Lunedì, 21 Dicembre 2015 15:16

Massimo Bignotti: "Obiettivo 100k"

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DUE CHIACCHIERE CON MASSIMO BIGNOTTI 
AMICO E PORTA COLORI DEL BRAND IOVEDODICORSA
 
Massimo ultra-maratoneta per passione porta avanti con determinazione la sua crociata personale
contro il muro delle 9h nella 100km. 
Un traguardo ambizioso che sfugge di poco e che più prima che poi sarà raggiunto.
 
La tua prossima 100km sarà a Seregno la prossima primavera,
ma toglici una curiosità: perché correre una 100km?
Beh, personalmente la prima idea risale a quando ero adolescente, 
quando mio padre faceva servizio con gli amici dello sport di Desio per la vecchia 100 km della Brianza e mi raccontava, 
poi questo pensiero è rimasto accantonato fino a quando ho iniziato a intraprendere la strada della Maratona con una certa continuità. 
La vivo come una sfida personale, sono solo un tapascione e per me è una sfida con me stesso, 
lo è stata la prima volta e lo sarà ancora fino al raggiungimento di quel muro.
 
Esistono diversi approcci alla corsa più o meno validi, come hai intrapreso la strada delle 100km?
Il mio approccio è stato cauto, mentre sulla maratona mi ci sono buttato a capofitto partendo da zero, 
alla 100km ci sono arrivato dopo 2 anni di “lavoro” per creare le condizioni giuste, 
sono partito aumentando a 10 le maratone annue e facendo anche delle ultra-maratone di 6 ore. 
 
Hai un allenamento specifico per preparare una competizione di questo genere? 
C’è qualcuno che segue e coordina i tuoi allenamenti? 
Per preparare il mio esordio sulla distanza nel 2012 mi ha dato un aiuto fondamentale un grande ultra-runner (Ciro Di Palma) 
e ho chiesto consigli ad altri atleti di livello sulla 100km, 
ma ora pur confrontandomi sempre con altri mi sono preso “le misure” e mi preparo tabella e mi coordino da solo.
 
A Seregno giocherai in casa e potrai contare sul sostegno e l’affetto di tutte le persone a te care, 
ma quando ti alleni e comunque anche in gara si è sempre in simbiosi con la propria fatica, 
dove trovi le motivazioni per percorrere così tanti chilometri e come affronti i momenti di difficoltà?
Ho fatto una volta il Passatore, gara meravigliosa e indimenticabile, 
ma Seregno è la gara di casa e la presenza di mille amici è stata sempre un prezioso alleato 
soprattutto nei momenti di difficoltà che fin ora sono sempre arrivati. 
Tra il 70° e il 90° km si corre col cuore e con la testa più che con le gambe, 
il fisico vorrebbe mollare, ti passa l’idea che se stramazzassi a terra finirebbe il “calvario”, 
ma fai un altro passo e un altro ancora… e un passo alla volta superi la crisi e ricominci incredibilmente a volare.
 
Come cantava Battisti: 100km “posson bastare” o vorresti spingerti oltre?
Beh ci ho pensato un paio d’anni fa, alla 9 colli running in particolare (202 km), 
ma mi conosco e se scattasse davvero la scintilla non sarebbe certo 
per improvvisarla e quindi dovrei fare un “lavoro” chilometrico ancora maggiore. 
Insomma per ora è no, ma non si sa mai.
 
Grazie
Letto 1638 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Dicembre 2015 12:21

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