"La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene"

 

 

 

 

Riparto da questa frase per fare ordine. Per pormi un obbiettivo da raggiungere e per dare senso e valore a ciò che penso e faccio. Elena mi ha soprannominato "prolisso" e per una volta le do ragione. Tutto merita continue postille per riuscire a capire e spiegare il perché e il per come delle cose.

Ma andiamo per ordine.

Un bambino tutto giochi e amici

Ho delle immagini nitide e piacevoli dei primi anni di vita. Quanto mi sono divertito all'asilo, nel gruppo dei fiocchi verdi sotto la guida di Suor Maria Luigia. Alcuni dei bambini conosciuti li, sono ancora oggi amici preziosi: Andrea, Gabriele... tanto per citarne alcuni. Il passaggio alla scuola elementare ha portato dei cambiamenti inevitabili in termini di contatti e novità. Su questi banchi ho incontrato Cesare, che già conoscevo di vista. Le nostre strade si sono incrociate e continuano tutt'ora a ritrovarsi.

A quell'età giocavamo a pallone nel cortile di casa e organizzavamo delle sfide con le altre classi della nostra scuola al campo dell'oratorio San Giacomo.

Non ero uno studente modello, però me la cavavo. Mi piaceva disegnare, la matematica e avevo trovato un buon metodo per imparare le poesie a memoria.

Questo a discapito dell'italiano che faticavo a esprimere correttamente nei miei scritti e questo mi costò ore e ore in compagnia della Maestra dell'Oca invece che dei miei amici.