Domenica, 28 Febbraio 2016 14:59

DUILIO FONDRA RACCONTA IL SUO TOR DES GEANTS

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Il Tor des Geants ormai è leggenda e traguardo per gli appassionati di trail e montagne.
L’ultima edizione di questa gara imponente si è svolta in condizioni climatiche avverse tanto da essere sospesa. 
La maggior parte degli atleti partecipanti sono stati fermati e hanno dovuto rinunciare al sogno che per lungo tempo li ha esaltati.
 
Ciao Duilio anche tu hai dovuto fare i conti con il fato: 
cosa  hai provato quando hanno sospeso la gara?
Ciao Marco. Quando hanno sospeso la gara la prima volta me lo hanno comunicato un ora dopo che ero entrato  al punto di controllo. Pensavo che per motivi di sicurezza ci avrebbero trasportati alla base vita. Invece dopo 4 ore di attesa siamo ripartiti così come eravamo arrivati. Sinceramente non ho condiviso questa scelta. Con la neve appena scesa nella notte ero un po’ preoccupato...
 
Perché si deicide di correre il Tor des Geants?
Ho scoperto l’esistenza di questa gara tre anni fa. Non ho corso il TOR per vincerlo o per fare un bel tempo. Ho deciso di correrlo per vivere la montagna, vedere posti che ho sempre sognato e per confrontarmi con i miei limiti. Ma soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, per vivere la montagna attraverso un’esperienza particolare: il TOR appunto.
 
Quanto tempo ti sei dato per prepararlo e in che modo?
La preparazione è iniziata un anno prima ancora di sapere di partecipare. 
Mi allenavo con uscite di circa un’ora durante la settimana e con lunghi di 12/16 ore il sabato e la domenica.
 
In chiave più introspettiva il Tor è anche una grossa opportunità per fare un bilancio personale e poter parlare e confrontarsi con se stessi: cosa ti sei chiesto e cosa ti sei risposto lungo tutto l cammino?
Il TOR è stato una grande avventura. Credo di aver appreso diverse cose: quanto sia fondamentale ascoltare  se stessi quando si hanno dei dubbi. 
Inoltre ho rimesso in gioco il mio rapporto con la montagna: mi ha fatto vedere quanto io possa dare alla Mantegna e quanto io possa essere ricambiato da lei. Ora  ho l’impressione di vivere la montagna ancora più di prima.
 
Hai detto addio o solo arrivederci a questo sogno? 
Correre e completare il TOR resta un gran bel sogno. Poter arrivare al traguardo per me sarebbe il massimo. I sogni sono fatti per essere realizzati e sono convinto che sia necessario credere sempre nei propri sogni per raggiungerli vivendo in modo semplice e genuino la propria passione.  
Quest’anno mi iscriverò ancora. Vivrò e affronterò questa mia passione alla grande dando il massimo sempre e comunque. 
Grazie a Marco Frattini per il sostegno e per questa chiacchierata.
 
Grazie a te e buona fortuna.
 
Letto 1860 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Febbraio 2016 11:22

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