddisfazione per la mia attività e per i numerosi clienti che sono passati e sono stati sorpresi di vivere un pomeriggio di ottima musica. Anche sul fronte organizzativo tutto è andato per il meglio. Possiamo pensare di prendere questo evento come modello di riferimento per altri momenti simili in negozio, chissà!”

Marco Frattini.
“Abbiamo riconfermato le buone sensazioni avute in occasione dell’apertura del Tour a Milano. Lo spettacolo è solido, la musica potente e accattivante. Ci sono tutte le premesse per proseguire su questa strada, rimanendo con i piedi ben ancorati a terra. I nostri ospiti sono stati fondamentali. Il giovanissimo Gabriele ha dato prova di carattere e con Donato e Frizz, oltre a dei divertenti siparietti, ne è nata subito un’intesa musicale di spessore”.

Attesa e fermento per le date romane.
Chiuso positivamente il capitolo iniziale del tour, i prossimi appuntamenti che vedranno impegnato Marco Frattini, saranno a Roma in occasione della trasferta per partecipare all’EXPO Run Rome The Marathon, in programma i prossimi 14 e 15 marzo.

A DUE PASSI DAL CIELO: LE DATE DEL TOUR
Queste le date del tour ‘A due passi dal cielo’ al momento in programma
20 gennaio – Massaua, Milano
21 gennaio – Massaua, Milano
8 febbraio – Music Center, Meda (MB)
9 febbraio – Vimercate (MB)
14 marzo – Roma
15 marzo – Expo Run Rome The Marathon, Roma
30 marzo – Matilda, Nova Milanese (MB)
12 aprile – Monte San Giorgio Trail, Piossasco (To)
26 luglio – Expo La Via dei Lupi, Limone Piemonte (CN)

Altre date si stanno aggiungendo e per tutti gli appuntamenti sono previsti ospiti a sorpresa.
Guarda il video ufficiale della prima tappa.   QUI

Prevendita abituale.
Prevista la prevendita biglietti per tutte le date del Tour, direttamente dal portale iovedodicorsa, a questo link:
https://iovedodicorsa.com/eventi/
Aquista subito il tuo biglietto.   QUI

Time Machine, la band.
Ad affiancare Marco Frattini in questo viaggio, Cristian Daniel, musicista e batterista, con il ruolo di direttore artistico, il bassista Daniele Sala, Rossella De Lucia alla voce e Mauro Teti, nelle vesti di Tour Manager.

Gli uffici stampa incaricati sono Runtoday e AZ Press.

Scarica e ascolta tutti i brani pubblicati da Marco Frattini.  QUI
Guarda tutte le foto della 1° tappa milanese   QUI

Info line:
mail info@iovedodicorsa.com
Marco Frattini: +39 347 5757103 (solo whatsapp, causa sordità)
Mauro Teti: +39 333 3460999 (contatto diretto)

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La prima CARD da collezione griffata Ravenna Music Race

“A due passi dal cielo”, la prima CARD da collezione è griffata Ravenna Music Race e Maratona di Ravenna.
001, è il numero che contraddistingue la prima card da collezione che verranno distribuite a tutti i partecipanti in occasione della Ravenna Music Race. Un gadget prezioso, unico e di valore, che permetterà di scaricare gratuitamente
A due passi dal cielo, il nuovo brano di Marco Frattini, autore e maratoneta, colonna sonora ufficiale dell’evento.
Scarica subito la DEMO gratuita     QUI

La grande Luna di Piparula sulle rive della darsena di Ravenna.
La Card da collezione 001 “A due passi dal cielo”, è dedicata a Ravenna e alla sua Darsena. La grande luna di Piparula, creata e disegnata dall’abile mano di Barbara Selis, spicca e si appoggia sullo specchio d’acqua accanto agli elementi più rappresentativi che caratterizzano questo ambiente.
Scopri la copertina del brano dedicata alla Darsena di Ravenna   QUI

Una collezione unica, tutta da correre.
Sono già numerosi gli eventi in tutta Italia che porteranno in dote a tutti i runners partecipanti la Card da collezione dedicata. Ogni card sarà infatti definita da un numero di serie e contestualizzata da elementi unici. Tutte le Card permetteranno di scaricare gratuitamente l’intero brano “A due passi dal cielo”, il nuovo tormentose dei runners indomiti.

Corri al ritmo della musica live.
Iscrizioni on-line chiuse, ma ci si potrà iscrivere alla Ravenna Musica Race, direttamente in loco presso il villaggio in località Darsenale venerdì 21 giugno, fino a sera. 8 km, partenza prevista per le 19.30. La corsa, non competitiva è aperta a tutti coloro che vorranno mettersi alla prova e trascorrere una serata di festa al primo grande evento dell’estate ravennate.
Tutte le informazioni per partecipare alla Ravenna Music Race, Beer edition     QUI

Corsa, musica, birra e specialità gastronomiche.
Sarà una vera e propria grande festa, quella che vedrà la presentazione di “A due passi dal cielo”. Un inno dedicato all’amore e alla corsa con uno sguardo rivolto verso la luna e il firmamento. Vi aspettiamo per vivere assieme le emozioni della buona musica e brindare all’estate che si manifesta.

Ci vediamo a Ravenna!

Photo credit: ufficio stampa Maratona di Ravenna Città d’Arte
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#cardravenna001

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Gioacchino Saltarella da Livigno a Verona con gusto e passione

Gioacchino Saltarella da Livigno a Verona con gusto e passione. L’intervista al giovane e talentuoso chef podista pugliese. Una vita tra corsa e cucina.
Dopo poco più di un anno, ritorniamo a incontrare, Gioacchino Saltarella, il giovanissimo chef originario della Puglia, che abbiamo conosciuto a capo della brigata del ristorante Al Mònd Vei di Livigno per la stagione 2023.
Cuoco di professione, sportivo, ex cestista e runner attivo per passione, dopo tre anni nel prestigioso ristorante valtellinese, ha deciso di rimettersi in gioco, tornando a vestire i panni del cuoco di partita nella città dell’amore: Verona.
A pochi giorni dalla Giulietta e Romeo Half Marathon abbiamo colto l’occasione per andarlo a trovare, per salutarlo e farci raccontare i particolari di questa nuova esperienza.

Rieccoci qui. Ciao Gioacchino, è sempre un piacere rivederti e parlare assieme a te. Dopo tre anni di intenso lavoro a Livigno, hai deciso che non fosse ancora il momento di fermare la tua corsa in cucina. Come stai vivendo e affrontando questa scelta?
Ciao Marco, piacere mio star qui a chiacchierare con te. Non pensavo dopo sette anni di avere tanta difficoltà nel decidere di lasciare Livigno. Un posto che mi ha ospitato; un luogo dove ho conosciuto tanta gente; un paese che mi ha fatto crescere sotto tanti punti di vista, ma soprattutto in ambito lavorativo, grazie alle persone che ho avuto la fortuna di trovare e alle quali mi sento di dire grazie. Tuttavia in cuor mio sapevo già che questo momento prima o poi sarebbe arrivato.
Leggi l’intervista del 27/09/2023 a Gioacchino Saltarella   QUI

Una vita alla ricerca del gusto perduto. Quali sono le differenze tra vivere la propria missione in una località come Livigno e una grande città come Verona?
Nella ristorazione penso ci sia un’unica missione: la soddisfazione del cliente finale, indipendentemente che esso sia in città o in montagna. L’importante per il cuoco è sapersi modellare al contenitore in cui si trova, rispettare tradizioni e prodotti tipici, per poi dargli un tocco personale per sentirli quanto più possibili affini alla propria persona. Quindi, a livello lavorativo, non riesco a trovare differenze, anche se adesso lavoro in un posto totalmente differente dalla cucina che ci ha fatto incontrare. Piuttosto ci sono differenze nella vita quotidiana, riavendo tutto a portata di mano, anche ciò di cui a Livigno avevo imparato a fare a meno.
Guarda il video del backstage 2023 al Mond Vei – Livigno      QUI

Se non si cucina, si corre. La corsa e lo sport continuano a essere la tua valvola di sfogo anche a Verona? Dove corri e quali sono i tuoi percorsi più gettonati?
Ahimè, in questo ultimo periodo, sono stato fuori dai tracciati per mancanza di tempo. Ma sicuramente è uno dei buoni propositi da attuare nel più breve tempo possibile. È una cosa che mi manca correre, è la mia valvola di sfogo che mi fa mettere in pausa, per qualche istante, dalla vita frenetica che tutti viviamo. Pensare che potrei trovarmi a correre tra i vigneti della Valpolicella o su qualche piccola collina dalla quale si riesce a vedere persino qualche scorcio del lago di Garda, con le mie cuffie (e la tua musica), mi affascina tantissimo.

Un territorio tutto da scoprire. Verona è una città ricca di fascino, storia e tradizione: rimanendo nell’ambito gastronomico, cosa ti senti di suggerire ai runners che verranno a correre qui?
Quando visitiamo una nuova città dobbiamo scoprirla sotto tutti i punti di vista e, come tu hai detto giustamente, Verona è una città di storia, fascino e tradizione, ma manca uno dei fattori per me essenziali per conoscere meglio una città: l’enogastronomia. Penso che attraverso il cibo si possa capire meglio il posto in cui ci si trovi immergendoci nella tradizione locale.
Quindi il consiglio che sento di dispensare a tutti è di provare le numerose osterie storiche della città per scoprire i sapori veronesi.

I progetti. Nuove previsioni per il tuo futuro?
Le mie previsioni sono semplici: vorrei viaggiare per poter conoscere culture nuove, per scoprire qualche gusto da poter portare nei miei piatti e continuare ad informarmi per formarmi.
Per tutto il resto che ho in testa, più che previsioni parlerei di idee e in questo caso ti direi che sono tante. Sono sicuro che pian piano tutte le mie idee e i progetti per il futuro si realizzeranno: bisogna avere calma e pazienza.
Guarda tutte le foto del servizio fotografico 2023 al Mond Vei – Livigno             QUI

Grazie
Grazie a te, a presto.

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RAVENNA MUSIC RACE a DUE PASSI DAL CIELO

Ravenna Music Race, perché partecipare al grande evento dedicato al podismo e alla musica.
Rinnovato e confermato il sodalizio tra Ravenna Musica Race e Marco Frattini. Anche nell’edizione 2024, per il quarto anno consecutivo, la musica e le canzoni di Marco Frattini, titolare del brand iovedodicorsa, saranno colonna sonora ufficiale della Ravenna Music Race, Beer Edition, in programma a Ravenna venerdì 21 giugno.
Iscriviti e partecipata alla Ravenna Music Race, Beer edition     QUI

Lungo la darsena si corre “A due passi dal cielo”.
C’è fermento e attesa  nella lunga notte della città emiliana, dove verrà presentato in prima assoluta il nuovo brano musicale scritto e composto da Marco Frattini, con la collaborazione di Andrea Baroldi e Alessio Barbieri. Un brano leggero e melodico. Un inno dedicato all’amore e alla corsa con uno sguardo rivolto verso la luna e il firmamento.

L’ultima impresa del campione non udente.
Il sei volte campione italiano FSSI riparte da Ravenna con un tour di presentazione-concerto in tutta Italia, per diffondere A due passi dal cielo. Il nuovo brano musicale è già disponibile su tutte le principali piattaforme musicali. Inoltre, nella sezione Jukebox del sito iovedodicorsa, è possibile scaricare sia la DEMO gratuita, sia l’intero brano.
Scarica subito “A due passi dal Cielo”     QUI

La prima card da collezionare, per correre al ritmo della musica.
Tutti i partecipanti all’evento del prossimo 21 giugno, riceveranno la prima pregiatissima CARD. La n. 001, è un pezzo unico da collezione e darà la possibilità di scaricare gratuitamente il nuovo brano di Marco Frattini “A due passi dal cielo”. Il progetto grafico realizzato da Barbara Selis, vede la grande luna di Piparula affacciarsi sulla darsena di Ravenna, la prima grande città, di una lunga serie, raffigurata e riprodotta con i suoi elementi architettonici caratteristici.
Scopri la copertina del brano dedicata alla Darsena di Ravenna   QUI

Un invito che non si può rifiutare. Ravenna Music Race e Marco Frattini vi aspettano, venerdì 21 giugno, per correre e partecipare alla grande festa dedicata alla musica e alla corsa lungo la darsena di Ravenna. Previsti numerosi palchi per tutti i gusti e i generi con ottima musica, fatica e birra a volontà, per correre e vivere un’emozione “A due passi dal cielo”.

Ci vediamo a Ravenna!

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A due passi dal Cielo Tour, Music Center, a Meda, la 2° tappa

A due passi dal cielo TOUR, al Music-Center di Meda la 2° tappa.
Dopo Milano subito lo spettacolo si presenta in Brianza.
Sabato 8 febbraio, a Meda, A Due Passi Dal Cielo, lo show concerto di Marco Frattini & Time Machine.
Previsto il sold-out a tempi di record. Due spettacoli in un solo pomeriggio, ospiti, emozioni e una grande festa per questa performance.

Dopo l’exploit alla prima Milanese di A Due Passi Dal Cielo Tour, Marco Frattini, atleta e artista audioleso profondo, presenta i suoi nuovi brani, in casa propria.
Musica inedita, ospiti nostrani e quel mix tra entusiasmo e incredulità, saranno gli ingredienti per richiamare il pubblico a questo doppio appuntamento.
Guarda il video ufficiale della prima tappa.    QUI

Marco Frattini e il suo gruppo, forti dell’ottimo riscontro al live al Massaua di Via Tadino a Milano, sono pronti per ripetersi. Marco Frattini è accompagnato da una band d’eccezione, Time Machine, con Cristian Daniel alla batteria, Daniele Sala al basso e Rossella De Lucia alla voce. Assieme a Marco, il suggestivo quartetto crea un grande impatto sonoro, in grado di stupire e lasciare increduli gli ascoltatori. Una kermesse di musica tutta suonata dal vivo, ricca di energia e una prova empirica di vera forza di volontà. 

Anche per questa occasione non mancheranno ospiti a caratterizzare la 2° tappa del tour. Donato Pradolini, titolare Music Center e special guitar performer della serata. “Friz” Piergiulio Frigerio, apprezzatissimo armonicista blues, a colorare il sound musicale. Infine il giovanissimo e talentuoso batterista Gabriele Cabiati.
Guarda tutte le foto della 1° tappa milanese   QUI

Donato Prdolini. “Marco è di casa qui al Music Center, tanto da essere considerato quasi di famiglia. Quando entra in negozio con i suoi amati cani poi, non so mai che aspettarmi. In estate, ormai da diverso tempo, abbiamo la consuetudine di trovarci a Livigno, dove spesso si allena o lavora. Già due anni fa mi parlava di questo suo progetto musicale. Poi quest’anno, sempre a Livigno, la svolta e la richiesta di organizzare uno spettacolo al Music-Center. Ovviamente non ho saputo dirgli di no e sono molto contento di aver questa opportunità di ospitarlo ed esibirmi assieme a lui e a tutta la sua band”

Piergiulio Frigerio, in arte Frizz, armonicista. “Io e marco ci siamo incrociati spesso nelle situazioni più improbabili e fuori da ogni contesto musicale. La Brianza, è un fazzoletto di terra e ovviamente è difficile che le conoscenze non si intreccino. Ricordo ancora quella volta in cui ci incontrammo una sera, negli spogliatoi del tennis di Seregno. Scambiammo qualche parole e forse fu il momento in cui ci presentammo ufficialmente. Quando Donato mi ha detto che Marco mi voleva ospite, cosa potevo fare se non accettare? La musica ci unisce e ci permette di vivere belle e forti emozioni. Sarà per me un piacere condividere il palco con Marco e tutti i suoi splendidi musicisti”.

Gabriele Cabiati. “Sabato 8 febbraio, avremo un ospite davvero speciale. Gabriele è un giovanissimo batterista con le idee molto chiare e un’innata vocazione musicale. Venite a sentirlo e a conoscerlo, sono certo che rimarrete increduli come è successo a me”, racconta il titolare del brand iovedodicorsa.

Dalle 16 alle 17, diretta radiofonica con Radio Baby 103. 
Non solo musica e ospiti, ma anche tecnologia e sperimentazione. A due passi dal cielo Tour, sarà il primo evento diffuso in esterna dalla neo nata web radio di Carate Brianza, Radio Baby 103. Sarà infatti presente in loco la postazione radio che permetterà di seguire l’evento ovunque si vorrà collegandosi semplicemente al link www.radiobaby103.it.

Vivi l’esperienza e partecipa alla 2°tappa del A due passi dal Cielo Tour, lo spettacolo musicale condotto da Marco Frattini e la sua incredibile band Time Machine.
Acquista subito e assicurati il tuo ingresso    QUI

Sabato 8 febbraio previsti due spettacoli (confermati solo con Sold Out al 1° spettacolo)
Questo il programma:
– ore 15.00, apertura
– ore 16.00, inizio 1° spettacolo
– ore 17.00, saluti e cambio di scena
– ore 17.45, apertura e ingresso 2° set
– ore 18.15, inizio 2° spettacolo

Il costo di € 10.00 prevede l’accesso, la bandana ufficiale del tour e il piccolo rinfresco a disposizione durante il concerto.
Accedi alla prevendita e assicurati il tuo ingresso    QUI

Scarica e ascolta tutti i brani pubblicati da Marco Frattini.  QUI

Credit photo: Davide Grandi, AZ-press e ufficio stampa iovedodicorsa
Official tag: #aduepassidalcielotour

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SPQR Special Edition

SPQR la bandana special edition ispirata all’antica Roma per il Runner moderno.

Dai fori imperiali, attraverso il cardo e il decumano degli accampamenti legionari, nasce la nuova proposta del brand brianzolo iovedodicorsa. SPQR, la celebre epigrafe latina per indicare la civitas Romanorum, acquista una nuova valenza e un nuovo significato in chiave podistica: Sono Pazzi Questi Runner.
La storia racconta e insegna che a partire dal VIII secolo AC fino al V secolo DC, l’abbigliamento del legionario romano mutò e migliorò nell’arco dei 13 secoli dell’impero.
A partire dal I secolo DC troviamo il maphorium o maphortés, l’illustre antenato dello scalda collo moderno. Si tratta infatti di una sciarpa in lino che veniva avvolta intorno al collo, in dotazione del legionario romano.


Leone o gazzella? Il runner e lupacchiotto

I primi soldati che partirono alla conquista dell’impero romano, non vestivano calzari. Solo a partire dal VI secolo AC, iniziarono a indossare dei sandali in legno, con rivestimenti in bronzo. Dovettero passare quasi 7 secoli, prima di indossare una scarpa più vicina ai nostri giorni, con tomaia in cuoio e suola in multistrato.  I romani adottarono tecniche di concia delle pelli, che permisero un salto qualitativo notevole. Dopotutto le nostre scarpe da running sono figlie di questa storica e. avvincente evoluzione.
Possiamo stimare nell’ordine di migliaia i chilometri percorsi da questi guerrieri che ai giorni nostri potrebbero essere considerati a tutti gli effetti epici ultra trailer.
Nell’eterna dicotomia che vede gli atleti distinguersi tra leoni e gazzelle, si fa largo una nuova specie allevata dalla lupa capitolina. Dalla Brianza ci comunicano che in realtà il runner sia un lupacchiotto.

Il bandana ideale dei runners e trailers indomiti
La collezione COSMO si arricchisce di una nuova proposta che va ad ampliare l’offerta di bandane dedicate a tutti coloro corrono, praticano sport a ogni livello e abbracciano lo spirito iovedodicorsa. Quando le difficoltà e la sorte si mettono contro alla nostra strada, non c’è nulla di più forte e determinante della nostra volontà. L’ abbiamo vissuto a più riprese sulla nostra pelle così da esserne estremamente convinti. Ed è per questo che finiremo mai di ripeterlo e ricordare che:

“la forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”


Roma la città eterna che incanta. 

SPQR è la bandana dedicata ai runners e ai trailers indomiti, ricca di colori e dettagli che rimandano a
Roma, la città eterna che da sempre è fonte di ispirazione per Marco Frattini e la storia del suo brand che dichiara: “Siamo felici di poter dedicare a questa città, che ci ha visto protagonisti a livello sportivo e culturale, un prodotto originale che racchiude momenti e ricordi indelebili. Ci auguriamo che il nostro sforzo e la nostra proposta abbia il dovuto riscontro da parte di coloro che ci seguono e apprezzano”

Un pezzo da collezione da non perdere.
È possibile prenotare e acquistare la nuova special Edition SPQR, direttamente dal sito iovedodicorsa. Come sempre la spedizione è gratuita, ma attenzione: consegna a partire da aprile 2024. Cosa aspetti? Prenota e acquista subito il tuo modello..

Bandana Running – SPQR “Sono Pazzi Questi Runner”
City of Running Art Collection 2023-2024
Materiale: 100% poliestere

Misure: 23×48 cm
Peso: 34 g
Prezzo: 16.00 €

Disponibilità e consegna: aprile 2024
Prenotalo e acquistalo subito       QUI

Official tag: #sonopazziquestirunner

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Fratta Time Machine – Rassegna Stampa

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A due passi dal cielo Tour, Massaua: le foto by Tommaso Canciani

Location: Massaua, Milano
Date: 20 Gennaio 2025
Models: all those present
Photopgrapher: Tommaso Canciani
Production: IOVEDODICORSA brand

Thanks to Tommaso and his glance

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”
Marco Frattini, Vedere di corsa e sentirci ancora meno, 2010

Leggi la News della serata    QUI
Guarda il video ufficiale della serata   QUI

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Maratona di Ravenna

La Maratona di Ravenna è l’evento podistico che negli ultimi dieci anni ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama delle competizioni non solo Italiane, ma anche internazionali. Complice un intenso lavoro di marketing e comunicazione, abbinato alla capacità di sviluppare un programma sempre più alla portata di runners di ogni livello, la Maratona di Ravenna rappresenta di fatto un importante biglietto da visita per la città, in grado di valorizzare al meglio il binomio tra sport e cultura.
Con Stefano Righini, ex atleta di livello nazionale e presidente Ravenna Runners Club A.S.D. ci prepariamo alla nuova edizione dell’evento in programma il prossimo 12 novembre.

Ciao Stefano, ben ritrovato. A poco più di un mese dall’appuntamento con la Maratona di Ravenna a che punto siamo?
Manca poco alla Maratona di Ravenna e i preparativi proseguono come ogni anno nella direzione che ci spinge a portare sempre novità all’evento confermando tutto ciò che di buono abbiamo fatto durante questi anni. Tra le novità, quest’anno spicca il percorso completamente rinnovato: infatti, ci sarà una nuova location per la partenza che sarà il Pala de Andre’ mentre manterremo invariata la zona di arrivo che resterà in via di Roma. La partenza e l’arrivo in due luoghi differenti, ha inizialmente destato qualche preoccupazione da parte dei nostri runners, ma noi abbiamo pensato ad un servizio di bus navetta che permetterà ai partecipanti di spostarsi facilmente. Prima della partenza, i runners e i ravennati che alloggiano in centro città potranno usufruire di questo servizio ritrovandosi alla fermata predisposta dalla stazione di Ravenna che li porterà direttamente al Pala de Andre’, mentre per chi dopo l’arrivo avrà bisogno di tornare al Pala de Andre’ verrà riaccompagnato partendo sempre dalla fermata della stazione. Un’altra agevolazione per i runners riguarda il deposito borse, chi lascerà la propria borsa al Pala de Andre’ la ritroverà all’arrivo in viale Santi Baldini. Mai come quest’anno il nostro Expo Marathon Village allestito al Pala de Andre’ sarà il centro nevralgico per accogliere il mondo dei maratoneti e dei ravennati. Al suo interno verrà creata una vera e propria città dello sport dove ci saranno maratone internazionali che racconteranno la propria gara, ma anche espositori che presenteranno i propri prodotti in modo tale da conoscere le novità del mondo running e di tutti quei prodotti che possono servire a chi pratica questa attività. Inoltre, ci saranno convegni, conferenze e presentazioni, come ad esempio quella dei top runner, che come ormai di consueto saranno provenienti dal Kenya, Etiopia e non solo. Nella giornata di sabato, sempre nell’area del Pala de Andre’ andranno in scena la Family Run, la corsa dedicata alle famiglie e alle scuole, e la Dogs&Run, la gara dedicata ai nostri amici a 4 zampe. Come per la passata edizione, sempre al sabato, sarà possibile partecipare anche a Pompieropoli, l’iniziativa gestita dai Vigili del Fuoco per far conoscere ai bambini i segreti del Vigile del Fuoco. Ad oggi le iscrizioni ci segnalano come sia prevista un’alta percentuale di partecipanti stranieri, segno inequivocabile della promozione fatta all’estero che sta fruttando risultati significativi per quanto riguarda la presenza di atleti stranieri. Infine, confidiamo che la città risponda come ha sempre fatto partecipando massicciamente a questo evento, perché come diciamo sempre la Maratona è di Ravenna, è di tutti.

Il vostro intenso lavoro di promozione che tocca città di tutto il mondo, fino a dove si è spinto quest’anno?
Quest’anno, oltre a portare il nostro evento in giro per l’Italia, abbiamo deciso si spingerci oltre facendo un grande lavoro di promozione anche all’estero, sia nelle città dove andiamo regolarmente, ma anche in posti nuovi. Ad esempio, la settimana scorsa siamo stati ospiti al congresso di World Athletic dove abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con organizzatori del mondo intero portando la Maratona di Ravenna in tutto il mondo. Per noi è stato un momento apicale della nostra promozione all’estero perché sappiamo che Ravenna è una città conosciuta, ma poter esportare la Maratona di Ravenna nel mondo ci rende molto orgogliosi.

Oltre alla canonica distanza sui 42k, sono previste distanze intermedie per ogni tipologia di livello e preparazione. Da ex atleta professionista, che approccio ti senti di suggerire a chi per la prima volta decide di affrontare la distanza regina?
Innanzitutto, è importante differenziare chi corre da top atleta e quindi con obiettivi che puntano a competere per il podio della gara o per andare a montepremi, con chi corre per un proprio obiettivo. Io penso che ogni maratoneta che taglia il traguardo sia un vincitore perché corre per un proprio obiettivo. In più, penso sia fondamentale per chi corre la maratona di avere in testa la convinzione di poter affrontare questa distanza in modo da essere sempre più motivati.

Il percorso della Maratona di Ravenna si snoda e si sviluppa sapientemente lungo i punti più rappresentativi della città. Quali sono, a tuo giudizio, i passaggi più emozionanti del tracciato?
Quest’anno abbiamo pensato di modificare il nostro percorso andando ad aggiungere novità significative. Con il nuovo tracciato toccheremo una zona che la Maratona di Ravenna non ha mai raggiunto, il quartiere San Giuseppe (ex Villaggio Anic) cucendo il nostro evento sempre più sul territorio della nostra città. Il nuovo percorso sarà scorrevole ed internazionale: infatti, le ultime esperienze di manifestazioni di spessore come i Campionati del Mondo a Budapest sottolineano come presentare giri di boa nel percorso non significa rallentare la gara, perché vengono pensati per essere scorrevoli e veloci. Essendo la nostra la Maratona di Ravenna Città d’Arte, anche quest’anno toccheremo tutti gli otto Monumenti dichiarati Patrimonio dell’Unesco solcando la città nei suoi punti più preziosi del centro storico e non solo. Infine, percorreremo la Darsena della città di Ravenna più volte, perché sarà la prima tappa subito dopo la partenza e un passaggio al 35esimo chilometro dove i nostri partecipanti potranno ammirare la nuova passerella in legno che costeggia tutto il Candiano rendendo la Darsena uno dei luoghi più cool della città.

La Maratona di Ravenna non si distingue solo per il suo fascino culturale, ma anche per il valore e il ricordo prezioso legato alla medaglia che ogni anno viene creata e che verrà portata al collo di tutti i runners al termine della loro fatica. Puoi darci qualche dettaglio sulla creazione di quest’anno?
Per questa edizione la medaglia riprende il dettaglio di uno dei mosaici bizantini che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In questo caso, l’ispirazione arriva dai ricami della casula di Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, ritratto al centro dell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe. La veste del patrono della città di Ravenna è ricamata con piccoli particolari in tessere d’oro che ricordano delle piccole Api. Il forte legame con la nostra città viene da un particolare storico, nel I secolo d.C. quando Pietro, primo Papa della chiesa Cattolica, decise di mandare Apollinare a Ravenna per convertire la città al Cristianesimo scelse un evangelizzatore come Apollinare; quindi, una persona dotata del dono della parola e dell’eloquenza di cui proprio le Api sono il simbolo. Difatti, però, il significato storico non è l’unico non si lega solo all’ispirazione di uno dei monumenti cardine della città, ma lancia anche un messaggio denso si significato. Come sappiamo, Le Api sono animali che vivono in una società organizzata composta da una particolare diligenza e operosità che rendono la coesistenza la vera forza del gruppo. Per questo motivo sulla medaglia riporteremo un motto in lingua latina “Vis Unita Fortior” tradotto come “L’unione fa la forza”, un pensiero che riprende la particolare importanza che le Api ripongono nel gruppo e che diventa centrale anche nell’organizzazione del nostro grande evento.

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Club del Miglio: Miglio 1609,34 metri di passione

Il 27 maggio salterà la tappa del Club del Miglio prevista a Carate Brianza (MB), sostituita in un batter d’occhio dall’appuntamento nella pista “di casa” a Pioltello. “Miglio 1609,34 metri di passione” è il tributo e il nome, che riteniamo più che adatto, di questo nuovo evento targato CDM. Una 1° edizione che suggeriamo di tenere in cantiere per quelle che potranno essere situazioni di emergenze organizzative in futuro. Avevamo calcolato di risentirci a fine stagione e invece, diamo nuovamente la parola al Patron Fulvio Frazzei per parlarci di come sia stato possibile affrontare questo cambiamento, ovviamente per i non addetti ai lavori, apparentemente in maniera così disinvolta.

Ciao Fulvio, salta improvvisamente la tappa a Carate Brianza, forse tra le più partecipate e che, senza ombra di dubbio, ha visto negli anni una crescita numerica e organizzativa più che sensibile. A cosa è dovuto questo stop, torneremo in futuro a correre l’evento organizzato dai Daini Carate?
Purtroppo quanto successo a Carate ha dell’incredibile…pista appena rifatta, il comune tranquillo chiede la conferma dell’omologazione..per tutta risposta giunge da Roma la conferma si dell’omologazione ma solo per i risultati ottenuti fino alla categoria cadetti…da Allievi in su i risultati non verranno ufficializzati. Da qui la querelle fra il comune e la federazione per risolvere questo problema che si protrae ormai da mesi. La buona riuscita delle ultime prove a Carate è coincisa con la partecipazione di atleti di buon livello nazionali attratti da gare ad hoc ed anche, per quanto ci riguarda, dal doppio cronometraggio 1500/miglio con l’ufficializzazione di entrambe le prestazioni.

Il fatto di non poter sostenere per il motivo sopracitato una prova di buon livello ha fatto prendere la decisione alla Società di sospendere la prova per quest’anno in attesa di sviluppi futuri. Inutile nascondere che il nostro movimento sia rimasto male per questa decisione in quanto Carate è diventata negli anni uno dei nostri punti di forza nel circuito e gli amici partecipavano molto volentieri in questa trasferta brianzola.

La macchina del Miglio, ormai più un carro-armato corazzato, non ha fatto tempo a incassare il colpo che già aveva trovato modo di colmare questo vuoto, è così?
La delusione della scelta dei Daini ha fatto scattare questa molla nelle altre 9 Società per rispetto soprattutto dei 100 amici che quest’anno hanno acquistato il Passaporto e di tutti coloro, più di quanto si possa immaginare, che hanno già organizzato la propria stagione con quel sabato impegnato. E così  contando sulla tradizionale disponibilità degli amici dell’Athletic Team (con discorso avviato anche con Voghera e Cornaredo che non manco di ringraziare) si è virata rotta ed eccoci nel nostro porto sicuro di cui ormai conosciamo…ogni buca. Purtroppo l’abnegazione e l’immancabile disponibilità della Società non è supportata come meriterebbe dalle istituzioni ed una delle piste più vissute da anni del nostro circuito e non solo meriterebbe un restyling importante,
Scelta gradita da tutti, condivisa con la Federazione che ha preso atto senza nessun problema della variazione di località.

Quale sarà il programma di questa manifestazione e cosa ci dobbiamo aspettare?
Non siamo in grado di riproporre a Pioltello lo stesso programma gare previsto a Carate ci concentreremo dove siamo più forti: la “solita” prova sul Miglio classica dagli Allievi in su’ e su distanze ridotte per Cadetti Ragazzi ed Esordienti. Per questi ultimi i 400 metri per Ragazzi e Cadetti i 1000 metri.

Premiazioni consuete come da regolamento CdM, ampio parcheggio, tribune fruibili, cosi come spogliatoi e docce. A livello logistico tutto perfetto, speriamo di poter ripetere la prova svoltasi sempre qui un paio di mesi fa che tanto successo ha raccolto. Ringrazio naturalmente gli Amici del Team in primis per il grande apporto e disponibilità, le altre società del CdM che daranno il loro importante contributo sia a livello organizzativo che partecipativo e già da ora tutti gli atleti che interverranno confermando così che la mossa imprevista sia stata comunque gradita e meritevole d’essere vissuta premiando cosi con l’immancabile entusiasmo i tanti amici che sono tutt’ora impegnati nell’organizzazione.

Come è possibile iscriversi e partecipare alla gara “Miglio 1609,34 metri di passione” a Pioltello del 27 Maggio?
Procedura tradizionale con iscrizioni tramite il portale Fidal Tessonline entro le ore 23.00 del martedì precedente la prova con conferme entro la stessa ora di giovedì. Partecipazione libera anche a ragazzi tesserati eps fino alla categoria cadetti compresa. Dagli Allievi in su tesserati Eps e possessori di Runcard la partecipazione non è invece consentita.

Ne approfittiamo per una panoramica a più ampio respiro, visto che a Pioltello saremo proprio al giro di boa. Imprevisti a parte, come sta andando questa stagione 2023 del Club del Miglio?
Non ci possiamo lamentare, la ripresa di tutte le manifestazioni “sospese” negli ultimi tempi ed il fiorire di altre gare soprattutto in campo giovanile, sta di fatto diluendo le presenze un po’ in tutte le manifestazioni “classiche” e non.
Noi restiamo in un ambito di “nicchia” con un grande gruppo di appassionati ( tutti i 100 Passaporti per la prima volta nella pur breve storia hanno trovato casa ndr), che con il loro entusiasmo fungono da trascinatori nelle società di appartenenza…l’entrata ufficiale nel CdM anche come organizzatori da parte di Società storiche milanese Road Runners Club Milano e G.S. Montestella contribuiscono a far questi 10 momenti di ritrovo vere e proprie feste senza tralasciare naturalmente la componente agonistica che viene garantita sempre dalla presenza di giudici con le migliori tecnologie richiesta dalla prova stessa.

La composizione delle serie in base ai tempi di accredito ha contribuito a rendere ancor più entusiasmanti, se possibile, le prove con gare equilibrate come non mai. Senza tralasciare poi il discorso sulle prestazioni personali che anche se non di primissimo livello vengono comunque premiate in caso di miglioramento nel corso della stagione scalando via via le serie in funzione delle prestazioni ottenute…si parte dalla decima serie e magari a fine stagione si è in quinta o sesta e questo vale più di un podio per molti amici.

Il fatto che fra le società ai vertici della classifica vi siano in quella Assoluta l’ormai tradizione testa a testa fra Road Runners Club Milano ed Athletic Team Pioltello, ma fra le Giovanili e la Supercoppa vi siano due new entry nel CdM come Forti e Liberi Monza e U.S. Nervianese testimonia la vivacità del movimento quanto mai entusiasta di un circuito che da oltre vent’anni persevera nella sua “utopia”  premiato da questi risultati.

Vi aspettiamo a Pioltello, poi a Codogno, a Brescia…
Buon Miglio a tutti!

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Corrilunigiana: correre tra cielo e mare

La Lunigiana è una vasta area e una regione storica Italiana (Lunensis Ager in Latino), che comprende la provincia di La Spezia e quella di Massa Carrara, a ridosso tra il fiume Magra e i suoi affluenti.
Domenica 26 marzo si correrà la 7° edizione del Trofeo Avis a Castelnuovo Magra, 1* prova del circuito Corrilunigiana memorial Franco Codeluppi, dedicato alla memoria del suo fondatore che nel 1987 ebbe l’idea e l’intuizione di raggruppare tutte le gare che si svolgevano in questo territorio.
Con Massimo Codeluppi, figlio di Franco e successore alla guida del Corrilunigiana insieme al fratello Enzo, andiamo a conoscere questo circuito, la sua storia e la sua evoluzione.

Ciao Massimo, chi ti scrive, ha modo di trovarsi spesse volte in zone della Lunigiana, ma senza essere mai riuscito ad approfondirne, il valore e la storia. Abbiamo scoperto recentemente il circuito creato da tuo padre e ora portato avanti da te e tuo fratello . Puoi presentarci il circuito Corrilunigiana?
Come hai già riportato il circuito nasce nel 1987 da un’idea di babbo Franco, che nel 1973 aveva già creato la ciamptada aullese a quel tempo marcia non competitiva che portava ad Aulla 700/800 persone nella 1 domenica del mese di settembre, babbo che è stato un amante praticante dello sport, in particolare atletica, nel seguire le varie manifestazioni, preso lo spunto ed il coraggio insieme ad un paio di amici di creare il Corrilunigiana, per aggregare le manifestazioni locali che volevano aderire. Il Corrilunigiana e un campionato di corsa suddiviso in categorie femminili, maschili e bambini, proprio i bambini erano la passione di Franco che cercava in tutti i modi di fargli praticare sport.
Pensate che dal Corrilunigiana nasce la stella della campionessa italiana Chiara Ferdani.
Il circuito voleva aggregare più persone possibili che condividevano sport, amicizie, grandi amori (si, al Corrilunigiana sono nati grandi amori) e alla fine delle manifestazioni grandi mangiate. Nell’arco degli anni il circuito è diventato un fiore all’occhiello dello sport locale e non, purtroppo nel 2014 nel mese di luglio il suo Fondatore ci ha lasciato, da quel momento insieme a mio fratello Enzo e dietro le quinte mia sorella Nicoletta, abbiamo deciso di entrare in campo per onorare la memoria di nostro babbo, l’inizio è stato piuttosto lento nell’impostare quello che realmente solo babbo faceva, però la nostra motivazione ci ha fatto crescere  velocemente. Tantissime persone pensavano che finito il suo fondatore finisse tutto, invece con orgoglio vi dico che da qua il Corrilunigiana spicca il volo: abbiamo subito dato un restyling mantenendo tutti i criteri, dando tuttavia una guida nuova e un regolamento molto severo. Regole certe: la più significativa è stata quella di obbligare ogni società che partecipa al circuito a organizzare e includere le gare per i bambini. Pensate che in questi 9 anni di nostra gestione i bambini sono diventati il fiore all’occhiello del circuito e sicuramente il vecchio patron ne sarebbe felicissimo. In questi anni le gare associate sono diventate moltissime fino ad arrivare a 42. Insieme a mio fratello abbiamo tuttavia preso la decisione che per migliorare la qualità delle gare (i criteri del regolamento li trovate sul sito  www.corrilunigiana.it) non avremmo oltrepassato la soglia di 20 eventi. Nel 2023 saranno 18; anche se avevamo gare che ci chiedevano di inserirsi abbiamo preferito chiudere cosi.
Moltissimi nomi importanti dell’atletica si sono dati battaglia nelle varie gare. Giriamo posti e panorami mozzafiato: da quando sono alla guida del circuito ho conosciuto dei paesi e delle persone fantastiche che altrimenti non avrei mai ne visto ne conosciuto. Abbiamo lanciato i pettorali personalizzati grazie alla collaborazione, da ormai 6 anni , con lo sponsor tecnico Sportlife di Castelnuovo Magra. Ci siamo affidati ai cronometraggi di mysdam che in tempo reale ci aggiornano le classifiche e da un mese a questa parte abbiamo lanciato per Google Play e per Apple Store la nostra applicazione Corrilunigiana che ci auguriamo in tanti la scarichino.
L’obiettivo è essere ancora più visibili. Mi fermo perchè potrei andare avanti a parlarne per ore. Invito tutti a seguirci dall’applicazione e su tutti i social: fb, istangram, twitter, youtube, telegram. Siamo ovunque, Ringrazio inoltre te Marco per questa opportunità di darci la possibilità di presentarci a chi ancora non ci conosce.

Andando a verificare il calendario sul sito ufficiale www.corrilunigiana.it c troviamo di fronte a un elenco molto ampio e articolato. Che caratteristiche hanno gli eventi in programma e a chi sono rivolti?
Le nostre gare sono rivolte a tutti i tesserati delle società di atletica, agli iscritti run-card, ma anche a chi volesse solo passeggiare e partecipare a una corsa ludico-motoria.

La prima e unica volta che ci siamo sentiti in videochat hai rimarcato più volte l’intenso lavoro legato allo sviluppo della nuova APP legata al circuito Corrilunigiana. Ce ne vuoi parlare anche in funzione di come sia possibile iscriversi per partecipare agli eventi del vostro circuito?
Si certamente, come già anticipato prima, questa applicazione è nata grazie a un gruppo di amici che hanno creduto al progetto e l’hanno sponsorizzato. Servirà per seguirci, per iscriversi e per avere tutte le informazioni delle gare in programma oltre a ottenere delle promo mirate dagli sponsor.
Scarica subito la APP del Circuito Corri Lunigiana            QUI 

La Lunigiana è una zona estremamente paesaggistica e di una bellezza naturale unica. Per chi come noi arriva da lontano, quali sono i posti più caratteristici e che dovrebbero essere messi in calendario per una corsa conoscitiva? Hai un programma da suggerire?
Come detto ci sono luoghi che solo seguendo il circuito ho conosciuto. Qui si respira l’aria che mio babbo voleva. Abbiamo Cecina di Fivizzano, il Borgo Medioevale di Isolasanta in Garfagnana, le bellezze delle cave di Marmo dai ponti di Vara alla cava di Fantiscritti dove Michelangelo prese il marmo per la pietà. Quercia, celebre per la famosa sagra delle focacette; Podenzano, la madonna della neve e Panigacci Finali, il borgo di Montereggio, il paese dei librai dove nasce il premio Bancarella. Se volete un consiglio: mettete tutte e diciotto le gare nel vostro calendario podistico, non ve ne pentirete.

E per concludere la più classica delle nostre richieste: perché venire a correre gli eventi del circuito Corrilunigiana?
Per conoscere nuovi amici, per divertirvi e competere sui nostri percorsi. Per visitare posti stupendi e per vedere all’opera tutti i nostri bambini che colorano tutte le nostre gare. Il fiore all’occhiello del nostro calendario è sabato 25 giugno, ad Aulla, la 49° Ciamptada Aullese, dove da qua tutto è partito.
Come diceva babbo: “VINCERE NON E’ SORPASSARE GLI ALTRI, E’ SUPERARE SE STESSI”

Visita il sito ufficiale del Circuito Corri Lunigiana            QUI 

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Foto archivio web: Federico di Dio

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A due passi dal Cielo Tour, Massaua, tutte le Foto

Location: Massaua, Milano
Date: 20 Gennaio 2025
Models: all those present
Photopgrapher: Denise Tallero (Phototoday)
Production: IOVEDODICORSA brand

Thanks to Massaua and to all the memebers of the staff 

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”
Marco Frattini, Vedere di corsa e sentirci ancora meno, 2010

Leggi la News della serata    QUI
Guarda il video ufficiale della serata   QUI

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Mezza Due Laghi: intervista a Paolo Ottone

Domenica 5 marzo si correrà la Mezza Due Laghi. La 21 km, nel duplice formato competitiva e non competitiva, che unisce con il suo percorso abbracciato dalle alture, il Lago di Mergozzo al Lago Maggiore. Una classicissima giunta alla 25° edizione che prosegue nel suo progetto di rilancio grazie all’intenso lavoro svolto da Sport PRO-MOTION A.S.D., capitanata dall’eclettico Paolo Ottone. 
Con Paolo andiamo a sondare lo stato dell’arte in vista di questo appuntamento.

Ciao Paolo, lo scorso anno, è stato un momento di transizione e un passaggio di testimone organizzativo che ha permesso di prendere le misure di questo evento. Come procede l’organizzazione di questa 25° edizione della Mezza due Laghi tra conferme e novità?
Il passaggio dai precedenti organizzatori è avvenuto in un periodo davvero difficile legato al COVID. L’obbiettivo di quest’anno è riportare gradualmente questo evento ai numeri del passato e credo che con il percorso che tocca ben due laghi ci si possa riuscire.
Siamo a buon punto per tutti gli aspetti organizzativi e spero che la risposta del bacino locale e di prossimità sia importante!
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Il duplice scenario che porta il podista da un bacino lacustre all’altro è di certo di forte impatto e il piatto forte di questo evento: ma quali sono le altre caratteristiche che hanno dato lustro a questa gara in tutti questi anni?
Sicuramente il fatto di essere stata la prima gara podistica a nascere nella Provincia del VCO, e poi il fatto che la Mezza Due Laghi è sempre stata una gara del territorio a cui i podisti locali sono affezionati.

La Mezza Due Laghi è senz’altro un valore aggiunto che permette di fare da traino tra tutti coloro che amano scoprire nuovi ambienti e paesaggi. L’alto lago Verbanese è una zona ricca di angoli da esplorare e visitare. Puoi suggerire qualche meta da non perdere per l’occasione?
Certamente, in primis i lungolago di Stresa, Baveno, Feriolo e Verbania. Non può mancare inoltre una visita alla “Linea Cadorna” di Ornavasso, al Lago d’Orta ed alle Valli Ossolane.

Mezza due Laghi sarà il primo evento di questo 2023 ad opera di Sport Promotion ASD: quali saranno gli altri eventi che seguiranno a ruota?
Il nostro calendario 2023 è davvero fitto e prevede questi appuntamenti:
– 05.03   XXV Mezza Due Laghi – www.mezzaduelaghi.it, Gravellona Toce
– 14.05   XV Lago Maggiore Half Marathon – www.lmhm.it, Stresa-Verbania
– 29-30.07   V Monterosa EST Himalayan Trail – www.meht.it, Macugnaga
– 07.10   III Ultra Trail Lago Maggiore – www.utlm.it, Verbania
– 05.11    XII Lago Maggiore Marathon – www.lagomaggioremarathon.it, Arona-Stresa-Verbania

Considerata la grande e variabile offerta del vostro catalogo sportivo, non avete mai pensato a realizzare una combinata di tutte le vostre numerose e bellissime manifestazioni sportive?
Ci stiamo lavorando, pensiamo addirittura ad una fidelity card che dia diritto ad uno sconto importante a tutti i nostri eventi.
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A due passi dal cielo TOUR

A Due Passi Dal Cielo è il titolo del tour 2025 che vede il ritorno di Marco Frattini con spettacoli-concerto in tutta Italia. Appuntamenti in diverse location e in occasioni degli eventi podisti più partecipati di tutto lo stivale: Milano, Roma, Ravenna, Cuneo, Rimini, Verbania, Verona, Torino e non solo. Un tour che si annuncia ricco di intense emozioni in cui l’atleta e artista audioleso profondo presenterà i suoi brani inediti con l’inconfondibile autoironia che da sempre lo contraddistingue. Marco Frattini è un personaggio sicuramente eclettico e trasversale, che ha fatto, senza troppi giri di parole, di ogni necessità virtù. Forte di un’esperienza aspra e unica, propone uno spettacolo, una storia e un repertorio ricco di brani che emozionano e rievocano sonorità e ritmi travolgenti.

Ad accompagnarlo un trio d’eccezione, con Cristian Daniel, Daniele Sala e il recentissimo nuovo innesto Rossella De Lucia a creare un grande impatto sonoro in supporto a Frattini che – nonostante la grave menomazione – riesce a cantare e suonare lasciando increduli gli ascoltatori, offrendo una kermesse di musica tutta suonata dal vivo, ricca di energia e una prova empirica di vera forza di volontà.

Dopo il lungo girovagare per presentare i suoi libri, ‘Vedere di corsa e sentirci ancora meno’ e ‘Il mio comandamento’, che a partire dal 2010 l’hanno portato in oltre 800 piazze in tutta Italia con sporadici appuntamenti oltre confine, Marco

Frattini torna live. A ormai vent’anni di distanza, Marco è pronto per riabbracciare le sue chitarre e regalare, ancora una volta, momenti di straordinaria sensibilità, forza e resilienza.

A DUE PASSI DAL CIELO: LE DATE DEL TOUR
Queste le date del tour ‘A due passi dal cielo’ al momento in programma
20 gennaio – Massaua, Milano
21 gennaio – Massaua, Milano
8 febbraio – Music Center, Meda (MB)
9 febbraio – Vimercate (MB)
14 marzo – Roma
15 marzo – Expo Run Rome The Marathon, Roma
30 marzo – Matilda, Nova Milanese (MB)
12 aprile – Monte San Giorgio Trail, Piossasco (To)
26 luglio – Expo La Via dei Lupi, Limone Piemonte (CN)

Altre date si stanno aggiungendo e per tutti gli appuntamenti sono previsti ospiti a sorpresa.

In occasione della prima data a Milano, lunedì 20 gennaio, presso Massaua, in via Alessandro Tadino 17, alle ore 18.30 è prevista la conferenza stampa, serata ad invito, con posti limitati.
Saranno presenti:
• Giorgio Rondelli CT atletica leggera
• Lorenzo Benfenati (manager INFRONT, responsabile Run Rome The Marathon)
• Massimiliano Fava (Responsabile ParkRun Milano)
• Barbara Selis Grafica (Piparula)
Accredita subito per partecipare   QUI

Prevista la prevendita biglietti per tutte le date del Tour, direttamente dal portale iovedodicorsa, a questo link:
https://iovedodicorsa.com/eventi/
Aquista subito il tuo biglietto.   QUI

Ad affiancare Marco Frattini in questo viaggio, Cristian Daniel, musicista e batterista, con il ruolo di direttore artistico, il bassista Daniele Sala, Rossella De Lucia alla voce e Mauro Teti, nelle vesti di Tour Manager.

Gli uffici stampa incaricati sono Runtoday e AZ Press.

Scarica e ascolta tutti i brani pubblicati da Marco Frattini.  QUI

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Campionato Brianzolo di Corsa Campestre

Campionato Brianzolo di Corsa Campestre: al via la 38° edizione. Aprite le scarpiere e preparate i borsoni. E’ ormai tempo di lustrare e avvitare i chiodi delle vostre scarpe da cross. A partire da sabato 11 gennaio, assicurati fatica e tracciati impervi alla classicissima kermesse podistica.
Ne parliamo con Carlo Bonini, portavoce del 38° Campionato brianzolo di Corsa Campestre

Edizioni a confronto. Ciao Carlo, facciamo un passo indietro prima di affrontare la nuova stagione. Quale è stato il riscontro generale del Campionato Brianzolo 2024, siete stati soddisfatti del risultato?
Buondì a tutti, ben ritrovati all’appuntamento con le campestri del Brianzolo del 2025. Che dire, quello dello scorso anno è stato un buon anno, con l’ingresso di una nuova Società, l’Avis Seregno, che ha preso il posto dei Runners Desio che ci hanno lasciato per alcune problematiche logistiche. Certamente abbiamo avuto un buon riscontro, perché con nuovi interpreti la festa delle campestri brianzole ha continuato l’ascesa di numero di partecipanti che ci accompagna dal post Covid.

Ritorno al passato, la tradizione si rinnova. La nuova edizione del Brianzolo che ci apprestiamo a vivere e a correre prevede il ritorno a 6 gare totali. Puoi darci una panoramica generale del calendario 2025?
Intanto siamo felicissimi del rientro di una Società storica fondatrice del Brianzolo, il gruppo degli Amici dello Sport di Briosco, sia per il fatto che torniamo a confrontarci su 6 prove, quindi avremo più occasioni di incontrare gli amici/avversari di gara, sia perché a livello affettivo sentivamo la mancanza di una gara che ha fatto la storia del Campionato, con i suoi mitici percorsi tosti. Ripartiremo la settimana dell’Epifania, con la campestre a Oggiono organizzata dall’Avis Oggiono, seguita dalla veloce campestre di Seregno, organizzata dall’Avis Seregno. Poi una pausa e riprenderemo con la tappa di Agrate organizzata dagli amici dei Gamber di Concuress, seguita dalla tappa che sarà anche Campionato Regionale Master di Monza, organizzata dal gruppo GP Villasantese. Successivamente a una seconda pausa, riprenderemo con la tappa di Briosco, organizzata dagli Amici dello Sport di Briosco che passeranno la mano ai Marciacaratesi per la sesta e ultima prova a Carate.

Un appuntamento da non perdere. La tappa di Monza varrà come campionato regionale Master di corsa campestre. Il circuito del parco, ancora una volta, sarà teatro di una grande giornata di sport. Sarà così?
Certamente sì. Il parco è uno scenario molto apprezzato dagli atleti, sia per la quiete che si vive al suo interno, sia per l’ubicazione comoda da raggiungere da ogni località. Non per nulla, anche negli anni scorsi, ha avuto l’onore di ospitare sia campionati italiani di corsa campestre a livello Master, ma anche a livello Assoluti. Anche per quanto riguarda il percorso, è una felice combinazione di tratti molto veloci e scorrevoli, alternati a passaggi tecnici e muscolari, un vero campo gara tosto da affrontare.
Iscriviti subito     QUI

Quali sono le aspettative di questa data e come state vivendo e affrontando questa attesa?
Le aspettative sono quelle di una gara molto sentita e partecipata, dove si affronteranno atleti abituati a cimentarsi in questi contesti. Avremo diverse Società che affronteranno diversi chilometri per venire a confrontarsi in questa manifestazione. Sapremo come accoglierli, in quanto utilizzeremo le strutture all’interno della Cascina San Fedele nel Parco come punto ritrovo, iscrizioni e premiazioni.

Da ultimo, come e dove è possibile reperire tutte le informazioni e iscriversi al Brianzolo 2025?
Su questo fronte siamo piuttosto coperti.
Abbiamo:

  • una pagina facebook del Campionato Brianzolo di Corsa Campestre,
  • il sito campionatobrianzolo.it,
  • sui prevolantini e volantini sono presenti i numeri di contatto di ogni singola prova,
  • per ogni eventuale altro chiarimento, la sede organizzativa è c/o ASD Marciacaratesi in via Verdi 5, a Carate Brianza,
  • contatti Bonini Carlo cell 348 7398148 – fidal@marciacaratesi.it
    Iscriviti e partecipa al 38° Campionato Brianzolo     QUI

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Credit foto: archivio Campionato Brianzolo Corsa Campestre

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Marco Frattini ospite di Diamante Event Milano

1 febbraio Marco Frattini ospite di Diamante Event Milano.
Sabato 1 gennaio, a Corsico (Mi), Marco Frattini,  titolare del brand iovedodicorsa, sarà ospite dell’agenzia di spettacolo Diamante Event Milano, presso il il ristorante Antica Posta, di via Vittorio Emanuele II, 27. A condurre la serata e a fare gli onori di casa, il navigato sodalizio Loretta e Stefano, che intratterranno con la loro verve comica, tutti i commensali presenti.

Cenare e ridere a crepapelle, una serata per grandi e piccini.
Diamante Event Milano, agenzia di spettacolo da anni presente e attiva in tutto il territorio metropolitano, propone una serata ad ampio spettro. Un evento pensato per tutti, per trascorrere in un ambiente piacevole e curato un momento conviviale che possa lasciare un gradito ricordo.

L’occasione per incontrare e conoscere la storia di Marco Frattini.
“Abbiamo messo a punto questa serata con l’obiettivo di creare un momento gustoso accompagnato dalla simpatia di Loretta e Stefano che sapranno, senza ogni ombra di dubbio, sbalordire i nostri ospiti”, spiega Barbara, titolare e promoter dell’agenzia Diamante Event Milano. “Tuttavia, volevamo lasciare anche un ricordo indelebile. E’ per questo che abbiamo invitato Marco a fare da contorno a questa serata, raccontando la sua storia”.

Corro come il vento e il nuovo Tour.
“Ho accolto l’invito di Barbara senza esitazione” conferma Marco Frattini. “E’ sempre un’occasione e molto stimolante interfacciarmi direttamente col pubblico: mi auguro apprezzerà la mia prova”. 
Guarda il video dell’esecuzione karaoke live del brano inedito Corro come il vento  QUI

Cena-spettacolo con menù dedicato per tutti.
Attenti a quei 2 è lo spettacolo di Loretta e Stefano presso il ristorante Antica Posta di Corsico, con cena inclusa. Due tipologie di menù: baby e adulti con prezzi e porzioni differenziati.

Per molti, ma non per tutti.
Prenota subito il tuo posto riservato e partecipa alla bella serata organizzata dall’agenzia di spettacolo Diamante Event Milano. Quando e dove? Sabato 1 febbraio, a partire dalle ore 20.00, presso il ristornate Antica Posta, in via Vittorio Emanuele II, 27, a Corsic0. Vivi la gioia delle festività Natalizie in  questa magica serata.
Prenota subito a questo numero 3331513705

Chi è Marco Frattini.
Marco Frattini è nato a Milano il 27 luglio 1976. Dal 2006 audioleso profondo. Laureato in odontoiatria e protesi dentaria, chef diplomato, autore SIAE, si è occupato di odontoiatria speciale, ma ha lavorato anche come musicista e fonico. Maratoneta e 6 volte campione Italiano per la federazione F.S.S.I, è esperto di sistemi per l’inclusione culturale nella disabilità.
Nel 2013 è sottoposto a due nuovi interventi chirurgici, che determineranno un deficit visivo all’occhio sinistro. Abbandonata la professione odontoiatrica, crea il brand IOVEDODICORSA, specializzato nella produzione, vendita di bandane, abbigliamento per il running e nella promozione di eventi podistici in Italia e nel mondo: www.iovedodicorsa.com.
Già ideatore del progetto “Il teatro oltre il silenzio”, ha lanciato nella primavera 2015 CiaoRunner, www.ciaorunner.com, il primo social-network al mondo dedicato all’ambito della corsa presentato in occasione della Milano City Marathon. Nel 2019 acquisisce la piattaforma
www.runtheworld.it.

Libri pubblicati
Vedere di corsa e sentirci ancora meno, 2008
Il Mio comandamento, 2014

Canzoni pubblicate:
Corro come il vento (Frattini-Baroldi)
A due passi dal cielo (Frattini Baroldi)

Dove trovare i brani di Marco Frattini.
Tutti i brani  sono presenti e si possono scaricare gratuitamente nella sezione Jukebox del sito iovedodicorsa e su tutte le principali piattaforme musicali on-line.
Effettua il download dal Jukebox.  QUI

Official tag: #marcofrattinidiamante

© copyright iovedodicorsa 2025, il brand di Marco Frattini: training, abbigliamento, bandane, scarpe, accessori per il running

Marco Frattini ospite di Diamante Event Milano Leggi tutto »

Happy birthday Desert Running Camp

Happy Birthday Desert Running Camp. 10 years of running and emotions among the desert dunes, 10 years of Desert Running Camp. From October 19th to 27th, the tenth edition of what is now considered the best and the only organized desert running experience took place. A real course to approach and learn about the difficulties and pitfalls of this fascinating and feared context.

With Alberto Rovera, founder and organizer, we are going to relive the history of this wonderful opportunity to experience racing in one of the most extreme environments on earth.

Hi Alberto, this year you celebrated 10 years of Desert Running Camp: a lot of sand has passed under your feet and who knows how much you have tested. Let’s try to take a leap into the past. How did the idea of ​​creating this experience come about? And what are the most intense and vivid memories that you carry with you from all these editions?
That’s right, 10 years have flown by! But that’s it. The idea was born to be able to give advice and teaching to those runners who wanted to approach running in the desert and beyond. At the same time giving advice on how to prepare for races in the desert, how to organize the backpack and how to eat before, during and post race. Who better than Marco Olmo could support me in this? And so we left.

Never before has participation been so numerous as this year, shall we say? Did you expect it?
A couple of years ago Marco was replaced by Michele Graglia, another living legend of ultra extremes, this year we also added Alice Minetti, a well-known coach in the world of running, to the staff, so with two characters like these it could only be thus, both enjoy a lot of respect and have a large following.

What is the mystery and magic that lies in facing a running experience in a context that is anything but ordinary?
Surely being running, or rather practicing the discipline you love, in a context completely different from those usually frequented. Here you run through large, infinite expanses, sand dunes, canyons, oueds; you pass through ancient villages abandoned or lost in the desert. You meet Bedouins and many nomads who give a fascinating atmosphere to the practice. This year, thanks to the abundant rains in September, we were lucky enough to run on the banks of lakes that no one had remembered in living memory. We even took a bath in it.

Marco Olmo and Michele Graglia, two dune hunters, past and present who have accompanied you over these years. What are the common aspects and what characterize them?
They are two very great characters, perhaps unparalleled. Both have won top-level competitions and have a unique wealth of experience. They have two different characters and uncommon qualities that distinguish them.

What should we expect for the future at the next editions of the Desert Running Camp?
Certainly, I am already anticipating the dates from 18 to 26 October 2025, the format will be the same: running or walking in the morning and afternoons dedicated to interesting excursions. The evening will be dedicated to yoga and stretching. There will also be important news for lovers of “ultra-ultra” which we will make official shortly, but I cannot reveal more at the moment. Follow us on social media and on the website www.scuolaitalianaoutdoor.it

Thank you
Thanks to you and see you next time, don’t miss this special event

Discover and partecipate in the next edition of Desert Running Camp  HERE

Credit photo: Desert Running Camp
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Buon compleanno Desert Running Camp

Buon compleanno Desert Running Camp. 10 anni di corsa ed emozioni tra le dune del deserto, 10 anni di Desert Running Camp. Dal 19 al 27 ottobre scorso, è andata in scena la decima edizione di quella che è ormai considerata la migliore e forse unica, esperienza organizzata di corsa nel deserto. Un vero e proprio corso per approcciarsi e conoscere le difficoltà e le insidie di questo affascinante e temuto contesto.
Con Alberto Rovera, fondatore e organizzatore, andiamo a rivivere la storia di questa meravigliosa occasione di vivere la corsa in uno degli ambienti più estremi della terra.

Ciao Alberto, quest’anno avete festeggiato i dieci anni di Desert Running Camp: di sabbia sotto i piedi ne è passata parecchio e chissà quanta ne avete fatta saggiare. Proviamo a fare un salto nel passato. Come è nata l’idea di ideare questa esperienza? E quali sono i ricordi più intensi e vivi che porti con te di tutte queste edizioni?
Esatto, dieci anni che sono volati! Ma tant’è. L’idea era nata per poter dare consigli ed insegnamenti a quei runners che volevano avvicinarsi alla corsa nel deserto e non solo, nello stesso tempo dare consigli su come prepararsi per gare nel deserto, come organizzare lo zaino e come alimentarsi nel pre, durante e post gara, e chi meglio di Marco Olmo poteva supportarmi in questo? E così siamo partiti.

Mai come quest’anno la partecipazione è stata così numerosa, diciamo bene? Te lo aspettavi?
Da un paio d’anni Marco è stato sostituito da Michele Graglia, altra leggenda vivente delle ultra estreme, quest’anno poi abbiamo inserito nell’organico anche Alice Minetti nota coach nel mondo del running, quindi con due personaggi come questi non poteva che essere così, entrambi godono di molta stima ed hanno molto seguito.

Quale è il mistero e la magia che si cela nell’affrontare un’esperienza di corsa in un contesto tutt’altro che ordinario?
Senz’altro correre, o meglio praticare la disciplina che si ama, in un contesto completamente diverso da quelli abitualmente frequentati. Qui si corre attraverso grandi infinite distese, dune di sabbia, canyon, oued; si attraversano antichi villaggi abbandonati o sperduti nel deserto. Si incontrano beduini e molti nomadi che imprimono un’atmosfera affascinante alla pratica. Quest’anno poi, grazie alle abbondanti piogge del mese di settembre, abbiamo avuto la fortuna di correre sulle rive di laghi che a memoria d’uomo nessuno ricordava. Ci abbiamo anche fatto il bagno

Marco Olmo e Michele Graglia, due cacciatori di dune, passato e presente che ti hanno accompagnato nel corso di questi anni. Quali sono gli aspetti comuni e quali quelli che li caratterizzano?
Sono due grandissimi personaggi, forse ineguagliabili. Entrambi hanno vinto gare di altissimo livello e posseggono un bagaglio di esperienze uniche. Hanno due caratteri diversi e doti non comuni che li contraddistinguono.

Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro alle prossime edizioni del Desert Running Camp?
Sicuramente, anticipo già sin d’ora le date dal 18 al 26 ottobre 2025, il format sarà lo stesso: corsa o camminata al mattino e pomeriggi dedicati ad interessanti escursioni. La sera verrà dedicata allo yoga e allo stretching. Ci sarà poi una importante novità per gli amanti delle “ultra-ultra” che ufficializzeremo a breve, ma non posso svelare di più al momento. Seguiteci sui social e sul sito www.scuolaitalianaoutdoor.it

Grazie
Grazie a voi ed alla prossima, non mancate a questo speciale appuntamento

Scopri e partecipa alla prossima edizione del Desert Running Camp QUI

Credit photo: Desert Running Camp
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#desertrunningcamp

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Calze running-trail: l’offerta sta per scadere

Calze running-trail: l’offerta sta per scadere.
Ultimissimi giorni per approfittarne!
La SUPER offerta del mese nel nostro shop on line. Valida solo fino alle 24.00 di sabato 31 maggio.
1 calza Cosmo Running Socks: € 11.00
2 calze Cosmo Running Socks: € 15.00 (anche taglie e modelli spaiati).

Cosmo Running Socks, la calza avvolgente e performante.
Le calze per il running e il trail del brand iovedodicorsa, sono prodotti tecnici estremamente confortevoli. Grazie al Nanoglide, tessuto brevettato e con marchio registrato, garantiscono la migliore performance e la massima riduzione degli attriti.

La migliore sensazione a portata di piede.
La percezione: una seconda pelle in grado di avvolgere perfettamente e anatomicamente il piede.

Le calze dei runners più forti del pianeta.
Non a caso, il brand iovedodicorsa è fornitore ufficiale di calze del team Run2gether. Al proprio interno militano e gareggiano gli atleti keniani più forti e vincenti del panorama podistico italiano e mondiale. Mwangi Simon Waithira e Gesare Morine Michira sono stati i vincitori dell’ultima edizione Stramilano Half Marathon 2025.

L’occasione da non perdere.
Fino al 31 maggio compreso, puoi acquistare 2 paia di Cosmo Running Socks a soli € 15.00 (un paio, costo al dettaglio: € 11.00).
Offerta valida anche per taglie e modelli spaiati.
La spedizione è gratuita in tutta Italia.

Come acquistare e ordinare.
Ordinare e acquistare le calze della collezione Cosmo Running Socks è molto semplice:
– vai alla pagina accessori del sito iovedodicorsa
– scegli i modelli e le taglie delle calze da mettere nel tuo carrello
– in fase di acquisto e pagamento verrà applicato automaticamento lo sconto

NB: l’offerta è valida solo fino alle ore 24.00 del 31 maggio 2025

Official tag: #cosmorunningsocks
Photo credit: ufficio stampa Stramilano

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Calze running-trail: l’offerta sta per scadere Leggi tutto »

Calze running/trail

.Calze running/trail. L’offerta stock per tutte le società sportive.
L’offerta esclusiva del brand iovedodicorsa dedicata a tutti i gruppi sportivi e alle organizzazioni di manifestazioni podistiche.

Cosmo Running Socks, la calza avvolgente e performante.
Le calze per il running e il trail del brand iovedodicorsa, sono prodotti tecnici estremamente confortevoli. Grazie al Nanoglide, tessuto brevettato e con marchio registrato, garantiscono la migliore performance e la massima riduzione degli attriti.

La migliore sensazione a portata di piede.
La percezione: una seconda pelle in grado di avvolgere perfettamente e anatomicamente il piede.

Le calze dei runner più forti del pianeta.
Non a caso, il brand iovedodicorsa è fornitore ufficiale di calze del team Run2gether. Al proprio interno militano e gareggiano gli atleti keniani più forti e vincenti del panorama podistico italiano e mondiale. Mwangi Simon Waithira e Gesare Morine Michira sono stati i vincitori dell’ultima edizione Stramilano Half Marathon 2025.

Un’occasione da non perdere.
Fino al 30 Aprile compreso, puoi acquistare Cosmo Running Socks a un prezzo stock pari € 3.20 (costo al dettaglio € 11.00). Offerta solo per un quantitativo pari e non inferiore alle 100 unità.
Spedizione è gratuita in tutta Italia.

Come acquistare e ordinare.
Ordinare e acquistare le calze della collezione Cosmo Running Socks è molto semplice:
– vai alla pagina accessori del sito iovedodicorsa
– scegli i modelli e le taglie delle calze da mettere nel tuo carrello
– in fase di acquisto e pagamento verrà applicato automaticamento lo sconto al raggiungimento di 100 calze acquistate.

*oppure contattaci direttamente via email, per definire la tua richiesta.

NB: l’offerta è valida solo per quantitativi pari e non inferiori alle 100 paia.
Possibilità di scelta assortita per colore e misura.

Official tag: #cosmorunningsocks
Photo credit: ufficio stampa Stramilano

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Maratona dell’Isola d’Elba 2025. Form Valutazione

Elba Island Marathon 2025, survey
Marina di Campo, 11th May 2025

Dear athlete, you ran the 9th edition of the Elba Island Marathon, the spectacular race surrounded by the Tyrrhenian Sea.
We would like to know your experience with this short anonymous survey.
We thank you for what you can tell us,

Single, multiple or open-ended evaluation system, anonymous.

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Maratona dell’Isola d’Elba 2025, sondaggio.
Marina di Campo, 11 Maggio 2025

Caro atleta, hai corsa la 9° edizione della maratona dell’Isola d’Elba, la spettacolare 42 km circondata dal Mar Tirreno.
Vorremmo conoscere la tua esperienza con questo breve sondaggio anonimo.
Ti ringraziamo per quello che potrai raccontarci.

Sistema di valutazione a risposta, singola, multipla o aperta, anonimo.

Vuoi lasciare anche una tua recensione pubblica?
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Form sondaggio Maratona dell’Isola d’Elba 2025
23

1) L’evento ha soddisfatto le tue aspettative? Did the event meet your expectations?*

2) Come giudichi la comunicazione pre-gara? How do you rate the pre-race communication?*

3) Come giudichi la location di gara? How do you rate the race location?*

4) Come giudichi il percorso di gara? How do you rate the race course?*

5) Come giudichi l’Expo Village? How do you rate the Expo Village?*

6) Cosa acquisti all Expo Village? What do you buy during the Expo Village?*

7) Come giudichi i servizi di gara? (deposito borse, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso) How do you rate the race services? (bag storage, secretariat, refreshments, directions and route safety)*

8) I ristori lungo il percorso erano ben posizionati e adeguatamente forniti? Were the refreshment points along the route well placed and adequately stocked?*

9) La gestione della partenza e dell’arrivo è stata efficiente? Was the departure and arrival management efficient?*

10) La disponibilità di bagni, spogliatoi e deposito borse era adeguata? Were there adequate bathrooms, changing rooms and bag storage available?*

11) L’atmosfera generale e il supporto del pubblico lungo il percorso sono stati soddisfacenti? Was the general atmosphere and the public support along the route satisfactory?*

12) Il rapporto qualità-prezzo della quota d’iscrizione è stato giusto? Was the registration fee value for money?*

13) E’ stato facile raggiungere il campo di gara? Was it easy to get to the race course?*

14) Come giudichi la medaglia? How do you rate the medal?*

15) Con quali mezzi di trasporto sei giunto? What means of transport did you use?*

16) Quante persone ti hanno accompagnato? How many people accompanied you?*

17) Hai soggiornato in loco? Did you stay on site?*

18) Come giudichi la ricettività locale? How do you rate the local hospitality?*

19) Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite, attrazioni etc.) How much did you spend during your trip in terms of total expenditure? (hotel, restaurant, bar, visits, attractions etc.)*

20) Consiglieresti questo evento ai runner? Would you recommend this event to runners?*

21) Cosa ti è piaciuto di più? What did you like the most?*

22) Cosa non ti è piaciuto? What didn’t you like?*

23) Cosa miglioreresti per la prossima edizione? What would you improve for the next edition?*

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Trail del Monte San Giorgio. Form valutazione.

Trail del Monte San Giorgio. Form Valutazione.
Piossasco (TO), 13 Aprile 2025.

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato alla 5° edizione del Trail del Monte San Giorgio, a Piossasco (TO).
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa esperienza, tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento.
Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
Grazie.

Tutto lo del TRAIL DEL MONTE SAN GIORGIO.

Sistema di valutazione a risposta multipla o aperta, anonimo.

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Credit photo: Wild Emotion
Official TAG: #traildelmontesangiorgio

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Trail del Monte San Giorgio 2025. Form Valutazione

1. Hai già corso un’edizione del Trail del Monte San Giorgio?*

2. Come hai conosciuto questo evento?*

3. L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?*

4. Come giudichi la comunicazione pre-gara?*

5. Come giudichi la location di gara?*

6. E’ stato facile raggiungere il campo di gara?*

7. Come giudichi i servizi di gara? (spogliatoi, docce, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)*

8. Che voto dai al pacco gara?*

9. Con quali mezzi di trasporto sei arrivato in loco?*

10. Quante persone ti hanno accompagnato?*

11. Hai soggiornato in loco?*

12. Come giudichi la ricettività locale?*

13. Ne hai approfittato per visitare e conoscere il nostro territorio?*

14. Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite attrazioni etc.)*

15. Consiglieresti questo evento ai runner?*

16. Cosa ti piacerebbe trovare al Terzo Tempo?*

17. Cosa ti piacerebbe trovare ai ristori?*

18. Cosa ti è piaciuto di più?*

19. Cosa non ti è piaciuto?*

20. Come miglioreresti questo evento?*

Trail del Monte San Giorgio. Form valutazione. Leggi tutto »

Maratona di Milano 2025, sondaggio

Maratona di Milano 2025, sondaggio.
Milano, 6 Aprile 2025

Caro atleta, hai corsa la 23° edizione della maratona di Milano, la 42 km nel cuore della metropoli meneghina.
Vorremmo conoscere la tua esperienza con questo breve sondaggio anonimo.
Ti ringraziamo per quello che potrai raccontarci.

Sistema di valutazione a risposta, singola, multipla o aperta, anonimo.
1 voto minimi
5 voto massimo

Form sondaggio Maratona di Milano
23

1) L’evento ha soddisfatto le tue aspettative? *

2) Come giudichi la comunicazione pre-gara?*

3) Come giudichi la location di gara?*

4) Come giudichi il percorso di gara?*

5) Come giudichi l’EXPO?*

6) Cosa acquisti all’EXPO?*

7) Come giudichi i servizi di gara? (deposito borse, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso) *

8) I ristori lungo il percorso erano ben posizionati e adeguatamente forniti?*

9) La gestione della partenza e dell’arrivo è stata efficiente?*

10) La disponibilità di bagni, spogliatoi e deposito borse era adeguata?*

11) L’atmosfera generale e il supporto del pubblico lungo il percorso sono stati soddisfacenti?*

12) Il rapporto qualità-prezzo della quota d’iscrizione è stato giusto?*

13) E’ stato facile raggiungere il campo di gara?*

14) Come giudichi la medaglia?*

15) Con quali mezzi di trasporto sei giunto?*

16) Quante persone ti hanno accompagnato?*

17) Hai soggiornato in loco?*

18) Come giudichi la ricettività locale?*

19) Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite, attrazioni etc.) *

20) Consiglieresti questo evento ai runner?*

21) Cosa ti è piaciuto di più?*

22) Cosa non ti è piaciuto?*

23) Cosa miglioreresti per la prossima edizione?*

Maratona di Milano 2025, sondaggio Leggi tutto »

Lago Maggiore Half Marathon, survey

Lago Maggiore Half Marathon, survey 2025
Stresa, 30th march 2025

Dear athlete, you ran the Lago Maggiore Half Marathon, the race, in one of the most beautiful panoramic places in Italy
We would like to know your experience with this short anonymous survey.
We thank you for what you can tell us,

Single, multiple or open-ended evaluation system, anonymous.

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Lago Maggiore Half Marathon, survey 2025
Stresa, 30 marzo 2025

Caro atleta, hai corsa la Lago Maggiore Half Marathon, la corsa in uno degli ambienti più panoramici d’Italia.
Vorremmo conoscere la tua esperienza con questo breve sondaggio anonimo.
Ti ringraziamo per quello che potrai raccontarci.

Sistema di valutazione a risposta, singola, multipla o aperta, anonimo.

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Form sondaggio Lago Maggiore HM 2025 Approvato
23

1) L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?
Did the event meet your expectations?*

2) Come giudichi la comunicazione pre-gara?
How do you rate the pre-race communication?*

3) Come giudichi la location di gara?
How do you rate the race location?*

4) Come giudichi il percorso di gara?
How do you rate the race course?*

5) Come giudichi l’Event Village?
How do you rate the Event Village?*

6) Cosa acquisti l’Event Village?
What do you buy during the Event Village?*

7) Come giudichi i servizi di gara? (deposito borse, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)
How do you rate the race services? (bag storage, secretariat, refreshments, directions and route safety)*

8) I ristori lungo il percorso erano ben posizionati e adeguatamente forniti?
Were the refreshment points along the route well placed and adequately stocked?*

9) La gestione della partenza e dell’arrivo è stata efficiente?
Was the departure and arrival management efficient?*

10) La disponibilità di bagni, spogliatoi e deposito borse era adeguata?
Were there adequate bathrooms, changing rooms and bag storage available?*

11) L’atmosfera generale e il supporto del pubblico lungo il percorso sono stati soddisfacenti?
Was the general atmosphere and the public support along the route satisfactory?*

12) Il rapporto qualità-prezzo della quota d’iscrizione è stato giusto?
Was the registration fee value for money?*

13) E’ stato facile raggiungere il campo di gara?
Was it easy to get to the race course?*

14) Come giudichi la medaglia?
How do you rate the medal?*

15) Con quali mezzi di trasporto sei giunto?
What means of transport did you use?*

16) Quante persone ti hanno accompagnato?
How many people accompanied you?*

17) Hai soggiornato in loco?
Did you stay on site?*

18) Come giudichi la ricettività locale?
How do you rate the local hospitality?*

19) Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite, attrazioni etc.)
How much did you spend during your trip in terms of total expenditure? (hotel, restaurant, bar, visits, attractions etc.)*

20) Consiglieresti questo evento ai runner?
Would you recommend this event to runners?*

21) Cosa ti è piaciuto di più?
What did you like the most?*

22) Cosa non ti è piaciuto?
What didn’t you like?*

23) Cosa miglioreresti per la prossima edizione?
What would you improve for the next edition?*

Lago Maggiore Half Marathon, survey Leggi tutto »

Rome Marathon, survey

Rome Marathon, survey 2025
Rome, 16th march 2025

Dear athlete, today you ran the 30th edition of the Rome Marathon, the largest running event ever held in Italy. We would like to know your experience with this short anonymous survey.
Thanks for what you can tell us.

Rating system with single, multiple or open response, anonymous.

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Rome Marathon, sondaggio 2025
Rome, 16 marzo 2025

Caro atleta oggi hai corsa la 30° edizione della maratona di Roma, il più grande evento podistico, mai realizzato in Italia.
Vorremmo conoscere la tua esperienza con questo breve sondaggio anonimo.
Ti ringraziamo per quello che potrai raccontarci,

Sistema di valutazione a risposta, singola, multipla o aperta, anonimo.

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Form sondaggio Run Rome The Marathon 2025
26

1) Da quale continente arrivi?
Where are you from?*

2) A quale fascia di età appartieni?
What age group do you belong to?*

3) Quale tipologia di corsa prediligi?
What type of running do you prefer?*

4) E’ la prima volta che corri una maratona in Italia?
Is this your first time running a marathon in Italy?*

5) Sei un runner che corre all’estero?
Are you a runner who runs abroad?*

6) Hai già corso un’edizione della Run Rome The Marathon?
Have you already run an edition of the Run Rome The Marathon?*

7) L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?
Did the event meet your expectations?*

8) Come giudichi la comunicazione pre-gara?
How do you rate the pre-race communication?*

9) Come giudichi la location di gara?
How do you rate the race location?*

10) Come giudichi il percorso di gara?
How do you rate the race course?*

11) Come giudichi l’EXPO maratona?
How do you rate the EXPO marathon?*

12) Cosa acquisti in occasione dell’EXPO?
What do you buy during the EXPO?*

13) Hai un budget a disposizione per i tuoi acquisti?
Do you have a budget available for your purchases?*

14) Come giudichi i servizi di gara? (deposito borse, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)
How do you rate the race services? (bag storage, secretariat, refreshments, directions and route safety)*

15) E’ stato facile raggiungere il campo di gara?
Was it easy to get to the race course?*

16) Come giudichi la medaglia?
How do you rate the medal?*

17) Con quali mezzi di trasporto sei arrivato a Roma?
What means of transport did you use to get in Rome?*

18) Quante persone ti hanno accompagnato?
How many people accompanied you?*

19) Hai soggiornato in loco?
Did you stay on site?*

20) Come giudichi la ricettività locale?
How do you rate the local hospitality?*

21) Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite, attrazioni etc.)
How much did you spend during your trip in terms of total expenditure? (hotel, restaurant, bar, visits, attractions etc.)*

22) Consiglieresti questo evento ai runner?
Would you recommend this event to runners?*

23) Cosa ti è piaciuto di più?
What did you like the most?*

24) Cosa non ti è piaciuto?
What didn’t you like?*

25) Cosa pensi di Roma?
What do you think of Rome?*

26) Scrivi qualcosa sulla tua esperienza
Write something about your experience*

Rome Marathon, survey Leggi tutto »

Form Valutazione Desert RC, Merzouga 2025

Form valutazione Desert Running Camp 2025
Merzouga, Marocco, 18 – 26  Ottobre 2025

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato al Desert Running Camp 2025.
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa avventura,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
Grazie

Tutto lo STAFF DESERT RUNNING CAMP

Sistema di valutazione a risposta multipla o aperta, anonimo

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Form valutazione Desert Running Camp 2025
Form Valutazione Desert Running Camp 2025

1. L’esperienza ha soddisfatto le tue aspettative?*

2. Come giudichi la comunicazione pre-evento?*

3. Come giudichi l’organizzazione generale?*

4. Come giudichi il fattore sicurezza di questa esperienza?*

5. E’ stato facile iscriversi e mettersi a contatto con l’organizzazione?*

6. Come giudichi gli Hotel e il bivacco?*

7. Che voto dai al pacco con i gadget degli sponsor?*

8. Come sei venuto a conoscenza di questa esperienza?*

9. Quante persone ti hanno accompagnato?*

10. Come giudichi il programma dell’esperienza?*

11. Come giudichi la qualità degli istruttori?*

12. Consiglieresti questo evento ai runner?*

13. Quale tappa ti è piaciuta di più?*

14. Quale tappa ti è piaciuta meno?*

15. Come miglioreresti questa esperienza?*

Form Valutazione Desert RC, Merzouga 2025 Leggi tutto »

Form Valutazione Sunset

Form valutazione Sunset 2025
Limone Piemonte (CN), 22 marzo 2025

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato alla 1° edizione della Sunset Running Race a Limone Piemonte (CN)
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa esperienza,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
Grazie

Tutto lo STAFF SUNSET RUNNING RACE

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Form valutazione Desert Running Camp 2025
Form Valutazione Desert Running Camp 2025

1. L’esperienza ha soddisfatto le tue aspettative?*

2. Come giudichi la comunicazione pre-evento?*

3. Come giudichi l’organizzazione generale?*

4. Come giudichi il fattore sicurezza di questa esperienza?*

5. E’ stato facile iscriversi e mettersi a contatto con l’organizzazione?*

6. Come giudichi gli Hotel e il bivacco?*

7. Che voto dai al pacco con i gadget degli sponsor?*

8. Come sei venuto a conoscenza di questa esperienza?*

9. Quante persone ti hanno accompagnato?*

10. Come giudichi il programma dell’esperienza?*

11. Come giudichi la qualità degli istruttori?*

12. Consiglieresti questo evento ai runner?*

13. Quale tappa ti è piaciuta di più?*

14. Quale tappa ti è piaciuta meno?*

15. Come miglioreresti questa esperienza?*

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Form valutazione Sauze Skysnow Race

 Form valutazione Sauze Skysnow Race
Sauze d’Oulx (TO), 22 febbraio 2025

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato alla 3° edizione della Sauze Skysnow Race a Sauze d’Oulx (TO).
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa esperienza,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
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Tutto lo STAFF SAUZE SKYSNOW RACE

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Form valutazione Sauze Skysnow Race 2025

0. Hai già corso un’edizione della Sauze Skysnow Race?*

1. L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?*

2. Come giudichi la comunicazione pre-gara?*

3. Come giudichi la location di gara?*

4. E’ stato facile raggiungere il campo di gara?*

5. Come giudichi i servizi di gara? (spogliatoi, docce, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)*

6. Che voto dai al pacco gara?*

7. Con quali mezzi di trasporto sei arrivato in loco?*

8. Quante persone ti hanno accompagnato?*

9. Hai soggiornato in loco?*

10. Come giudichi la ricettività locale?*

11. Hai praticato altre attività sportive?*

12. Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite attrazioni etc.)*

13. Consiglieresti questo evento ai runner?*

14. Cosa ti è piaciuto di più?*

15. Cosa non ti è piaciuto?*

16. Come miglioreresti questo evento?*

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Form Valutazione Strasimeno 2025

Form valutazione Strasimeno 2025
Castiglione del Lago (PG), 9 marzo 2025

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato alla 23° edizione della Strasimeno a Castiglione del Lago (PG)
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa esperienza,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
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Tutto lo STAFF STRASIMENO

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Form valutazione Strasimeno 2025

1. L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?*

2. Come giudichi la comunicazione pre-gara?*

3. Come giudichi la location di gara?*

4. E’ stato facile raggiungere il campo di gara?*

5. Come giudichi i servizi di gara? (spogliatoi, docce, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)*

6. Che voto dai al pacco gara?*

7. Con quali mezzi di trasporto sei arrivato in loco?*

8. Quante persone ti hanno accompagnato?*

9. Come giudichi la ricettività locale?*

10. Hai soggiornato in loco?*

11. Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite attrazioni etc.)*

12. Consiglieresti questo evento ai runner?*

13. Cosa ti è piaciuto di più?*

14. Cosa non ti è piaciuto?*

15. Come miglioreresti questo evento?*

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Mezza due Laghi 2025. Form Valutazione

Mezza Due Laghi 2025. Form Valutazione
Gravellona Toce (VB), 2 marzo 2025

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato all’edizione 2025 della Mezza Due Laghi a Gravellona Toce (VB)
Ci auguriamo ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa esperienza,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
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Tutto lo STAFF SPORT PROMOTION A.S.D.

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Form valutazione Mezza due Laghi 2025

1. L’evento ha soddisfatto le tue aspettative?*

2. Come giudichi la comunicazione pre-gara?*

3. Come giudichi la location di gara?*

4. E’ stato facile raggiungere il campo di gara?*

5. Come giudichi i servizi di gara? (spogliatoi, docce, segreteria, ristori, indicazioni e sicurezza percorso)*

6. Che voto dai al pacco gara?*

7. Con quali mezzi di trasporto sei arrivato in loco?*

8. Quante persone ti hanno accompagnato?*

9. Come giudichi la ricettività locale?*

10. Hai soggiornato in loco?*

11. Quanto hai speso durante la tua trasferta in termini di spesa totale? (hotel, ristorante, bar, visite attrazioni etc.)*

12. Consiglieresti questo evento ai runner?*

13. Cosa ti è piaciuto di più?*

14. Cosa non ti è piaciuto?*

15. Come miglioreresti questo evento?*

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Form Valutazione 6xSempre

Form valutazione 6xSempre fino all’ultimo
Cuneo, 5 ottobre 2024.

Caro atleta ti ringraziamo per aver partecipato alla 2° edizione di 6XSEMPRE FINO ALL’ULTIMO a Cuneo.
Ci auguriamo tu ti sia divertito e abbia vissuto una bella e piacevole esperienza. Abbiamo fatto il possibile per farti vivere al meglio questa giornata,  tuttavia siamo convinti che con il tuo aiuto e la tua opinione, potremmo migliorare e perfezionare molti aspetti del nostro evento. Ti chiediamo pertanto di rispondere a questo sondaggio anonimo e dirci la tua opinione in merito.
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Alberto, Fabrizio
e tutto lo STAFF di 6 X SEMPRE FINO ALL’ULTIMO

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Massaua-Milano. Un evento da ricordare

Massaua-Milano. Un evento da ricordare.
Un evento da incorniciare, quello di martedì 18 giugno, presso MASSAUA a Milano. Frattini, nelle vesti di One Man Show, ha richiamato l’attenzione di tutto il pubblico presente che ha gradito e si è emozionato in occasione della sua performance.

Una gradita ospite a far gli onori di casa.
Ludovica Caniglia, vocalist e raffinata interprete musicale, ha aperto l’incontro presentando e duettando con Marco Frattini alla chitarra. I due musicisti hanno proposto una versione unplugged del celebre brano “Let it be”, mettendo in luce le grandi abilità canore della vocalist siciliana.

Un nuovo passo in preparazione del Tour.
La serata è stata organizzata da Mauro Teti, in collaborazione con MASSAUA, locale di tendenza della metropoli meneghina. “Una serata ad effetto, quella odierna” conferma Maro Teti, tour manager, che aggiunge: “dobbiamo in primis ringraziare, Salvo, titolare e gestore del MASSAUA che ha creduto senza esitazione alla proposta, invitandoci qui. In seconda battuta il pubblico che si è presentato numeroso e che ha partecipato attivamente alla serata, sostenendo, come da sua richiesta, Marco Frattini, nella sua performance musicale. A una sola settimana dal primo test, abbiamo proposto uno spettacolo che ha fatto un primo e importante salto di qualità. Il pubblico ha gradito la proposta e ci stimola a proseguire su questa strada”.

Corro come il vento e la grande musica d’autore.
La scaletta dello spettacolo ha proposto tre brani inediti di Marco Frattini: Corro come il vento, Mine old running shoes oltre alla più recente A due passi dal cielo. A complemento poi, due cover di successo, sapientemente rivisitate e dall’appeal accattivante: “Mare, mare” di Luca Carboni e “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato.
Guarda il video dell’esecuzione live del brano inedito Corro come il vento

Le prossime tappe di un tour che si preannuncia ricco e inarrestabile.
Marco Frattini e il suo tour non vanno in vacanza e saranno parte della vacanza per molti, ma non per tutti. Prossimi appuntamenti già confermati a Livigno al cospetto delle cime alpine e in compagnia dei runner che andranno ad allenarsi in altura.
Scopri le prossime tappe del tour     QUI

Ricordiamo che tutti i brani pubblicati da Marco Frattini sono presenti e si possono scaricare gratuitamente nella sezione Jukebox del sito iovedodicorsa e su tutte le principali piattaforme musicali on-line.
Effettua il download dal Jukebox.  QUI

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© copyright iovedodicorsa 2024, il brand di Marco Frattini: training, abbigliamento, bandane, scarpe, accessori per il running

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Tanta curiosità per la performance del maratoneta brianzolo

Tanta curiosità per la performance del maratoneta brianzolo.
E’ stata una serata avvincente, non priva di imprevisti, quella che ieri sera ha visto protagonista Marco Frattini, atleta, musicista e autore audioleso, a Cormano. Al ristornate La Pergola 2, davanti a un pubblico curioso e partecipe, il maratoneta brianzolo si è messo nuovamente alla prova suonando e recitando brani inediti e successi del passato.

Chi ben comincia…
La serata musicale, è stata, come più volte sottolineato, un test per verificare lo stato e la tenuta, di questa proposta.
“La strada è delineata e il suo percorso sappiamo essere non privo di problemi e ostacoli” dichiara Frattini che aggiunge. “Tornare e proporsi a livello musicale è un obiettivo assolutamente ambizioso. C’è molto da lavorare e ritoccare, ma posso contare sul sostegno di un gruppo di collaboratori capace e determinato, oltre all’affetto e all’incoraggiamento delle persone che vengono ad ascoltarci”.

Dalla narrazione alla musica.
L’incipit di questo evento è stato il racconto e la spiegazione del progetto. Marco oltre a ripercorrere alcune delle fasi salienti della propria carriera, ha parlato delle sue canzoni, di come siano nate e come sia stato possibile produrle. Da ultimo ha messo in luce il perché della scelta delle cover proposte riarrangiate e adattate secondo il proprio stile.

Running and good vibes.
Dalla corsa alla musica, ma è sempre il ritmo a dare corpo e sostanza al sound musicale, Marco Frattini, si è esibito accompagnato da Cristian Daniel al basso. Preciso e affidabile nell’esecuzione di tutta la serata, è stato un vero punto di riferimento in grado di valorizzare e dare tono e colore di grande impatto.

Ringraziamenti e prossimi impegni.
Questo evento è stato reso possibile e organizzato da Mauro Teti, tour manager, in collaborazione e con il supporto del ristornate La Pergola 2 e delle associazioni: Imprenditori in Network, ASD Ortica Team e Marziani Milano. Un doveroso ringraziamento inoltre a Music Center Meda, a Gianni Balbi, per l’assistenza tecnica e a tutto il pubblico presente.

Per tutti coloro che volessero seguire le date degli incontri e dei concerti di Marco Frattini, invitiamo a consultare la sezione eventi del sito www.iovedodicorsa.com
Scopri la prossima data del tour.   QUI

Guarda l’esecuzione del brano inedito Mine Old Running Shoes:

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Giacca running e trail: correre al top

Giacca running e trail: correre al top.
Controcorrente è la giacca studiata per il running e il trail del brand iovedodicorsa. Anche tutti i modelli per uomo e donna sono caratterizzati dalla grafica originale e dai particolari tecnici così da rendere il capo uno dei prodotti più apprezzati e diffusi. Nelle colorazioni Pink, Blue e White, a cinque taglie per lui e per lei: S, M, L, XL, XXL.
Disponibili solo nello shop on line www.iovedodicorsa.com e in occasione degli stand EXPO running nelle manifestazioni podistiche Italiane.

Il miglior rapporto qualità/prezzo.
Controcorrente è per questo il giubbino per il running dalle qualità uniche al miglior prezzo di mercato. Il tessuto estremamente piacevole e godibile al tatto, garantisce così estrema leggerezza e dinamicità in tutte le fasi della corsa. L’abbigliamento più adatto per allenarsi e correre in condizioni di pioggia e di vento in ogni stagione dell’anno.

La cover anti-pioggia e anti-vento sempre a portata di mano.
Studiato non solo per essere indossato, ma anche per essere trasportato in caso di inutilizzo, Cosmo Controcorrente può essere raccolto e racchiuso all’interno delle tasche. Per questo motivo, grazie alle ridotte dimensioni, al peso limitato e al pratico laccetto da avvolgere al polso lo si può trasportare in ogni occasione.

Stile e leggerezza Controcorrente.
Cosmo Controcorrente e tutti i prodotti iovedodicorsa, sono dedicati agli sportivi dal carattere indomito. La filosofia e l’anima del brand si riassumono per tanto nell’aforisma che distingue da sempre il brand brianzolo di Marco Frattini: “La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”.

Un’offerta da prendere al volo.
Fino al 31 maggio compreso, i modelli da uomo sono in vendita a metà prezzo: € 29.00.
Senza ombra di dubbio, la giusta occasione per assicurarsi e garantirsi un prodotto di valore a un costo decisamente contenuto e vantaggioso.
N.B. Offerta valida esclusivamente su tutti i modelli da uomo e non cumulabile con ulteriori offerte e sconti.
E non finisce qui: la spedizione è gratuita in tutta Italia.

Non perdere questa occasione!
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Cosmo Controcorrente Man Blue, White
Materiale: 100% poliestere
Taglie: S, M, L, XL, 2XL
Prezzo: 29.00 €

Official tag: #controcorrenteman

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A Cormano una serata in musica con Marco Frattini

A Cormano una serata in musica con Marco Frattini.
A Cormano, mercoledì 12 giugno, ore 20.00, Marco Frattini torna a suonare in un contesto di musica live. Presso La Pergola 2, in via dei Giovi 2, il 6 volte campione italiano per la federazione F.S.S.I., promette spettacolo

Tra musica e corsa.
La serata è organizzata da Mauro Teti, Tour Manager, in collaborazione con le associazioni Imprenditori in Network, ASD Ortica Team e Marziani – Milano. L’evento sarà il primo di una serie di test in preparazione del lungo tour che partirà il prossimo autunno. L’atleta brianzolo, infatti, si appresta, a esibirsi e a presentare i propri brani musicali in tutta all’Italia e non solo.

Rock e sordità, una sfida da vincere.
Marco Frattini, audioleso profondo dal 2006, tornerà a suonare dopo la perdita totale dell’udito. Lo spettacolo in programma della durata massima di 60′ sarà un mix esplosivo tra musica e narrazione. Sono infatti previsti brani inediti e cover di successo, il tutto legato dal filo conduttore in cui verrà raccontata la storia che ha rimesso in gioco la passione musicale di Marco Frattini. Brani che spazieranno tra generi diversi, rielaborati e proposti con arrangiamenti di grande impatto sonoro.

Marco e il suo team di fuoriclasse.
“La parte più difficile di questo progetto, è stata quella di riuscire a trovare persone che condividessero e fossero in grado di plasmare l’immaginario musicale e sonoro nella mia mente”, spiega Frattini. “Una situazione tutt’altro che semplice. Non solo per via del mio handicap, ma soprattutto per il fatto che tra noi si debba creare un transfert e una reciprocità di intenti e obiettivi all’unisono. Senza empatia e finalità definite in partenza sarebbe ancora più difficile mettere in cantiere una proposta di questo genere”.

Sul palco con Marco Frattini ci sarà, Cristian Daniel, musicista polivalente ed eclettico, con delega alla direzione artistica. Mauro Teti, già organizzatore dell’evento, che si occuperà della gestione video. Oltre a queste figure di primo piano, un doveroso ringraziamento va a Donato e Davide Pradolin del Music Center Meda, per il supporto audio in occasione delle prove e agli uffici stampa RunToday e AZpress per la comunicazione futura.

Prenota il tuo tavolo e vieni a cantare con noi.
E’ possibile prenotare il proprio tavolo, contattando direttamente il locale, oppure compilando il form al seguente link.
Prenota il tuo tavolo   QUI

Tutti i brani pubblicati da Marco Frattini sono presenti e si possono scaricare gratuitamente, nella sezione Jukebox del sito iovedodicorsa e su tutte le principali piattaforme musicali on-line
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Ti spettiamo

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Project Venti

Project Venti la sfida. Venti giorni, venti regioni, venti maratone.
Alessandro Portante D’Alessandro è un appassionato filmmaker romano, attualmente impegnato nel conseguire una laurea magistrale in documentari sulla fauna selvatica a Manchester. Originario di Roma, da anni viaggia intorno al mondo per acquisire esperienze e competenze nel proprio lavoro. Tuttavia il richiamo e la voglia di tornare in patria è sempre molto forte. Alessandro è un runner, agguerrito e deciso.
Come tutti i runners, dopo tanti chilometri percorsi in solitudine, ha riscoperto e sperimentato il carattere terapeutico della corsa. Da qui il desiderio di rimettersi sempre in gioco e di accettare la sfida con sé stesso con un nuovo progetto e una nuova avventura.

Alessandro, runner e triatleta indomito.
Ciao Alessandro, crediamo molto nel destino e che le cose non avvengano mai per caso.  Siamo sorpresi dal tuo bel progetto, ma soprattutto  dalla strana ragione, che ci ha messo in contatto. Abbiamo deciso di affiancarti e sostenerti senza remore e partiamo da questa intervista.
Ci racconti come e quando è nata l’esigenza di mettersi alla prova con Project Venti?
Nel 2021 avevo appena finito il mio primo IRONMAN 70.3. Poco prima avevo sentito la storia di James Lawrence che ha completato 50 Ironman in 50 Stati d’America in 50 giorni. Per chi non fosse avvezzo di triathlon, un Ironman sono 3,9km di nuoto, 180km di bici e una maratona. Ho pensato: “Lo devo fare in Italia!”. 20 Ironman in 20 giorni in 20 regioni. Stavo pianificando il tutto che sarebbe cominciato il 1° aprile 2030 e terminato il 20 aprile 2030, giorno in cui avrei compiuto 30 anni! (un’idea che non ho accantonato…)
Avevo però bisogno di una sfida più palpabile. Per questo ho pensato a Project Venti: 20 maratone in 20 giorni in 20 regioni. Perciò, dopo una pausa di 2 anni dal mondo dell’endurance in cui ho scoperto una nuova passione, il powerlifting, mi sono dato questa sfida di preparami in 8 mesi.
Il periodo coincide anche con un momento della mia vita in cui mi sentivo perso e avevo bisogno di trovare uno scopo e soprattutto riconnettermi con l’Italia con la quale ho perso il contatto viaggiando, lavorando e studiando all’estero.

Tre volte venti.
Puoi spiegarci le dinamiche del progetto e come si svilupperà?
Da dove partirai e quale è il programma che prevedi di seguire?
Partiremo il 12 maggio 2024 dalla Campania e finiremo il 31 maggio 2024 nel Lazio, a Roma la mia città natale. Percorreremo il sud Italia per primo per poi salire dalla costa adriatica. Attraverseremo l’Italia per poi scendere verso la Sardegna e infine il Lazio. Ogni giorno correrò la mattina e ci sposteremo nella regione successiva per il pernotto.
Per gran parte saremo ospiti di amici che hanno voluto supportare questo progetto. Per un terzo delle tappe dormiremo in tenda in campeggio. Visitando www.projectventi.it troverete tutti i percorsi delle regioni.  

Alessandro e la sua squadra di lavoro.
Alla base dei Project Venti c’è anche un lavoro intenso e strutturato di tutto un team. Ci presenti i tuoi compagni di viaggio?
Dietro ogni grande impresa c’è una squadra eccezionale. A seguirmi durante i 20 giorni in giro per l’Italia ci saranno 5 persone. Mi sono circondato da persone che conosco, affidabili e soprattutto con cui ci si intesa.

  • Alyssa – Il mio braccio destro e compagno di avventura. Alyssa è il coordinatore logistico del team, garantendo che ogni dettaglio del viaggio sia perfettamente pianificato e eseguito. Seguirà da vicino anche il mio stato fisico, fornendo assistenza medica se necessaria.
  • Joris e Lorenzo – inseparabili amici e miei ex-colleghi di lavoro, documenteranno tutto con foto e video che saranno inseriti all’interno del documentario che realizzeremo e pubblicheremo a dicembre 2024.
  • Antonia – la mia ragazza che dal Regno Unito guiderà fino all’Italia per supportarmi. Lei curerà la nutrizione per me e per tutto il team. Inoltre, sarà a supporto morale nei momenti più difficili.
  • Marc – amico di università, persona squisita e molto divertente. Lui seguirà la logistica e farà da collante nel team, riempiendo eventuali buchi e assicurandosi che le esigenze di tutti siano soddisfatte.

Infine, con noi ci sarà anche un piccolo amico a quattro zampe, un bassotto: Sherlock.

Oltre a queste 5 persone, dietro le quinte abbiamo Alex che si occuperà delle musiche e del sound design del documentario, Oscar che insieme a me sta scrivendo il documentario e Freddie che mi ha aiutato a portare avanti il progetto sin dall’inizio. 

Correre è bello, ma in compagnia lo è ancora di più.
Se qualcuno volesse affiancarti e correre con te, come può mettersi in contatto per farlo?
Tramite il sito www.projectventi.it, attraverso i nostri social @project_venti oppure cliccando qui si potrà compilare un modulo per partecipare. Non bisogna essere corridori esperti, potrete correre parte del percorso, tutto quanto o più di uno! Vi manderemo maggiori informazioni riguardo percorsi, orari e logistica.
Qui potrete anche lasciare un commento se avete dei suggerimenti. Per tutti i partecipanti abbiamo una piccola sorpresa.

In presenza e da remoto accanto ad Alessandro.
Come sarà possibile seguire e sostenere il tuo progetto e la tua avventura?
Stiamo sostenendo una causa a me cara grazie alla Onlus Sport Senza Frontiere. Cliccando qui potrete donare anche voi.
Tutto il ricavato andrà a sostenere la mission di garantire il diritto allo sport, renderlo accessibile a chi più ne ha bisogno, portarlo lì dove non c’è e diffonderne principi e valori.
Tramite il sito www.projectventi.it potrete seguire la nostra posizione in tempo reale. Inoltre, quotidianamente aggiorneremo le nostre piattaforme con live stream e post, tenendovi aggiornati su tutto.
Qualora foste interessati anche solo a salutarci scriveteci!

Corri assieme con Project Venti QUI

Official tag: #projectventi
Foto credit: ProjectVenti

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Project Venti Leggi tutto »

Offerta Running Bra, Carbon Power

Cosmo Carbon running Bra, lo paghi la metà.
Correre in estate con il caldo? Nessun problema con l’abbigliamento del brand brianzolo iovedodicorsa. Anche per quest’anno, la bella stagione inizia con una nuova imperdibile offerta da prendere in corsa. Acquistando Cosmo Carbon Running Skirt, il corpetto lo paghi la metà.
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Fucsia o azzurro? Scegli il tuo colore preferito
L’abbigliamento carbon da donna della linea Cosmo, è indicato e studiato appositamente per correre e fare sport. Disponibile in due splendide tinte: fucsia e azzurro. Ma attenzione: i nostri modelli di punta sono capi che vanno a ruba.

Prendi le misure e scegli la tua taglia
Quando corri è importante che le sensazioni in movimento siano ottimali. E’ per questo motivo che la taglia del tuo abbigliamento sia corretta. L’abbigliamento running da donna iovedodicorsa prevede 6 taglie a scalare: dalla 2XS alla XL. Perché ogni runner indomita ha bisogno di sentirsi a proprio agio e vestita in un confortevole abbraccio.

Materiali di alta qualità per runners di ogni livello
Cosmo Carbon Running Skirt e Bra, sono realizzati con i migliori materiali a disposizione sul mercato.  Tessuti morbidi, confortevoli al tatto e con dettagli per agevolare la propria corsa. Anche Cosmo Running Skirt Blue è dotata di una culotte interna e di una pratica tasca posteriore. La differenza la percepisci non solo addosso, ma soprattutto in corsa.

Non perdere questa occasione
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Questa estate corri e vivi la tua passione al meglio, con l’abbigliamento del brand iovedodicorsa.

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Taglie:  2XS, XS, S, M, L, XL
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Viaggio letterario da divano

Coinquilini di pensieri cercansi. Come nasce un viaggio letterario da divano? Prendi un locale un locale alla moda nell’hinterland di Milanese. Fatto? Aggiungici dei titolari sempre pronti a mettersi in gioco e una donna geniale. Invita un gruppo di persone disponibili all’ascolto e al confronto. Proponi delle tematiche tratte da letture legate alla quotidianità contemporanea, il tutto accompagnato da ottimi cocktail e prelibatezze gastronomiche da gustare nel mentre… fatto?
Il risulta è questo: da Matilda, a Nova Milanese, un locale unico nel suo genere, concentrato di energia e pura vida, nasce: A. A. A. Coinquilini di pensieri cercansi, viaggio letterario da divano.
Un ciclo di cinque incontri rivolto a tutti coloro che credono nel valore dell’interscambio culturale e di esperienze.
A Manuela Gambazza, amica di vecchia data, ideatrice e organizzatrice, abbiamo chiesto di presentarci questo momento di intrattenimento formativo.

Ciao Manuela, ben ritrovata. Dopo diversi anni di silenzio, ricevere il tuo personale invito per prendere parte al viaggio letterario da divano, ci ha positivamente sorpresi. Ci racconti e ci spieghi come nasce il desiderio di organizzare questo progetto?
Ciao Marco. Quante volte ci si trova intorno a un tavolo con amici di vecchia data a parlare di tutto? e quante ore a confrontarsi sugli argomenti più disparati? Perché non farlo allora con amici nuovi, che hanno. nuovi punti di vista? e affrontare nuove esperienze con gli occhi degli altri?

Incontri a tema e associazioni di idee. La formula della serata è incentrata sul coinvolgimento emotivo e l’empatia di gruppo volta a sviluppare e accrescere lo scambio di concetti e il dibattito, il tutto moderato da una persona di riferimento. E’ così?
Partendo da un testo, dalla voglia di condivisione e curiosità, ci metteremo in ascolto di noi stessi e degli altri. E di quello che il testo dirà ad ognuno di noi, in questo particolare momento della nostra vita. Perché mille sono le interpretazioni e mille le possibilità di guardare e ascoltare. E alla fine si trovano nuovi significati e ci si  incuriosisce. E dalla curiosità nasce tutto. L’anima viene messa in moto e diventa affamata. Un’anima affamata porta a una vita piena. Questo dunque sarà il nostro viaggio letterari, rigorosamente con bagaglio a mano, per partire leggeri e tornare pieni di nuovi spunti.

“La condizione essenziale del dialogo è la capacità di porsi dal punto di vista dell’altro.”
Sulla base di quali esperienze e premesse hai messo in cantiere questo viaggio letterario da divano?
Questi progetti sono già stati sperimentati svariate volte e ho visto nascere nuove idee, nuova vitalità, nuovi significati, che hanno permesso a persone di trovare spunti inaspettati.

Attesi numerosi ospiti a sorpresa. Quale sarà il programma e i temi che faranno da spunto? Puoi darci un’anticipazione?
Eh no, non svelerò molto. Dico solo che partiremo da una poesia che dara’ vita a innumerevoli spunti di discussione. Da li inizierà il nostro viaggio, dalla letteratura all’arte, dalla filmografia alla musica e alla vita. Perché la vita non e’ forse una forma d’arte?
I gusti del gruppo faranno da mappa in itinere.

Un invito rivolto a tutti. Siamo convinti del successo di questo bel progetto, ma come è possibile partecipare e prenotarsi a questi viaggi letterari?
Prenotarsi o avere informazioni e’ facilissimo: basta scrivere a letteraturadadivano@gmail.com. 

Partecipa all’evento del 23 aprile.  QUI

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Foto credit: Matilda

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Festa di primavera, la grande festa del running

Risparmia con la grande festa del running.
La primavera è alle porte e il brand iovedodicorsa si prepara ad accogliere l’arrivo della nuova stagione. E’ tempo di rimettersi in moto e di iniziare a farlo con il piede giusto. Sole, cielo azzurro e aria frizzante sono il giusto mix di incentivi e stimoli per allacciarsi le scarpe da corsa.

A ogni festa il suo regalo.
Per festeggiare la primavera ecco il dono adatto all’occasione. 30 € di sconto per ogni 80 € di spesa su tutti i prodotti in catalogo* e disponibili nello shop on line del brand brianzolo. Una promozione da cogliere al volo, per ripartire con la giusta dose di materiale all’avanguardia dedicato al running.

Promozione che vede non solo le coloratissime e bellissime bandane della collezione Cosmo. Nello shop on-line del brand iovedodicorsa puoi trovare: abbigliamento running, uomo e donna. Giacche anti-pioggia e anti-vento, leggerissime e performanti. Gonne, pantaloncini e corpetto running per lei e gli short carbon style per lui.

Farà caldo o farà freddo? Nel dubbio alza la manica.
Tra i gadget in listino, non solo berretti antipioggia o frangi-sole, ma anche guanti, marsupio, luce di posizione e manicotti per ogni stagione. Correre è bello e farlo con il materiale adatto ti permetterà di avere le sensazioni migliori durante i tuoi allenamenti e in gara.

Fai il pieno di calze e corri come i grandi campioni del Kenya.
Il brand iovedodicorsa, da tre anni ormai accompagna gli atleti del team Run2gether nelle loro imprese. Iovedodicorsa è fornitore ufficiale di calze del team Run2gether. Ogni settimana gli atleti kenyani corrono e vincono le gare più importanti e partecipate, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. E’ un vero onore e una bella emozione partecipare al successo di questi indomiti e fortissimi atleti.

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E’ ora di prepararsi e iniziare a correre alla Festa di Primavera del brand iovedodicorsa.

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Buone corse e benvenuta primavera.

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Club del Miglio, prima prova

CLUB DEL MIGLIO, PRIMA PROVA. Sabato 9 marzo, con il 2° Miglio Road Runners Club Milano, in programma all’Arena Civica, si torna a gareggiare sui 1609,34 m. Una cornice importante e prestigiosa, quella dell’Arena meneghina, che caratterizzerà il primo appuntamento del Club del Miglio 2024.
Con Cristiano Marchese, Responsabile Settore Pista e Vice Presidente RRCM, introduciamo questo appuntamento.

ENTUSIASMO E PASSIONE, LO SPIRITO ROAD. Ciao Cristiano, il Road Runners Club Milano, non si ferma mai. La 2^ edizione e prima tappa del circuito CDM, avvalora l’interesse e l’euforia su questa distanza. Ce lo puoi confermare?
Dopo il successo della prima esperienza dello scorso anno, fortemente voluta dal Consiglio Direttivo del Road Runners Club Milano, non potevamo che proseguire con immutato entusiasmo con la 2^ edizione del nostro Miglio. Inoltre, la lunghissima tradizione del Club del Miglio non può che renderci orgogliosi di essere entrati a farne parte.
Contiamo molto sulla disponibilità dei nostri soci che rispondono massivamente sia per la parte agonistica che per quella organizzativa. Anche quest’anno assegneremo due premi speciali per le migliori prestazioni tabellari femminili e maschili della categoria Master, rapportando i tempi del Miglio a quelli dei 1500 mt. I premi saranno offerti dallo sponsor Don Kenya Run di Matteo Vecchia che ringraziamo.
Ma non è finita qui, una novità è in arrivo: da quest’anno il Club del Miglio introduce i “pacer” o “lepri”, che detteranno i ritmi di gara almeno per i primi 800 metri. Siamo grati all’organizzazione CdM per darci l’opportunità di essere gli apripista su questa novità.

DOPPIO TRAGUARDO. La gara di sabato sarà il primo momento di un week end con un ricco programma e senza dubbio, per tutta la vostra società, piuttosto impegnativo. Cosa puoi dirci in proposito?
Esatto. La vocazione organizzativa che da sempre contraddistingue il nostro Club non si ferma al Miglio. Domenica 10 marzo saremo ancora impegnati con la 34^ edizione del Trofeo Sempione. Una gara podistica competitiva sui 9,9 km che Il Road Runners Club Milano organizza dal 2022 e che tradizionalmente apre la stagione agonistica su strada nel milanese. Sarà possibile iscriversi anche alla versione non competitiva su due percorsi: 5 km e 9,9 km.

MILANO TRA GLAMOUR E SPORT. Da una Milano da bere, a una Milano da correre, il passo è breve, ma con quale ritmo e spirito la si vive?
L’occasione di fare doppietta è ghiotta, anche per chi non abita a Milano. Al sabato pomeriggio, in Arena si scaldano le gambe con i quattro giri di pista del Miglio. In serata, senza andare troppo lontano, un aperitivo nelle zone circostanti e così il giorno successivo si può correre il Trofeo Sempione. A Milano è difficile fermarsi, siamo nella città che corre sempre!

ISCRIZIONI APERTE. Come è possibile iscriversi e partecipare al 2° Miglio RRCM e al 34° Trofeo Sempione?
Le iscrizioni al 2° Miglio Road Runners Club Milano sono aperte sulla piattaforma Tessonline Fidal con accessi gestiti dalle società.
Il termine per iscriversi scade alle 23:00 di martedì 5 marzo e sarà indispensabile effettuare la conferma, sempre su Tessonline, entro le 23:00 di giovedì 7 marzo. Le iscrizioni al Trofeo Sempione sono gestite sul portale endu.net fino a giovedì 7 marzo, mentre i ritardatari potranno iscriversi in Arena sia al pomeriggio di sabato che domenica mattina entro le 8:30.
Iscriviti subito al 2° Miglio RRCM  QUI

PER CONCLUDERE. Quale è l’invito che ti senti di rivolgere a tutti gli appassionati di corsa per partecipare a questa grande festa del podismo e dell’atletica a Milano?
Vi aspettiamo numerosi per cogliere l’opportunità di correre nel cuore di Milano sulla storica pista dell’Arena, quella dei record, e fra i viali del Parco Sempione.

Iscriviti subito al 2° Miglio RRCM  QUI

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Strasimeno

CASTIGLIONE DEL LAGO (PG). Domenica 10 marzo si correrà la 22° edizione della Strasimeno. La Strasimeno è l’ultramaratona di 58 km del Parco del Trasimeno, nel cuore dell’Umbria. Il percorso attraversa i borghi più belli d’Italia. Paesaggi dipinti da Pietro Vannucci (Il Perugino) e Luca Signorelli. Previsti cinque percorsi con chilometraggi a scalare, gare competitive e camminate aperte a tutti. Con Mirco Solfanelli, infaticabile atleta e organizzatore, andiamo a conoscere le caratteristiche e le particolarità di questo evento.

22° edizione per la Strasimeno. Ciao Mirco, la vostra manifestazione, l’ultramaratona intorno al lago Trasimeno è come il buon vino: più passano gli anni, più è apprezzata e acquista valore, è così?
Si, siamo molto felici di questo. Lavoriamo anno dopo anno per migliorarci e rendere la nostra manifestazione sempre più apprezzata dai runners italiani e anche stranieri. Ventidue edizioni sono tante e molto impegnative, ma per noi l’entusiasmo è sempre quello della prima volta.
Dopo un po’ di difficoltà seguite agli anni del Covid, siamo ripartititi con il giusto passo, le iscrizioni continuano a pervenire, in buona misura anche dall’estero, e speriamo di toglierci ancora belle soddisfazioni.
Hai già corso un’edizione della Strasimeno, dai il tuo voto e scrivi la tua recensione    QUI

Cinque percorsi per runners di ogni livello. Un evento pensato dai runners per i runners. Cosa bolle in pentola per questa edizione?
Le nostre distanze sono fatte per soddisfare runners di ogni livello e con ogni aspettativa. Dai veloci (e anche i neofiti della corsa) che si cimentano sul traguardo più breve dei 10 km fino agli ultra maratoneti. Con il giro completo del lago vanno a mettere un tassello importante sulla preparazione al Passatore e alle ultra primaverili. Ci rivolgiamo anche a chi fa le classiche distanze di 21 e 42 k e il lunghissimo da 34 km in preparazione di altre maratone.
Quest’anno, oltre alla collaborazione con Milano Marathon, abbiamo stretto accordi anche con la White Marble Marathon di Carrara. Abbiamo creato il Trofeo “Dalle Cave di Michelangelo ai Sentieri del Perugino”. Verranno premiati i primi tre assoluti donne e uomini tra coloro che correranno entrambe le maratone e otterranno la migliore somma dei tempi, oltre ad avere una quota scontata nell’iscrizione. Altra collaborazione importante con la Ultra Maratona delle Crete Senesi, per iscrizione combinata con 15% di sconto.

Correre e vivere l’arte. Avete voluto caratterizzare questa edizione con un richiamo importante al Perugino, il più rappresentativo artista della pittura in Umbria. Cosa ci puoi dire in merito?
Lo scorso anno ci sono stati grandi festeggiamenti in Umbria per i 500 anni dalla morte del “divin pittore”. La nostra manifestazione non poteva che ricordare questa ricorrenza.Già dallo scorso anno la Strasimeno è infatti la “Ultramaratona del Parco del Trasimeno, nei Borghi più belli d’Italia dipinti da Pietro Vannucci (Il Perugino) e Luca Signorelli”.

Il lago Trasimeno e il suo territorio. Il parco del Trasimeno è ricco di scorci e paesaggi caratteristici e idilliaci. Per chi decidesse di venire per la prima volta, quali sono le mete e i luoghi che suggeriresti da visitare e vedere?
Sicuramente chi vuol venire in queste zone oltre che per correre anche per passare un week end, ha da scegliere. Cultura, storia e divertimenti sono di casa. Tutti i Paesi facenti parte del comprensorio del Parco hanno sicuramente molto da offrire, senza dimenticare cittadine limitrofe come Cortona e Chiusi, che non sono da meno.

Vietato mancare. Quali sono i tre motivi per cui venire a Castiglione del lago il prossimo 10 marzo alla 22° Strasimeno?
Certamente la bellezza dei luoghi e del territorio, il buon cibo e, ci auguriamo, l’organizzazione. Da parte nostra ce la metteremo tutta per far passare ai partecipanti e alle loro famiglie un piacevole week end di sport e divertimento da conservare nei loro ricordi.
Iscriviti subito alla Strasimeno 2024   QUI

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Radio Active 20068

Ogni lunedì sera su Radio Active 20068, a partire dalle 19, Terzo Tempo. La trasmissione che racconta il Club del Miglio e lo sport dietro le quinte.
Tra musica, racconti, aneddoti, l’atletica e lo sport si connettono in una nuova dimensione al mondo dell’intrattenimento e dell’ascolto.
Con Fabio Del Prete, conduttore di Terzo Tempo, andiamo ad approfondire questa collaborazione e questa nuova occasione di raccontare e vivere il Club del Miglio.

Presentazioni. Ciao Fabio, grazie per aver accettato di prendere parte a questa intervista. Raccontaci un pò di te. Quale è il tuo rapporto con l’atletica e la corsa?
Arrivo dai motori e in particolare dai rally, sport che una volta necessitava di visionare i percorsi camminando per le montagne. Questa attività mi ha permesso di restare sempre in forma. Verso i 40 anni, smesso il casco mi sono avvicinato all’atletica grazie anche al Gs Zeloforamagno. E’ stato amore a prima vista, dalle mille tapasciate alle maratone anche all’estero. Per esigenze lavorative ho ridotto i tempi di allenamento e quindi mi sono dedicato alle distanze corte, massimo 10.000mt. Sarà che arrivo dai motori ma il miglio in pista è il giusto compromesso tra la velocità e la resistenza, proprio come nei rally.

Terzo Tempo. Come nasce l’idea di una trasmissione sportiva con uno spazio dedicato al circuito del Club del Miglio?
Come dice Eugenio Finardi “amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente”, ecco l’idea dello spazio radiofonico nasce dal desiderio di condividere la passione che anima il gruppo, una passione che abbraccia soprattutto le famiglie e i loro atleti. Un appuntamento settimanale che deve entrare nelle case e ci parla direttamente per raccontare la fatica dei più attempati ma anche la loro gioia di esserci, senza dimenticare lo show delle categorie elite e dei master m/f 35 vera potenza umana e che grazie a Rodolfo Lollini, altra voce fondamentale del programma, riusciamo a far rivivere.
Connettiti subito con Spazio Miglio    QUI

Parliamo di sport. Come si inserisce e si contestualizza la tua trasmissione all’interno del palinsesto radiofonico di Radio Active?
La radio offre musica 24 ore su 24 con decine di programmi che spaziano dalla cultura alla cucina dalle curiosità alla musica. Lo sport ha iniziato in punta di piedi ma adesso è un punto fermo dei nostri ascoltatori. Grazie al direttore Raffaele Vailati, che ha creduto in questa area mediatica è possibile ascoltare tutto sul calcio grazie all’appuntamento al mercoledì alle 18.00 e Terzo Tempo del lunedì in diretta alle 19.00 che ospita Spazio Miglio dopo ogni tappa del campionato o che parla di tutti gli altri sport in assenza del Miglio.

La colonna sonora ideale per correre. Quali sono i 10 brani che non possono mancare nella playlist di ogni runner?
Io sono un pò anomalo. Dalle maratone alle tapasciate o anche sul tapis roulant, non ho mai corso con la musica. L’unico suono che voglio sentire è il mio corpo. Ma riconosco di essere un’eccezione. I pezzi sono tanti ma giusto per dare un’indicazione devono seguire l’andamento dell’allenamento, proprio come i battiti del cuore. I BPM sono la frequenza della musica. Partire con del Hip hop: 80-100 BPM per poi passare a dell’house: 124-130 BPM e a metà/tre quarti dell’allenamento Drum and bass: 160-190 BPM. (sconsiglio di ascoltare musica in gara) per poi tornare a musica rilassante.
Ecco qualche esempio:
Beyoncé – Halo / Selena Gomez – Same Old Love / Camila Cabello – Havana (80BPM)
Bon Jovi – It’s My Life / Lady Gaga – Bad Romance / Whitney Houston – I Wanna Dance With Somebody / Sweet Dreams (Are Made of This) – Brano di Eurythmics (124BPM)
Red Hot Chili Peppers – Can’t Stop / Lose Yourself» di Eminem / «Take On Me» degli A-ha 190BPM
Ripeto però, la musica è molto soggettiva. Io posso caricarmi anche con un pezzo di musica classica come la Cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner.
Ma un pezzo che non può mancate nella preparazione di un Milers è “Corro come il vento” di Marco Frattini.
Ascolta e scarica subito Corro come il vento   QUI

Il futuro. Dopo la tua partecipazione come presentatore in occasione delle premiazioni della stagione 2023 del CDM, ti vedremo quest’anno anche nelle vesti di miler agguerrito in pista?
Assolutamente si, oramai il campionato è un appuntamento fisso per la mia mente e per il mio corpo. D’altronde come posso trasmettere la passione e l’adrenalina senza averla vissuta sulla mia pelle. Io sarò presente sempre sul campo sia come miler che come intervistatore. Mi raccomando a tutti i milers di venire da me per raccontare la loro gara per poi ascoltarla assieme alla famiglia al lunedì ore 19:00.

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Diventa Pacer Club del Miglio

Diventa Pacer ufficiale del Club del Miglio 2024

IO SONO UN PACER. Il Club del Miglio arruola runners che vogliano diventare pacer in occasione degli eventi in programma.
Vedi il calendario del CDM 2024     QUI

I PACER DEL CLUB DEL MIGLIO. Essere pacer vuol dire essere responsabile del ritmo di corsa. Il pacer, o lepre, dovrà garantire l’andatura, secondo il tempo di accredito indicato sulla distanza di 1609,34 m.
La sua presenza permetterà agli atleti assegnatagli in batteria, di correre più disinvolti sfruttando la scia nei primi 800 m di gara. Questa è la distanza minima richiesta da percorrere, in base agli standard richiesti, durante il proprio turno.
Ai pacer, al termine degli 800 m, sarà permesso concludere la propria batteria, senza però entrare nella classifica generale della gara.

INSERIMENTO NEL DATABASE CDM. Inviando la propria candidatura, i richiedenti verranno invitati a partecipare alle prove del Club del Miglio. A seconda della disponibilità totale di pacers e del livello del singolo atleta, sarà possibile gestire una o più batterie.
N.B. La disponibilità NON deve essere garantita per tutte le gare in calendario, ma solamente quelli  selezionati.
Sarà premura degli organizzatori convocare e invitare i pacer iscritti nel data base, qualora vi fosse necessità e richiesta.

BENEFITS PREVISTI. I pacers che verranno confermati avranno diritto a:
– partecipazione gratuita all’evento
– pettorale ufficiale pacer CDM
– gadget di benvenuto
– valutazione cronometrica per ogni giro completo concluso e in caso di completamento di tutta la distanza
– inserimento nel data base ufficiale PACER Club del Miglio
– diploma di partecipazione

CHI PUO’ DIVENTARE PACER. Tutti gli atleti candidati dovranno aver rinnovato il tesseramento annuale FIDAL in corso. Inoltre è  necessario essere in regola  con la certificazione medica allʹidoneità specifica per praticare lʹatletica leggera. Condizione indispensabile per la partecipazione allʹattività agonistica. Saranno accettate tutte le richieste inviate entro le ore 23.00 del martedì precedente al giorno di gara.

Compila il form e diventa pacer ufficiale del Club del Miglio.
Puoi candidarti per più gare.
ATTENZIONE: nel caso non si conoscesse il proprio tempo di accredito sulla distanza ufficiale, lasciare lo spazio vuoto.
Tutti i candidati riceveranno una mail di risposta positiva o negativa alla richiesta entro sette giorni prima della prova in programma.

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Run Rome The Marathon

A quasi un anno di distanza, sono ancora forti, le emozioni provate domenica 19 marzo, in via dei Fori Imperiali al cospetto del Colosseo. La magia di Roma si è rinnovata in quel rombo lontano, ma sempre più vicino e possente, divenuto tricolore. Il tricolore più grande d’Italia che ha indicato, come una cometa, la direzione e la strada da seguire a tutti i runners partecipanti.
Riteniamo che a Roma sia stato stravolto il concetto stesso di maratona e il suo decorso emotivo. Tante sono state le lacrime che hanno bagnato i volti in trepida attesa. Lacrime che un tempo erano esclusiva del termine di una fatica lunga 42,195 km, si sono riversate in questa occasione, al nastro di partenza.
Lorenzo Benfenati, Project Manager Acea Run Rome The Marathon, è il nostro interlocutore e punto di riferimento per tutto ciò che concerne la maratona a Roma. Artefice della crescita e dello sviluppo che da tre anni lo vede alla guida dell’evento podistico capitolino, lo apprezziamo per la grande disponibilità e soprattutto per la sua affabilità all’ascolto. Ne approfittiamo, ancora una volta, per parlare della Run Rome The Marathon e del meritato successo della scorsa edizione.

Ciao Lorenzo. Noi che l’abbiamo vissuta solo nella fase finale, pensiamo di non esserci ancora lasciati alle spalle questo grande evento: tu cosa ci dici in proposito?
La Maratona è un evento che anche quando sembra lontano (temporalmente) e comunque sempre molto vicino e vivo. L’edizione 2023 è stata un successo in senso assoluto e questo ci ha permesso di ripartire più carichi che mai con l’organizzazione e la pianificazione del 2024. Perché anche se effettivamente dura un “solo” giorno, è un evento che richiede un anno di tempo di preparazione!

Cambio di rotta. Non è nostra intenzione fare apologia della Run Rome The Marathon, tuttavia riteniamo che ci sia stato un salto qualitativo ed emozionale senza precedenti: è solo una nostra impressione?
Non credo sia giusto né tantomeno corretto parlare delle edizioni precedenti alla nostra gestione. Posso però dirti che in questi anni abbiamo cercato di dare il massimo per far crescere l’evento in quantità e qualità. Ricordo che la prima edizione doveva essere nella primavera 2020, ed è ovviamente stata annullata per la prima ondata di Covid. Anche la primavera successiva siamo stati costretti al posticipo da marzo 2021 a settembre 2021 (sunset edition) e dopo meno di 6 mesi (marzo 2022) abbiamo messo a terra la seconda edizione in cui avevamo già apportato modifiche e cambiamenti (in particolare all’expo). Quest’anno, con 12 mesi di tempo a nostra disposizione abbiamo avuto modo di lavorare tanto e bene sia dal punto di vista promozionale sia dal punto di vista progettuale. I risultati credo si siano visti e ne siamo molto orgogliosi.

Dietro le quinte. Nelle fasi di progettazione e di messa a punto della Run Rome The Marathon, avete avuto dei modelli di riferimento e se si, quali?
Cerchiamo di prendere spunto dalle esperienze che ogni persona del team apporta. Ci sono colleghi che provengono dal mondo dell’entertainment (concerti/show biz), altri da eventi sportivi diversi rispetto al running, altri ancora dal mondo dei corporate event. Credo che la pluralità di soggetti e di competenze, che collaborano con un unico obbiettivo sia la chiave di questo modello progettuale.

“Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo”, (Henry Ford).
Queste parole potrebbero essere un’estrema sintesi dell’avventura che è iniziata tre anni fa? Cosa ci puoi raccontare della squadra della Run Rome The Marathon?
Come dicevo prima, in progetti mastodontici come questo la squadra è fondamentale e grazie alle nostre molteplici caratteristiche e personalità riusciamo a trovare sempre elementi nuovi e non convenzionali. Cerchiamo di essere disruptive senza esagerare. Cerchiamo di valorizzare al meglio ogni risorsa perché il contributo ed il massimo coinvolgimento di tutti sono estremamente preziosi. Non è semplice quando la squadra è composta da 3 aziende diverse che collaborano. Ognuna ha le proprie dinamiche interne, ma per il “bene” della maratona riusciamo sempre a trovare una soluzione e superare le difficoltà. Alla fine il nostro lavoro si può sintetizzare in due azioni: massima programmazione e grande capacità di problem solving!  

Occhi e obbiettivi rivolti avanti. Cosa c’è nel tuo futuro e nel futuro della Run Rome The Marathon?
Nel futuro c’è sempre l’ambizione ed il desiderio di migliorarsi. Dopo i numeri del 2023 e l’emozione lasciata dalle frecce tricolore non sarà facile, ma ci stiamo già lavorando. Cercheremo ancora una volta di fare un passo in avanti puntando, speriamo, a portare Roma tra le Marathon Major: se lo meriterebbe!

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Foto credit: ufficio stampa Run Rome The Marathon

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White Marble Marathon

E’ difficile rimanere immuni dal fascino delle cave di marmo bianco. Perché trovarsi ad ammirare le dorsali delle montagne a ridosso di Marina di Carrara ti proietta a quella sensazione di stupore e incredulità fanciullesca.
Perdersi nel tempo per mettere a fuoco la vista, così da apprezzare quei cambi cromatici tanto affascinanti, quanto surreali.
La White Marble Marathon del prossimo 18 febbraio, è l’evento che unisce lo sport e la corsa al più incredibile spettacolo visivo creato dalla natura e dalle cave di marmo bianco di Carrara.
4 distanze: 42, 30, 21 e 10 km per tutti i livelli con percorsi veloci e suggestivi sono il fiore all’occhiello di questa manifestazione pronta ad accogliere la grande comunità dei runners da tutto il mondo.
Con Paolo Barghini, responsabile organizzatore della White Marble Marathon, andiamo a scoprire i segreti di questa manifestazione.

Ciao Paolo, a poco meno di un mese, a che punto siamo con i preparativi di questa edizione della White Marble Marathon?
I preparativi procedono bene. I percorsi sono ormai definiti da tempo e rimangono velocissimi. Quest’anno avremo un bellissimo EXPO con oltre 20 espositori. Il ristoro finale sarà ancora più ricco e curato con testaroli al pesto e lardo di colonnata. Dulcis in fundo, il sabato avremo una bellissima lotteria con molti premi per tutti.

Le gare. La vostra organizzazione propone distanze per tutti i livelli e per tutti i gusti. Quale sarà il programma di questo ricco week end di corsa?
Copriamo con gare FIDAL le distanze 10 km , 21 km e maratona. Inoltre avremo una novità quest’anno: la 10 k a coppie, dove oltre alla medaglia daremo anche un cuore di marmo diviso in due .

Info utili. Come e dove è possibile iscriversi alle gare in programma?
Le iscrizioni si prendono con ENDU e AppNRun, piattaforme che ogni atleta conosce.

Un contesto da scoprire. Venire a correre a Marina di Carrara è l’occasione migliore per poter andare alla scoperta di questo spettacolare territorio. Quali sono, secondo te, i siti e i centri di maggior interesse da visitare?
Le cave rimangono il fiore all’occhiello del territorio, ma da visitare assolutamente anche la vicina Luni con gli scavi romani, oltre ovviamente a Colonnata. Il lardo merita un assaggio da non sottovalutare.

L’invito. Cosa ti senti di dire alle persone che ancora non conoscono la White Marble Marathon?
Che devono venire a scoprire una gara organizzata con passione e competenza, dove il runner e la sua performance sono al centro del progetto. Stiamo lavorando oltre modo per regalare ai partecipanti una bella giornata di sport e di amicizia e siamo certi di riuscirci.

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Mezza delle Due Perle

Si rinnova, anche per il primo week end di febbraio 2024, l’appuntamento con la Mezza Maratona delle Due Perle. La grande squadra e la macchina organizzativa dell’Atletica Due Perle, capitanata dall’inossidabile Nicola Fenelli, si prepara a questa nuova edizione. La competizione si svolge lungo uno dei tracciati più affascinanti e paesaggistici che da Santa Margherita conducono al borgo di Portofino. Reduce da un recente intervento, approfittiamo della disponibilità di Nicola per parlare della prossima edizione della Mezza Maratona delle Due perle.

Ciao Nicola, ben ritrovato. Innanzitutto, come stai? In seconda battuta chiariscici questo dubbio: da che cosa deriva il nome Due Perle?
Ciao Marco, sto bene, sto facendo fisioterapia. Un mese fa mi hanno operato ai legamenti del ginocchio, così spero di ritornare a correre al più presto, il mio sport preferito. 
Grazie della domanda. Inizialmente l’idea era quella di chiamarla Mezza Maratona di Portofino, ma le cittadine coinvolte erano due: Portofino e Santa Margherita Ligure. Mia nonna ripeteva spesso che Santa Margherita era la Perla del Tigullio. Questo nominativo era in uso molti anni fa, ma mi son detto: le perle sono due, Santa Margherita Ligure e Portofino. Ecco da dove deriva il nome.

L’evento, giunge alla 17° edizione. Dopo alcuni momenti di difficoltà, torna a crescere il numero dei partecipanti. A cosa ritieni sia dovuta questa seconda giovinezza?
La seconda giovinezza di questo evento credo sia  da attribuire a un rinnovato entusiasmo da parte dei soci dell’Atletica Due Perle. Il sostegno da parte delle istituzioni è palpabile, ma soprattutto quello dei cittadini di Santa Margherita che sentono propria questa manifestazione. Come per Siena, la mezza maratona delle Due Perle è il palio per i sammargheritesi.

Le meraviglie del Golfo del Tigullio. Venire a Santa Margherita alla Mezza Maratona delle Due Perle, non è solo un buon motivo per correre, ma anche per scoprire uno tra in territori più suggestivi di tutta la Liguria. Quali sono, secondo te, i luoghi da non lasciarsi assolutamente sfuggire?
Credo che il giro nella famosa piazzetta di Portofino sia obbligatorio, magari utilizzando il battello per raggiungere Portofino. E’ senza dubbio un modo di conoscere la meravigliosa costa da un altro punto di vista. Poi Il centro storico di Santa Margherita. Se poi si ha la possibilità consiglio un giro sul monte fino a San Fruttuoso. Ci si troverà in un Paradiso naturale dove sembra che il tempo si sia fermato.

Un programma ricco e trasversale. Corse competitive e non, con distanze adatte a runner neofiti e ai più allenati. Come è possibile iscriversi e partecipare alla Mezza Maratona delle due Perle e a tutte le prove del week end?
Si, si parte il sabato alle ore 15 con la Corrisanta e la Portofino Run, rispettivamente una corsa ludico sportiva e una competitiva inserita nel calendario nazionale e omologata. Domenica poi l’evento storico, ovvero la 17° ed. della Mezza Maratona delle Due Perle. Le iscrizioni si possono effettuare online sul nostro sito www.mezzamaratonadelledueperle.it.

Vip al via. Le vostre gare richiamano sempre grandi campioni di oggi, come del passato. Quali sorprese o chi dobbiamo aspettarci per questa edizione?
Un nome su tutte l’eterna Valeria Straneo, già vincitrice di diverse edizioni e detentrice del record al femminile della corsa, ma le sorprese non finiscono qui.

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Official tag: #mezzamaratonadelledueperle
Foto credit: Mezza Maratona delle Due Perle

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Club del Miglio: Rodolfo Lollini

Sabato 2 dicembre, a Milano presso il palazzo del CONI, si sono svolte le premiazioni del Club del Miglio 2023. L’evento ha visto una sala gremita di atleti entusiasti e la partecipazione di autorità e grandi campioni del presente e del passato.  Pianificate e condotte magistralmente da Rodolfo Lollini, le premiazioni sono state la ciliegina sulla torta di una stagione trionfale.
Rodolfo Lollini, oltre a vestire i panni, in questa occasione, di speaker ufficiale, è il responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa del Club del Miglio.
A Rodolfo chiediamo di parlare della sua esperienza in merito e di sbilanciarsi sulle novità in arrivo con la stagione 2024 del Club del Miglio, ormai alle porte.

Ciao Rodolfo, oltre alle immancabili tensioni, quante soddisfazioni ti sei tolto in occasione delle premiazioni stagionali del Club del Miglio?
Premesso che la serata non è solo farina del mio sacco, ma di tutto lo staff del Club del Miglio e con il supporto di RadioActive 20067, sono molto soddisfatto perché mi sono divertito, ho visto che si sono divertiti in tanti ed abbiamo ricevuto molti complimenti dai presenti. Ovviamente il successo deriva anche dal contributo di tutti gli ospiti che sono intervenuti e dei premiati.

Come vivi la tua appartenenza all’interno della famiglia del Club del Miglio? Quanti i sacrifici da mettere in conto e quali i motivi di maggior orgoglio?
Entrare nel Club è stato come immergersi nella piscina di Coocon, non so se ricordate il film. Ti fa ringiovanire potendo correre una distanza più breve a velocità che sono ormai impensabili su altre gare. Poi la pista ti riporta nell’atletica con la A maiuscola. I successi del Club li sento anche miei. Io poi mi sono preso l’onere di dare gli accrediti a chi non ha un tempo sul miglio e quindi quando riesco a vedere batterie equilibrate dove tutti sono inseriti nella loro giusta dimensione sono particolarmente soddisfatto.

Siamo curiosi e vorremmo saperne di più. Parlare di podismo e di atletica non è più da tempo un settore di nicchia. Quali sono i capisaldi della tua strategia comunicativa, quali aspetti ritieni siano stati utili alla causa del Club del Miglio e quali altri invece non hanno portato i risultati che magari ti aspettavi?
Non saprei dire quali siano le chiavi giuste, di certo c’è da battere una prima diffidenza legata al fatto che le gare in pista siano solo per quelli più bravi. Mentre la nostra è veramente una famiglia che ti adotta e vieni incoraggiato a prescindere dalle prestazioni. Poi che correre solo 1609,34 metri sia troppo poco per i macinatori di chilometri, mentre tra riscaldamento e defaticamento si arriva alla “dose” minima necessaria a questi runner-dipendenti ;-). Altro aspetto bellissimo è che correndo in tante manches è possibile fare il tifo per compagni di squadra e amici impegnati in altre batterie. Cosa impossibile nelle corse su strada.

“Panta Rei”. Il Club del Miglio, nella statica certezza della sua distanza, in realtà è una macchina in continuo movimento. E’ più difficile correre un miglio e migliorarsi o stare dietro a questo moto perpetuo organizzativo?
Visto la mia età io in gara più che al miglioramento penso a rallentare il peggioramento, mentre a livello organizzativo ho Fulvio Frazzei, il nostro Patron che è una miniera di nuove idee che insieme allo staff cerchiamo di affinare e rendere praticabili nella nostra realtà.

Prospettive future. Cosa ci dobbiamo aspettare per la stagione 2024 del Club del Miglio? E quali saranno i tuoi obiettivi in proposito?
Correre come il vento 😉 ti ricorda qualcosa? E aumentare il numero di Passaporti e partecipanti, tutti col sorriso sulle labbra, altrimenti non li conteggiamo!

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Anteprima A due Passi dal Cielo

Sarà la Maratona di Crevalcore con la tradizionale Mezza della Befana, in programma a Crevalcore il prossimo 6 gennaio, l’occasione per presentare e far ascoltare al grande pubblico A due passi dal Cielo.
Il nuovo brano di Marco Frattini viene candidato a nuovo tormentone musicale del mondo della corsa, partendo di lancio con il primo grande evento in programma nel calendario podistico nazionale.

Dal silenzio alla musica
“Accantonata con la perdita totale dell’udito nel 2006 la musica, Corro Come il Vento ha segnato di fatto nel 2021, il mio ritorno a una grande passione ma in maniera completamente nuova e inaspettata come autore. Si è aperto un ciclo tutto da percorrere e scoprire”, racconta Marco Frattini.

La squadra di A due passi dal Cielo
A due passi dal Cielo vede le collaborazioni di Andrea Baroldi, produttore, arrangiatore, musicista, Alessio Barbieri, voce solista. Barbara Selis, in arte Piparula, ha firmato la copertina del disco.

Dalla strada al trail
Un brano leggero d’amore che punta alto, ma con lo sguardo rivolto al firmamento e con gli occhi di chi il mondo lo vede in alta quota.
Scarica subito la DEMO gratuita      QUI

La Maratona di Crevalcore
La Maratona di Crevalcore, giunge alla sua 11° e ultima edizione. E’ l’evento che dal 2012 ha aperto il calendario podistico delle competizioni sulla canonica distanza di 42.195 m. e della mezza maratona. Si potrà partecipare iscrivendosi dal sito della manifestazione o presentandosi direttamente il giorno della gara.
Scopri tutte le info per partecipare   
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Campionato Brianzolo di Corsa Campestre

37 candeline per il campionato Brianzolo di Corsa Campestre. Dal 13 gennaio al 24 febbraio 2024. 5 prove lungo i tracciati di tutta la Brianza che attendono il folto popolo dei podisti con le loro scarpe chiodate. Partendo dalla nuovissima location a Seregno, si toccheranno i tradizionali campi di gara di Oggiono, Agrate, Monza, per concludere, come da tradizione, a Carate Brianza.
Con Carlo Bonini, referente del comitato organizzatore, introduciamo il XXXVII Campionato Brianzolo di Corsa Campestre.

Ciao Carlo, arrivato il freddo e l’inverno è già tempo di fare il tagliando alle scarpe da cross.
37 edizioni sono un bel bagaglio di ricordi ormai: quante di queste edizioni hai avuto modo di vivere?
Ho iniziato a vivere in questo speciale mondo di amicizia e di cross nel 1999, al mio arrivo in Brianza dalla Toscana, quando sono entrato a far parte del Gruppo Sportivo Marciacaratesi. Le mie prime gare qui sono state proprio quelle del Brianzolo, all’inizio come atleta.

Corsa campestre tra passato e presente. Quanto è cambiato il mondo del CROSS in tutto questo tempo e che cosa è rimasto immutato?
Questo settore è cambiato sotto l’aspetto dell’organizzazione, della rilevazione dei tempi e della tecnologia introdotta. Ricordiamo che si partiva solo con il pettorale e un cartellino che veniva ritirato all’arrivo e con il quale venivano stilate le classifiche. I tempi venivano rilevati a mano con delle macchinette che stampavano i tempi su un rotolino di carta. Oggi col servizio dei chip, tutto questo rimane solo un ricordo.
La cosa che non è cambiata, a mio avviso, è l’atmosfera. Gli atleti del Brianzolo sono, prima di tutto, grandi amici, che si rivedono all’apertura della stagione di corsa, con l’appuntamento tradizionale del “Brianzolo”.

Una grande anteprima. Dal programma si evidenzia subito la bella nuova prova che si correrà al parco Porada a Seregno. Quali saranno le altre novità di questa edizione e quali sono i vostri auspici e obbiettivi come comitato organizzatore?
Prima di tutto quest’anno anticipiamo un po’ i ritmi: infatti a fine Febbraio avremo già l’ultima tappa a Carate.
L’auspicio è quello di ripetere il buon risultato dello scorso anno, dove abbiamo avuto tante nuove adesioni anche grazie alla novità dell’iscrizione in modalità “abbonamento” per risparmiare anche sulla quota gara.
L’obiettivo e il desiderio comune sarebbe quello di tornare ad avere 7 prove, cosa che ci consentirebbe di tornare ad accogliere le categorie giovanili e rendere più completo il pomeriggio di campestre e di festa.

Le iscrizioni. Come è possibile partecipare alle prove in programma del 37° Campionato Brianzolo di Corsa Campestre?
Iscriversi al Campionato Brianzolo è semplice ed è possibile tramite il sito Endu/Evodata. Con la modalità “abbonamento”, se ci si registra prima dell’inizio del Campionato si può godere di uno sconto sulle quote gara (euro 30 per tutte le 5 prove, anziché 35). Parimenti è possibile anche iscriversi alla singola tappa, sempre tramite il sito Endu/Evodata. Come nostra abitudine chiediamo di evitare la registrazione sul campo gara, per accelerare i tempi ed evitare lavoro aggiuntivo il giorno della prova.
Iscriviti subito al 37° Campionato Brianzolo        QUI

Cosa ti senti di dire come referente del comitato organizzatore agli atleti, alle squadre e ai podisti che verranno a sfidarsi al 37° Campionato Brianzolo di Corsa Campestre?
Direi proprio, a tutti, di venire a divertirsi tra amici alla festa delle campestri, il Campionato Brianzolo.
Qualche motivo per farlo? Beh, i percorsi sono splendidi, tra prati e parchi, l’atmosfera è gioiosa ed amichevole, l’organizzazione vanta 37 anni di esperienza. Quale miglior modo di iniziare l’anno agonistico?
Ringrazio fin da ora chi ci sarà, gli sponsor del Brianzolo MaxiSport, Incartare e certamente anche te, Marco, che con il tuo brand iovedodicorsa, sostieni da anni il Brianzolo. Direi a tutti di stare attenti al momento delle premiazioni, perché quest’anno potrebbero esserci sorprese per qualche pettorale “fortunato”. E questo grazie a te. Vi aspettiamo numerosi.

Vai al sito del 37° Campionato Brianzolo di Corsa Campestre         QUI

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Alessandro Martellotta: il CLICK è indomito

Proseguono le interviste, per i dieci anni di attività del brand IOVEDODICORSA ai collaboratori che hanno supportato l’attività e lo sviluppo della nostra realtà.
Alessandro Martellotta, grande amico di vecchia data, è il fotografo ufficiale del brand IOVEDODICORSA.
Con Alessandro abbiamo realizzato numerosi set fotografici e allestimenti video, valorizzando la comunicazione e la promozione di tutti i nostri prodotti.
Grande appassionato di motori. Si è specializzato in ritrattistica, legando e perfezionando la propria attività fotografica, oltre al mondo delle quattro ruote, anche all’ambito della moda.

Ciao Alessandro, avresti mai pensato che, dopo gli anni dell’asilo, delle uscite con gli amici, della musica dal vivo, ci potesse essere un nuovo punto di incontro con Marco Frattini anche in ambito lavorativo?
A dire il vero si. Marco è da sempre un tale “mulinello” di idee che non era affatto improbabile la nascita di nuove situazioni di incontro e di collaborazione. E così è stato! Fortunatamente aggiungo, perché lavorare con lui è sempre un piacere

Quando e in che modo ti sei avvicinato al mondo della fotografia?
Da ragazzo avevo usato saltuariamente le macchine a pellicola. Per molti anni ne ho fatto un uso superficiale, finché un giorno ho acquistato una reflex approfittando di un’offerta in un centro commerciale, ignaro di quanto la mia vita stesse per cambiare. Poche settimane di utilizzo sono bastate per farmi capire che si trattava dello strumento di espressione che cercavo da una vita.

La Ferrari, il mondo dei motori, sono i tuoi elementi naturali che ti hanno sempre contraddistinto. Ma cosa accomuna o differenzia il mondo dei motori da quello della moda?
Sono due ambiti molto diversi, ma ho la fortuna di operare in entrambi e non riesco a rinunciare a nessuno dei due. Da fotografo mi sono avvicinato al mondo della moda perché affascinato da quel tipo di estetica, mentre i motori sono sempre stati una passione sportiva, che la fotografia mi aiuta a vivere più da vicino. Riconosco però che mi rivolgo a entrambi questi mondi dando priorità allo stile fotografico che più mi appartiene: il ritratto, come cattura delle emozioni sui volti delle persone

Dieci anni sembrano volati via, ma c’è qualche ricordo o qualche lavoro particolare legato alla tua attività col brand IOVEDODICORSA che ti gratifica maggiormente?
Sicuramente il servizio realizzato nel periodo covid. Sia perché abbiamo ricominciato a scattare dopo un lungo periodo di isolamento, sia perché i prodotti erano dedicati al fornire alle persone un po’ di protezione e a restituirgli un po’ di libertà.

Cosa vedi nel tuo futuro professionale e nei progetti a venire con il brand IOVEDODICORSA?
Sto investendo molto tempo nel capire come l’intelligenza artificiale stia modificando l’attività di noi fotografi e come le sue grandi potenzialità possano essere messe a disposizione della fotografia di prodotto. Nel contempo sono anche sempre curioso di scoprire le nuove iniziative partorite dalla fantasia di Marco!


Visita il sito del fotografo Alessandro Martellotta      QUI
Guarda il servizio fotografico di Alessandro Martellotta a Livigno           QUI
Guarda il video del backstage di Alessandro Martellotta a Livigno         QUI


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Cosmo Carbon Blu, il nuovo completo running

Il brand iovedodicorsa presenta: Cosmo Carbon Blu

Cosmo Carbon Blu è il nuovo completo running dedicato a tutte le runners indomite, ampliando la proposta e l’offerta del brand in termini di vestiario. L’abbigliamento prevede la gonna e il corpetto dalla caratteristica grafica Carbon, con inserti a cuore in tinta azzurro mare. La gonna dotata di una pratica tasca posteriore con zip è corredata con la morbida e avvolgente culotte.

Come il modello Pink, anche questa nuova versione, mantiene inalterati i punti di forza che rendono unica e fortemente apprezzata questa nuova creazione del brand brianzolo: la qualità del materiale e il design moderno e di grande impatto Carbon.
Il tessuto è composto per 80% poliestere e 20% spandex. Una combinazione di elementi in grado di assicurare una percezione al tatto delicata e a garantire l’effetto avvolgente anatomico tra bacino, glutei e cosce.
Queste proprietà rendono Cosmo Carbon Blu la mise ideale per il running e tutti gli sport che possono prevedere il suo utilizzo: tennis, golf, nordic walking e più in generale tutte le attività all’aperto.

Disponibili nelle taglie 2SX, SX, S, M, L, XL, gonna e corpetto, si possono acquistare attraverso lo shop on-line del sito www.iovedodicorsa.com.
Prezzi:
Cosmo Blu Carbon Running Skirt: € 66.00     acquista subito   QUI
Cosmo Blu Carbon Running Bra: € 34.00       acquista subito   QUI

Ma non è tutto: fino al 15 dicembre è possibile approfittare dell’esclusiva offerta in prevendita: Cosmo Blu Carbon Running Skirt + Cosmo Blu Carbon Running Bra a soli € 77.

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Intervista allo Chef Gioacchino Saltarella

Classe 1995, Gioacchino Saltarella è il giovanissimo chef a capo della brigata del ristorante Al Mònd Vei di Livigno. Da due anni a questa parte, è stato scelto per gestire con abile passione e profuso impegno, l’attività di uno dei ristoranti più apprezzati di tutta l’alta valle.
Cuoco di professione, sportivo, ex cestista e runner attivo per passione, ha promosso e contribuito alla realizzazione del servizio fotografico che abbiamo realizzato lo scorso 17 luglio. Con grande entusiasmo si è reso disponibile per questa intervista non solo per presentarsi, ma anche per affrontare tematiche a noi molto care.

Ciao Gioacchino, innanzitutto grazie per la tua disponibilità a metterti in gioco con questa chiacchierata. Sei nato e cresciuto a Bari, ma ci puoi raccontare cosa ti abbia portato dal mare della Puglia, all’estrema altitudine di Livigno?
Ciao Marco, ti ringrazio per la tua voglia di intervistarmi e per avermi dato l’opportunità di mettermi in gioco attraverso le parole.

Mi permetto di correggerti: sono nato e cresciuto a Mariotto, una piccolissima frazione in provincia di Bari, della quale ne vado fiero. Qui le tradizioni culinarie (e non) ne fanno da padrona. Come dico sempre, lasciare la propria Terra non è mai voluto, ma lo si fa per ragioni di forza maggiore, nel mio caso il lavoro. Se la motivazione che ti spinge a lasciare la Terra madre è una passione innata, lo si fa con meno fatica e sacrificio.

Che effetto ti ha fatto passare dalla costiera alle vette alpine? Capita di sentirti un pesce fuor d’acqua?
Tutti i cambiamenti, anche per brevi periodi, ti fanno sentire alle volte fuori luogo. Soprattutto, per chi come me, ha deciso di lavorare in questo settore ed è costretto a viaggiare per lavoro, deve prendere atto che si troverà di fronte a usanze di posti lontani e con tradizioni molto differenti dalle proprie. Inizialmente avevo un certo timore nel pensare di passare dal caldo della mia terra al freddo di un paese di cui non sapevo cosa aspettarmi. Poi per fortuna ci si abitua, ma soprattutto si trovano compagni di viaggio, che ti permettono di sentirti a casa e ritrovi una certa normalità.

Come riesci a conciliare il tuo lavoro con la passione per la corsa? Cosa ti porta ad allacciare le scarpe da running?
La prima volta che ho provato a correre è stato un paio di anni fa. Avevo bisogno di una valvola di sfogo cercando di accumunare tre cose per me importanti: natura, isolamento, musica. Così facendo sono riuscito a svuotarmi delle pressioni che ogni giorno si creano e sentirmi più leggero. Per me è diventata una sorta di ricarica di energia. Conciliare lavoro e corsa non è affatto difficile al momento. Anzi io penso che se una cosa la si vuole, la si riesce sempre ad ottenere. Non mi sono mai posto il problema “quando vado a correre?”. Appena posso allaccio le scarpe, cuffie nell’orecchio e via si parte!

Entrando nel merito della scorsa stagione lavorativa estiva: ti sei trovato consapevolmente a confrontarti con la disabilità legata alla sordità di Marco Frattini. Sappiamo che non sia una decisione semplice e priva di dubbi quella di collaborare con una persona che sulla carta possa presentarsi con handicap di natura diversa. Ci puoi raccontare cosa ti abbia portato a sceglierlo, la tua esperienza pregressa col mondo della disabilità e come giudichi, ormai conclusa, questa avventura professionale?
La scelta è avvenuta in comune decisione con il titolare, ma la cosa che mi ha colpito nel colloquio iniziale con Marco, è stato il suo ammettere limiti e trovare soluzioni per far si che lui potesse lavorare in modo sicuro. Inizialmente avevo paura che non sarebbe arrivato alla fine perché non aveva idea della mole di lavoro che lo aspettava. Invece con il passare dei giorni ho capito che se la sarebbe cavato in un modo o nell’altro, testardo com’è.

Molte persone utilizzano la disabilità, anche leggera, come velo per avere una scusa facile, pronta ed efficace. Persone come Marco sono persone che dovrebbero essere modelli da seguire. Per far capire a tutti che chi vuole può avere un’indipendenza nonostante una disabilità sin dalla nascita o arrivata poi.

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”. Ritieni che sia un assioma valido anche nel mondo della cucina? Quanto è importante il rapporto e il gioco di squadra di una brigata?
La brigata di cucina è una squadra a tutti gli effetti. Se si lavora in team si ottengono ottimi risultati, altre modo si farà molta fatica. Alla fin fine noi cuochi trasportiamo anche le nostre emozioni e i nostri umori nelle pietanze; chi ne risente alla fine è il cliente. Io cerco nella mia brigata di avere un clima disteso e sereno, se noto degli asti cerco di risolverli e trovare dei compromessi per il bene di tutti. Anche perché studiare un piatto è un lavoro che deriva da una squadra coesa, dove ognuno porta una sua idea di accostamento di sapore, così da avere più idee possibili su cui pensare.


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Club del Miglio: le premiazioni al CONI

La stagione 2023 del Club del Miglio è terminata. Con il 2° Miglio di Cristina a Cornaredo dello scorso 7 ottobre, si mette la parola fine a un altro anno di attività sulla distanza dei 1609,34 m. Un anno avvincente, ricco di sorprese e ricordi che portano nuova linfa ed entusiasmo al crescente movimento su questa distanza.
A Fulvio Frazzei, patron del Club del Miglio l’onere e l’onore di raccontarci questa annata da incorniciare.

Ciao Fulvio, mi viene subito da pensare che il CDM sia come un vino di valore. Un Barolo riserva o un Amarone della Valpolicella. Più passa il tempo e più le sue qualità si mettono in luce e vengono apprezzate, è così?
Una riserva di 23 anni, tanta è la vita del CdM fino ad ora. Aumenta il prestigio del vino in questo caso e sicuramente affina. Rende più nette e più caratteristiche le varie componenti che lo contraddistinguono: il problema è che in questi 23 anni siamo invecchiati anche noi!

Purtroppo tornando alla realtà, il settore del mezzofondo soprattutto italiano non è che sia particolarmente “frizzante”. In questo lungo periodo, è innegabile che quello che stiamo facendo nel nostro piccolo sia una cosa tanto straordinaria quanto utopica ai più!
Ricordiamoci che se consideriamo i 1500 metri in pista, nostra distanza di riferimento, il primato italiano risale addirittura al 1990 con Gennaro di Napoli. Se partiamo dal 1981 con i primi primati con tempi elettronici, notiamo che in quei pochi anni si erano succeduti Fontanella, Materazzi, Mei e due volte Di Napoli come primatisti italiani. Poi più nessun sussulto fino ai nostri giorni, 33 anni. A oggi in graduatoria 2023 vi è al comando Pietro Arese con 3’33”11. Il 3’32”78 resta ancora un pochino distante. Non parliamo poi del settore femminile: dobbiamo arrivare fino al 1982 per trovare la migliore prestazione italiana di Gabriella Dorio con 3’58”65. Oggi la miglior protagonista italiana, Gaia Sabbatini con 4’01”24, è in testa alla graduatoria italiana. 41 anni dopo siamo a oltre 3 secondi.
Ci tengo a ricordare queste cose per rendere ancora più evidente cosa stiamo “combinando” in questo ambito non particolarmente favorevole.
La grande novità dell’inserimento del miglio fra le gare su strada valevoli quali Campionato del Mondo di corsa su strada, svoltisi per la prima volta a Riga lo scorso ottobre, potrebbe portare nuovi stimoli ed entusiasmo grazie anche alla grande prestazione di Giovanni Filippi, settimo al traguardo con il nuovo primato italiano su strada. Forse inattesa ai più questa prestazione di Filippi. Lo ricordiamo presente a San Donato nel 2020 in occasione del Miglio Ambrosiano/Trofeo DKR, dove stabilì il personale in 4’08”: ora il bel progresso fino a scendere sotto i 4’.
Attendiamo come ospite d’onore Giovanni alle prossime premiazioni del CdM.

Cosa ci portiamo in dote al termine di questo ciclo?
La dote più importante da sempre per noi sono i nostri fedelissimi, amici che ovunque si vada sono presenti, sia che arrivino fra i primi che nelle retrovie. Quest’anno, aver consegnato tutti i 100 Passaporti preparati ci ha dato una carica senza precedenti. Cento amici che ancor prima di conoscere il calendario annuale hanno compiuto questo gesto. Di fronte a questo, come non sentirsi orgogliosi e nello stesso tempo responsabilizzati a dare sempre il massimo nei riguardi di coloro che hanno deciso di passare 10 we dell’anno con noi? A Voghera piuttosto che a Cormano, Chiavenna, Lonato, Cornaredo, Codogno, Pioltello, Milano Arena, Vignate.

Incredibile no? Partito il tutto in sordina e visto inizialmente come un’altra “utopia”, in questi sette anni di Passaporto siamo cresciuti fino a questo punto. Credo non esista nulla di simile, non solo in Italia! E altrettanto incredibile che ci siano amici che acquistano il Passaporto sapendo di non riuscire a essere presenti alla maggior parte delle prove, ma con questo consapevoli di aiutare il Club con un contributo che viene completamente restituito ai nostri partecipanti in servizi vari durante la stagione. Onore al merito di tutti i 100 amici in primis, poi naturalmente alla grande “famiglia” che si è creata. Un ambiente dove ci si trova bene, trasversale alle Società di appartenenza. Un contesto comunque ufficiale, con prestazioni inserite nelle graduatorie nazionali grazie ai vari GGG locali, anche loro parte della famiglia.

Sappiamo bene, che il CDM in realtà fatichi ad andare in letargo. Come affronteranno i milers il lungo inverno che li separerà dalla nuova stagione?
Vero quello che dici. Quando pensi di aver “chiuso”, arriva la segnalazione, come in questi giorni, della ripresa del Miglio di Genova dopo anni di assenza. Quindi eccoci pronti a offrire, l’11 novembre, un’imprevista nuova opportunità ai nostri milers.

Sempre in agguato il primo Miglio Indoor per Master. Il naturale percorso dei milers, in questa stagione, segue l’attività campestre dove in Lombardia non mancano offerte per tutti i gusti.

Puoi darci qualche anticipazione legata al CDM 2024?
In attesa delle date nazionali dei vari Campionati, a questo punto dell’anno, possiamo solo dare indicazioni di luoghi certi, ma date indicative sullo svolgimento. Confermiamo il calendario dello scorso anno con 10 prove. Partenza in Arena ai primi di marzo. Il ritorno dei Daini a fine maggio a Carate Brianza. Il probabile spostamento, a metà aprile, del Miglio Ambrosiano con località ancora da definire in quanto Cormano potrebbe non essere idonea a ospitare un eventuale meeting europeo che stiamo valutando in questi giorni.

Cosa ti senti dire o a chi pensi di rivolgere un pensiero alla fine di questi 10 appuntamenti targati CDM?
Un anno impegnativo che si concluderà in maniera imprevista con le premiazioni, addirittura presso la sala riunione del Coni, alla presenza delle massime autorità regionali. Incredibile, un riconoscimento alla nostra attività che ci rende orgogliosi di quanto abbiamo costruito in tutti questi anni. Mai avremmo pensato di essere ospiti nella “nostra” casa. Mai avremmo pensato di occupare i 108 posti a disposizione in un batter di ciglia. E qui mi fermo, in quanto se in federazione leggessero l’articolo scoprirebbero di quanto splafoneremo questo numero e potrebbero essere guai.

Tutti i premiati presenti, autorità, i nostri Partner, ospiti speciali, diretta fb, due ore da vivere tutte d’un fiato come un miglio: sabato 2 dicembre, ore 15.00, Sala Coni, Via Piranesi Milano.
Il pensiero va a chi sarà presente. A chi non potrà esserlo per vari motivi più o meno sfortunati. Da qui la diretta fb: non dimentichiamo nessuno! A tutti coloro che hanno, per la prima volta, partecipato a una prova sul Miglio, ai tecnici, ai giudici accompagnatori. Insomma, a tutti quelli che sanno, anche con un piccolo gesto, di aver portato un contributo alla nostra attività: ve ne siamo molto grati!
Infine Marco un pensiero per te, sempre al nostro fianco con anche discussioni animate che hanno portato comunque a questi obiettivi. Grazie a te per il ruolo fondamentale di Media Partner che copri e che siamo sicuri porti a ulteriori grossi traguardi. La continua diffusione dei nostri momenti in tutto il territorio nazionale, il contributo di premi, il gazebo, a breve i due mezzi archi gonfiabili: che dirti se non grazie!
Buon Miglio a tutti!

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Maratona di Crevalcore 2024: ultima edizione

La Maratona di Crevalcore, la prima maratona in programma nel calendario podistico Italiano, torna, dopo un anno sperimentale a essere corsa  il 6 gennaio, giorno dell’epifania, e ricorrenza che l’ha contraddistinta sin dalla sua prima edizione. Anche per l’edizione 2024 è previsto il doppio appuntamento sulla distanza della maratona e della mezza maratona. Con Monica Barchetti, co organizzatrice dell’evento andiamo a scoprire le carte dell’11°edizione della Maratona di Crevalcore, della Mezza Maratona della Befana e verificare se veramente si tratterà dell’ultima edizione, come dichiarato in occasione della presentazione e dell’apertura delle iscrizioni.

Ciao Monica, a poco più di due mesi come procede l’organizzazione dell’evento?
Ciao Marco, bentrovato! I tempi incalzano e l’organizzazione procede. Ci stiamo preparando per fare come sempre del nostro meglio e mettere i nostri amici e appassionati di corsa nelle migliori condizioni per vivere una bella giornata di sport e amicizia.

Maratona e mezza maratona: quale sarà il programma di questa giornata e di questo week end di sport?
Come di consuetudine la giornata precedente le gare apriremo il villaggio maratona per la consegna dei pettorali e per chi verrà la possibilità di fare un giro per la nostra cittadina. Il ritorno alla data originaria darà la possibilità di partecipare ai festeggiamenti dell’Epifania organizzati dalla Proloco e dal Comune di Crevalcore, naturalmente sostenitori, collaboratori e partner della nostra manifestazione. Il giorno delle gare ci si concentrerà su di esse, per darvi risalto e rendendo protagonisti tutti i partecipanti e non solo. Il pasta party sarà il momento che ristorerà le fatiche e che ci permetterà di trascorrere insieme ancora qualche ora.

Dove e come è possibile iscriversi alla Maratona e alla Mezza Maratona di Crevalcore?
Sul sito ufficiale www.maratonadicrevalcore.com trovate tutte le info, compreso il volantino con tutti i contatti utili.

Quella di quest’anno potrebbe essere l’ultima edizione della Maratona di Crevalcore. E’ una decisione definitiva quella che avete preso, o c’è qualcosa che potrebbe ribaltare la situazione e farvi cambiare idea?
Senza alcun dubbio decisione definitiva, seppur sofferta sul piano personale, ma come tutto nella vita c’è un inizio e una fine.

Perché venire il 6 gennaio a Crevalcore a correre la Maratona e la Mezza Maratona?
Per tante ragioni ed ognuno potrà trovare la propria. Per noi significa poterci congedare nel migliore dei modi con questa bella esperienza che ci ha accompagnati per tanti anni.

Richiedi i codice sconto iscrizione    QUI
Iscriviti subito all’ultima edizione della Maratona di Crevalcore    QUI

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Accessori, abbigliamento running

E’ l’ora dei saldi per il brand brianzolo iovedodicorsa. Dall’1 al 30 Novembre, sconti fino al 50% su tutti i prodotti in vendita nello shop on-line del sito www.iovedodicorsa.com.

Abbigliamento, giacche, scarpe e accessori per il running e il trail, a prezzi più che vantaggiosi.
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Accessori, scarpe, tutto per il running e il trail, il brand iovedodicorsa veste gli sportivi e gli appassionati della corsa, dalla testa ai piedi. Allenati e corri con le coloratissime bandane Cosmo Collection e le calze Cosmo Running Socks in Nano Glide, il tessuto che garantisci la riduzione degli attriti in fase di appoggio e pronazione garantendo l’ottima performance. Non a caso iovedodicorsa è fornitore ufficiale di calze del team Run2gether, tra le cui fila militano gli atleti keniani più forti e vincenti, richiesti nei grandi eventi podistici di tutto il mondo.
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Tutti i prodotti in saldo si possono trovare nello shop on-line del nostro sito: www.iovedodicorsa.com. Scopri il mondo e la filosofia iovedodicorsa e vienici a trovare in occasione degli stand in cui siamo presenti nelle grandi manifestazioni podistiche di tutte le città.
La spedizione è gratuita in tutta Italia, isole comprese.

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”.
(Frattini Marco, maratoneta – Vedere di corsa e sentirci ancora meno)

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Diventa volontario Maratona di Ravenna

In tutti questi anni abbiamo osservato e notato una cosa: ciò che accomuna gli eventi podistici di qualsiasi genere, è la presenza discreta e vitale di tutti i volontari. Senza di essi, il mondo della corsa e più in generale dello sport e della cultura, non potrebbe esistere e sostenersi.
Diventare volontario è quasi una vocazione, un atto dove persone di qualsiasi età, sesso e religione si mettono a disposizione e al servizio di un’intera comunità, quella dei runners, donando il proprio tempo a vantaggio di progetti a uso e consumo di persone che non si conoscono e che si incontrano per la prima volta.
Come tutte le manifestazioni, anche la Maratona di Ravenna, si affida al lavoro e all’opera dei suoi angeli custodi: i volontari.
Abbiamo chiesto a Franco Abdoni di raccontarci la propria esperienza, per provare a capire e conoscere anche il punto di vista di tutti coloro che permettono a noi runners di poter vivere le nostre emozioni in corsa.

Ciao Franco, ci racconti come è iniziata la tua avventura come volontario della Maratona di Ravenna?
La mia avventura come volontario della Maratona di Ravenna segue il fatto che io sia sempre stato abbastanza sportivo. In passato ho giocato a calcio e con il passare degli anni ho anche iniziato a correre. In più, essendo Vigile del Fuoco, insieme ai miei colleghi con il tempo abbiamo creato una sezione podismo all’interno del Comando dei Vigili del Fuoco di Ravenna con cui abbiamo iniziato sin da subito a partecipare alle prime gare provinciali nei dintorni. Con il tempo ci siamo appassionati sempre di più e devo dire che il passaggio tra amatoriale e competitivo è stato abbastanza veloce, e fra le tante gare a cui abbiamo partecipato, un anno ci siamo iscritti anche ad una delle prime edizioni della Night Run, organizzata da Ravenna Runners Club. In più, il rapporto con Stefano Righini è iniziato perché suo fratello era un nostro collega e di conseguenza abbiamo iniziato a frequentarci. Da li in poi ci ha chiesto di dare una mano ed è cominciata così questa avventura e questo rapporto di volontariato nei confronti prima della Maratona di Ravenna, ma poi anche per tutti gli altri eventi organizzati da Ravenna Runners Club.

Quale è il tuo rapporto con la città, ma soprattutto con l’ambito del podismo?
Nell’ambito del podismo ormai l’età avanza e quindi ho calato molto il mio impegno e le gare competitive a cui partecipo sono oramai centellinate. In ogni caso cerco di continuare ad allenarmi una o due volte a settimana compatibilmente con gli impegni di lavoro e di famiglia. Con la città, invece, il rapporto è speciale proprio perché è la mia città e per lei farei tutto. Pensa che, i Vigili del Fuoco sono inseriti in un circuito di gare nazionali e l’anno scorso, dopo avendoci provato in tutti i modi, siamo riusciti a portare i campionati di Mezza Maratona dei Vigili del Fuoco e per me è stata una soddisfazione enorme perché ci tenevo tantissimo e volevo farlo prima di chiudere la mia carriera proprio per amore della città.

Hai mai pensato di correre anche tu la Maratona a Ravenna?
Devo ammettere che tempo addietro ci ho pensato e fino a qualche anno fa ero convinto di farlo. Poi, come dicevo prima, col passare degli anni questa convinzione si è sempre più affievolita e allora avevo deciso di darmi il limite dei 60 anni come scadenza. Neanche a farlo apposta, è scoppiato il Covid-19 e quindi venendo a mancare l’allenamento ho lasciato perdere. Devo ammettere però, che partecipare come volontario mi gratifica comunque tantissimo.

Quali sono le sensazioni e le emozioni che si vivono da volontario in occasione di un evento così prestigioso e internazionale come la Maratona di Ravenna città d’arte?
Quando sento i partecipanti contenti e soddisfatti della manifestazione, provo una soddisfazione più unica che rara perché sono contento che alla gente sia piaciuto l’evento. In più, quando sento i runners che vengono da fuori città apposta per correre la nostra maratona mi viene proprio la pelle d’oca e questo vale non solo per la Maratona di Ravenna, ma per tutti gli altri eventi organizzati da Ravenna Runners Club. Infine, come cittadino di Ravenna sono contento che la gente apprezzi, facendo sport, le bellezze della mia città e io sono felice di aver contribuito alla riuscita di tutto questo.

Cosa ti senti di dire a tutte quelle persone che vorrebbero mettersi in gioco e partecipare come volontari alla Maratona di Ravenna?
Io dico che sono soddisfazioni enormi e alla fine quando senti la felicità dei partecipanti ti emozioni talmente tanto che è come aver corso e aver tagliato il traguardo fra i primi, io la vivo così. Forse per chi non ha mai praticato sport e tutt’ora non lo pratica è più complicato da capire, ma per chi come me ha sempre avuto lo sport nel sangue è un’emozione bellissima e molto appagante. Manca pochissimo al weekend della Maratona di Ravenna e tutti noi vi aspettiamo perché sarà un fine settimana fantastico!

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Club del Miglio: 2° Miglio di Cristina

Ultimo appuntamento, sabato 7 ottobre, del circuito Club del Miglio presso il velocissimo anello del Centro Sportivo Pertini di Cornaredo che ospiterà il 2° Miglio di Cristina, organizzato dal G.S. Montestella. Le gare sulla distanza canonica dei 1609,34 m, concluderanno l’intensa e ricca giornata di gare dedicata alle diverse specialità dell’atletica che vedranno impegnate tutte le categorie a partire dagli esordienti, fino a quelle assolute.
A Federica Franceschetti, vicepresidente del G. S. Montestella, affidiamo il compito di presentare questo evento e di chiudere il ciclo di presentazioni di tutte le tappe del circuito Club del Miglio.

Buongiorno Federica, senza rendersene conto, siamo giunti già all’ultima giornata di gare del Club del Miglio. Da quanto aspettavate questo momento? Tutto pronto per questa seconda edizione?
Eh già, come recita una nota canzone, la festa appena cominciata è già finita. Aspettavamo questo momento dall’anno scorso, ci siamo molto divertiti ad organizzare una tappa del circuito e non vedevamo l’ora di ripetere l’esperienza. Siamo pronti ad accogliervi in questa bella giornata di sport e cercheremo di fare del nostro meglio perché tutta la manifestazione si svolga nel miglior modo possibile. A tal proposito ci tengo a ringraziare gli amici della Sao Cornaredo, senza l’aiuto dei quali tutto questo non sarebbe possibile.

La vostra tappa, alla seconda edizione, è la più giovane tra quelle in calendario e dedicata a Cristina. Possiamo ricordare, ancora una volta, il perché di questa dedica e raccontare chi era Cristina?
Tutte le gare organizzate dal nostro gruppo sono dedicate a Cristina, una nostra talentuosa e giovane atleta scomparsa troppo presto. Cristina amava la corsa e amava il gruppo ed è stata presente in tutte le attività fino a quando la malattia glielo ha concesso. Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente, ma il suo ricordo è talmente vivo in tutti i soci più anziani e in tanti atleti che la conoscevano e che ancora si commuovono al ricordo, che io la sento presente a fianco a noi come una guida a cui ispirarsi. È quindi naturale dedicarle il nostro miglio, così come abbiamo fatto in precedenza per tutte le edizioni del Trofeo Montestella.

Le gare sul miglio, andranno a concludere il ricco pomeriggio dedicato alle diverse discipline dell’atletica. Puoi presentarci il programma e segnalarci i momenti salienti di questa giornata?
Anche quest’anno abbiamo un programma abbastanza articolato che, oltre al Miglio, ospita alcune gare della 12° prova del trofeo Oxyburn (disco, 100mt e 400mt, salto triplo e salto in alto) e alcune gare che vedono impegnati esordienti, ragazzi e cadetti (400mt eso, Vortex eso, 60mt ragazzi, 80mt cadetti, 1000mt ragazzi e 1000mt cadetti). Chissà che tra questi giovani atleti non ci sia qualche campione del futuro!
Il programma dettagliato è disponibile visitando il nostro sito www.gsmontestella.com oppure la pagina dedicata alla tappa su www.clubdelmiglio.it

Come e dove è possibile iscriversi per partecipare al miglio e a tutte le prove previste?
Le iscrizioni avvengono come di consueto tramite il portale FIDAL: tessonline.fidal.it e non saranno accettate iscrizioni il giorno della gara. La quota di iscrizione, quando dovuta, dovrà essere versata in loco presso la segreteria prima di accedere al campo gara.

Un’ultima domanda più personale: le nostre fonti ci hanno confermato il tuo ottimo posizionamento di categoria (2°cat SF45, fonte CDM). Siamo curiosi, a questo punto, di sapere se sei soddisfatta di questa stagione sulla distanza del miglio e con che spirito hai affrontato e partecipato alle tappe in calendario.
Un secondo posto di categoria alla mia prima stagione del Miglio era un risultato che davvero non mi aspettavo. Soprattutto se penso che questo risultato arriva dopo un lunghissimo anno di stop a causa di un infortunio:  ho infatti ripreso a gareggiare proprio sul miglio l’anno scorso a Chiavenna e mi sono subito affezionata al circuito, alla bella atmosfera che si respira ad ogni tappa e così quest’anno mi sono ripromessa di cercare di farlo tutto.
Correrò quest’ultima tappa un po’ frenata dall’infortunio che mi perseguita, per il quale sarò operata proprio settimana prossima, ma sono sicura che questo sia un bel modo per dire arrivederci per un po’ a questo bellissimo sport e sono sicura che il Club del Miglio mi porterà fortuna. Un grosso in bocca al lupo a tutti gli atleti che parteciperanno alla tappa.

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Club del Miglio: 6° Miglio della Brisaola

C’è attesa e grande fermento per l’appuntamento del prossimo 30 settembre: il 6° Miglio della Brisaola, 9° prova nel calendario del circuito Club del Miglio, in programma a Chiavenna sulla pista di atletica del Campo sportivo Comunale. Una giornata e un week end di sport, ormai diventata la tappa più gettonata e desiderata di tutta la stagione. Ancora una volta ne parliamo con Alessandro Paggi, presidente G.P. Valchiavenna.

Buongiorno Alessandro e ben ritrovato. Il tempo vola proprio come un giro di pista e siamo ancora qui, dopo un anno, a parlare del 6° Miglio della Brisaola. Avreste mai pensato di divenire, neanche a dirlo, la tappa più appetitosa del circuito del Club del Miglio?
Credo che l’aggettivo “appetitosa” si riferisca, più che alla manifestazione, alla Brisaola (sì, la “nostra” è con la i) e, allora, anche questa volta, offriremo a tutti i partecipanti un assaggio della “regina” della gastronomia Valchiavennasca, alla quale il nostro Miglio è dedicato.

Ovviamente, però, a Chiavenna non si viene solo per mangiare e, quindi, prima si corre, sulla nostra pista azzurro/blu circondata dalle nostre montagne che, in questo periodo, cominciano ad assumere i colori autunnali. Una bella collocazione che, ci sembra di capire, sia apprezzata soprattutto dagli amici ”di pianura”
Prima si corre, poi si mangia.

Questa estate la vostra pista è stata un vero via vai di campioni. Come ci si sente a essere custodi di questo “tempio” dell’atletica?
È vero, anche quest’anno, forse più che negli anni scorsi, sulla nostra pista si sono allenati tantissimi atleti di livello mondiali che, nel mezzofondo e nel fondo, hanno poi primeggiato anche ai campionati mondiali di Budapest.

Atleti da tutto il mondo (su tutti, oramai di casa, i fratelli Ingebrigtsen) e quest’anno, anche i migliori atleti italiani, come Gaia Sabatini, Elena Bellò, Loduvica Cavalli, Vissa Sintayehu, ma anche i “colleghi” maschi, Simone Barontini, Pietro Arese, Joao Bussotti e, oramai uno dei più grandi campioni italiani di tutti i tempi (suoi i record italiani sui 3.000, 5.000, 10.000 metri e sulla mezza maratona) Yeman Crippa.
A fine agosto, poi, la nostra pista ha ospitato un raduno dedicato a Cadetti e Allievi Lombardi che, come i nostri giovani, hanno avuto occasione di “condividere” gli spazi di allenamento con questi campioni, cosa che, sicuramente, rappresenta un grande stimolo per fare sempre meglio. Davvero uno spettacolo assistere anche solo agli allenamenti di tanti “fenomeni” che, in ritiro nella vicina Sankt Moritz, scendono da noi, a “bassa quota”, per i lavori sulla “forza”, secondo il metodo di allenamento “Live high/train low”.
Bello per noi vedere sui social media che la nostra pista sia apprezzatissima da tutti questi atleti e sia diventata, oramai, una delle piste di allenamento più famose nel mondo. Bello pensare che molte delle grandi vittorie o, comunque, dei grandi risultati, “nascano” anche sulla nostra pista, dove i nostri allenatori, su tutti Roberto Tonucci, accolgono atleti provenienti da ogni angolo del mondo.

Riportando l’attenzione al 30 settembre, la giornata sarà caratterizzata dalle gare del settore giovanile che precederanno la prova sul miglio: quali saranno i momenti più avvincenti di questo evento e chi saranno gli atleti protagonisti da non lasciarsi sfuggire?
Le gare giovanili, sui 400 metri per gli esordienti e sui 1.000 metri per Ragazzi/e e Cadetti/e, rappresentano sicuramente una “gioia” per la nostra società sportiva la cui attività, fin dalla nascita (nel 1980) presta particolare attenzione (prevista anche dallo statuto) ai “piccoli atleti”. Speriamo di avere tanti giovani al via, provenienti dalla Provincia e da tutta la Lombardia. Da parte nostra speriamo che i nostri giovani possano ripetere i buoni risultati che, soprattutto nelle categorie femminili, hanno saputo raggiungere anche quest’anno.

Credo che l’entusiasmo che i giovani mettono nella loro attività sportiva sia contagioso e, d’altra parte, da parte mia, assistendo ad alcune “tappe” del miglio, vedo lo stesso entusiasmo negli amici del “Club”, soprattutto negli atleti più esperti.
Ancora una volta, quindi, sarà un piacere ospitare tutti gli amici del Club del Miglio che, spero, accorrano numerosi alla nostra manifestazione.

L’evento sportivo viene organizzato a ridosso del “Dì della Brisaola”: ci puoi presentare brevemente questa manifestazione a Chiavenna?
Il nostro miglio (come dice il nome), in effetti, si tiene sempre in abbinamento con il “Dì de la Brisaola”, manifestazione gastronomica che, durante il fine settimana, permetterà di scoprire, lungo le vie del centro di Chiavenna, negli angoli più suggestivi e caratteristici del borgo, la brisaola realizzata, secondo le “antiche ricette”, dai produttori locali.

La cittadina – già insignita dei titoli di Città Slow e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano – propone al pubblico un itinerario originale alla scoperta del prodotto nato proprio a Chiavenna, arricchito dalla vivace musica delle Guggen Band, con speciali laboratori per i bambini e apertura dei musei cittadini.  Anche i Bar proporranno aperitivi e “stuzzichini” con la Brisaola protagonista.
Chi, dopo il miglio, vorrà fermarsi a Chiavenna anche la domenica, avrà modo di conoscere la nostra città e le nostre “bontà” (la Brisaola, ma non solo), prendendo parte a una manifestazione arricchita da vari momenti di spettacolo e divertimento. Ovviamente, lo spettacolo e il divertimento dovranno iniziare, per gli amanti della corsa, al nostro Miglio e, per questo, aspettiamo tutti gli amici del “Club”, per un sano “divertimento sportivo”

Per concludere, come è possibile partecipare e iscriversi al 6° Miglio della Brisaola e a tutte le altre gare di categoria in programma?
Le iscrizioni, come per tutte gli appuntamenti del “Club del Miglio”, dovranno avvenire on line, sul sito della fidal regionale.
Entro martedì 26 settembre dovranno essere effettuate le iscrizioni che, poi, entro giovedì 28 settembre, dovranno essere confermate.
Al momento delle iscrizioni, che devono essere fatte anche dai titolari del Passaporto, dovranno essere indicati anche i tempi di accreditamento (sul miglio o sui 1.500 metri), necessari per potere definire le varie serie.
Serie, quindi, da definire in base ai tempi di accreditamento ma, poi, classifiche e premiazioni in base alle singole categorie.

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Atletica: 33° Miglio Ambrosiano

Sabato 16 settembre, la pista del Centro Sportivo di Cormano ospiterà il 33° Miglio Ambrosiano. L’evento, organizzato grazie alla stretta collaborazione tra Atletica Ambrosiana, Nuova Atletica Astro A.S.D. e G.P. Tiremm Inanz con il patrocinio del Comune di Cormano, prevede un programma intenso dedicato sia ai settori assoluti, master, sia alle categorie giovanili su diverse specialità dell’atletica leggera
In questa intervista doppia a Martina Cairati, responsabile N. Atl. Astro, intenta soprattutto alle gare giovanili e a Silvio Frazzei, organizzatore storico della gara, offriamo un’ampia panoramica dell’8^ tappa del Club del Miglio 2023.

Buongiorno Martina, il 33° Miglio Ambrosiano, punta a rilanciarsi e a scrollarsi di dosso gli anni che passano. Nasce con entusiasmo questa collaborazione con la vostra Storica Società non solo impegnata in territorio lombardo: a che punto siamo con l’organizzazione delle gare del settore giovanile?
Inizio con ringraziare Fulvio per questa opportunità, dopo tantissimi anni siamo lieti di poter ospitare, ancora una volta, lo storico Miglio Ambrosiano e soprattutto di aver inserito questa manifestazione nel mese sportivo di Cormano.
Largo spazio alle gare giovanili esordienti, ragazzi e cadetti, senza tralasciare il settore assoluto; insomma siamo pronti ad accogliere tanti giovani che hanno voglia di rimettersi in gioco dopo le vacanze estive e poi la nostra pista porta bene,  magari assisteremo a nuove migliori prestazioni italiane.

Come sarà articolato il programma di questa lunga giornata e su chi saranno puntati gli occhi e le attenzioni di queste fasi?
Esattamente, la giornata è lunga: mattina dedicata al settore assoluto e master con velocità, marcia, salto in lungo e dalle 14.00, i protagonisti assoluti saranno i piccoli esordienti impegnati nei 400m e nel lancio del vortex.
A seguire ragazzi e cadetti per quest’ultima categoria, gara che riteniamo un test per i prossimi Campionati Italiani di categoria.
La nostra grande giornata poi si concluderà appunto con la gara del miglio.
Occhi puntati su tutti. Anche se siamo quasi a fine stagione sicuramente ci saranno degli ottimi risultati.

Come è possibile iscriversi alle gare in programma?
Iscrizioni entro Martedì 12 Settembre ore 23.00 sul sito TESSONLINE.FIDAL.IT indicando i tempi di accredito.
Le conferme entro Giovedì 14 Settembre ore 23.00.
Non verranno accettate iscrizioni sul campo gara.

A lei Silvio invece chiediamo con quale spirito si organizza un evento tradizionale, il più longevo dopo il Miglio di Voghera, del Club del Miglio?
La passione per l’atletica, la tradizione e l’attaccamento ai colori sociali, il desiderio di offrire agli atleti manifestazioni di qualità, un’occasione per rivedere gli amici. Queste sono le motivazioni più forti, ma non le sole, che ogni anno ci spingono a rimetterci in gioco, con qualche capello bianco in più, ma ancora con tanto entusiasmo.
Il mancato ricambio generazionale ci mette sempre più alla prova, ma teniamo duro.

Per concludere ci permettiamo un approfondimento: ma la passione e l’attenzione verso il Miglio è una questione di famiglia o dobbiamo andare a scomodare la genetica?
La passione per il Miglio è nata, quasi per caso, nel 1990 quando noi allora giovani del Tiremm Inanz ci allenavamo a Milano di fronte al Campo Colombo. Il rettangolo che costituiva il perimetro dei tre prati prospicienti il campo misurava 1600 metri; da lì l’idea di una gara su un giro secco della distanza Inglese, che ai tempi non era molto popolare in Italia. Il successo è stato immediato, con lo spettacolo di poter vedere tutta la gara da qualsiasi punto del percorso. Dopo qualche anno ci siamo dovuti spostare a causa di modifiche urbanistiche che hanno cambiato la geografia della zona e siamo diventati itineranti, sposando progetti interessanti e promuovendo la rapida diffusione della specialità. A Fulvio il merito di aver poi creato il Club del Miglio che ne ha sancito la consacrazione definitiva.

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AFRICA&SPORT: 10 anni di passione e solidarietà

L’associazione AFRICA&SPORT ODV  festeggia i 10 anni di attività. Una ricorrenza e un traguardo importante per l’Associazione varesina con sede ad Azzate, impegnata nel sostenere l’attività sportiva degli atleti africani, in particolare attraverso la collaborazione con il team austriaco Run2gether con sede a Kiambogo, in Kenya, tra le cui fila gareggia un nutrito gruppo di top runner. Con la CORRIAZZATE by NIGHT del prossimo 7 settembre, si darà il via ai festeggiamenti .
Ne parliamo con Marco Rampi, presidente e fondatore dell’associazione AFRICA&SPORT.

Ciao Marco, proviamo a ripercorrere la storia dell’associazione. Come è nato il desiderio di dare vita a questo progetto e perché?
Dopo anni di impegno in alcuni paesi e contesti del continente africano, la comune passione per lo sport, ha portato un gruppo di amici ad approcciare più da vicino realtà che hanno nello sport uno strumento di riscatto sociale da situazioni di degrado e/o di povertà. Negli anni abbiamo sostenuto attività legate al basket, al calcio, alla pallavolo, allo skate, alla corsa. Lo abbiamo fatto in Etiopia, Uganda, Kenya e Tanzania. In particolare ci siamo concentrati sulla corsa, dove l’Africa esprime delle eccellenze a livello mondiale e si riscontra tanto talento che ha bisogno di essere sostenuto e “guidato” correttamente.

In questi anni sono stati tanti gli atleti che sono passati da Azzate e che hanno lasciato il segno: qualche ricordo e nome in particolare?
Tanti volti, tante storie e situazioni diverse, belle, meno belle, difficili, complicate. Molti successi importanti. Come non ricordare la prima volta della Stramilano o della Cinque Mulini, del Campaccio, della Maratona di Venezia, del Giro di Castelbuono, di Pettinengo. Su tutti sicuramente la figura di Thomas Lokomwa, bel talento, due volte vincitore della Stramilano e purtroppo prematuramente scomparso in un tragico incidente stradale in Kenya,

L’attività e la mission dell’associazione non possono fare a meno dell’aiuto e del sostegno degli associati e dei suoi simpatizzanti: vogliamo ricordare in che modo sia possibile contribuire al progetto AFRICA&SPORT?
Siamo tutti volontari e senza il contributo di ciascuno non potremmo fare nulla. Si può contribuire in tanti modi: dedicando del tempo nella gestione degli atleti (portarli alle gare, seguirli negli allenamenti, avendo cura della guest house dove sono ospiti ad Azzate), organizzando momenti di incontro e conoscenza con gruppi di appassionati runner e non, raccogliendo fondi o facendo una donazione diretta all’Associazione.
Per rimanere informati: www.africasport.it, la nostra pagina facebook Africa&Sport e la nostra email: info@africasport.it
Visita il sito dell’associazione AFRICA&SPORT    QUI

Giovedì 7 settembre con la CORRIAZZATE by NIGHT, festeggerete ufficialmente i 10 anni di attività: quale è il programma dell’evento e come fare per iscriversi alla corsa?
Partiamo alle 17 con la gara per i bambini/ragazzi dell’Oratorio di Azzate. Si prosegue con la gara amatoriale iscritta al calendario nazionale della Fidal. Per i non tesserati e non agonisti c’è la possibilità di iscriversi alla corsa-camminata non competitiva.
Infine alle 21 parte la gara elite ad invito, riservata ad atlete donne di alto livello.  A seguire la gara maschile.
Le iscrizioni sono aperte sul portale www.endu.net fino al 4 di settembre, per poi riaprire il giorno della gara in zona partenza/arrivo.  
Vi aspettiamo!

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Club del Miglio: la parola al patron Fulvio Frazzei

Approfittiamo della pausa estiva per ritrovarci con Fulvio Frazzei, patron del Club del Miglio e tirare, a mente lucida e riposata, le fila di questa prima metà di stagione del circuito che raccoglie intorno a sé, appassionati e atleti sulla distanza dei 1609,34 m.

Ciao Fulvio, ben ritrovato, ti stai godendo le vacanze o la tua mente è già proiettata ai prossimi impegni in pista?
Ciao Marco! La risposta già la sai: non si va in vacanza da una passione, questa ti accompagna in ogni momento della tua giornata ed in ogni momento della giornata può avvenire l’incontro, la lettura, la conoscenza per una nuova avventura da intraprendere.

Il Club del Miglio ha chiuso la prima parte della stagione il 1° di luglio con il 24° Miglio di Lonato. Sei soddisfatto del percorso fatto fino a questo momento? Quali sono stati a tuo avviso i momenti migliori e quali le situazioni che, nonostante la lunga esperienza, sono da rimettere in discussione?
Dopo tanti anni in cui ne abbiamo visti di tutti i colori direi che possiamo ritenerci soddisfatti del percorso fin qui intrapreso quest’anno anche se difficoltà non ne sono certo mancate a cominciare dall’improvvisa defaiance di una ns prova sostituita egregiamente ed in tempi record da una prova organizzata in collaborazione fra tutte le nostre Società nel nostro “fortino” di Pioltello! L’ingresso della prova di Codogno nel contesto di Codogno Comune Europeo dello Sport 2023, in un impianto nuovo di zecca con una nuova società aderente al CdM è sicuramente la novità di quest’anno con le relative preoccupazioni della vigilia e la soddisfazione del post gara svoltasi alla presenza delle maggiori autorità cittadine entusiaste dell’evento.

Per quanto riguarda le situazioni da rimettere in discussione al momento non vedo particolari criticità, il format è collaudato in ogni momento, l’unica criticità, a noi non attribuibile, può essere la presenza di giudici Fidal che in numero non sufficiente possono rallentare lo svolgimento delle prove. La professionalità, la passione e la dedizione dei giudici presenti è encomiabile, abbiamo un grande affiatamento con tutti loro e la collaborazione è massima ma all’aumento delle manifestazioni a cui devono garantire l’ufficialità fa da contraltare la sempre più difficile crescita degli stessi giudici  per cui devono sopportare servizi impegnativi per più ore ed in più luoghi in giornate successive con la relativa diminuzioni di presenze nelle varie prove a scapito della fluidità delle manifestazioni.

Da settembre si tornerà a correre e si chiuderà la stagione con un tris di gare decisamente entusiasmanti, partendo dal Miglio Ambrosiano passando per quella che ormai è la trasferta più articolata e apprezzata di Chiavenna, per chiudere in pompa magna con il 2° Miglio di Cristina a Cornaredo. Vuoi introdurci questi appuntamenti?
Cominciamo dal Miglio Ambrosiano, che confermando la sua natura itinerante ci porta quest’anno, il prossimo 16 settembre, a Cormano, nuovo campo e nuova società collaboratrice, la Nuova Atletica Astro, che con l’Atl. Ambrosiana proporrà questa 33^ edizione inserita anche quest’anno nel Trofeo Regionale Master Oxyburn. Spazio quindi ad altre gare di velocità e di salti con inizio fin dal mattino.  La “scoperta” di un nuovo impianto per il nostro circuito anch’esso appena rimesso a nuovo, contribuisce ad assicurare il divertimento e l’ufficialità dei risultati ottenuti essendo questo l’ultimo allenamento per chi la settimana successiva sarà di scena ai Campionati Europei in Pista a Pescara.

Miglio de La Brisaola a Chiavenna, sabato 30 settembre, ormai una piacevole tradizione che in molti attendono per un we lassù fra sport e gastronomia. Partiremo a breve con la prenotazione della nostra base logistica sul posto: un agriturismo, naturalmente, dove da anni riempiamo tutta la struttura. Sempre bella Chiavenna, sempre in gamba la società organizzatrice e sempre un piacere tornarvi. Provare per tornare!
Concludiamo infine con il Miglio di Cristina a Cornaredo il 7 ottobre organizzato dal GS Montestella inserito anch’esso nel Trofeo Oxyburn. Entrata lo scorso anno nel circuito come organizzatrice la storica società meneghina ha bruciato le tappe sia a livello agonistico, dove attualmente si ripropone sul podio nella classifica di Società oltre a grandi prestazioni nelle classifiche di categoria individuali, sia a livello organizzativo proponendo una manifestazione a tutto tondo con possibilità di partecipare ad altre specialità. Rimando al nostro sito www.clubdelmiglio.it per informazioni dettagliate su tutto quanto vi è da sapere su queste manifestazioni.

Quale è secondo te la ciliegina sulla torta che potrebbe rendere il vostro circuito ancora più caratteristico e convogliare un maggior numeri di partecipanti?
La ciliegina sulla torta sarebbe l’ufficializzazione della distanza fra quelle Olimpiche naturalmente; sogno irrealizzabile in questo momento. Ci farebbe uscire dallo status di prova spuria e questo porterebbe a conseguenze incredibili al nostro movimento, ma resterà solo un sogno purtroppo.

Intanto quest’anno a Riga il primo ottobre si disputeranno i Campionati Mondiali di Corsa su Strada e per la prima volta oltre ai titoli dei 5.000m e della Mezza Maratona verranno assegnati anche i titoli mondiali sul Miglio. Una vera e propria novità che non potrà fare che bene al nostro settore.

Vi è da salutare poi con piacere e soddisfazione la nascita di un circuito analogo al nostro in Piemonte, il Trofeo Miglio Piemonte che ha preso il via il mese di giugno e si concluderà in ottobre in sette località Piemontesi. Con questo circuito si potrebbe iniziare una proficua collaborazione che potrebbe portare a grandi risultati.

C’è qualche pensiero e riflessione che vorresti condividere con noi in merito alla tua esperienza e più in generale alla storia fin a oggi vissuta con il Club del Miglio?
Ok non riuscire ad essere mai in vacanza dalla passione, ma sono in vacanza e quanto sopra riportato mi fa già parecchia compagnia. 😉

Alla tua domanda intrigante che necessiterebbe di uno spazio dedicato prometto di rispondere al termine della stagione dove a bocce ferme si potranno ripercorre gli oltre vent’anni del CdM in modo più approfondito, dando spazio anche ad altri, indispensabili ed altrettanto protagonisti, interlocutori che con me proseguono e perseverano da anni in questa utopia lunga 1609,34 metri.

Grazie di nuovo Marco per queste opportunità che ci offri e Buone Vacanze a te e a tutti gli amici che ci seguono con naturalmente un arrivederci a Cormano!

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Disturbing Dolls: per correre al ritmo della musica

Musica e corsa, il binomio che anche quest’anno ha caratterizzato la 3°edizione della Ravenna Music Race – Beer Edition dello scorso 22 giugno. Oltre 1000 runners hanno corso al ritmo delle band disseminate lungo tutto il tracciato di corsa. Ad aggiudicarsi il contest musicale di questa edizione i Disturbing Dolls, che il prossimo martedì 29 agosto avranno l’occasione di esibirsi, in una serata tutta per loro, sul palco prestigioso del Darsenale-Summer Night Live. Andiamo a conoscere la band vincitrice in questa intervista.

Ciao ragazzi, chi sono i Disturbing Dolls e da quanto tempo la vostra band è in attività?
Ciao, i Disturbing sono un gruppo funk-rock relativamente giovane (del 2018), formato all’interno del contesto vivo e formativo del Mama’s scuola di musica.

Quali sono i vostri punti di riferimento musicali?
Ci piace sperimentare e cogliere spunti da una rosa di artisti molto variegata, ma due o tre nomi ve li potete sempre aspettare da noi: Sting, Steve Wonder e Prince!

Siete pronti per affrontare questa serata, cosa proporrete nel vostro repertorio il prossimo 29 agosto?
Ci stiamo preparando per questa serata da ormai quattro mesi. Serve molta preparazione perché vogliamo fare bene e perché non abbiamo mai fatto un’uscita così importante: questo, ammetto, ci carica tanto! Speriamo possa passare al nostro pubblico.

Quale è il vostro rapporto con la corsa e cosa vi ha spinto a partecipare come band alla 3° edizione della Ravenna Music Race?
Quella era la prima volta che partecipavamo alla competizione. Quando abbiamo saputo del contest ci siamo subito attivati per cercare di dare il massimo e sembra abbia ripagato.

Siete soddisfatti di questa esperienza, cosa ci dobbiamo aspettare per il prossimo futuro?
Siamo molto soddisfatti dei traguardi raggiunti fino a ora. Come detto, siamo una band giovane, abbiamo ancora molto da imparare e tempo per crescere. Speriamo di avere molte possibilità e palchi per farlo.

Visita il sito e scopri Ravenna Music Race     QUI

Official tag: #disturbingdolls
Foto credit: ravenna music race

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A due passi dal cielo, TOUR

A due passi dal cielo- Tour
Spettacolo concerto con Marco Frattini & Time Machine
chitarra, voce: Marco Frattini
basso, cori: Daniele Sala
batteria, cori: Cristian Daniel
promoter: Mauro Teti

uffici stampa: A-Z Press, RunToday


Prevendita:
 consumazione + bandana ufficiale tour, € 10.00

N.B. prenotazione consigliata:
compila il form allegato

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Eventi: Live Music con Marco Frattini

Corro come il Vento – Tour
Live Music con Marco Frattini
Evento organizzato da Mauro Teti

Special guest: Ludovica Caniglia

dove: Massaua, Via Alessandro Tadino, 17, Milano
quando: martedì 18 giugno 2024, ingresso ore 19.30
info credit: info@iovedodicorsa.com

N.B. prenotazione consigliata:
compila il form allegato

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Club del Miglio: acquisto Passaporto 2024

Acquista il tuo
Passaporto Club del Miglio 2024

Anche nel 2024 potrai partecipare a tutte le 10 gare del circuito del Club del Miglio a un prezzo agevolato pari a € 45.00* e approfittare di tutti i benefits inclusi.
– n. 1 paio di calze Cosmo Running Socks Grey iovedodicorsa
– n. 1 download gratuito nuovo brano musicale A due passi dal cielo
– n.1 buono sconto shop on-line iovedodicorsa € 30, valido per ogni acquisto non inferiore a € 80
– n. 1 confezione con 3 prodotti LEVITEN
– buono acquisto Cosmo Running Pouch a € 5.00 invece di € 17.90
– pettorali gratuiti o a prezzo scontato, di tutte le gare consigliate CDM

*benifits inclusi per aquisto passaporto entro e non oltre il 6 gennaio 2024.

La vendita ufficiale del passaporto è già iniziata. Puoi metterti in lista per la scelta del tuo numero di pettorale personalizzato.
Numeri pettorali disponibili da 1 a 100.

N.B. ricordiamo che la prelazione dei numeri di pettorale verrà data a tutti coloro che hanno acquistato il Passaporto 2023, fino al 31 dicembre 2023.

COME POSSO ACQUISTARE IL PASSAPORTO DEL CLUB DEL MIGLIO 2024?

– compila il form che segue
– effettua il pagamento del tuo passaporto con una di queste due modalità:

Importo 45€
 
1) Bonifico Bancario intestato a:
Fulvio Frazzei
Oggetto: Acquisto Passaporto CdM 2024
IBAN: IT81B0301503200000000043019
Fulvio Frazzei
Fineco Bank
 
2) Satispay

fulvio frazzei    3472200369

Ti chiediamo, una volta effettuato, di inviarci conferma di avvenuto pagamento via email a questo indirizzo allegandoci ricevuta contabile: info@iovedodicorsa.com.

Grazie per la tua adesione e la tua collaborazione

 

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A Livigno il nuovo set fotografico

Livigno, sede di riferimento mondiale in altura a elevata vocazione sportiva e turistica, è la nuova location dell’ultimo set fotografico del brand brianzolo dedicato al mondo del running, IOVEDODICORSA.
La brigata del ristorante Al Mònd Vei, è stata scelta per rappresentare e portare avanti la mission e la filosofia della realtà che fa capo a Marco Frattini.

“Marco, questa estate, è venuto a lavorare per noi. Siamo estremamente felici di aver accettato la sua proposta a partecipare e collaborare a questo progetto fotografico”, afferma John Cusini, general Manager Al Mònd Vei. “Non solo è stata un’esperienza molto gratificante, ma anche una modalità inusuale per consolidare un gruppo di lavoro affiatato e dinamico come il nostro”.

La gestione e la realizzazione di questo photo-set estivo è stata affidata ad Alessandro Martellotta. Specializzato in ritrattistica, moda e motori, ha all’attivo numerose esperienze prestigiose e internazionali, oltre a collaborare da anni con Marco Frattini e il suo brand.
“La prima foto con Marco risale ai tempi dell’asilo. Nel corso di tutti questi anni abbiamo avuto modo di frequentarci e vivere assieme numerose nostre passioni. Ogni volta che mi cerca non so mai cosa aspettarmi. E’ stato davvero piacevole, oltre che inusuale per me, poter affrontare questo lavoro. Ho trovato un gruppo di persone davvero molto disponibili e professionali, in un contesto tanto paesaggistico, quanto rinomato come Livigno. Una due giorni che ha permesso di conoscerci e di poter prepararci al meglio a questo shooting fotografico. Un lavoro che abbiamo portato a termine con grande soddisfazione”.
Visita il sito del fotografo Alessandro Martellotta      QUI

La brigata del ristorante Al Mònd Vei, vede a capo dei due settori, cucina e sala, rispettivamente il giovane Chef (e runner) Gioacchino Saltarella, l’esperto responsabile di sala Maurizio Crapella. Il gruppo può contare su un team internazionale di 18 elementi provenienti oltre che dall’Italia, la nazione più rappresentata, da Albania, Australia, Giappone, Russia e Moldavia.
Guarda il video del backstage      QUI

“La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alla persone cui vuole bene. Questo è il nostro slogan e aforisma che ci accompagna da sempre. Ritengo che rispecchi il gran lavoro di gruppo della nostra brigata qui Al Mònd Vei di Livigno”, afferma Marco Frattini. “Questo nuovo progetto fotografico vuole solo evidenziare, ancora una volta, come la capacità del singolo individuo vada di pari passo in armonia e costellazione con la forza di un gruppo. Anche in ambiti differenti rispetto a quello podistico che ci caratterizza e più ci rappresenta”.

Guarda tutte le foto del servizio fotografico             QUI
Acquista Cosmo Black, Sunset Colection 2018      
QUI

Official tag: #brigataalmondvei

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CUNEO: 6 X SEMPRE FINO ALL’ULTIMO

Il 23 settembre a Cuneo, presso il Parco Fluviale Gesso e Stura, al via la 1° edizione di 6 X SEMPRE FINO ALL’ULTIMO, gara podistica a eliminazione. Chi vincerà? Non il più veloce, ma l’atleta che dimostrerà di essere il più resistente di tutti.

Dall’America la nuova sfida per tutti i podisti
Questo evento prende spunto da un format americano rivisitato per offrire ai partecipanti un’esperienza nuova a stimolante. Si tratta di percorrere a oltranza un circuito su fondo misto lungo 6 Km in un tempo prestabilito, ridotto di un minuto a ogni ripetizione. Al primo turno si ha 1 ora di tempo e si procede a scalare. A ogni turno ripartono tutti insieme gli atleti che hanno completato il giro precedente nel tempo a previsto. Solo due saranno i vincitori: il primo uomo e la prima donna che completeranno più giri. Sono previsti premi in denaro. 

Tanti i campioni che si metteranno alla prova
Sarà un grande evento di sport, musica, divertimento e soprattutto solidarietà. Una prima edizione con un parterre di grandi atleti: GIORGIO CALCATERRA, MICHELE GRAGLIA, MARCO OLMO, SARA PASTORE

Di corsa a sostegno dell’associazione “La cura nello Sguardo”
Correre è bello, ma lo è ancora di più se lo si fa per una giusta causa. Una parte del ricavato dalla vendita dei pettorali verrà infatti devoluto all’associazione La Cura nello Sguardo. L’associazione ha come scopo quello di intraprendere concrete iniziative finalizzate a promuovere la conoscenza delle Cure Palliative e nello specifico delle attività offerte nel territorio dall’ASL CN1.

Cuneo e il Parco Fluviale Gesso e Stura
Con la sua estensione per 5.500 ettari è lo spazio naturale ideale in cui dedicarsi allo sport, trascorrere il proprio il tempo libero, avvicinarsi ad attività didattiche e culturali. Una vera e propria oasi verde cittadina di percorsi ciclo-pedonali che attraversano tutto il territorio del parco per godersi appieno la natura e il suo paesaggio ricco di percorsi adatti per escursioni a piedi o in bicicletta. Bacheche, paline e leggii guidano il visitatore alla scoperta del territorio nei suoi tratti naturalistici e storico-culturali. 

I dettagli di gara
Gara podistica di corsa su strada su terreno misto asfalto 10% e sterrato 90% riservata ad atleti italiani e stranieri, muniti di certificato medico agonistico in corso di validità.
Percorso di 6 Km circa, con 30 m di dislivello positivo
Partenza ed arrivo nell’area «Casa del Fiume» del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo
A partire dalle ore 10:00 di sabato 23 settembre 2023, tutti i concorrenti partiranno in un unico gruppo per completare il primo giro di 6 km in 60 minuti.
Solo chi avrà percorso i 6 km nei 60 minuti potrà riallinearsi alla nuova partenza
Alle 11 ci sarà un nuovo start.
Nei giri successivi verrà tolto un minuto a ogni nuova partenza.
Ogni sessione si ripeterà No Stop fino a quando non ci saranno più concorrenti.

N.B. Solamente chi sarà stato in grado di percorrere il giro nel tempo limite potrà posizionarsi sulla linea di partenza per il successivo. Vince chi riuscirà a percorrere più giri di tutti gli altri concorrenti

Ristoro e Pasta Party Non-Stop
Per tutta la durata della competizione sarà attivo un Party Pasta Non Stop aperta agli atleti e al pubblico, oltre ad attività ricreative, musica dal vivo e concerti organizzati in collaborazione con NUOVO il locale di Cuneo partner dell’evento.

Il programma
Presso il “VILLAGGIO 6 PER SEMPRE, FINO ALL’ULTIMO…” situato all’interno dell’area del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo, Via Porta Mondovì:
Venerdì 22/09/2023:
• Dalle ore 16:00 alle ore 19:00 ritiro pettorali e pacchi gara.
Sabato 23/09/2023:
• Dalle ore 07:00 alle ore 09:30 ritiro pettorali e pacchi gara.
• Ore 09:30 Briefing.
• Ore 10:00 partenza.
Premiazioni all’arrivo dell’ultimo concorrente delle due categorie uomini e donne.

Le premiazioni
Verranno premiati unicamente il primo uomo e la prima donna con il maggior numero di giri percorsi, nel caso di ex aequo, il premio verrà suddiviso equamente tra i vincitori/trici .
(Il premio indicato viene garantito al raggiungimento dei 100 iscritti, nel caso di numero inferiore il montepremi corrisponderà a 10 € moltiplicato per ogni atleta iscritto)

Montepremi
1^ uomo classificato 500,00 euro
1^ donna classificata 500,00 euro

Contatti:
Cell: +393357202300
email: info@seipersempre.run

Iscriviti alla 1°edizione di 6 X SEMPRE FINO ALL’ULTIMO     QUI
Vai sul sito dell’evento e leggi il regolamento   QUI

Official tag: #6xsemprefinoallutimo
Foto credit: ufficio stampa 6 X SEMPRE RUN 

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Club del Miglio: 24° Miglio Atletica Lonato

Sabato 1° luglio, 24° Miglio Atletica Lonato, 7° e ultima prova prima della pausa estiva del circuito del Club del Miglio.
L’evento valido come gara regionale su Pista, si svolgerà presso il campo Sportivo Gabre Gabric, in via Don Luigi Barberis, San Polo (Brescia) prevede competizioni dedicate sia al settore giovanile che a quello assoluto. Con Stefano Avigo, responsabile Atletica Lonato, anche quest’anno si mette a disposizione per introdurci questa manifestazione.

Buongiorno Stefano e ben ritrovato, passano gli anni, ma non cessa il piacere di mettersi alla prova sulla distanza del Miglio. A che punto siamo coi preparativi?
Buongiorno a te. Ci stiamo avvicinando frettolosamente a sabato ma siamo a buon punto con la preparazione del pacco gara e delle premiazioni. Per quanto riguarda la logistica, la pista del centro sportivo Gabre Gabric è in perfetto stato e il tartan e gli spogliatoi sono pronti per ospitare gli oltre 200 atleti che parteciperanno.

Occhi puntati sempre al futuro, con il settore giovanile: chi saranno gli atleti da seguire con maggior interesse?
Per quanto riguarda il settore giovanile, abbiamo iscritti 4 cadetti che hanno tempi di accredito molto interessanti, specialmente Duoccio Gianluca che ha un pb di 2’42 e nelle cadette, Paggi Matilde del G.P. Valchiavenna: l’attendiamo per un sub 3’.
Per quanto riguarda il Miglio donne ci sono le veterane che faranno da padrone e abbiamo il rientro di Tavelli Lia alle competizioni alla ricerca della migliore condizione fisica.
Nel settore maschile i fratelli Galvani dovranno confrontarsi con Sposato Alessio che attualmente ha il miglior accredito.

Oltre alla classica distanza sul miglio in programma sono previste altre prove: come è possibile iscriversi e partecipare? Ci si potrà iscrivere anche a più di una specialità?
Come consuetudine abbiamo inserito in programma altre prove che sono: 400m piani, salto in alto e lancio del giavellotto. Chi vorrà potrà iscriversi senza problemi a due specialità; le iscrizioni sono sempre inserite nel portale della FIDAL on-line nella sezione “iscrizioni gare”.

Previsti nei prossimi giorni, temperature piuttosto elevate, ma quale sarà il vostro antidoto per far sentire meno il caldo e la fatica?
Abbiamo cercato di posticipare l’inizio delle gare verso sera e in più la location della pista è in una posizione vicino alle colline di Brescia che porta sempre un vento piacevole e sicuramente toglierà quel caldo che in questi giorni è assai fastidioso.

Dopo questa giornata ricca e intensa, Atletica Lonato andrà in vacanza o avrete nuovi impegni da affrontare?
Abbiamo dovuto anticipare la data del Miglio per questioni personali in quanto l’Atletica Lonato ha affrontato in questi ultimi due mesi, l’organizzazione di cinque manifestazioni importanti quindi, possiamo anche prenderci un attimo di pausa meritata, ma solo per quanto riguarda l’organizzazione di gare mentre per l’attività di corsi e attività personali sportive (partecipazioni a gare su strada, pista o trail), quella non ha pause.

Grazie e in bocca al lupo per la buona riuscita del 24° Miglio di Lonato

Iscriviti alla 7° tappa: 24° Miglio Atletica Lonato     QUI
Scopri il Club del Miglio.    QUI

Official tag: #clubdelmiglio
Foto credit: Club del Miglio

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Un passo per Ravenna

Il brand iovedodicorsa sostiene e promuove l’evento virtuale UN PASSO PER RAVENNA in favore della popolazione romagnola colpita dalla terribile alluvione che ha devastato gran parte del territorio ravennate.

“Sollecitati da più parti ad attivarci a seguito della recente emergenza in tutta l’Emilia Romagna e di promuovere iniziative che potessero sostenere economicamente la popolazione, come già accaduto in passato, si è ritenuto più efficace mettersi a disposizione dell’evento organizzato da ASD Ravenna Runners Club, una realtà con la quale siamo in stretto contatto e direttamente coinvolta in questa situazione” afferma Marco Frattini, titolare del brand iovedodicorsa.

“Sarà nostra premura metterci a disposizione non solo sul fronte economico, ma soprattutto amplificando la richiesta di sostegno coinvolgendo più partner possibili. Su questo fronte abbiamo avuto già numerose conferme: Club del Miglio, Piossasco Trail Runners, Africa&Sport e chiunque avrà a cuore questa situazione. E saremo in tanti, ne siamo più che convinti. Questa è una gara che si vince solo correndo tutti uniti e assieme”.

“Abbiamo fatto questa raccolta fondi – dice Stefano Righini, Presidente di Ravenna Runners Club – perché la nostra città ci ha sempre dato tanto e ora ha bisogno di noi. Ci faremo trovare pronti, il poco o il tanto che riusciremo a raccogliere sarà comunque un aiuto in favore della città di Ravenna. In accordo con il Comune di Ravenna, verseremo il totale delle donazioni che serviranno per aiutare i cittadini e le attività che sono stati fortemente danneggiati da questo terribile evento naturale. Siamo consapevoli che anche lo sport debba attivarsi per aiutare nella ricostruzione. Noi abbiamo deciso di sensibilizzare il mondo del running che da sempre riconosce la bellezza della città di Ravenna e l’ospitalità della sua popolazione. Ora chiediamo loro di scendere in campo per aiutarla a poter tornare come era prima, e quindi, meravigliosa”

Effettua subito la tua donazione    QUI 

Official tag: #emergenzalluvionemiliaromagna
Foto credit: Maratona di Ravenna Città d’Arte

 

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Club del Miglio: 3° Miglio di Vignate

Il Miglio di Vignate è una delle prove più recenti e “giovani” inserite nel calendario del Club del Miglio. L’evento organizzato da Atletica Vignate, si presenta come una giornata di sport dedicata al mondo dell’Atletica Leggera con la prova sul la distanza del Miglio a fare gli onori di casa.
Ne parliamo con Davide Ripamonti, responsabile dell’Atletica Vignate.

Buongiorno Davide, siamo già al 3° Miglio di Vignate. Siete pronti ad affrontare questa nuova edizione?
Certamente, siamo molto soddisfatti di tenere anche questa terza edizione qui in casa nostra. Vedere che anche quest’anno siamo riusciti a portare un po’ di competizione anche a Vignate non ha prezzo; reduci dall’edizione di successo dell’anno scorso ci stiamo già muovendo per tutti i preparativi, il programma gare sarà intenso. Non vediamo l’ora di accogliere tutti!

Il 3° Miglio di Vignate vuole essere una manifestazione sportiva che veda la partecipazione di atleti di ogni età e livello. Quale sarà il programma completo e quali sono le vostre aspettative in merito?
Programma denso il 20 maggio: come contorno al miglio vero e proprio avremo una novità di quest’anno per la categoria Esordienti, ovvero il triathlon, dove i piccoli atleti si sfideranno nei 400m, nei 50m e nel lancio del vortex; non mancheranno però i soliti 1000m Ragazzi e Cadetti. Grazie alla collaborazione con Fidal Milano e il Comitato Regionale Lombardia terremo anche concorsi di salto in alto maschile e salto in lungo per i Cadetti; come gare di velocità avremo i 60m Ragazzi, 80m Cadetti e, per gli Assoluti, i 200m, anch’essa novità di quest’anno. Si vedranno delle belle sfide. Tutte le informazioni verranno poi pubblicate sul nostro sito.

Il vostro evento è dedicato alla memoria di Ruggero Tagliaferri: ci puoi raccontare e parlare di Ruggero?
Personalmente io, data la mia età di 25 anni, non ho conosciuto di persona Ruggero; mi sono fatto però raccontare chi fosse e sinceramente questo evento è, secondo me, il modo migliore per ricordarlo; dalle parole degli storici e veterani della nostra atletica, Ruggero era una persona davvero speciale, sempre attivo e disponibile come volontario nella gestione, un ottimo allenatore molto capace ed esperto, che riusciva a tenere unito il gruppo master della nostra società, il tutto sempre con sorriso e voglia di fare. Era per tutti, oltre che un coach, un amico sincero su cui si poteva contare. Era anche un ottimo appassionato del miglio, quindi dedicarlo a lui è la scelta più giusta per onorarne il suo ricordo.

Come è possibile iscriversi alla gara sul Miglio del 20 Maggio?
Molto semplice! Essendo un evento realizzato in collaborazione con la Fidal, le società affiliate a quest’ultima utilizzeranno il solito portale sigma tess_online per procedere all’iscrizione. Tutte le informazioni, comunque, si possono trovare sul sito Fidal e, a breve, anche sul nostro sito di società www.atleticavignate.com .

Fiore all’occhiello dell’Atletica Vignate è il Giro dei Fontanili la cui prima edizione risale oramai al lontano 1986. Ce la può presentare?
Il 29 ottobre 2023 organizzeremo la 35° edizione del Giro dei Fontanili sempre qui a Vignate; è una manifestazione non competitiva che si snoda sul percorso cittadino vignatese e nelle campagne dei paesi limitrofi e che mischia parti su strada e parti sterrate, stile cross; si potrà scegliere tra i 7,5km, i 16km o i 22km. È aperta a tutti, dai runner più competitivi alle famiglie che desiderano passare una mattinata all’insegna del movimento e della corsa. Siete tutti i benvenuti, Vi aspettiamo!

Iscriviti al 3° Miglio di Vignate     QUI
Scopri il Club del Miglio.    QUI

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Foto credit: Club del Miglio

 

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Lago Maggiore Half Marathon

Domenica 14 maggio torna la Mezza Maratona del Lago Maggiore.
C’è ancora tempo per richiedere il codice sconto su
www.ciaorunner.com per partecipare a un prezzo agevolato, non solo in uno dei tracciati più belli e affascinanti tra le mezze maratone italiane, ma anche tra più veloci.
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Nella storia di questa manifestazione il crono di 59’06” del keniano Daniel Kipchumba, il secondo su suolo italiano all time sulla distanza con percorsi certificati di categoria “A”, la partecipazione della primatista mondiale di maratona, la keniana Brigid Kosgei (2h14’04”, Chicago 2019) che nel 2017 ha chiuso in 1h07’35”, tutt’ora record del percorso femminile e i primi due gradini del podio 2021 occupati da primatista ed ex-primatista europeo di mezza maratona, lo svizzero Julien Wanders e il norvegese Sondre Moen, entrambi allenati da Renato Canova.

Attese quasi 2mila persone, al via anche la 10 km competitiva e non competitiva. Tantissimi gli stranieri e da fuori Regione, che coloreranno le sponde del Lago Maggiore aggiungendo una nota di allegria ad un territorio dalla bellezza straordinaria.

Come afferma l’organizzatore Paolo Ottone: “Vetrina importante per il nostro territorio a livello internazionale. Sono sempre felice di dare continuità agli appuntamenti che, oltre a un’occasione di sport, sono una vetrina per il nostro bellissimo territorio che fa da sfondo come in una cartolina. Grazie al sostegno delle istituzioni e di partner importanti come SPORTWAY, CRAFT, Autotorino Spa e Isostad, al mio staff e al corpo di volontari coordinati dalla Questura di Verbania, senza i quali non sarebbe possibile svolgere l’evento, siamo giunti alla XV edizione e abbiamo avuto l’occasione di avere qui atleti di calibro internazionale. La gara avrà quasi 2mila partecipanti e tornerà in versione domenicale, in una bella domenica di primavera inoltrata, spero che per tutti sia l’occasione per concedersi una mini vacanza.”

Due le manifestazioni competitive, la Lago Maggiore Half Marathon di 21,097 km e la 10 km, entrambe anche in versione non competitiva, quest’ultima con partenza differita di cinque minuti. Il primo colpo di pistola sarà per la XV LMHM alle ore 9.00 dallo splendido lungolago di Stresa da cui i podisti raggiungeranno Verbania dopo aver affrontato un percorso velocissimo e panoramico, caratteristiche che hanno fatto guadagnare all’evento il riconoscimento di “percorso più panoramico d’Italia” e tra i più veloci del Bel Paese. Partenza della 10 km alle 10.00 da Fondotoce in direzione di Verbania dove i runner di entrambe le manifestazioni condivideranno il traguardo.

T Shirt e Medaglia per tutti i partecipanti
T-SHIRT – È una tradizione consolidata e sempre molto apprezzata quella della T-shirt tecnica che i runner ricevono insieme al pacco gara, in ricordo della partecipazione alla manifestazione. Rosa per lei, blu per lui, entrambe raccontano un importante e suggestivo scorcio del territorio, il profilo dell’Isola dei Pescatori stilizzato sul petto, appena al di sotto di un decoro geometrico tono su tono. Il nome dell’evento è in grossi caratteri con linee azzurre che ricordano le acque del Lago Maggiore. A completamento, i loghi dei partner dell’evento.

MEDAGLIA – Impareggiabili le emozioni del traguardo alle quali si aggiungono quelle della medaglia finisher, un oggetto di metallo dorato nel quale è inciso, in analogia con la T-shirt, il profilo dell’Isola dei Pescatori che poggia sulle acque del Lago Maggiore. Il nome dell’evento è riportato su un secondo anello impreziosito da alcuni angoli che conferiscono un effetto cornice trasformando l’intaglio dell’Isola in un vero e proprio piccolo quadro. Toni di blu per il nastro decorativo che riporta nome e data della manifestazione.

Dove alloggiare
Trattandosi di un contesto dalla straordinaria
offerta turistica, sul sito della manifestazione sono disponibili una sezione dedicata all’OSPITALITA’ e una GUIDA SPETTATORI. Tra le strutture aderenti, il Continental Camping Village, pronto ad offrire tutti i comfort per una mini vacanza di primavera, di famiglia o con gli amici.

Iscrizioni
Le iscrizioni sono già attive.
Iscriviti subito
QUI

Official tag: #lagomaggiorehalfmarathon
Fonte e foto credit: Cesare Monetti, Ufficio Stampa Sport PRO-MOTION A.S.D.

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