Neurinoma e sordità

L'anno della prima maratona coincise con la perdita definitiva dell'udito e precedette di poco un altro impegnativo traguardo: la laurea. Non so se fu un caso o una reazione del mio subconscio. La storia della mia sordità è decisamente atipica e  antropologicamente ancora da spiegare.

All'età di 19 anni fui sottoposto a un'intervento d'urgenza. Mi venne asportato una massa neoplastica di circa 7cm di diametro con rescissione del nervo acustico di destra e con blocco parziale del nervo facciale dx. Feci i conti con la nuova realtà che mi aveva messo per la prima volta di fronte a un cambiamento repentino e irreversibile. Ripresi a condurre la mia vita di sempre, ossia suonare e non-studiare, ma in chiave monofonica. L'ordine degli addendi della mia vita, in qualche modo cambiò. Il risultato alla fine, magari, sarà il medesimo, ma vivere esperienze che scombussolano tutte le certezze, ti cambiano nel profondo dell'anima, alcune in meglio altre in peggio e danno un'accelerata significativa all'evoluzione dell'individuo.

Tre anni più tardi mi furono diagnosticate delle recidive bilaterali che avrebbero potuto compromettere definitivamente l'udito, come poi avvenne.

Non si è mai preparati abbastanza, soprattutto quando ci si pone in un'ottica di disfacimento.

Perdere l'udito a trent'anni non è un tragedia. Non è la cosa che tutti sognano, ma sarebbe andata peggio se per esempio avessi perso la capacità di reagire.

Mi è andata bene.